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Auto economiche 2018: 5 proposte sotto i 10.000 euro










È sempre più difficile – per via dell’inflazione – trovare in listino auto economiche con un prezzo inferiore a 10.000 euro.
In questa guida all’acquisto siamo riusciti a trovare cinque proposte interessanti per tutte le esigenze di mobilità.
L’elenco delle cinque auto economiche che costano meno di 10.000 euro è composto da citycar, piccole e compatte e da vetture provenienti soprattutto dalla Romania, anche se non mancano proposte di altre nazioni. Di seguito troverete una breve descrizione e i prezzi di questi veicoli.

Citroën C1 VTi 3p. Live 10.000 euro
La Citroën C1 VTi 3p. Live è una citycar perfetta per la città: facile da parcheggiare (3,47 metri di lunghezza) e scattante (13 secondi sullo “0-100”), consuma oltretutto pochissimo (24,4 km/l). Il climatizzatore è optional: 1.000 euro.
La “segmento A” francese non è però l’ideale per chi ha bisogno di spazio: i centimetri a disposizione dei passeggeri posteriori (specialmente nella zona della testa e delle gambe) e delle valigie non sono molti e l’assenza delle porte posteriori non agevola l’accessibilità. La proposta più cara di questa guida all’acquisto, inoltre, non è molto brillante ai bassi regimi.


Dacia Sandero 1.0 7.450 euro
La Dacia Sandero 1.0 “base” punta sul prezzo basso per conquistare il pubblico.
La versione “entry level” analizzata in questa guida all’acquisto (l’auto meno cara in vendita in Italia), però, non può avere il climatizzatore. Bisogna passare alla variante Ambiance (8.250 euro) per poterlo acquistare come optional (500 euro).


Dacia Logan MCV 1.0 8.700 euro
La Dacia Logan MCV 1.0 è una station wagon compatta perfetta per chi “tiene famiglia”: la familiare romena offre infatti un bagagliaio immenso e un abitacolo spazioso (merito anche delle dimensioni esterne generose: 4,49 metri di lunghezza).
Le note negative? I consumi elevati (18,5 km/l) e l’assenza del climatizzatore. Per poterlo acquistare come optional a 500 euro bisogna passare alla versione Ambiance (che costa 9.800 euro).


Ford Ka+ 1.2 9.750 euro
La Ford Ka+ 1.2 è una piccola robusta e spaziosa (in tre sul divano si sta abbastanza comodi) dotata di un motore (l’unico quattro cilindri presente in questa guida all’acquisto) ricco di coppia e abbastanza silenzioso. Il climatizzatore è compreso nel pacchetto Cool & Sound System (che prevede anche la radio Bluetooth USB) e costa 1.000 euro.
Il peso elevato del corpo vettura incide negativamente sul piacere di guida e sulle prestazioni (“0-100” in 15,3 secondi) e la cilindrata di 1,2 litri porta a costi assicurativi leggermente più alti rispetto a quelli delle altre vetture analizzate dotate di propulsori da 1 litro.


Suzuki Celerio 1.0 L 8.990 euro
La Suzuki Celerio 1.0 L è una citycar agile (e quasi divertente) nelle curve e in grado di accogliere senza problemi anche i passeggeri posteriori più alti (nella zona della testa, in larghezza invece si sta stretti). La versione “base” L non può avere il climatizzatore, offerto di serie solo dall’allestimento Easy (che costa 10.490 euro).
L’unica proposta della nostra guida all’acquisto a non essere guidabile dai neopatentati (“colpa” del peso contenuto) monta un motore rumorosetto e povero di cavalli (68) e di coppia (90 Nm). Non eccezionale, infine, la capienza del bagagliaio quando si abbattono i sedili posteriori.

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Fernando Alonso nel WEC con Toyota: correrà anche la 24 Ore di Le Mans 2018


Credits: epa06423531 Spanish driver Fernando Alonso, of United Autosports, during the free practice session for the Rolex 24 Hours in Daytona Beach, Florida, United States, 07 January 2018. EPA/Gerardo Mora


Credits: epa06423533 Spanish driver Fernando Alonso, of United Autosports, and his girlfriend, Italian model Linda Morselli (L), during the free practice session for the Rolex 24 Hours in Daytona Beach, Florida, United States, 07 January 2018. EPA/GERARDO MORA


Credits: epa06421393 Spanish driver Fernando Alonso of United Autosports watches the free practice of the Rolex 24 Hours in Daytona Beach, Florida, United States, 06 January 2018. EPA/Gerardo Mora


Credits: epa06421225 Spanish driver Fernando Alonso of United Autosports signs autographs before the free practice of the Rolex 24 Hours in Daytona Beach, Florida, USA, 06 January 2018. EPA/Gerardo Mora


Credits: epa06421222 Spanish driver Fernando Alonso of United Autosports tries his vehicle’s seat before the free practice of the Rolex 24 Hours in Daytona Beach, Florida, United States, 06 January 2018. EPA/Gerardo Mora


Credits: epa06352205 Spanish Formula One driver Fernando Alonso (front L) of McLaren-Honda poses for photographers prior to the start of the 2017 Formula One Grand Prix of Abu Dhabi at Yas Marina Circuit in Abu Dhabi, United Arab Emirates, 26 November 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ


Credits: epa06325038 Spanish driver Fernando Alonso of McLaren (C-R) pose for a picture with fans before the Brazilian Formula One Grand Prix at the Interlagos racetrack in Sao Paulo, Brazil, 12 November 2017. EPA/Sebastiao Moreira


Credits: epa06291298 Spanish Formula One driver Fernando Alonso of McLaren-Hondaadresses the media at the Hermanos Rodriguez racetrack, in Mexico City, Mexico, 26 October 2017. Mexico’s Formula One Grand Prix takes place on 29 October 2017. EPA/Ulises Ruiz Basurto


Credits: epa06291295 Spanish Formula One driver Fernando Alonso of McLaren-Honda adresses the media at the Hermanos Rodriguez racetrack, in Mexico City, Mexico, 26 October 2017. Mexico’s Formula One Grand Prix takes place on 29 October 2017. EPA/Ulises Ruiz Basurto


Credits: epa06291294 Spanish Formula One driver Fernando Alonso of McLaren-Honda adresses the media at the Hermanos Rodriguez racetrack, in Mexico City, Mexico, 26 October 2017. Mexico’s Formula One Grand Prix takes place on 29 October 2017. EPA/Ulises Ruiz Basurto


Credits: epa06279260 Spanish Formula One driver Fernando Alonso of McLaren-Honda during the first practice session at the Circuit of the Americas, in Austin, Texas, USA, 20 October 2017. The United States Formula One Grand Prix takes place on 22 October 2017. EPA/SRDJAN SUKI


Credits: epa06423538 Spanish driver Fernando Alonso, of United Autosports, during the free practice session for the Rolex 24 Hours in Daytona Beach, Florida, United States, 07 January 2018. EPA/GERARDO MORA
Fernando Alonso ha ricevuto dalla McLaren il permesso di disputare con la Toyota la 24 Ore di Le Mans 2018.
Ma non è tutto: il pilota spagnolo – che gareggerà regolarmente nel Mondiale F1 2018 al volante della McLaren – correrà con la Toyota in quattro delle prime cinque tappe del Mondiale endurance WEC 2018/2019: la 6 Ore di Spa-Francorchamps, la 24 Ore di Le Mans, la 6 Ore di Silverstone e la 6 Ore di Shanghai. Fernando Alonso salterà solo la 6 Ore del Fuji per via della concomitanza con il GP degli USA a Austin.
Fernando Alonso – nato il 29 luglio 1981 a Oviedo (Spagna) – corre in F1 dal 2001 e ha conquistato due Mondiali con la Renault nel 2005 e nel 2006.
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Nuova Hyundai Santa Fe: le prime immagini




Hyundai ha svelato la prima immagine completa della nuova Santa Fe. Dopo i teaser della scorsa settimana arriva il bozzetto in cui la rinnovata crossover coreana appare con tutta la sua linea ridisegnata e una nuova identità estetica.
A risaltare a prima vista è soprattutto il nuovo frontale della Hyundai Santa Fe 201, caratterizzato da una grande griglia e dai gruppi ottici separati in diversi blocchi, con le luci diurne divise.
La fiancata sfoggia linee morbide e armoniche che equilibrano l’aspetto robusto della sport utility asiatica, lanciata nel 2000 come fuoristrada e evolutasi negli anni fino al SUV moderno di oggi.
Il posteriore rimane simile a prima, con il paraurti voluminoso ma dalle line più stilizzate e i gruppi ottici posteriori integrati in un unico elemento.
La quarta generazione della Hyundai Santa Fe sarà svelata al Salone di Ginevra 2018 che si terrà dal’l’8 al 18 marzo prossimi.
Hyundai Santa Fe: la prima foto della quarta generazione
Rilasciato il teaser della nuova SUV coreana. Debutterà a marzo al Salone di Ginevra 2018
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FCA fornirà a Google Chrysler Pacifica Hybrid per i Taxi Autonomi


Credits: Chrysler Pacifica Hybrid minivan equipped with Waymo’s fully self-driving technology
FCA fornirà al gruppo Waymo (divisione di Google) migliaia di Chrysler Pacifica Hybrid per lanciare il progetto di Taxi a guida autonoma. Non è la prima volta però, perché già nel 2016 FCA aveva consegnato 100 minivan Pacifica Hybrid e altri 500 nel 2017. “Al fine di muoversi in modo rapido ed efficiente in autonomia, è essenziale collaborare con leader tecnologici affini”, ha dichiarato Sergio Marchionne, Amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles NV. “La nostra partnership con Waymo continua a crescere e rafforzarsi. E questo conferma il nostro impegno in tecnologie del genere”.
Partirà a Phoenix il servizio di taxi a guida autonoma di Waymo quest’anno, per poi espandersi in altre città americane. Waymo, d’altronde, ha testato ufficialmente la sua tecnologia in 25 città degli Stati Uniti, tra le quali Atlanta, San Francisco, Metro Detroit, Phoenix, Kirkland e Washington. “Con la prima flotta al mondo di veicoli completamente autonomi sulla strada, siamo passati di ricerca e sviluppo, a quella prettamente operativa”, ha dichiarato John Krafcik, CEO di Waymo. “I minivan Pacifica Hybrid offrono interni versatili e un ottimo comfort a bordo. E questo nuovo accordo ci consentirà di crescere ulteriormente”.
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Gravel: sportellate in off-road








Dopo i due titoli di Ride, i ragazzi di Milestone propongono un nuovo racing game dedicato alle quattro ruote. Si chiama ”Gravel”, in inglese “sterrato”,e non c’è bisogno di aggiungere altro. Gravel non vuole essere un simulatore, ne un concorrente ai – numerosi – titoli di rally sul mercato: il suo scopo è quello di fornire un’esperienza spensierata e frenetica, un gioco arcade che vanta location spettacolari ed esotiche sparse per il globo, con una dose di creatività e di fantasia tipici dei racing anni ‘90. Dalla neve dell’Alaska, alla fitta giungla e infine alle spiagge con le palme, ci si potrà sfidare a suon di sportellate su ogni terreno.
Il motore grafico utilizzato è l’ultima versione dell’Unreal Engine, lo stesso di MXGP 3. Il comparto tecnico tuttavia è ancora in fase di lavorazione, quindi le immagine che vedete non sono ancora definitive. Gravel mette sul piatto anche una buone dose di contenuti: il parco vetture vanta 50 veicoli spalmati in 4 categorie: Cross Circuit, Cross Country, Trophy Trucks, Extreme Racing. Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di esplorare le ambientazioni (si parla di circa 30 km quadrati per ogni area) liberamente. Ogni zona sarà ricca di obbiettivi e d eventi, collezionabili da recuperare e sfide da affrontare.
Insomma non vediamo l’ora di provare questo nuovo gioco che si preannuncia fresco e divertente, perfetto per l’estate. Intanto, godiamoci il trailer.
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Auto sportive – Top 5 cambio manuale




















Non c’è alcun motivo logico per cui il cambio manuale debba ancora esistere. L’unica ragione per cui troviamo ancora la leva e il terzo pedale su alcune auto, è il costo. Costo – inferiore – di produzione per la Casa automobilistica, prezzo – minore – d’acquisto per il consumatore. Quando si tratta di auto sportive però il discorso cambia: tutto è pensato per il massimo della prestazione, della velocità; il prezzo non ha molta importanza, lo scatto da 0 a 100 km/h, invece, sì. Ma non tutto è perduto. Ci sono dei superstiti, dei sempre più rari casi automobilistici che sacrificano la prestazione pura sull’altare del coinvolgimento. Le cinque auto della nostra classifica sono state selezionate con cura, tenendo conto non solo della bontà della loro dinamica e del piacere generato dal loro squisito cambio manuale, ma anche dal prezzo. Trattandosi di auto sportive, non sono economiche in senso assoluto, ma diciamo che abbiamo cercato di non superare la – per molti – proibitiva barriera dei 100.000 euro, tagliando fuori “cambi manuali sacri” come quello della Porsche 911 GT3. Signore e signori, cominciamo.

PORSCHE 718 – 57.000 euro
Credetemi, per quanto il PDK sia un ottimo cambio automatico, la Porsche Cayman (o Boxster) 718 dà il meglio di sé con il cambio manuale. Questo perché la sua leva è secca, robusta, trasmette una sensazione meccanica fantastica e vi fa apprezzare ancora di più l’erogazione del motore 2.0 litri boxer da 300 CV. Le marce nella versione manuale sono un po’ più lunghe e, quando si affronta una strada di montagna allegramente, basterebbero solo la seconda e la terza. Anche il pedale della frizione ha una consistenza appagante: consistente ma non pesante, perfettamente in linea con tutti i comandi della baby Porsche. Una sportiva a trazione posteriore con motore centrale, merita una leva come si deve. La 718 fortunatamente ce l’ha.


FORD FOCUS RS – 41.500 euro
Ford non vi lascia nemmeno il beneficio del dubbio: la Focus RS, l’automatico, non ce l’ha. La RS è un’auto maschia, rumorosa, e ignorante – nel senso buono del termine. Ignora bellamente lo 0 – 100 km/h e il comfort di un cambio automatico in città; coinvolgimento e divertimento sono i sui assi. Non possiede una delle trasmissioni migliori in commercio, ma la leva è corta, rapida a sufficienza e sopporta i maltrattamenti. E lei vuole essere maltrattata: la trazione integrale lavora “dietro” (c’è anche il drift mode), i 350 CV del 2.3 quattro cilindri sono arrabbiati e il muso si inserisce con rapidità sorprendente. Se ancora desiderate un cambio automatico, non avete capito niente.


BMW M2 – 62.400 euro
La BMW M2 è una M4 più soda, compatta e ribelle. È come un centrifugato dove, una volta eliminate le scorie, rimane solo il succo. Con 370 CV e un meraviglioso 6 cilindri in linea turbo, è capace di prestazioni da mini-supercar. In questo caso, va detto, il cambio manuale se la gioca con l’ottimo automatico a 8 rapporti. Il motore però è così pieno e godibile da non necessitare di cambiate iper veloci, e comunque l’utilizzo dei paddle toglie un po’ di senso di connessione con l’auto, quindi coinvolgimento. Scalare facendo il punta tacco, oppure no, bloccando il ponte per innescare un sovrasterzo, sono due azioni estremamente soddisfacenti che con il cambio automatico non si possono fare. A voi la scelta.


MAZDA MX-5 – 28.000 euro
La Mazda Mx-5, qui lo dico qui lo nego, ha il cambio manuale migliore che abbia mai provato. La sua azione è così meccanica, secca, precisa, che sembra di avere la mano destra posata direttamente sugli ingranaggi. Provare per credere. L’automatico non è un’opzione (almeno per la cabrio), ma nessun individuo sano di mente lo vorrebbe mai. Il cambio si sposa perfettamente con le prestazioni e con il carattere del suo 4 cilindri aspirato, sia che si tratti del 2.0 litri da 160 CV, sia del più piccolo 1.5 da 135 CV.


TOYOTA GT86 – 31.800 euro
Se amate drifatre, la Toyota GT86 è l’auto che fa per voi. E se lo volete fare bene, occorre un cambio manuale. Il 6 rapporti della Toyota non è così corto e secco come quello della Mazda, ma è comunque preciso e veloce. Lo si può maltrattare e lui gioisce, proprio come la macchina. È un’auto giocattolo per persone giocherellone: il motore 2.0 litri da 200 CV gira alto e tenere la mano pronta per la cambiata (e il piede sinistro pronto per un bel calcio sul pavimento) mentre si aspetta il limitatore è ben più appagante che tirare una levetta dietro il volante. Questa è un’auto che diverte perché ti fa usare braccia, gambe e cervello, con due pedali metà del divertimento scomparirebbe; forse anche di più.

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Lexus IS (2015): guida all’acquisto
























La Lexus IS del 2015 è una berlina ibrida “premium” adatta a chi è stufo delle solite tedesche. La variante FSport si trova facilmente a meno di 28.000 euro ma se pensate di acquistarla come alternativa al diesel forse avete sbagliato vettura. In questa guida all’acquisto troverete cinque cose importanti da sapere prima di comprarla.
Grande affidabilità
Difficile trovare in commercio una berlina più affidabile della Lexus IS. Prima di procedere con l’acquisto assicuratevi solo che le sospensioni posteriori non siano rumorose.
Per chi fa pochi chilometri
Molti, sbagliando, hanno acquistato la Lexus IS convinti di poter ottenere consumi bassi come quelli di un diesel. Niente di più sbagliato: la “segmento D” nipponica a doppia alimentazione dichiara percorrenze di 21,3 km/l ma nell’uso reale bisogna impegnarsi per stare sopra 15. Insomma, meglio comprarla solo se percorrete pochi chilometri e se volete mettervi al riparo dai blocchi del traffico.
Occhio alla svalutazione
Le Lexus sono ottime auto ma non sono molto richieste sul mercato dell’usato (il pubblico preferisce le più blasonate tedesche). Preparatevi quindi ad una forte svalutazione in futuro.
Cambio poco sportivo
Il cambio della Lexus IS FSport del 2015 è un automatico CVT a variazione continua non adatto alla guida sportiva. Se si viaggia in modo tranquillo tutto ok, quando si schiaccia a fondo sul pedale dell’acceleratore emerge il tipico effetto (poco piacevole) di “frizione che slitta”.
Dov’è il freno a mano?
La Lexus IS non ha il freno a mano. Il freno di stazionamento della vettura è a pedale (a sinistra della frizione): una soluzione obsoleta e scomoda (in caso di emergenza non è raggiungibile dal passeggero).
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Nuovo Dieselgate: test su scimmie e umani. Accusate le case tedesche


Era il 2012 quando l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) mise in guardia sulla minaccia per la salute delle persone rappresentata dalle emissioni dei motori diesel. Fu una severa bacchettata, interpretata da vari costruttori automobilistici tedeschi, impegnati proprio nello sviluppo di questo tipo di motorizzazioni, come una minaccia per il proprio futuro industriale.
Per questo motivo, e con l’obiettivo di smentire questi presunti effetti nocivi, Volkswagen, BMW e Daimler finanziarono dei test di laboratorio in cui si sottoposero 10 scimmie alle emissioni dirette di una Volkswagen Beetle TDI.
Ma secondo quanto riportato dal New York Times e da altri media tedeschi, i test sarebbero andati anche oltre, coinvolgendo perfino esseri umani sottoposti all’inalazione diretta dei gas di scarico dei motori diesel.
I test sulle scimmie sarebbero avvenuti nel 2014 in un laboratorio di Albuquerque, proprio un anno prima dello scoppio del Dieselgate. L’organizzazione che si incaricò di realizzare questi esperimenti fu il Lovelace Respiratory Research Institute (LRRI), su richiesta dell’European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector, finanziato da Volkswagen, Daimler e BMW.
Tutte e tre le Case automobilistiche coinvolte dalle accuse del NYT si sono affrettate a prendere le distanze da quanto accaduto nei laboratori citati, affermando di non essere al corrente dell’uso di animali durante i test.
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Rally di Monte Carlo: i cinque piloti più vincenti di sempre


Credits: epa03072827 Sebastian Loeb of France, celebrates winning the of Rallye Monte Carlo 2012, Monte Carlo, Monaco January 22, 2012. EPA/Andrea Porro


Credits: epa06481687 Sebastien Ogier of France celebrates on the podium after winning the 86th Rallye Automobile Monte Carlo as part of the World Rally Championship (WRC) in Monaco, 28 January 2018. EPA/NIKOS MITSOURAS




Credits: epa05142195 Toyota GAZOO Racing team principal Tommi Makinen of Finland poses during Toyota’s 2016 Motorsports Activities press event in Tokyo, Japan, 04 February 2016. The Yaris WRC rally car is based on the Yaris hatchback. The vehicle is in development under the supervision of Tommi Makinen to participate at the FIA World Rally Championship (WRC) from 2017. EPA/FRANCK ROBICHON


Credits: ©Jonathan Moscrop – LaPresse
26 01 2007 Torino
Sport Rally
Lancia – Presentazione del libro di Sandro Munari “Una vita di traverso” – Motor Village Mirafiori
Nella foto: Sandro Munari con il libro sulla Fulvia HF
©Jonathan Moscrop – LaPresse
26 01 2007 Torino
Sport Rally
Lancia – Sandro Munari’s book presentation “A life of broadside” – Motor Village Mirafiori
In the photo: Sandro Munari sat on the bonnet of his famous Lancia Fulvia HF with a copy of his book
Il Rally di Monte Carlo è la gara più prestigiosa del Mondiale WRC: un successo nel Principato vale un’intera stagione.
Di seguito troverete i cinque piloti che hanno più vinto più edizioni del Rally di Monte Carlo (comprese quelle disputate prima dell’introduzione del WRC o quelle valide per il campionato IRC).
Rally Monte Carlo: i 5 piloti più vincenti

1° Sébastien Loeb (Francia)
Nato il 26 febbraio 1974 a Haguenau (Francia)
VITTORIE AL RALLY DI MONTE CARLO: 7 (2003-2005, 2007-2008, 2012-2013)
STAGIONI NEL WRC: 16 (1999-2013, 2015)
AUTO GUIDATE NEL WRC: 5 (Citroën Saxo, Toyota Corolla, Citroën Xsara, Citroën C4, Citroën DS3)
PALMARÈS: Mondiale JWRC (2001), 9 Mondiali WRC (2004-2012), Pikes Peak (2013)


2° Sébastien Ogier (Francia)
Nato il 17 dicembre 1983 a Gap (Francia)
VITTORIE AL RALLY DI MONTE CARLO: 6 (2009, 2014-2018)
STAGIONI NEL WRC: 11 (2008-)
AUTO GUIDATE NEL WRC: 6 (Citroën C2, Citroën C4, Citroën DS3, Skoda Fabia, Volkswagen Polo, Ford Fiesta)
PALMARÈS: Mondiale JWRC (2008), 5 Mondiali WRC (2013-2017)


3° Walter Röhrl (Germania)
Nato il 7 marzo 1947 a Regensburg (Germania)
VITTORIE AL RALLY DI MONTE CARLO: 4 (1980, 1982, 1983, 1984)
STAGIONI NEL WRC: 15 (1973-1987)
AUTO GUIDATE NEL WRC: 8 (Opel Commodore, Opel Ascona, Opel Kadett, Fiat 131, Porsche 911, Lancia 037, Audi Quattro, Audi 200)
PALMARÈS: campione europeo rally (1974), 2 Mondiali WRC (1980, 1982), campione africano rally (1982)


4° Tommi Mäkinen (Finlandia)
Nato il 26 giugno 1964 a Puuppola (Finlandia)
VITTORIE AL RALLY DI MONTE CARLO: 4 (1999-2002)
STAGIONI NEL WRC: 17 (1987-2003)
AUTO GUIDATE NEL WRC: 8 (Lancia Delta, Mitsubishi Galant, Ford Sierra, Mazda 323, Nissan Sunny, Ford Escort, Mitsubishi Lancer, Subaru Impreza)
PALMARÈS: 4 Mondiali WRC (1996-1999)


5° Sandro Munari (Italia)
Nato il 27 marzo 1940 a Cavarzere (Italia)
VITTORIE AL RALLY DI MONTE CARLO: 4 (1972, 1975, 1976, 1977)
STAGIONI NEL WRC: 12 (1973-1984)
AUTO GUIDATE NEL WRC: 7 (Lancia Fulvia, Lancia Stratos, Fiat 131, Dodge Ramcharger, Porsche 911, Alfa Romeo GTV6, Toyota Celica)
PALMARÈS: 2 campionati italiani rally (1967, 1969), campione europeo rally (1973), Mondiale WRC (1977)

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A Ginevra una nuova concept Giugiaro










Per celebrare l’80° compleanno di Giorgetto Giugiaro, la GFG Style presenterà al Salone di Ginevra 2018 un inedito prototipo elettrico ad alte prestazioni.
I designer assicurano che questa nuova concept car targata Giugiaro sarà dotata di tutte le tecnologie e soluzioni estetiche di ultimissima generazione. Intanto, in anticipo sull’unveiling alla kermesse svizzera, sono stati rilasciati i primi teaser che ne svelano le linee sinuose da berlina tre volumi.
Piattaforma Envision EnOS e guida autonoma
La base di quest’auto – che dopo il debutto ginevrino sarà pronta ad essere commercializzata e andare su strada già in estate – è l’innovativa piattaforma open source Envision EnOS.
Tra le varie tecnologie di cui disporrà ci sarà anche un avanzato sistema di guida autonoma con tutti i più evoluti sistemi di sicurezza attiva.
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