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Mercedes Classe A 2018: i test invernali

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Non è un segreto che Mercedes ha ormai quasi praticamente pronto il primo modello della sua seconda generazione di compatte, la nuova Mercedes Classe A. La Casa tedesca ha anticipato oggi l’arrivo della nuova hatchback con un video che la immortala durante gli ultimi test estremi, quelli invernali sulla neve.

Debutto imminente

Anche se inizialmente l’anteprima mondiale della nuova Mercedes Classe A sembrava fosse fissata a marzo in occasione del Salone di Ginevra 2018, ora sembrerebbe che il debutto potrebbe avvenire anche prima, magari a gennaio al Salone di Detroit, o addirittura la prossima settimana al CES di Las Vegas.

Ispirata alle sorelle maggiori

A livello estetico la nuova Classe A seguirà l’evoluzione del linguaggio stilistico della Stella, prendendo spunto, per la parte anteriore, dalla nuova CLS. Le dimensioni esterne non dovrebbero variare di molto, mentre il passo più lungo le farà guadagnare spazio all’interno dell’abitacolo, soprattutto per i passeggeri posteriori e per il vano portabagagli. Gli interni della nuova Mercedes Classe A sono stati già svelati e si ispirano alle sorelle maggiori della gamma adottando l’impostazione a doppio schermo che occupa praticamente tutta la plancia in orizzontale e il nuovo sistema di infotainment di ultima generazione.

Anteprime

Svelati gli interni della nuova Mercedes Classe A

Salto di qualità per l’abitacolo della prossima compatta della Stella. Ispirata alle sorelle maggiori Classe A e Classe E

Anche ibrida plug-in

Dal punto di vista meccanico la novità più importante sarà l’arrivo di due versioni elettrificate della compatta tedesca: una con il sistema mild-hybrid, l’altra ibrida plug-in. C’è grande attesa, infine, anche per la nuova variante più sportiva della gamma, la AMG, che nella sua prossima versione promette di superare il muro dei 400 CV.

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Mercedes Classe A 2018: i test invernali

Mercedes è ormai quasi pronta a lanciare la seconda generazione della Classe A. La compatta a 5 porte tedesca si mostra in questo video nella fase finale di sviluppo durante i test invernali in condizioni estreme. L’anteprima mondiale avverrà al più tardi a marzo al Prossimo Salone di Ginevra 2018, ma potrebbe essere svelata anche prima al CES 2018 o al Salone di Detroit a gennaio.

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Il bello dei difetti

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“Mi piace anche il look da supercar, che fa voltare teste più di quanto faccia non una Ferrari, e soprattutto adoro il sound spaccavetrine da macchina da corsa (non) omologata.

“Giusto” non è per forza “bello”, e un’auto priva di difetti non è per forza più eccitante di una che ne ha da vendere. È passato un po’ di tempo da quando ho guidato l’Alfa Romeo 4C: ai tempi, devo ammetterlo, suscitò in me emozioni contrastanti, rimasi addirittura un po’ deluso.

Gli interni tutto sommato mi piacciono, sono un po’ troppo plasticosi (troppe rotelle e levette rubate alla Giulietta), ma tutto quel carbonio a vista è davvero magnifico. Mi piace anche il look da supercar, che fa voltare teste più di quanto non faccia una Ferrari, e soprattutto adoro il sound spaccavetrine da macchina da corsa (non) omologata. Quello che non apprezzai, in principio, fu la guidabilità.
Non si può non paragonarla ad una Lotus Elise, vista la quantità di punti in comune: motore centrale, assenza di serovosterzo, trazione posteriore, peso piuma e passo corto. Dove’è il problema dunque? Beh, dove l’inglese danza agile e composta sulla strada senza il minimo sforzo, la 4C si dimena come se gli steste chiedendo di volare sulla luna. E sulla luna ci finirete, se non state attenti.

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“Mi piace anche il look da supercar, che fa voltare teste più di quanto faccia non una Ferrari, e soprattutto adoro il sound spaccavetrine da macchina da corsa (non) omologata.

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Lo sterzo – non servoassistito – non ha la minima intenzione di stare fermo, mai. Anche se state andando dritti sulla strada più liscia del mondo, all’improvviso comincerà a strattonarvi a destra e a sinistra per nessuna ragione. E questo, quando si va forte su una strada di montagna, tutt’altro che liscia come un tavolo da biliardo, diventa un problema. Il problema si fa enorme quando entra in gioco l’assetto. Duecentoquaranta cavalli e trazione posteriore normalmente si tradurrebbero in “divertenti derapate di potenza”. Normalmente. Con la 4C si traducono in “paura e delirio nel misto”. La versione che avevo in prova era pure dotata dell’assetto sportivo (opzionale) che aggiunge cerchi da 19”, molle più rigide e, udite udite, elimina la barra antirollio posteriore. Questo significa che l’auto è dura come il martello di Thor, salta sulle buche come una cavalletta cocainomane e ha una trazione immensa, il tutto condito con un bel sottosterzo nelle curve lente.

Questa sua trazione monumentale è un vantaggio, sì, finché non arrivate al limite del grip con le ruote posteriori, a quel punto vi ritroverete a controsterzare alla velocità della luce, con uno sterzo pesante e con tutti i santi del calendario sulla vostra bocca. Un’esperienza davvero poco rassicurante, ma sapete una cosa? Eccitante.

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Quello che non mi piacque all’inizio fu proprio questa sensazione di guidare un’auto “sbagliata”, inutilmente faticosa e stancante. Ma ora, per questo suo carettere difficile, mi manca moltissimo. Quando scendi dalla 4C e la guardi, ti senti soddisfatto, appagato, quasi bravo ad essere sopravvissuto. È l’opposto di una Golf R, un’auto dove sali e dopo cinque metri stai andando a velocità supersonica senza nemmeno versare una goccia di sudore. Con la 4C hai la sensazione di guidare un’auto da corsa quando vai piano e di cavalcare uno struzzo impazzito quando vai forte. E poi c’è quel rumore illegale che è davvero all’altezza del suo look.

È un’auto piena di difetti, ma, come con le vecchie Porsche 911 – sbilanciate e ostiche -, bisogna amarla proprio per questo. Purtroppo usata costa sui 50.000 euro, e credo che il valore salirà ancora e ancora. Ho il presentmento che di auto così “sbagliate”, in futuro, ne vedremo poche.

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Audi chiude un 2017 da record e guarda al futuro (elettrico)

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Come previsto, è un anno importante quello che si è chiuso (il 2017) per il marchio Audi, che ha raggiunto negli ultimi dodici mesi il miglior risultato commerciale di sempre. Sono state 67.085 le vetture immatricolate, il 4,9% in più rispetto al 2016. Con una quota di mercato del 3,4% ed una quota nel segmento premium maggiore del 24%. Inoltre Audi si conferma il marchio premium leader per vendite in Italia per il nono anno consecutivo, con Audi Italia che diventa il quinto mercato per vendite al mondo dopo Cina, Germania, USA e UK.

I modelli più desiderati

A trainare le vendite dei Quattro Anelli è stata prima di tutto la Audi A4, leader assoluta di segmento D con 11.200 unità, ma anche il nuovo crossover Q2 ha raccolto tanti consensi (più di 11.000 immatricolazioni). Segue la Q5 con 7.250 unità, con tutta la gamma Q che cresce e con la trazione quattro che ha equipaggiato oltre 22.000 vetture. Anche la linea RS ad altissime prestazioni ha registrato un incremento del 32% rispetto al 2016.

Il futuro

Inoltre nel 2017 è iniziato lo sviluppo della gamma mild hybrid con l’introduzione della tecnologia 12V e 48V (su A8) e si sono gettate le basi per il 2018 che vedrà l’introduzione di quattro nuove generazioni di modelli esistenti, di un modello completamente nuovo e la commercializzazione di Audi e-tron, la prima vettura dei quattro anelli totalmente elettrica cui seguiranno 20 modelli elettrificati entro il 2025.

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Maybach 62 (2002): quando Mercedes volle sfidare Rolls-Royce

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Maybach 62 codaMaybach 62 coda

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Maybach 62 interniMaybach 62 interni

Maybach 62 porta posteriore apertaMaybach 62 porta posteriore aperta

Maybach 62 porte aperteMaybach 62 porte aperte

Maybach 62 profiloMaybach 62 profilo

Maybach 62 sedili posterioriMaybach 62 sedili posteriori

Maybach 62 tavolinoMaybach 62 tavolino

Maybach 62 tre quarti posterioreMaybach 62 tre quarti posteriore

Maybach 62 vanoMaybach 62 vano

Maybach 62 vista dall'altoMaybach 62 vista dall'alto

 

La Maybach 62 – prodotta dal 2002 al 2008 – è il modello più esclusivo della Casa tedesca nata nel 1909, rilevata da Daimler nel 1960, riportata in vita dal colosso di Stoccarda per sfidare (senza successo) Rolls-Royce e diventata ora un sub-brand riservato alle auto più esclusive della Stella. La lussuosissima ammiraglia teutonica è destinata a diventare un’auto d’epoca ma per il momento è introvabile in Italia e le sue quotazioni superano i 100.000 euro.

Maybach 62 (2002): le caratteristiche principali

La Maybach 62 – il modello più ingombrante (6,17 metri di lunghezza), più esclusivo e più costoso della Casa tedesca – debutta ufficialmente nel 2002. Tra il 2004 e il 2007 viene commercializzata anche la variante blindata Guard (più pesante di 420 kg).

Nonostante le finiture impeccabili e l’abitacolo immenso (passo di 3,83 metri) l’ammiraglia teutonica non riesce a contrastare la concorrenza britannica: colpa del marchio poco blasonato e delle forme (e dei contenuti) troppo simili a quelli della sorella minore Mercedes classe S.

Maybach 62 (2002): la tecnica

La Maybach 62 monta un grintoso motore 5.5 V12 a doppia sovralimentazione da 551 CV e 900 Nm di coppia.

Una super ammiraglia piacevole da guidare, quindi? Non esattamente. Il cambio automatico a cinque rapporti è lento nei passaggi marcia e lo sterzo poco comunicativo e i freni non molto potenti non migliorano la situazione.

Maybach 62 (2002): le quotazioni

La Maybach 62 è introvabile in Italia ma in Germania è possibile rintracciare diversi esemplari a circa 110.000 euro.

Auto d’epoca tedesche

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Renault Captur

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Renault Captur è il SUV di segmento B della Casa francese, aggiornato a maggio 2017 dopo un 2016 scoppiettante: è stato il crossover più venduto in Europa.

Dimensioni

Il nuovo Renault Captur è lungo 412 centimetri, largo 178 e alto 157 cm. Vanta un abitacolo spazioso e ben modulabile con il divano posteriore frazionabile e scorrevole: a tutto vantaggio della capacità di carico del bagagliaio, che varia da 377 a 455 litri in funzione della posizione del divano. Che se totalmente abbattuto fa salire la capienza a 1.235 litri.

Motori

Il nuovo Renault Captur viene proposto in abbinamento a motori benzina e diesel. Tra i benzina ci sono un 0.9 TCe da 90 CV (con consumi medi pari a 20,4 km/l) e un 1.2 TCe da 120 CV (consumi medi pari a 18,5 l/100km). Tra i diesel invece troviamo il 1.5 declinato nelle varianti da 90 CV (27,8 km/l) e da 110 CV (27 km/l).

I prezzi

I prezzi partono da 16.100 euro della 0.9 TCe Life fino ai 27.100 della 1.5 dCi Initiale Paris.

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Alpinestars Café Divine Drystar, il nuovo guanto classico della linea Oscar

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Il marchio Alpinestars presenta per il 2018, all’interno della nuova collezione abbigliamento, il nuovo guanto pensato per tutti gli appassionati di moto che tendenzialmente guidano una modern-classic o una scrambler. Si chiama Café Divine Drystar e fa parte della collezione heritage Oscar. È realizzato interamente in pelle e dà la sensazione un capo di alta qualità. Viene proposto al pubblico a 99,95 euro.

Vintage ma tecnico

Al design vintage è abbinata una struttura con interno termico e membrana impermeabile che rendono Café Divine un capo sfruttabile in tutti i mesi dell’anno. L’inserto ergonomico fra palmo e pollice migliora la flessibilità della mano e i movimenti in generale, mentre la sicurezza è garantita dalla presenza di rinforzi un PU su palmo e pollice, da rinforzi in scamosciato sintetico con imbottitura  in schiuma sull’esterno del palmo e dalla protezione nocche in morbida schiuma viscoelastica di nuovi sviluppo. Completano il quadro la chiusura polso regolabile con velcro e bottoni personalizzati Oscar e la punta delle dita compatibile con l’uso dello smartphone.

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BMW C 400 X, il video ufficiale del nuovo scooter bavarese

Il BMW C 400 X è il terzo scooter della Casa tedesca dopo i C 650 Sport e GT. È stato presentato ad Eicma ed arriverà presto nelle concessionarie. È caratterizzato da un telaio tubolare in acciaio e motore monocilindrico capace di sviluppare una potenza di 34 CV. La trasmissione è CVT, davanti c’è una forcella telescopica e l’impianto frenante adotta l’ABS di serie. Non mancano luci a LED, quadro strumenti multifunzionale con schermo TFT da 6,5 pollici a colori e Multi-Controller, grazie al quale è possibile controllare le principali funzioni di connettività.

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La nuova Volvo V40 sarà anche ibrida ed elettrica

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Passo dopo passoVolvo sta rinnovando tutta la sua gamma. La prossima della famiglia scandinava a riproporsi in una veste tutta nuova sarà la compattaV40. Sul mercato dal 2012 la segmento C svedese arriverà con la nuova generazione al più tardi nel 2019 e lo farà con tante novità, sia estetiche che meccaniche.

Ispirata alla Volvo 4.0 Concept

Il design della nuova Volvo V40 si ispirerà alla Volvo 4.0 Concept (in apertura) vista lo scorso anno, con proporzioni inedite dovute soprattutto all’uso della nuova piattaforma CMA (Compact Modular Architecture), che condividerà con la Xc40. Henrik Green, responsabile del dipartimento Ricerca e Sviluppo di Volvo ha commentato che

“La piattaforma CMA è ottima per costruire un SUV, ma anche per modelli più bassi e dinamici”.

Con l’arrivo dia questa nuova architettura, quindi, la nuova Volvo V40 potrà vantare un passo più lungo, attorno ai 270 cm, offrendo così più spazio all’interno e un buon margine di vantaggio rispetto ad alcune concorrenti dirette.

Due elettriche con doversi livelli di potenza e autonomia

Tra l’altro la piattaforma modulare CMA darà la possibilità di montare diversi tipi di meccaniche, permettendo anche l’elettrificazione della gamma. Perciò la futura V40 offrirà diverse opzioni. La prima sarà una variante ibrida plug-in, ma poi ci saranno anche due varianti elettriche. Sempre Enrik Green ha infatti affermato che

“Ogni modello elettrico avrà a disposizione un minimo di due batterie con livelli di potenza differenti: uno più accessibile, l’altro più caro ma con un’autonomia estesa e più potenza”.

Ciò ovviamente non eliminerà dalle opzioni le versioni tradizionali. Ci saranno infatti le opzioni diesel (i quattro cilindri D3 e D4) e i benzina (il tricilindrico T3 e i quattro cilindri T4 e T5), con trazione anteriore o integrale.

Salone di Ginevra 2016

Volvo V40 2016: le prime fotografie e informazioni ufficiali

La compatta scandinava si rinnova. Debutterà a Ginevra con un look aggiornato e più tecnologia di bordo 

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Calendario Citroën DS 2018: le foto più belle

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Il Centro Documentazione Storica Citroën & DS ha realizzato un calendario fotografico per il 2018 dedicato alla mitica Citroën DS.

Di seguito troverete le foto più belle del calendario Citroën DS 2018, caratterizzato da scatti realizzati in Toscana, tra la Val d’Orcia e la Val di Chiana, e dalla presenza di due modelle e di sei esemplari di ID e DS della Casa del Double Chevron. Senza dimenticare gli aforismi dedicati alla bellezza che accompagnano ogni pagina.

Il mondo Citroën

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