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Jonathan Rea, l’intervista: “Il segreto per vincere tre Mondiali? Godersi la vita”

Jonathan ReaJonathan Rea

Credits: Dario Aio

Nel 2018 il numero 1 rimarrà incollato sul cupolino di Jonathan Rea: il 30 settembre, a Magny Cours, il nordirlandese ha vinto il Mondiale delle derivate con due round d’anticipo. Ed è entrato nella storia: è il primo pilota a conquistare tre titoli consecutivi nella WorldSBK.

A quota 50 gare vinte, soltanto Troy Bayliss (3 mondiali e 52 vittorie) e Carl Fogarty (4 mondiali e 59 vittorie) hanno fatto meglio di lui. “Ancora non ci credo: il mio sogno era diventare campione del mondo, esserci riuscito tre volte va oltre ogni aspettativa” dice il rider del Kawasaki Racing Team.

Ci riassumi queste tre stagioni memorabili?

“Nel 2015 sono entrato nella scuderia Kawasaki e la ZX-10RR era perfetta: ci sono salito sopra ed era pronta per vincere, non è stato difficile portare a casa il titolo. Il 2016 è stato una bella sfida. La moto era nuova di zecca, dal telaio al motore, e svilupparla ha richiesto un impegno enorme; abbiamo lavorato sodo per risolvere i problemi emersi durante i test invernali e siamo riusciti a vincere subito, a Phillip Island.

Quest’anno abbiamo dimostrato la forza della squadra e della factory, sempre compatte: siamo partiti con un ottimo pacchetto e ci è bastato mettere in pratica le informazioni che avevamo raccolto”.

Nel 2018 scade il tuo contratto con la Kawasaki.

“Entro fine dicembre incontrerò i dirigenti della Ninja per capire i loro piani. Altri due anni sulla “verdona” sarebbero perfetti, insieme abbiamo ottenuto risultati eccezionali, ma valuterò anche l’ipotesi di passare in MotoGP, se arriva qualche proposta interessante”.

Con il record di tre Mondiali di fila in bacheca non hai pensato di ritirarti?

“No, in pista mi diverto ancora da matti. Però, di sicuro appenderò il casco al chiodo prima dei 40 anni, così potrò dedicarmi alla famiglia. Mia moglie Tatia e i piccoli mi seguono in quasi tutte le tappe del campionato, ma questo mestiere toglie un sacco di tempo prezioso: tra gare, allenamenti e test, i giorni liberi nell’arco di un anno sono davvero pochi”.

Hai dei progetti per quando lascerai le corse?

“Starò di più a casa, altrimenti Tatia chiede il divorzio. A ragione: dopo tanti anni da vagabondo, ci meritiamo tutti una vita più tranquilla, normale. Però continuerò a praticare il motocross, magari parteciperò a qualche gara ‘senior’, e se i miei figli si appassioneranno alle due ruote, li sosterrò. Jake, di 4 anni, ha la sua moto e sembra portato. Tyler, che ha 2 anni, monterà in sella presto”.

Ci rimarresti male, se non seguissero le tue orme?

“No, sono liberi di fare ciò che vogliono. Preferiscono il calcio? Vorrà dire che li porterò allo stadio invece che all’autodromo”.

Il Mondiale terminerà il 4 novembre: cosa farai dopo l’ultima gara a Phillip Island?

“Il calendario sembra tagliato su misura per me: mia moglie è cresciuta vicino al circuito e approfittiamo per fermarci. Un bel po’: in Europa d’inverno il clima è orrendo e di solito trascorriamo qualche mese con la sua famiglia. A inizio dicembre, tra l’altro, sarà pronta la nostra casa”.

Vi trasferirete in Australia?

“È un’opzione, non a breve termine. Io e Tatia stiamo valutando l’idea di costruire la casa dei nostri sogni nella mia Irlanda del Nord. Abitiamo sull’Isola di Man, lontani dai nostri cari, e per i bambini è fondamentale crescere con l’affetto dei parenti”.

Hai 30 anni e corri in pista da oltre 10: sei cambiato come pilota?

“Da quando guido la Kawasaki, sì: la moto richiede frenate e accelerazioni continue, mentre a me viene facile farla scorrere, stare composto e senza gomiti a terra. Adesso ho uno stile più dinamico: Quando mi rivedo nei video di qualche anno fa, sembro pigro, svogliato”.

Come uomo sei cambiato?

“Sì, in meglio: prima mi stressavo per le sciocchezze, ora mi preoccupo solo per le questioni importanti. Grazie ai bambini: mi hanno insegnato loro a non sprecare tempo ed energie. Nei rookie, ritrovo me stesso una decina d’anni fa: come per loro, la moto era la mia ragione di vita e non ero felice”.

Hai rimpianti?

“No, da ragazzino non ho rinunciato a niente, ho fatto tutto quello che fa qualsiasi teenager, compreso andare alle feste e bere litri di birra. Non ho mai preso droghe perché mio padre non scherzava: se mi avesse scoperto, avrebbe venduto la moto. Adesso che ho dei figli, lo capisco perfettamente”.

Perché dici che non eri felice?

“Intorno ai 20 anni ero diventato ‘motocentrico’, tutto il resto non esisteva e, se una gara andava male, restavo triste e deluso fino alla successiva. Anche i rider della MotoGP non sprizzano di gioia.

Mi piace Aleix Espargaró e lo seguo sui social: pubblica solo foto di cibo e mi mette una desolazione unica. Un giorno gli ho scritto: ‘Spero che ti mangerai presto una mega bistecca.

Io, se mi sveglio e ho voglia di gelato, lo mangio. Bisogna trovare il giusto equilibrio e godersi la vita, che è solo una. Per fortuna l’ho capito abbastanza presto: ricordo domeniche sere fantastiche nel 2009, dopo le gare, in compagnia di Troy Bayliss e Noriyuki Haga”.

Oltre a diventare una leggenda della WorldSBK quest’anno hai ricevuto l’onorificenza di membro dell’Ordine dell’impero britannico.

“Non mi erano mai arrivati tanti messaggi di congratulazioni, nemmeno dopo aver vinto i campionati. È un riconoscimento di cui vado fiero perché regala una popolarità unica al mio sport. Che il merito vada ai prinicipi i William e Harry? Potrebbero essere stati loro a segnalare il mio nome alla regina Elisabetta”.

Tutto sul Superbike

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Fiat: 500 Tipo per i Carabinieri

Fiat Tipo CarabinieriFiat Tipo Carabinieri

Fiat Tipo Carabinieri interniFiat Tipo Carabinieri interni

Fiat Tipo Carabinieri profiloFiat Tipo Carabinieri profilo

Fiat Tipo Carabinieri tre quarti posterioreFiat Tipo Carabinieri tre quarti posteriore

 

La Fiat Tipo è entrata ufficialmente a far parte della flotta delle auto dei Carabinieri: 500 esemplari della compatta più amata dagli italiani saranno destinati all’impiego da parte del personale delle Tenenze e delle Stazioni dell’Arma per il controllo del territorio.

La Fiat Tipo dei Carabinieri monta il noto motore 1.3 turbodiesel Mjt (95 CV di potenza) e si distingue dalle versioni “civili” per la livrea blu istituzionale e per una dotazione che comprende – tra le altre cose – il trittico lampeggianti e il faro orientabile di ultima generazione, il piano scrittoio estraibile posteriore con plafoniera led dedicata, il porta bastone da difesa e paletta e il posizionamento centrale del microfono della radio per l’utile impiego da parte di entrambi i componenti dell’equipaggio.

La Fiat Tipo si affianca ad altri modelli FCA già presenti nella flotta dei Carabinieri come le Alfa Romeo Giulietta e Giulia Quadrifoglio, le Fiat Panda e Punto e la Jeep Renegade.

Il mondo Fiat

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Fonte:

Mondiale F1 2017 – GP USA a Austin: gli orari TV su Rai e Sky

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Credits: epa06251973 British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP waves at spectators before the start of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 08 October 2017. EPA/DIEGO AZUBEL

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Credits: epa06252100 German Formula One driver Sebastian Vettel (R) of Scuderia Ferrari talks with a team member on the grid before the start of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 08 October 2017. EPA/DIEGO AZUBEL

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Credits: epa06247762 Australian Formula One driver Daniel Ricciardo (C) of Red Bull Racing in his team’s garage during the second practice session of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 06 October 2017. The Japanese Formula One Grand Prix will take place on 08 October 2017. EPA/DIEGO AZUBEL

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Credits: epa06252095 Finnish Formula One driver Valtteri Bottas of Mercedes AMG GP walks on the grid before the start of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 08 October 2017. EPA/DIEGO AZUBEL

Formula One Grand Prix of SpainFormula One Grand Prix of Spain

Credits: epa06258352 YEARENDER 2017 MAY
British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG in action during the second training session at the Circuit de Barcelona-Catalunya in Montmelo, near Barcelona, northeastern Spain, 12 May 2017. The 2017 Formula One Grand Prix of Spain will take place on 14 May 2017. EPA/ALBERTO ESTEVEZ

 

Il GP degli USA a Austin – diciassettesima tappa del Mondiale F1 2017 – sarà trasmesso in diretta sulla Rai e su Sky (di seguito troverete gli orari TV).

Nella corsa che potrebbe già assegnare il titolo a Lewis Hamilton e alla Mercedes assisteremo alla prima gara in Renault di Carlos Sainz Jr. e al debutto iridato del neozelandese Brendon Hartley. Il campione del mondo endurance 2015 (nonché vincitore della 24 Ore di Le Mans 2017) guiderà insieme a Daniil Kvyat la Toro Rosso e rimpiazzerà il francese Pierre Gasly, che dopo due Gran Premi convincenti ha preferito concentrarsi sulla conquista del campionato giapponese Super Formula.

F1 2017 – GP USA a Austin: cosa aspettarsi

Il circuito di Austin – sede del GP degli USA – è uno dei più amati dai piloti tra quelli presenti nel calendario del Mondiale F1 2017: un tracciato caratterizzato da numerosi tratti tecnici che offre molte possibilità di sorpasso. La pioggia prevista per la giornata di domenica potrebbe regalare molte sorprese.

Le qualifiche sono fondamentali: nelle precedenti cinque edizioni della gara texana – che vedrà gli pneumatici Pirelli ultrasoft con una banda rosa per supportare la fondazione Susan G. Komen, impegnata nella lotta contro i tumori al seno – ha sempre vinto chi è scattato dalla prima fila. Di seguito troverete il calendario del Gran Premio di Formula 1, gli orari TV su Rai e Sky e il nostro pronostico.

F1 2017 – Austin, il calendario e gli orari TV su Rai e Sky

Venerdì 20 ottobre 2017

17:00-18:30 Prove libere 1 (diretta su Rai Sport e Sky Sport F1)
21:00-22:30 Prove libere 2 (diretta su Rai Sport e Sky Sport F1)

Sabato 21 ottobre 2017

18:00-19:00 Prove libere 3 (diretta su Rai Sport e Sky Sport F1)
23:00-00:00 Qualifiche (diretta su Rai 2 e Sky Sport F1)

Domenica 22 ottobre 2017

21:00 Gara (diretta su Rai 1 e Sky Sport F1)

F1 – I numeri del GP degli USA 2017

LUNGHEZZA CIRCUITO: 5.513 m
RECORD IN PROVA: Lewis Hamilton (Mercedes F1 W07 Hybrid) – 1’34”999 – 2016
RECORD IN GARA: Sebastian Vettel (Red Bull RB8) – 1’39”347 – 2012
RECORD DISTANZA: Lewis Hamilton (McLaren MP4-27) – 1h35’55”269 – 2012

F1 – Il pronostico del GP degli USA 2017

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

1° Lewis Hamilton (Mercedes)

Lewis Hamilton è il favorito assoluto del GP degli USA: il leader del Mondiale F1 2017 ha ottenuto a Austin quattro vittorie nelle cinque edizioni disputate.

In Texas il pilota britannico può persino laurearsi campione del mondo per la quarta volta in carriera in anticipo: dovrà vincere (evento molto probabile) e sperare in un Vettel fuori dalla “top 5” (più complicato).

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

2° Sebastian Vettel (Ferrari)

Sarà difficile per Sebastian Vettel conquistare la vittoria su un circuito amatissimo dal rivale Hamilton. L’unico modo per ridurre i danni e per evitare a Lewis di festeggiare il titolo già a Austin è di puntare al secondo posto.

Il driver tedesco della Ferrari è in crisi nera (tre gare lontane dal podio) e i suoi precedenti nel GP degli USA sono buoni (due pole position e una vittoria) ma non eccezionali…

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

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3° Daniel Ricciardo (Red Bull)

Daniel Ricciardo ha ottenuto a Austin due terzi posti e prevediamo per il pilota australiano della Red Bull un altro piazzamento simile nel 2017.

Stiamo d’altronde parlando di un driver capace di chiudere in “top 3” quattro degli ultimi cinque Gran Premi del Mondiale F1 2017. Una striscia niente male…

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Da tenere d’occhio: Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas è il pilota più continuo del Mondiale F1 2017 (undici piazzamenti in “top 5” consecutivi) ed è anche grazie a lui se la Mercedes festeggerà molto probabilmente già a Austin la conquista del titolo Costruttori.

Il driver finlandese non ama molto questo tracciato (miglior risultato un quinto posto) ma la sua monoposto sì.

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Formula One Grand Prix of SpainFormula One Grand Prix of Spain

La squadra da seguire: Mercedes

La Mercedes è ad un passo dal Mondiale F1 2017 Costruttori: a Austin le frecce d’argento non dovranno perdere più di 16 punti dalla Ferrari e basterà un successo per avere la certezza matematica del titolo.

Ordinaria amministrazione per una scuderia reduce da dieci Gran Premi consecutivi con almeno una monoposto sul podio e da tre vittorie nelle ultime tre edizioni del GP degli USA.

Formula One Grand Prix of SpainFormula One Grand Prix of Spain

Passione F1

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Fonte:

Kia Stonic 1.6 CRDi, la prova della piccola SUV coreana

Kia StonicKia Stonic

Kia Stonic tre quarti posterioreKia Stonic tre quarti posteriore

Kia Stonic cerchi in legaKia Stonic cerchi in lega

Kia Stonic faro anterioreKia Stonic faro anteriore

Kia Stonic profiloKia Stonic profilo

Kia Stonic faro posterioreKia Stonic faro posteriore

Kia Stonic porte aperteKia Stonic porte aperte

Kia Stonic logo CRDiKia Stonic logo CRDi

Kia Stonic mascherinaKia Stonic mascherina

Kia Stonic logo KiaKia Stonic logo Kia

Kia Stonic interni 2Kia Stonic interni 2

Kia Stonic interni 3Kia Stonic interni 3

Kia Stonic interniKia Stonic interni

Kia Stonic motoreKia Stonic motore

Kia Stonic sedili anterioriKia Stonic sedili anteriori

Kia Stonic sedili posterioriKia Stonic sedili posteriori

Kia Stonic bagagliaio sedili posteriori abbattutiKia Stonic bagagliaio sedili posteriori abbattuti

Kia Stonic bagagliaioKia Stonic bagagliaio

 

pagella

Città
7
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Fuori città
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Autostrada
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Vita a bordo
6
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Prezzo e costi
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Sicurezza
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verdetto
7
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La Kia Stonic è una SUV fuori dagli schemi, si potrebbe considerarla quasi una piccola travestita da crossover. Il risultato? Una Sport Utility perfetta per la città e agile nelle curve (ma meno spaziosa delle rivali).

La Kia Stonic non è una SUV come tutte le altre: simile nelle dimensioni alla Rio da cui deriva (ed è proprio per questo motivo che la consideriamo una “segmento B” travestita da crossover più che una Sport Utility vera e propria), si distingue per un design molto più sexy che strizza l’occhio al mondo off-road.

Nella nostra prova su strada abbiamo avuto modo di testare la versione più costosa della piccola SUV asiatica a trazione anteriore: la 1.6 CRDi nel ricchissimo allestimento Energy. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Kia Stonic tre quarti posterioreKia Stonic tre quarti posteriore

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Città

La Kia Stonic protagonista della nostra prova su strada è una SUV adatta alla città: merito delle dimensioni esterne contenute (solo 4,14 metri di lunghezza) e delle protezioni in plastica grezza di grande aiuto nei posteggi. Il lunotto, è vero, non è molto ampio ma le manovre non sono mai un problema quando si può contare sui sensori di parcheggio posteriori e sulla telecamera di serie.

Il motore 1.6 turbodiesel CRDi da 110 CV e 260 Nm di coppia – più elastico che grintoso – regala una spinta corposa sotto i 2.000 giri e uno “0-100” in linea con le rivali (11,3 secondi). Sportivo è invece l’assetto, contraddistinto da una risposta piuttosto brusca sulle buche.

Kia Stonic tre quarti posterioreKia Stonic tre quarti posteriore

Kia Stonic motoreKia Stonic motore

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Fuori città

Il fatto di essere molto simile – come dimensioni (7 cm in più di lunghezza, 3 in più di larghezza e 7 in più di altezza contando però le barre sul tetto) e come peso – alla “cugina” Rio ha reso la Kia Stonic una delle piccole SUV più divertenti e dinamiche in circolazione. Incollata all’asfalto e più bassa rispetto alle concorrenti dirette, sembra fregarsene delle prestazioni nell’off-road leggero per concentrarsi sul massimo coinvolgimento nel misto stretto.

Il motore – come abbiamo visto – predilige l’erogazione lineare e pronta alle prestazioni dure e pure ma il cambio (un manuale a sei marce dalla leva precisa) e – soprattutto – lo sterzo (sensibile al punto giusto) soddisfano. Chi cerca il massimo piacere di guida, però, è meglio che punti sul 1.0 turbo benzina.

Kia Stonic motoreKia Stonic motore

Kia Stonic mascherinaKia Stonic mascherina

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Autostrada

In autostrada la Kia Stonic oggetto della nostra prova su strada non si trova completamente a proprio agio: la taratura tendente al rigido delle sospensioni – così convincente nelle curve – porta qualche sobbalzo di troppo sugli avvallamenti e alle alte velocità subentrano alcuni fruscii aerodinamici. Tra le note positive segnaliamo invece la grande sensazione di stabilità nei cambi di direzione e i freni potenti.

Capitolo autonomia: la Casa dichiara per la baby SUV coreana dotata del motore – un po’ rumoroso a freddo – 1.6 CRDi una percorrenza di 1.071 km ma in realtà è impossibile raggiungere quota 900. Colpa più del serbatoio piccolo (45 litri) che dei consumi (adeguati).

Kia Stonic mascherinaKia Stonic mascherina

Kia Stonic interni 3Kia Stonic interni 3

6
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Vita a bordo

La Kia Stonic è una SUV rivolta alle coppie giovani senza figli: l’abitacolo è spazioso come quello di una Rio (quindi rispetto alle crossover più versatili – ma anche più ingombranti – si avverte la carenza di centimetri per la testa e le spalle dei passeggeri posteriori) e il bagagliaio è praticamente identico (332 litri contro 325) ma è penalizzato da una soglia di carico un po’ troppo alta. La situazione migliora sfruttando il doppio fondo e abbattendo il divano.

Per quanto riguarda le finiture nella plancia (assemblata con cura e impreziosita da un ottimo touchscreen da 7”) dominano le plastiche rigide.

Kia Stonic interni 3Kia Stonic interni 3

Kia Stonic cerchi in legaKia Stonic cerchi in lega

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Prezzo e costi

La Kia Stonic 1.6 CRDi Energy protagonista della nostra prova su strada ha tre punti di forza da non sottovalutare. Un design decisamente riuscito, un prezzo molto interessante (22.750 euro) e una dotazione di serie ricchissima. Qualche esempio? Autoradio Android Auto Apple CarPlay Bluetooth DAB USB con comandi al volante, cerchi in lega da 17”, climatizzatore automatico, cruise control, fendinebbia, interni in pelle/tessuto, navigatore, pedaliera in alluminio, retrovisori ripiegabili elettricamente, sensori luci e pioggia, sensori di parcheggio posteriori con telecamera e vetri posteriori oscurati.

Il tutto abbinato ad una garanzia lunghissima (7 anni o 150.000 km) e a consumi nella media della categoria (23,8 km/l dichiarati, sempre sopra i 15 ottenibili con qualsiasi condizione di guida). Da verificare, invece, la tenuta del valore: tutto dipenderà dal successo che otterrà la piccola crossover asiatica in un segmento ricco di concorrenti come quello delle piccole SUV e dal futuro che attende tutte le vetture diesel.

Kia Stonic cerchi in legaKia Stonic cerchi in lega

Kia Stonic faro anterioreKia Stonic faro anteriore

8
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Sicurezza

La Kia Stonic è piccola ma ha una dotazione di sicurezza da “grande”: airbag frontali, laterali e a tendina, attacchi Isofix, avviso superamento carreggiata, controlli di stabilità e trazione, frenata automatica con rilevamento pedoni, monitoraggio pressione pneumatici e rilevamento stanchezza conducente.

Da non sottovalutare, inoltre, i freni potenti, la grande stabilità in curva e la buona visibilità anteriore.

Kia Stonic faro anterioreKia Stonic faro anteriore

Scheda tecnica

Tecnica

Motore turbodiesel, 4 cilindri
Cilindrata 1.582 cc
Potenza max/giri 81 kW (110 CV) a 4.000 giri
Coppia max/giri 260 Nm a 1.500 giri
Omologazione Euro 6
Cambio manuale a 6 marce

Capacità

Bagagliaio 332/1.155 litri
Serbatoio 45 litri

Prestazioni e consumi

Velocità max 175 km/h
Acc. 0-100 km/h 11,3 secondi
Consumo urb./extra/medio 20,4/26,3/23,8 km/l
Autonomia 1.071 km
Emissioni CO2 109 g/km

Costi d’utilizzo

Prezzo 22.750 euro
Bollo 208,98 euro

Accessori

Cerchi in lega da 17″ di serie
Cruise control di serie
Cruise control adattivo non disp.
Fendinebbia di serie
Interni in pelle/tessuto di serie
Navigatore satellitare di serie
Sensore luci di serie
Sensore pioggia di serie
Sensori di parcheggio post. di serie
Vernice metallizzata 600 euro

Il mondo Kia

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Fonte:

Incentivi 2017 Mercedes e Smart: la guida completa

Mercedes classe AMercedes classe A

Mercedes classe C CabrioMercedes classe C Cabrio

Mercedes classe C CoupéMercedes classe C Coupé

Mercedes classe C S.W.Mercedes classe C S.W.

Mercedes classe CMercedes classe C

Mercedes classe E CabrioMercedes classe E Cabrio

Mercedes classe E CoupéMercedes classe E Coupé

Mercedes classe E S.W.Mercedes classe E S.W.

Mercedes classe EMercedes classe E

Smart forfour electric driveSmart forfour electric drive

Smart fortwo cabrio electric driveSmart fortwo cabrio electric drive

Smart fortwo electric driveSmart fortwo electric drive

 

Grazie agli incentivi 2017 Mercedes e Smart – validi fino alla fine dell’anno – i proprietari di auto diesel Euro 1, 2, 3 e 4 potranno beneficiare di un eco-bonus fino a 2.400 euro sull’acquisto di un modello del gruppo Daimler.

Incentivi Mercedes 2017: come funzionano?

Gli incentivi Mercedes 2017 consistono in un eco-bonus di 2.400 euro per tutti i proprietari di auto diesel Euro 1, 2, 3 e 4 che intendono acquistare qualsiasi modello della Casa di Stoccarda.

Per beneficiare dell’eco-bonus Mercedes è sufficiente recarsi con il proprio veicolo usato diesel (intestato a proprio nome da almeno sei mesi) da Euro 1 a Euro 4 presso la rete di concessionarie della Stella. Una perizia del TÜV valuterà le vetture Euro 1, 2 e 3 portate in permuta (che saranno successivamente rottamate a cura del rivenditore) mentre per le Euro 4 la stima dell’usato seguirà la normale trattativa tra cliente e dealer.

Incentivi Smart 2017: come funzionano?

Con gli incentivi Smart 2017 chi possiede un’auto diesel Euro 1, 2, 3 e 4 ottiene un eco-bonus di 1.200 euro per l’acquisto di un modello elettrico della gamma electric drive.

Come nel caso di Mercedes l’usato diesel da Euro 1 a Euro 3 verrà rottamato mentre per quanto riguarda le Euro 4 la stima dell’usato seguirà la normale trattativa tra cliente e dealer.

Il mondo Mercedes

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Fonte:

Polestar 1: il debutto con una coupé da 600 CV

Polestar 1 white exterior, frontPolestar 1 white exterior, front

Credits: Polestar 1 white exterior, front

Polestar 1 white exterior, frontPolestar 1 white exterior, front

Credits: Polestar 1 white exterior, front

Polestar 1 white exterior, rearPolestar 1 white exterior, rear

Credits: Polestar 1 white exterior, rear

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Credits: Polestar 1 white exterior, 3/4 rear

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Credits: Polestar 1 black exterior, side

Polestar 1 black exterior, on locationPolestar 1 black exterior, on location

Credits: Polestar 1 black exterior, on location

Polestar 1 black exterior, rearPolestar 1 black exterior, rear

Credits: Polestar 1 black exterior, rear

Polestar 1 interior, dashboardPolestar 1 interior, dashboard

Credits: Polestar 1 interior, dashboard

Polestar 1 interior, dashboard sidePolestar 1 interior, dashboard side

Credits: Polestar 1 interior, dashboard side

Polestar 1 interior detail, rear seatPolestar 1 interior detail, rear seat

Credits: Polestar 1 interior detail, rear seat

Polestar 1 black exterior, topPolestar 1 black exterior, top

Credits: Polestar 1 black exterior, top

Polestar 1 brakesPolestar 1 brakes

Credits: Polestar 1 brakes

 

Come era stato promesso, oggi Polestar diventa ufficialmente una marca di auto indipendente e lo fa con la nuova Polestar 1. E quale miglior modo di iniziare che con una Coupé elegante e sportiva da 600 CV?

Basata sulla piattaforma SPA di Volvo (la stessa che sfrutta anche la serie 90 e la nuova XC60), questa coupé 2+2 ad alte prestazioni prende come base estetica la Volvo Concept Coupé del 2013.

Come detto, la metà dei componenti derivano direttamente dall’architettura SPA, mentre l’altra metà è stata creata da zero, in sinergia tra Volvo e Polestar. Per questo la nuova Polestar 1 è molto di più che una versione coupé della S90, specialmente tenendo conto che monterà un powertrain inedito, assente dai listini Volvo.

Nello specifico si tratta di una configurazione ibrida plug-in (denominata Electric Performance Hybrid) in grado di erogare una potenza di 600 CV con una coppia motrice massima di 1.000 Nm.

Ad alimentare la parte elettrica di questo powertrain (due motori sull’asse posteriore) ci pensa un pacchetto di batterie non ben specificato da Volvo, in grado comunque di garantirle fino a 150 km di autonomia in modalità elettrica al 100%. Il che la rende l’ibrida con la maggiore autonomia a zero emissioni al mondo.

Polestar e Volvo, sotto mandato dei cinesi di Geely, stabiliranno la produzione della Polestar 1 nella fabbrica di Chengdu, in Cina, a partire dal 2019. Più avanti arriverà un altro modello più piccolo denominato Polestar 2 e che sarà il primo modello completamente elettrico del gruppo svedese.

Novità

Volvo: Polestar diventa indipendente e produrrà elettriche ad alte prestazioni

Thomas Ingfenlath sarà il CEO della nuova Polestar. Le versioni performanti di Volvo continueranno ad arrivare dalla divisione Polestar Engineered

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Fonte:

Jaguar Land Rover pensa a più versioni SVX

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Dopo il debutto, lo scorso mese, della Discovery SVX, il Gruppo Jaguar Land Rover starebbe pensando ad una gamma di nuovi modelli caratterizzati da questa nuova sigla, sinonimo di extra off-road.

Il capo della progettazione di Land Rover, Gerry McGovern, avrebbe infatti dichiarato ai microfoni della rivista inglese Autocar che la sigla SVX sarebbe appropriata per tutti i modelli Discovery, inclusa la Discovery Sport e la prossima generazione della Defender.

Ma soprattutto anche il marchio Jaguar potrebbe unirsi a questa nuova famiglia creando delle varianti fuoristrada dei suoi modelli, in particolare delle crossover E-Pace ed F-Pace.

Non parliamo molto delle capacità off-road delle nostre auto perché produciamo soprattutto auto stradali, ma avendo la tecnologia del gruppo a disposizione, io vedo questa opportunità. Se Land Rover può fare le SVR, noi possiamo fare le SVX”, ha dichiarato il direttore del design Jaguar, Ian Callum.

La Land Rover Discovery SVX è prodotta dalla divisione Special Vehicles Operations del marchio ed è alimentata da un V8 da 5 litri sovralimentato da 525 CV di potenza e 625 Nm di coppia. Dispone dell’Hydraulic Active Roll Control, sospensioni rialzate, ammortizzatori a corsa lunga e cerchi da 20 pollici gommati con pneumatici Goodyear Wrangler.

Francoforte 2017: le foto

Land Rover Discovery SVX: extra off-road

A Francoforte debutta la versione top di gamma della fuoristrada inglese: lussuosa, sportiva e più avventurosa che mai

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Fonte:

Top Five Usato: compatte a benzina, quale scegliere

Opel Astra 1.4 turbo Cosmo (74 punti)Opel Astra 1.4 turbo Cosmo (74 punti)

Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV (71 punti)Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV (71 punti)

Fiat Bravo 1.4 T-Jet 150CV Emotion (62 punti)Fiat Bravo 1.4 T-Jet 150CV Emotion (62 punti)

Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento (62 punti)Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento (62 punti)

Mazda Mazda3 2.0 (50 punti)Mazda Mazda3 2.0 (50 punti)

 

Le compatte a benzina del 2009 sono auto interessanti per chi ha un budget ridotto e non percorre molti chilometri. Nella “top five” di questo mese – vinta dalla Opel Astra – abbiamo analizzato cinque proposte con quotazioni inferiori a 7.500 euro.

La “segmento C” di Rüsselsheim ha superato le nostre Fiat Bravo e Lancia Delta, la giapponese Mazda Mazda3 e la Volkswagen Golf. Scopriamo insieme la classifica, che prende in considerazione modelli con potenze comprese tra 140 e 160 CV.

Opel Astra 1.4 turbo Cosmo (74 punti)Opel Astra 1.4 turbo Cosmo (74 punti)

7.4
/10

1° Opel Astra 1.4 turbo Cosmo

La Opel Astra 1.4 turbo Cosmo non è facile da trovare visto che la quarta generazione della compatta teutonica sbarcò nei nostri listini nel dicembre del 2009. Da nuova costava poco (20.651 euro) e anche oggi è accessibile (quotazioni pari a 4.900 euro).

Non molto agile nelle curve per via del peso elevato, si riscatta grazie al motore (poco potente – 140 CV – e un po’ rumorosetto, a dire il vero) pronto ai bassi regimi e poco assetato di carburante (16,9 km/l). Senza dimenticare l’ampio divano posteriore che offre tanto spazio alle spalle di chi si accomoda dietro.

Opel Astra 1.4 turbo Cosmo (74 punti)Opel Astra 1.4 turbo Cosmo (74 punti)

Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV (71 punti)Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV (71 punti)

7.1
/10

2° Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV

La Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV è la scelta migliore per chi vuole divertirsi: il motore ricco di cavalli e di coppia (240 Nm) regala uno “0-100” degno di una sportiva (8 secondi netti). Il tutto unito ad un comfort eccellente nei lunghi viaggi. Da nuova costava tanto (23.353 euro), oggi bastano 6.500 euro per acquistarla.

La “segmento C” teutonica non è il massimo alla voce “praticità”: i passeggeri posteriori hanno pochi centimetri a disposizione delle gambe. Colpa delle dimensioni esterne contenute (solo 4,20 metri di lunghezza), che sono però di grande aiuto nelle fasi di parcheggio.

Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV (71 punti)Volkswagen Golf 1.4 TSI 160CV (71 punti)

Fiat Bravo 1.4 T-Jet 150CV Emotion (62 punti)Fiat Bravo 1.4 T-Jet 150CV Emotion (62 punti)

6.2
/10

3° Fiat Bravo 1.4 J-Jet 150CV Emotion

La Fiat Bravo 1.4 T-Jet 150CV Emotion si trova senza problemi usata a 5.900 euro.

La compatta torinese offre un bagagliaio immenso e una dotazione di serie completa che comprende – tra le altre cose – i cerchi in lega da 17” e i sensori di parcheggio posteriori. Migliorabili i consumi: 14,0 km/l dichiarati, poco più di 10 ottenibili nella guida normale.

Fiat Bravo 1.4 T-Jet 150CV Emotion (62 punti)Fiat Bravo 1.4 T-Jet 150CV Emotion (62 punti)

Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento (62 punti)Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento (62 punti)

6.2
/10

3° Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento

La Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento è una cugina della Fiat Bravo (stesso pianale allungato e identico motore) più elegante e più grossa: 4,52 metri sono difficili da gestire in manovra ma in compenso l’abitacolo offre un mare di spazio alle gambe di chi si accomoda dietro e il bagagliaio è molto sfruttabile quando si abbattono i sedili posteriori.

La versione “base” Argento è introvabile (la maggioranza dei clienti ha optato per le più ricche Oro e Platino): colpa di una dotazione di serie carente (cerchi in lega e sensori di parcheggio optional). Le quotazioni? 5.400 euro.

Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento (62 punti)Lancia Delta 1.4 T-Jet 150CV Argento (62 punti)

Mazda Mazda3 2.0 (50 punti)Mazda Mazda3 2.0 (50 punti)

5.0
/10

5° Mazda Mazda3 2.0

Affidabilità e comportamento stradale agile: sono questi i punti di forza della Mazda Mazda3 2.0, una compatta introvabile (più semplice rintracciare le 1.6) e con quotazioni pari a 7.400 euro.

Poco spaziosa per le spalle e la testa dei passeggeri posteriori e con un bagagliaio poco capiente, è penalizzata da un motore aspirato carente di coppia, poco brioso ai bassi regimi e non particolarmente cattivo (10,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h).

Mazda Mazda3 2.0 (50 punti)Mazda Mazda3 2.0 (50 punti)

Compatte

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Fiat 124 Spider

La Fiat 124 Spider più che una sportiva è un’ottima GT da usare il fine settimana. È divertente da guidare, ma l’assetto morbido e il motore elastico la rendono più una spider da passeggio che una vera sportiva. Discreti anche i consumi, mai eccessivi. La dotazione è molto ricca e le finiture sono di qualità. La nota dolente è senza dubbio lo spazio, sia per chi guida, sia per quanto riguarda il bagagliaio, comunque in grado di ospitare un paio di trolley. Il prezzo non è di saldo, ma non ci sono altre rivali in questo segmento, a parte una…

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Nuovo Ducati Monster 821 2018

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Ducati Monster 821 2018Ducati Monster 821 2018

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Ducati Monster 821 2018Ducati Monster 821 2018

 

Una delle cinque novità che Ducati porterà a Eicma 2017 è il nuovo Monster 821. La celebre naked di Borgo Panigale si rinnova in occasione del 25° compleanno dell’iconica moto presentata al Salone di Colonia nell’ottobre del 1992, sfoggiando lo storico colore Giallo Ducati, che va ad affiancare il Rosso e il Nero opaco. L’821 eredita il carattere e il fascino del primo Monster 900, la moto che ha rilanciato il segmento delle sportive senza carenatura, riuscendo però a combinare prestazioni, agilità e facilità di guida.

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Come cambia il Monster 821 2018

Il Ducati Monster 821 2018 adotta le novità estetiche e funzionali introdotte nel Monster 1200: un design snello e agile, con serbatoio e coda completamente ridisegnati e ispirati a quelli della moto del 1992. Ci sono poi un nuovo silenziatore sportivo e un nuovo proiettore. Debutta un nuovo cruscotto TFT a colori con indicatore di marcia e di livello carburante, mentre in opzione sono disponibili il cambio elettronico Ducati Quick Shift up/down e il Ducati Multimedia System.

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Ducati Monster 821 2018Ducati Monster 821 2018

Bicilindrico Testastretta da 109 CV

Il nuovo Ducati Monster 821 2018 è spinto dal bicilindrico Testastretta raffreddato a liquido Euro 4 che ora eroga una potenza di 109 CV a 9.250 giri/min e 86 Nm a 7.750 giri/min (contro i 112 CV e gli 89,4 Nm del modello precedente). L’elettronica si avvale del Ducati Safety Pack, che garantisce elevati standard di sicurezza attiva grazie all’ABS Bosch e al Ducati Traction Control, entrambi regolabili su diversi livelli di intervento. I tre Riding Mode invece, agendo su ABS, DTC e Power Mode (che gestisce potenza massima e tipologia di erogazione), conferiscono all’821 tre caratteri completamente differenti. La dotazione del Monster 821 2018 si completa con i freni Brembo, che vedono all’anteriore un doppio disco da 320 mm di diametro e pinze monoblocco radiali M4-32, e sospensioni con forcella da 43 mm di diametro all’anteriore e ammortizzatore regolabile al posteriore.

Ducati Monster 821 2018Ducati Monster 821 2018

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