Category Archives: Novita
Casey, l’assistente vocale di Bosch




Dopo Alexa, Siri, Google, Cortana e Bixby, anche Bosch presenta il suo assistente vocale per l’auto, obiettivo: dimenticarsi dei pulsanti e mantenere sempre la vista incollata sulla strada.
“A volte, guidando le macchine moderne, il conducente può sentirsi un vero e proprio pilota al comando di un aereo con tutti quei pulsanti, schermi, menu e sottomenu. Bosch pone fine al caos di pulsanti presenti nell’abitacolo. Abbiamo deciso di trasformare l’assistente vocale in passeggero”
ha affermato Dirk Hoheisel, membro del Board di Robert Bosch GmbH.
L’assistente vocale di Bosch, che risponde al nome di “Casey” (“Michael” o “Linda”, a scelta), la prima volta che il conducente sale sull’auto, rende la guida più comoda e sicura e va oltre i tradizionali sistemi vocali:
“Puoi dire quello che vuoi nel modo che vuoi: Bosch mette a disposizione un’assistente vocale in grado di capire il conducente proprio come farebbe un’altra persona,”
ha proseguito Hoheisel.
Multilingue e intelligente
Infatti l’assistente Bosch non risponde più ai rigidi comandi vocali formulati con parole ben precise. Il sistema di riconoscimento vocale capisce la struttura delle frasi naturali già in oltre 30 paesi del mondo, compresi vari accenti e dialetti. Inoltre Casey – per il quale Bosch ha impiegato un decennio di lavoro per lo sviluppo e la creazione – pensa e impara. Se per esempio il conducente vuole chiamare “Paul”, il sistema passa in rassegna i contatti automaticamente, prendendo in considerazione il luogo in cui si trova, l’ora e la situazione prima di rispondere. Se il conducente sta andando al lavoro, di mattina, “Paul” probabilmente si riferisce al collega in ufficio, mentre lo stesso nome pronunciato di sera potrebbe indicare il migliore amico. Per accertarsene, Casey chiederà: “Ho trovato cinque contatti con il nome Paul. Vuoi chiamare Paul Stevenson?” Questa importanza del contesto è la prima fase dell’intelligenza artificiale.
Un’altra perla di questa sofisticata tecnologia: il conducente può anche inserire l’indirizzo di destinazione in Francia in francese, ad esempio, senza dover apportare cambi manuali nelle impostazioni. Un esempio: pronunciando “Portami a Champ de Mars, Cinq Avenue Anatole, Paris,” Casey capisce automaticamente la destinazione e calcola l’itinerario per la Tour Eiffel. Inoltre l’assistente Bosch non ha bisogno di nessun tipo di connessione dati esterna. Il sistema di infotainment in auto si occupa dei calcoli senza inviare nessun dato sul cloud. Casey rimane insieme al conducente anche in galleria, nelle zone con scarsa copertura o in altri paesi, quando il proprio smartphone è spento.
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Il nuovo SUV di Hyundai sarà a idrogeno


Al CES di Las Vegas Hyundai presenterà il suo nuovo SUV a idrogeno: il prototipo, denominato FCEV, che aprirà la strada verso questo tipo di energia alternativa per la Casa coreana (già impiegato in modelli anteriori come la ix35 Full Cell).
Look innovativo
Ancora senza un nome ufficiale, il SUV elettrico di Hyundai sembra praticamente pronto per fare il salto alla produzione. La marca ha optato per un formato Sport Utility con proporzioni simili a quelle della Tucson ma con un’estetica personalizzata che ricorda, sotto certi spetti, la nuova Kona. La parte più caratteristica è il frontale con gruppi ottici assottigliati e una griglia dalle dimensioni generose. Il resto è in linea con quanto già visto con le new entry delle famiglia Hyundai.
Tre tecnologie all’avanguardia
Ma l’aspetto più importante di questo prototipo è quello tecnologico, visto che la Casa asiatica ha annunciato che presenterà, insieme a questa concept car, un trio di novità high-tech, tutte rivolte a collegare la tecnologia del futuro con le sfide che presenterò la mobilità in costante evoluzione.
La prima di queste tre tecnologie riguarda proprio il sistema si propulsione alimentato da pile a idrogeno che le conferisce la virtù delle emissioni zero. la seconda è il sistema Hydrogen Life Vision che, come succede anche con le elettriche convenzionali, permette all’auto di somministrare energia anche per la casa (connettendosi alla rete). E, infine, Hyundai presenta l’Intelligente Personal Cockpit, un sistema di intelligenza artificiale con riconoscimento della voce, in grado di leggere i segnali vitali del guidatore.
Kia Niro EV Concept: in anteprima al CES 2018
La versione a zero emissioni della crossover coreana
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Ferrari 126 C2, l’ultima 27 di Villeneuve


La Ferrari 126 C2 è una delle monoposto di F1 più importanti della Casa di Maranello: questa vettura ha permesso al Cavallino di vincere il Mondiale F1 1982 ma ha anche messo fine alla vita di Gilles Villeneuve e alla carriera di Didier Pironi. Scopriamo insieme la storia della Rossa più sfortunata di sempre…
Ferrari 126 C2: la storia
La Ferrari 126 C2 – creata per partecipare al Mondiale F1 1982 – non è altro che un’evoluzione della 126 CK1 del 1981 (vettura progettata da Mauro Forghieri) realizzata dall’ingegnere modenese in collaborazione con il britannico Harvey Postlethwaite.
La prima monoposto di sempre “made in Maranello” con monoscocca in alluminio (nonché l’ultima a effetto suolo) offre una migliore aerodinamica rispetto alla vettura scesa in pista la stagione precedente e può vantare una migliore tenuta di strada. Il motore? Un 1.5 V6 turbo da 580 CV.
La Ferrari 126 C2 prende il via del Mondiale F1 1982 con pneumatici rinnovati (Goodyear anziché Michelin) e con una coppia di piloti invariata composta dal canadese Gilles Villeneuve e dal francese Didier Pironi.
La monoposto di Maranello debutta in Sudafrica il 23 gennaio 1982 e ottiene il primo punto in Brasile grazie alla sesta piazza di Pironi ma le prime gare non sono particolarmente convincenti.
Imola, Pironi e Villeneuve
Il 25 aprile 1982 sul circuito di Imola – in occasione del GP di San Marino – Villeneuve si trova in testa seguito dal compagno di squadra. Dai box i meccanici Ferrari espongono un cartello che invita a mantenere le posizioni ma Pironi disobbedisce agli ordini di scuderia e taglia il traguardo per primo davanti a Gilles.
Zolder: la morte di Villeneuve
Alla vigilia del GP del Belgio sul circuito di Zolder la situazione tra Villeneuve e Pironi è tesissima. Gilles vuole dimostrare di essere il più forte ma a pochi minuti dalla fine delle qualifiche ha un tempo più alto di quello del compagno.
Nel tentativo di guadagnare qualche centesimo Gilles Villeneuve va a schiantarsi contro la March del tedesco Jochen Mass (che si è spostato per farlo passare) e perde la vita poche ore dopo a Lovanio (Belgio). È l’8 maggio 1982.
La cavalcata di Pironi
Pironi corre due GP (Monte Carlo e USA Est) come unico pilota della Ferrari 126 C2 e porta a casa un secondo e un terzo posto. Il pilota francese ottiene l’ultima vittoria in carriera nel GP d’Olanda, quando viene affiancato da un nuovo compagno: il connazionale Patrick Tambay.
Grazie al secondo posto nel GP di Gran Bretagna (corredato dalla terza piazza di Tambay) Pironi conquista la vetta del Mondiale F1 1982 e la consolida in Francia con un terzo posto in quella che sarà l’ultima corsa della sua vita.
Germania, l’incidente di Pironi
Il GP di Germania sul circuito di Hockenheim regala dolori e gioie al Cavallino: durante le prove del sabato Pironi è vittima di un pauroso incidente che mette fine alla sua carriera mentre il giorno dopo Tambay ottiene la prima vittoria in F1 e porta la Ferrari al primo posto nel campionato Costruttori.
Bersagliati dalla sfortuna
La sfortuna continua però a perseguitare i piloti della Ferrari 126 C2: Tambay salta il GP di Svizzera dopo una seduta di fisioterapia nella quale riporta una lesione ad un nervo della spalla.
Patrick torna nel GP d’Italia affiancato da Mario Andretti: il driver statunitense – chiamato a rimpiazzare Pironi – ottiene a Monza l’ultima pole in carriera e l’ultimo podio (3°) mentre Tambay conquista un importantissimo secondo posto.
La Ferrari 126 C2 si aggiudica il Mondiale F1 1982 Costruttori all’ultima gara nonostante l’assenza di Tambay (per il riacutizzarsi del problema alla spalla) e il ritiro di Andretti.
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BMW i3s, la versione “sportiva” in video
Ecco il video ufficiale rilasciato da BMW che ritrae la nuova i3S, versione più “estrema” della elettrica bavarese. Rispetto al modello tradizionale ha un look più aggressivo con particolari estetici di rilievo, ma anche un assetto ribassato con ruote più larghe e nuovi pneumatici. Per quanto riguarda la potenza erogata, in questo caso ci sono ben 14 CV in più per un totale di 184 CV. Il sovrapprezzo da pagare rispetto a una i3 è di 3.650 euro: il prezzo di partenza è infatti di 43.269 euro.
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Hyundai, con Aurora la partnership per la guida autonoma


Il processo di evoluzione che porterà Hyundai alla realizzazione di auto a guida autonoma parte (anche) dalla partnership strategica annunciata oggi tra il marchio coreano e Aurora, società leader nello sviluppo di tecnologia self-driving. La tecnologia self-driving di Aurora sarà introdotta su modelli Hyundai sviluppati ad hoc e verrà perfezionata attraverso programmi di test in città pilota. Nel lungo termine, Hyundai e Aurora lavoreranno per commercializzare veicoli a guida autonoma a livello mondiale.
Il futuro della mobilità è la guida autonoma
“Sappiamo che il futuro della mobilità è la guida autonoma: queste tecnologie hanno bisogno di essere testate nel mondo reale, per accelerarne sviluppo e diffusione in maniera capillare, nella massima sicurezza” ha commentato Dr. Woong Chul Yang, Vice Chairman di Hyundai. “Le nostre avanzate tecnologie sviluppate in campo automobilistico, che comprendono le più recenti funzionalità in ambito sicurezza, insieme all’eccellenza rappresentata da Aurora nel Livello 4 della guida autonoma, porteranno avanti la rivoluzione nella mobilità, con Hyundai protagonista”.
L’obiettivo della collaborazione
Inizialmente, la collaborazione si concentrerà sullo sviluppo di hardware e software per la guida automatizzata e autonoma e dei dati back-end richiesti per il Livello 4 di guida autonoma – definito dalla SAE (Society of Automotive Engineers) come capace di operare in determinate condizioni senza alcun input o supervisione umana. Obiettivo finale lo sviluppo della guida autonoma in maniera veloce, diffusa e sicura.
Al Ces 2018 il SUV a idrogeno
La prossima settimana, al CES 2018, farà il suo debutto ufficiale a livello globale il nuovo SUV Fuel Cell Hyundai di quarta generazione, che sarà anche la prima Hyundai protagonista dei test di guida autonoma in collaborazione con Aurora. L’alimentazione a idrogeno – Fuel Cell – rappresenta una piattaforma ideale per implementare le tecnologie self-driving, che richiedono una potenza elevata per supportare la quantità di dati e informazioni necessarie e il funzionamento dell’hardware, come per esempio i sensori. Inoltre, le celle combustibili sono fonte di energia elettrica stabile che abbattono le preoccupazioni per l’autonomia di percorrenza (che arriva a 800km).
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Nissan Brain-to-Vehicle: l’auto che legge il pensiero


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.




Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.


Credits: YOKOHAMA, Japan (Jan. 3, 2017) – Nissan unveiled research today that will enable vehicles to interpret signals from the driver’s brain, redefining how people interact with their cars. The company’s Brain-to-Vehicle, or B2V, technology promises to speed up reaction times for drivers and will lead to cars that keep adapting to make driving more enjoyable.
L’orizzonte verso cui si proietta il futuro dell’auto è la guida autonoma. A questo proposito si parla di comunicazione veicolo-a-veicolo (V2V) e veicolo-a-infrastruttura (V2I) come tecnologie di base per realizzare il sogno dell’auto che si guida da sola.
Nissan però va un passo oltre e, in occasione del CES di Las Vegas, presenterà un’inedita tecnologia denominata Brain-to-Veichle (B2V), attraverso cui l’auto sarà in grado di leggere il pensiero del guidatore. Fantascienza? No, si tratta di una tecnologia reale, già installata su un prototipo che vedremo alla kermesse statunitense.
Il sistema si basa sulla lettura dei segnali che emette il cervello durante la guida. Questi vengono ‘mappati’ e abbinati ai movimenti del guidatore, come la sterzata e la frenata ad esempio. In questo modo il sistema può anticipare il pilota leggendo direttamente dalla sua mente i movimenti che si accinge a fare e lo anticipa attivando i sistemi di assistenza per rendere la manovra più efficace e precisa.
Il risultato è una velocità di manovra più rapida quantificabile tra i due e i cinque decimi di secondo. Abbastanza per evitare eventuali incidenti. Il sistema Brain-to-Veichle di Nissan è inoltre in grado di apprendere le abitudini e lo stile di guida del guidatore, diventando così sempre più efficace nell’assistenza.
Daniele Schillaci, Vicepresidente di Nissan ha commentato:
“Quando la maggior parte della gente pensa nella guida autonoma, ha una visione molto impersonale del futuro in cui gli esseri umani rinunceranno al controllo a favore della macchina. B2V fa esattamente l’opposto, usando i segnali del cervello del guidatore renderà la guida ancora più emozionante”.
Byton: il SUV cinese con schermo da 50 pollici
Debutterà al CES 2018 con un sistema di propulsione 100% elettrico e guida autonoma di livello 5
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Lamborghini Huracán Spyder
















La Lamborghini Huracán Spyder è la variante scoperta della supercar “entry-level” del Toro: una spider sexy disponibile a trazione posteriore o integrale.


Lamborghini Huracán Spyder: gli esterni
L’elemento di stile più caratteristico della Lamborghini Huracán Spyder è senza dubbio la leggerissima capote in tela, in grado di aprirsi in soli 17 secondi.


Lamborghini Huracán Spyder: gli interni
Gli interni della Huracán Spyder sono eleganti, grintosi ma soprattutto curatissimi: una caratteristica comune a tutte le Lamborghini…


Lamborghini Huracán Spyder: i motori
La gamma motori della Lamborghini Huracán Spyder è composta da due unità:
- un 5.2 V10 a benzina da 579 CV
- un 5.2 V10 a benzina da 610 CV


Lamborghini Huracán Spyder: gli allestimenti
Sono due le versioni della Lamborghini Huracán Spyder: RWD (trazione posteriore) e AWD (trazione integrale).
Lamborghini Huracán Spyder RWD
La dotazione di serie della Lamborghini Huracán Spyder comprende, tra le altre cose: airbag frontali e laterali, cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, cerchi in lega da 19”, climatizzatore automatico bizona, controlli di stabilità e trazione, fari a LED adattivi, interni in pelle, monitoraggio pressione pneumatici, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedili regolabili elettricamente e riscaldabili, telaio in alluminio e fibra di carbonio e volante in pelle.
Lamborghini Huracán Spyder AWD
La Lamborghini Huracán Spyder AWD può vantare, rispetto alla RWD, 31 CV in più e la trazione integrale e aggiunge: badge LP 610-4 sul parafango posteriore, cerchi in lega da 20”, freni carboceramici e vernice metallizzata.


Lamborghini Huracán Spyder: gli optional
La dotazione di serie della Lamborghini Huracán Spyder andrebbe a nostro avviso arricchita con due optional fondamentali: il cruise control (854 euro) e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera posteriore (3.416 euro).
Sulla RWD ci vorrebbe anche la vernice metallizzata (2.196 euro).


Lamborghini Huracán Spyder: i prezzi
Motori a benzina
- Lamborghini Huracán Spyder RWD 203.300 euro
- Lamborghini Huracán Spyder AWD 229.591 euro
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Kia Niro


























Kia Niro: gli esterni
Il design della Kia Niro è un po’ datato ed è poco aggressivo, se paragonato alle ultime creazioni della Casa asiatica.


Kia Niro: gli interni
L’abitacolo della Kia Niro è spazioso ed è costruito con cura. Qualche pulsante di troppo sulla plancia e sul volante.


Kia Niro: i motori
La gamma motori della Kia Niro comprende due unità:
- un 1.6 ibrido benzina da 141 CV
- un 1.6 ibrido plug-in benzina da 141 CV


Kia Niro: gli allestimenti
Gli allestimenti della Kia Niro sono quattro: Urban, Style, Energy e PHEV.
Kia Niro Urban
La dotazione di serie della Kia Niro Urban comprende: 7 airbag, 7 anni di garanzia/150.000 km, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, barre al tetto, bracciolo anteriore e posteriore con portabicchieri, cambio automatico DCT a doppia frizione a sei rapporti, cerchi in lega da 16” con pneumatici Michelin, climatizzatore automatico bizona, controlli audio al volante, cruise control con limitatore, fendinebbia, freno di parcheggio a pedale, gancio rete bagagliaio, Lane Keep Assist System (allarme e correzione automatica guida fuori corsia), predisposizione Isofix, radio Aux Bluetooth USB con display da 5” e voice recognition, sedili anteriori regolabili in altezza, sensore luci e sistema di rilevamento stanchezza conducente.
Kia Niro Style
La Kia Niro Style costa 2.000 euro più della Urban e aggiunge: bocchetta climatizzazione posteriore, cerchi in lega da 18” con pneumatici Michelin, Kia Connected Services e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, Kia Navigation System con touchscreen da 7”, Apple Car Play, Android Auto, retrocamera e DAB, maniglie esterne cromate, omologazione per traino fino a 1.300 kg (non include il gancio traino), presa USB all’interno del bracciolo anteriore, sedili in misto pelle tessuto, sensore pioggia, sensori di parcheggio posteriori, retrovisori ripiegabili elettricamente con frecce a LED integrate, vetri posteriori oscurati, volante rivestito in pelle e ricarica wireless per smartphone.
Kia Niro Energy
La Kia Niro Energy costa 3.000 euro più della Style e aggiunge: frenata automatica con rilevamento pedoni, battitacco Niro deluxe, monitoraggio angolo cieco, fari anteriori full LED, Kia Navigation System con touchscreen da 8”, Apple Car Play, Android Auto, retrocamera e DAB, Rear Cross Traffic Alert (monitoraggio veicoli in avvicinamento in retromarcia), sedile guida regolabile elettricamente in 8 direzioni + 2 direzioni lombari, sedili in pelle, sistema audio premium JBL, cruise control adattivo, Smart Key, tasche posteriori sui sedili anteriori e tweeters.
Kia Niro PHEV
La dotazione di serie della Kia Niro PHEV – variante ibrida plug-in (ossia ricaricabile attraverso una presa di corrente) della SUV coreana – comprende: 7 airbag, 7 anni di garanzia/150.000 km, accenti azzurri sui paraurti, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, frenata automatica con rilevamento pedoni, barre al tetto, battitacco Niro deluxe, bocchetta climatizzazione posteriore, bracciolo anteriore e posteriore con portabicchieri, cambio automatico DCT a doppia frizione a sei rapporti, cerchi in lega da 16” con pneumatici Michelin, climatizzatore automatico bizona, controlli audio al volante, dischi freno posteriori maggiorati, fendinebbia, freno di parcheggio a pedale, gancio rete bagagliaio, griglia frontale in vernice nera cromata, Kia Connected Services e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, Kia Navigation System con touchscreen da 7”, Apple Car Play, Android Auto, AUX, USB, retrocamera e DAB, Lane Keep Assist System (allarme e correzione automatica guida fuori corsia), omologazione per traino fino a 1.300 kg (non include il gancio traino), predisposizione Isofix, presa USB all’interno del bracciolo anteriore, sedili anteriori regolabili in altezza, sedili in misto pelle tessuto, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio posteriori, rilevamento stanchezza del conducente, cruise control adattivo, Smart Key, retrovisori ripiegabili elettricamente con frecce a LED integrate, tasca posteriore su sedile passeggero, vetri posteriori oscurati, volante rivestito in pelle e ricarica wireless per smartphone.


Kia Niro: gli optional
La dotazione di serie della Kia Niro andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata. Il pacchetto Advanced Driving Assistance Pack andrebbe acquistato sulle varianti Urban (750 euro: cruise control adattivo e frenata automatica) e Style (1.000 euro con l’aggiunta della Smart Key).
Per impreziosire la versione PHEV ci vorrebbe invece il Premium Pack (2.000 euro): fari anteriori full LED, sedili in pelle, sedile guida regolabile elettricamente in 8 direzioni + 2 direzioni lombari, tasche posteriori sui sedili anteriori, Kia Navigation System con touchscreen da 8”, Apple Car Play, Android Auto, retrocamera e DAB, sistema audio premium JBL, tweeters, monitoraggio angolo cieco e Rear Cross Traffic Alert (monitoraggio veicoli in avvicinamento in retromarcia).


Kia Niro: i prezzi
Motore ibrido benzina
- Kia Niro Urban 25.000 euro
- Kia Niro Style 27.000 euro
- Kia Niro Energy 30.000 euro
Motore ibrido plug-in benzina
- Kia Niro PHEV 36.700 euro
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Lamborghini Aventador S














La Lamborghini Aventador S è una delle supercar più esclusive della Casa del Toro. Una sexy coupé V12 a trazione integrale.


Lamborghini Aventador S: gli esterni
Esteticamente la Lamborghini Aventador S può essere considerata un restyling della Aventador del 2011. Modificata soprattutto nel frontale e nella coda, può vantare – rispetto all’antenata – un aumento della deportanza frontale del 130% mentre le nuove prese d’aria laterali riducono le turbolenze, migliorando il raffreddamento e aumentando l’efficienza.


Lamborghini Aventador S: gli interni
Difficile trovare in commercio una supercar con interni più curati di quelli della Lamborghini Aventador S. La Casa di Sant’Agata Bolognese ha lavorato molto sulla qualità da quando appartiene al gruppo Volkswagen.


Lamborghini Aventador S: il motore
Il motore 6.5 V12 da 740 CV e 690 Nm di coppia della Lamborghini Aventador S abbinato ad un cambio robotizzato a sette rapporti permette alla coupé emiliana di raggiungere una velocità massima di 350 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in soli 2,9 secondi.


Lamborghini Aventador S: la dotazione di serie
La dotazione di serie della Lamborghini Aventador S comprende, tra le altre cose: airbag frontali, laterali, a tendina e per le ginocchia del guidatore, autoradio Bluetooth, cerchi in lega da 20” (21” al posteriore), climatizzatore automatico, controlli di stabilità e trazione, retrovisori ripiegabili elettricamente e sospensioni magnetoreologiche.


Kia Niro: gli interni
L’abitacolo della Kia Niro è spazioso ed è costruito con cura. Qualche pulsante di troppo sulla plancia e sul volante.


Lamborghini Aventador S: il prezzo
Motore a benzina
- Lamborghini Aventador S 345.497 euro
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Günther Quandt, la BMW e il nazismo


Günther Quandt non è stato il fondatore della BMW ma il capostipite della famiglia che ancora oggi controlla il 50% della Casa bavarese. Scopriamo insieme la storia dell’industriale tedesco, un uomo con il fiuto degli affari che ha avuto rapporti compromettenti con il nazismo.
Günther Quandt: la biografia
Günther Quandt nasce a Pritzwalk (Germania) il 28 luglio 1881 da una famiglia di industriali tessili e accumula un’immensa fortuna durante la Prima Guerra Mondiale fornendo uniformi all’esercito tedesco.
Campagna acquisti
Dopo la guerra Günther acquisisce numerose aziende teutoniche come il colosso specializzato nella produzione di batterie AFA (Accumulatorenfabrik AG, società di cui fa parte anche il noto marchio Varta), imprese minerarie e metallurgiche e quote azionarie di due Case automobilistiche (BMW e Daimler).
Magda Goebbels
Nel 1921, tre anni dopo essere rimasto vedovo, il 40enne Günther Quandt sposa in seconde nozze la 20enne Magda Ritschel. I due divorziano nel 1929: lei si rifarà una vita nel 1931 con un certo Joseph Goebbels e morirà suicida con il nuovo marito nel 1945 nel bunker di Adolf Hitler dopo aver ucciso i sei figli avuti col Ministro della Propaganda del Terzo Reich.
Il nazismo e la guerra
Dopo la vittoria di Hitler alle elezioni in Germania Quandt si iscrive al Partito nazista e durante la Seconda Guerra Mondiale diventa uno degli uomini più ricchi della Germania: merito delle forniture militari e dell’utilizzo di lavoratori provenienti da campi di lavoro e campi di concentramento. Come se non bastasse si appropria di fabbriche di nazioni invase dai tedeschi.
Dopo la guerra
Nel 1946 Günther Quandt viene arrestato per i rapporti con il Partito nazista ma già nel 1948 esce dal carcere in quanto ritenuto non colpevole dei crimini commessi dal regime. Negli anni ’50 è un uomo dalla coscienza ripulita, un cittadino modello della Germania Ovest presente nel consiglio di amministrazione di molte società (la più nota è la Deutsche Bank).
Quandt muore al Cairo (Egitto) il 30 ottobre 1954 durante una vacanza.
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