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Auto Sportive usate – Audi S1








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L’Audi S1 è una compatta sportiva che è passata un po’ in sordina. Le sorelle maggiori S3 ed RS3 sono quelle che fanno più gola agli amanti della velocità, ma per chi vuole divertirsi senza spendere troppo, l’Audi S1 è l’auto giusta. Lunga poco meno di 4 metri e larga 1,74, è anche molto compatta, ma non per questo poco versatile. Ha la trazione integrale, uno schermo da 6,5 pollici con sistema di navigazione MMI Plus e tutti i comfort desiderabili. È disponibile sia in versione 3 porte, sia nella versione 5 porte Sportback, ma la parte migliore è quella nascosta sotto il cofano. Il motore 2.0 TFSI turbo eroga 231 CV e 370 Nm di coppia, sufficienti a lanciare la piccola Audi da 0 a 100 km/h in 5,8 secondi, fino ad una velocità massima di 250 km/h.

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ANIMA RALLY
L’Audi S1 mostra muscoli, prese d’aria e dettagli racing con orgoglio. Il suo nome evoca quello della leggendaria Audi Quattro Sport S1 da rally, un mostro anni ’80 che conosciamo bene. Certo, la compatta ha ben poco in comune con la sua antenata, ma c’è ancora una piccola scintilla rallystica in lei. Il cambio manuale, la trazione integrale e il motore turbo sono strumenti di puro divertimento: l’auto non pesa pochissimo (1400 kg sono parecchi) ma il passo corto e i 231 CV nel misto stretto sono una garanzia. Quello che sorprende poi è la reattività della S1: le Audi non sono famose per essere auto ballerine sul posteriore, anzi, di solito “sui binari”, ma questa è diversa. Si può provocare il posteriore giocando col freno e con i trasferimenti di carico, per poi pestare sul gas e innescare un sovrasterzo su quattro ruote. In parole povere: si può guidare di traverso, come criminali. Se non siete dei piloti così smaliziati, c’è sempre il lato “safe” della medaglia: la trazione integrale vi permette di guidare in sicurezza su qualsiasi fondo e in qualsiasi condizione, e questo è sicuramente un bene.

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PREZZO E COSTI
L’Audi S1 non ha rivali dirette, per dimensioni e potenza quelle che le si avvicinano di più sono la Mini Cooper S, la Clio RS e la DS3 Performance, ma nessuna di queste è dotata della trazione integrale.
L’auto ha tenuto molto bene il valore: i prezzi sul mercato dell’usato si aggirano attorno ai 25.000 euro, bisogna però controllare l’equipaggiamento e la lista di optional, un valore aggiunto da non sottovalutare. L’auto non consuma neanche tantissimo, e con un piede leggero si riescono a fare i 7,0 l/100 km.
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FCA Heritage Reloaded by Creators: auto storiche Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia in vendita
























Si chiama “Reloaded by Creators” il nuovo servizio di vendita di auto d’epoca di FCA Heritage: una selezione limitata di storiche Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia riportate allo splendore originario, certificate dal costruttore e vendute per finanziare nuove attività di scouting al fine di accrescere la collezione del colosso torinese.
Le prime cinque vetture messe in vendita da FCA Heritage nell’ambito del progetto “Reloaded by Creators” e fornite del Certificato di Autenticità sono una Lancia Appia Coupé del 1959, una Lancia Fulvia Coupé Montecarlo del 1973, una Pininfarina Spidereuropa del 1981, un’Alfa Romeo SZ del 1989 e un’Alfa Romeo Spider del 1991.
FCA Heritage “Reloaded by Creators”: le prime cinque auto storiche in vendita
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Lancia Appia Coupé (1959)
La Lancia Appia Coupé è una sportiva 2+2 disegnata da Pininfarina e caratterizzata dall’abitacolo curatissimo e dalla carrozzeria bicolore.

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Lancia Fulvia Coupé Montecarlo (1973)
La Lancia Fulvia Coupé Montecarlo nasce come edizione limitata celebrativa della vittoria al Rally di Monte Carlo 1972 di Sandro Munari. L’esemplare in vendita – basato sulla seconda serie della Fulvia Coupé e dotato di un motore 1.3 da 90 CV – conserva ancora le “targhe nere” originali.

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Pininfarina Spidereuropa (1981)
L’esemplare in vendita della Pininfarina Spidereuropa – ultima evoluzione della Fiat 124 Sport Spider – è uno dei primi prodotti e ha percorso solo 10.000 km. Il motore è un 2.0 da 105 CV.

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Alfa Romeo SZ (1989)
L’Alfa Romeo SZ è una coupé assemblata da Zagato – e prodotta in soli 1.000 esemplari (tutti verniciati in Rosso Alfa) – che condivide il pianale e la meccanica con la 75 3.0 V6. L’esemplare in vendita – uno dei primi realizzati – è stato impiegato per prove e sperimentazioni sul circuito di Balocco e presenta diverse modifiche rispetto al modello di serie.

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Alfa Romeo Spider (1991)
L’Alfa Romeo Spider venduta da FCA Heritage nell’ambito del progetto “Reloaded by Creators” è sempre appartenuta a FCA ed è stata utilizzata per effettuare test tecnici come la prova colore extra serie.

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Dove vedere il Mondiale F1 2018 in streaming e in diretta TV


Credits: epa05936955 British Formula One driver Jolyon Palmer of Renault (C) and French Formula One driver Romain Grosjean of Haas F1 Team (bttom L) crash during the first lap during the Formula One Grand Prix of Russia at the Sochi Autodrom circuit, in Sochi, Russia, 30 April 2017. EPA/YURI KOCHETKOV
Il Mondiale F1 2018 in Italia sarà trasmesso in diretta TV su Sky Sport F1 e saranno solo quattro i GP visibili in chiaro su TV8 (uno solo – quello d’Italia – sulla Rai).
All’estero la situazione sarà diversa: alcune nazioni – come la Cina e la Germania, ad esempio – offriranno tutto il campionato del mondo di Formula 1 in chiaro mentre i fan del Circus di altri Paesi (Giappone e Spagna, giusto per citare i due più importanti) saranno costretti a rivolgersi obbligatoriamente alla pay-tv.
Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le TV del mondo che trasmetteranno il Mondiale F1 2018 in diretta o in streaming. Una guida utile per tutti gli appassionati che non vogliono perdersi un Gran Premio neanche quando si trovano fuori dall’Italia.
Dove vedere il Mondiale F1 2018 in diretta TV o in streaming
Africa subsahariana Supersport (pay-tv e streaming) e Canal+ Sport (pay-tv)
Albania Top Channel (in chiaro)
America meridionale (Brasile escluso) Fox Sports LatAm Channels (pay-tv)
Andorra Movistar F1 (pay-tv)
Armenia Setanta Sports + (pay-tv)
Asia Star Sports Channels e Fox Sports Asia Channels (pay-tv)
Asia Centrale Setanta Sports + (pay-tv)
Australia Network Ten (in chiaro solo il GP d’Australia), Fox Sports (pay-tv), Tenplay (10 GP in streaming), Fox Sports Australia (streaming)
Azerbaigian Idman TV (in chiaro) e Setanta Sports + (pay-tv)
Bielorussia Setanta Sports + (pay-tv)
Belgio Play Sports (pay-tv), Sporza (in chiaro solo il GP del Belgio), RTBF La Une/La Deux (in chiaro)
Bosnia ed Erzegovina Sport Klub (pay-tv)
Bulgaria Diema Sport/Diema Sport 2 (pay-tv)
Brasile Globo (in chiaro tutti i GP tranne Canada, USA e Messico), SporTV (pay-tv solo per i GP di Canada, USA e Messico), Globo Play (streaming)
Canada RDS/RDS2/RDS Info e TSN/TSN2/TSN3/TSN4/TSN5 (pay-tv), TSN GO e RDS GO (streaming)
Cina 13 TV regionali (in chiaro)
Cipro CytaVision (pay-tv)
Corea del Sud SBS Sports (pay-tv)
Croazia Arena Sport (pay-tv), MAXtv To Go Match (streaming)
Cuba Tele Rebelde (in chiaro)
Danimarca TV3+ e TV3+ HD (pay-tv)
Estonia TV6 (4 GP in chiaro: USA, Canada, Bahrein, Messico) e Viasat Sport Baltic (pay-tv)
Finlandia C More Max (pay-tv), MTV3 (streaming)
Francia Canal+ (pay-tv) e TF1 (4 GP in chiaro: Monte Carlo, Francia, Belgio e Brasile)
Georgia Setanta Sports + (pay-tv)
Germania RTL Television (in chiaro), RTL e Sky Sport (streaming)
Giappone Fuji TV Next (pay-tv) e DAZN (pay-tv e streaming)
Grecia OTE Sport (pay-tv) e ERT (in chiaro tranne Australia, Cina e Giappone)
India STAR Sports Channel (pay-tv)
Iran IRIB Varzesh (in chiaro)
Irlanda Eir Sport 1 (pay-tv) e Sky Sports F1 (pay-tv)
Islanda Stöð 2 Sport (pay-tv)
Israele Sport 5 (pay-tv)
Italia Sky Sport F1 (pay-TV), TV8 (4 GP in chiaro), RAI (in chiaro solo il GP d’Italia)
Lettonia Viasat Sport Baltic (pay-tv)
Liechtenstein Teleclub Sport (pay-tv)
Lituania Viasat Sport Baltic (pay-tv)
Macedonia Sport Klub (pay-tv)
Malta GO (pay-tv)
Medio Oriente e Nordafrica beIN Sports (pay-tv) e beIN Sports Connect (streaming)
Moldavia Setanta Sports + (pay-tv)
Montenegro Sport Klub (pay-tv)
Norvegia Viasat Motor/Viasat Sport e Viaplay (pay-tv)
Nuova Zelanda Sky Sport (pay-tv)
Paesi Bassi Ziggo Sport Totaal, Ziggo Sport Go e Ziggo Sport (pay-tv)
Polonia Eleven Sports (pay-tv e streaming)
Porto Rico ABC (3 GP in chiaro), ESPN, ESPN2 e Univision Deportes Network (pay-tv)
Portogallo SportTV (pay-tv), SportTV Multiscreen (streaming)
Regno Unito Channel 4 (10 GP in chiaro), Sky Sports Mix e Sky Sports F1 (pay-tv), All 4 (10 GP in streaming), Sky Sports (streaming)
Repubblica Ceca Sport 2 e Sport 3 (pay-tv)
Romania Dolce Sport e Digi Sport (pay-tv)
Serbia Sport Klub (pay-tv)
Slovacchia Sport 2 (pay-tv)
Spagna Movistar F1 (pay-tv)
Svezia Viasat Motor (pay-tv), Viasat (streaming)
Svizzera SRG SSR (RSI La 2, RTS Deux e SRF zwei, in chiaro), Teleclub Sport (pay-tv), Canal+ (pay-tv)
Turchia S Sport (pay-tv)
Ucraina 1auto (pay-tv)
Ungheria M4 Sport (in chiaro)
USA ABC (3 GP in chiaro), ESPN, ESPN2 e Univision Deportes Network (pay-tv), WatchESPN e Univision NOW (streaming)
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Mazda Vision Coupé è “Most Beautiful Concept Car of the Year”












La Mazda Vision Coupé ha vinto il premio “Most Beautiful Concept Car of the Year” – ottenuto già due anni fa con RX-Vision – in occasione del 33° Festival Internazionale dell‘Automobile. È stata scelta dalla giuria che comprendeva sia esperti dell’automobile e del motorsport sia noti architetti e designer di moda tra nove altri modelli: Audi Aicon, BMW i Vision Dynamics, Kia Proceed Concept, Lamborghini Terzo Millennio, Mercedes-Benz AMG GT Concept, Mercedes-AMG Project One, Vision Mercedes Maybach 6 Cabriolet, Nissan Vmotion e Peugeot Instinct. Il premo è stato consegnato a Ikuo Maeda, Mazda global design director, il quale lo ha condiviso con il suo team di designer nel corso di una cerimonia svoltasi a Parigi.
La Vision Coupé racchiude la visione del design Mazda di nuova generazione. Le proporzioni della filante quattro porte, con l’abitacolo spostato verso le ruote posteriori, sono tipiche di un classico coupé e trasmettono il senso di potente slancio in avanti di una sportiva ad alte prestazioni. La semplice forma esteriore “one-motion” esprime un senso di velocità. Al contempo l‘interno riprende un concetto della tradizionale architettura giapponese che crea una profondità tridimensionale e genera un ambiente rilassante. Infine, il suo nome rende omaggio alla tradizione del marchio lunga oltre 50 anni in fatto di coupé eleganti come la Mazda Luce Rotary, nota anche come Mazda R130.
“La Vision Coupé usa i riflessi della luce per esprimere un senso di vitalità, evoluzione del design KODO,” ha detto Ikuo Maeda, managing executive officer di design e stile del marchio. “Questa vettura incarna una delicata estetica giapponese, ed è molto gratificante vederla premiata qui nella “Città dell’Arte“ due anni dopo l‘assegnazione dello stesso premio alla RX-VISION. Vogliamo conservare la nostra identità di marchio giapponese ma continuando a realizzare vetture di fascino globale”.
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F1, addio alle grid girl dal 2018


Credits: epa06252108 A grid girl before the start of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 08 October 2017. EPA/DIEGO AZUBEL
La F1 dice addio alle grid girl: dal 2018 le bellezze presenti sulla griglia di partenza dei Gran Premi spariranno. Una regola che varrà anche per tutti gli altri eventi che si terranno nei weekend di gara.
“Riteniamo che questa usanza non sia in linea con i valori del nostro marchio e che sia chiaramente in contrasto con le norme sociali moderne. Non crediamo che la pratica sia appropriata per la F1 e per i suoi fan”, ha dichiarato Sean Bratches, Managing Director, Commercial Operations Formula 1.
Il Mondiale F1 2018 che prenderà il via il prossimo 25 marzo a Melbourne (GP d’Australia) non vedrà più, quindi, le grid girl. Sulla griglia di partenza prima del via – insieme alle monoposto, ai piloti e ai tecnici – troveremo VIP, artisti, spettacoli e iniziative promozionali.
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Automotoretrò 2018 Torino: le date, gli orari e i prezzi


Credits: 35/a Edizione di Automotoretro’ allestita presso il Lingotto, Torino, 3 febbraio 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Automotoretrò 2018 – 36° edizione dell’evento di Torino dedicato alle auto d’epoca – si terrà a Lingotto Fiere (Via Nizza 294) dall’1 al 4 febbraio. Di seguito troverete le date, gli orari e i prezzi dei biglietti.
Ad Automotoretrò 2018 gli appassionati di auto storiche troveranno pane per i loro denti: ampi stand, festeggiamenti per i 70 anni della Citroën 2CV, oltre 1.000 mq dedicati alle moto, uno spazio per il modellismo nel Padiglione 3 e Automotoracing presso l’Oval.
Automotoretrò 2018: informazioni utili
Indirizzo: Lingotto Fiere – Via Nizza 294 – Torino
Date: da giovedì 1 febbraio a domenica 4 febbraio 2018
Orari: giovedì dalle 15 alle 20, da venerdì a domenica dalle 9 alle 19
Biglietti: intero 13 euro, intero online 14 euro, ridotto 10 euro (ragazzi dai 10 ai 12 anni, invalidi senza necessità di accompagnatore, comitive minimo 15 persone da acquistare esclusivamente online), abbonamento 2 giorni 22 euro, abbonamento online 2 giorni 23,50 euro, abbonamento 3 giorni 33,00 euro, abbonamento online 3 giorni 35,00 euro. Gratis fino ai 10 anni e per invalidi aventi diritto all’accompagnatore (ingresso omaggio per entrambi).
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MotoGP 2018, tutti (o quasi) felici dei test di Sepang


Vanno via tutti, o quasi, con un gran sorriso da Sepang. Il primo test ufficiale del 2018 della MotoGP si è rivelato positivo per i piloti, nonostante qualche perplessità nel box Yamaha per un Day 3 non perfetto. Ducati sembra aver fatto un grosso passo in avanti, regalando a Lorenzo una moto sempre più adatta al suo stile di guida.
“È un capolavoro”, ha detto il majorchino dopo aver stracciato il record della pista, ridimensionato se vogliamo – anche se il paragone è forzato – le performance di Stoner di qualche giorno fa (per le quali non sono mancati titoloni a tutta pagina). Resta solo un po’ più prudente nelle dichiarazioni, Andrea Dovizioso, che riconosce l’efficacia dell’upgrade fatto. Anche in Honda c’è ottimismo: Crutchlow e Pedrosa hanno girato forte, con Marquez che ha puntato sul passo e resta velocissimo. Vinales e Rossi erano al settimo cielo fino a quando nel terzo giorno, inspiegabilmente, le cose non sono andate come immaginavano: proveranno a capire nei test in Thailandia cosa è successo.
Nel complesso, però, restano positivi anche se l’idea che senza apparente motivo tecnico (a parità di moto, assetto, gomme, circuito) la moto possa offrire performance diverse da un giorno all’altro preoccupa un po’. Andrea Iannone sembra invece doversi guardare bene le spalle dal suo compagno di squadra Alex Rins, che sembra avere un ottimo feeling con la moto. E occhio anche a Jack Miller, la Ducati sembra piacergli sempre di più. Detto questo da qui a capire quali saranno gli equilibri di questo motomondiale ce ne passa. Intanto aspettiamo con ansia i prossimi test in Thailandia in programma tra due settimane circa.
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De Tomaso Pantera (1971): i primi esemplari


La De Tomaso Pantera è senza ombra di dubbio l’auto più famosa della Casa emiliana: tanti gli esemplari venduti, pochi quelli sopravvissuti a causa della scarsa affidabilità.
Oggi analizzeremo i primi esemplari della sportiva modenese, quelli prodotti dal 1971 al 1974 in collaborazione con Ford, abbastanza facili da trovare a oltre 100.000 euro.
De Tomaso Pantera (1971): le caratteristiche principali dei primi esemplari
La De Tomaso Pantera – la supercar più americana tra le italiane e più italiana tra le americane – vede la luce nel 1971 grazie alla collaborazione con Ford, alla ricerca di un mezzo in grado di sfidare la Chevrolet Corvette.
Venduta negli USA nei concessionari Lincoln/Mercury e coperta addirittura dalla garanzia ufficiale della Casa dell’Ovale Blu, riesce in breve tempo a conquistare gli automobilisti grazie al suo eccellente rapporto prezzo/prestazioni.
La De Tomaso Pantera – disegnata da Tom Tjaarda (già autore della Fiat 124 Spider) e progettata da Gian Paolo Dallara – può vantare un comportamento stradale impeccabile (merito del motore centrale e della trazione posteriore) e un impianto frenante potentissimo. Tra le note negative segnaliamo invece l’abitacolo angusto per i più alti (e facilmente surriscaldabile per via della distanza ridotta tra i sedili e il propulsore), la carrozzeria soggetta a ruggine e l’impianto elettrico problematico.
I primi 382 esemplari prodotti presso la Carrozzeria Vignale di Torino (riconoscibili dalle maniglie a pulsante, prese in prestito dall’antenata Mangusta) sono quelli più interessanti dal punto di vista storico (nonché i più costosi). Quelli assemblati in seguito (a Modena con le scocche provenienti da Torino) si distinguono per le più tradizionali maniglie rettangolari.
La prima evoluzione per la De Tomaso Pantera arriva nel 1972 con il debutto della versione L (Lusso): paraurti più grandi per rispettare le normative di sicurezza (ma anche un peso aumentato di ben 90 kg) e una dotazione di serie più ricca.
La crisi petrolifera del 1973 provoca un crollo delle vendite della coupé emiliana, che continuerà ad essere venduta fino al 1992 senza l’appoggio di Ford (che abbandona il progetto nel 1974). Analizzeremo in un altro articolo le Pantera costruite dal 1974 in poi.
De Tomaso Pantera (1971): la tecnica dei primi esemplari
Il motore delle prime De Tomaso Pantera – (quelle prodotte in collaborazione con Ford fino al 1974, per intenderci) – è un 5.8 V8 Ford da 334 CV con carburatore quadricorpo abbinato ad un cambio manuale a cinque marce. Un propulsore pronto e ricco di coppia che permette alla sportiva modenese di superare i 250 km/h di velocità massima.
La potenza cala (269 CV) nel 1972 – in occasione del lancio della variante L – per rispettare le normative anti-inquinamento americane.
De Tomaso Pantera (1971): le quotazioni dei primi esemplari
Non fatevi ingannare dalle quotazioni “ufficiali” che recitano 70.000 euro. Per entrare in possesso dei primi esemplari della De Tomaso Pantera (quelli realizzati in collaborazione con Ford) bisogna spendere non meno di 100.000 euro (non meno di 150.000 per le primissime versioni con maniglia a pulsante costruite interamente da Vignale).
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Il primato di miglior videogame di motocross si gioca tutto sullo scrub


Se vi piacciono motocross e videogame, la vostra vita è sempre un po’ triste. Se chi ama le auto o il calcio ogni anno viene omaggiato di 3 o 4 stupendi videogame, voi vi dovete accontentare di un videogioco ogni 4 o 5 anni e spesso il risultato è appena passabile. E questo per una semplice ragione di numeri: sport di nicchia = pochi appassionati = pochi ricavi = poco budget per realizzare un gioco.
Ma non quest’anno. Nel 2018 è successa una cosa folle: Milestone e THQ Nordic si sono sfidati nella creazione del miglior gioco di motocross di sempre. Nessuno sa per quale strano allineamento dei pianeti sia accaduto, ma i motrocrossisti di tutto il mondo gioiscono.
Ma andiamo con ordine e vediamo com’è andata questa sfida che per intensità ricorda la cara vecchia Guerra Fredda.
Milestone invade il territorio di THQ Nordic
Tutti i praticanti o gli appassionati di motocross prima o poi hanno giocato a una versione di MX vs ATV, prodotto dalla THQ. I giochi non erano spettacolari dal punto di vista grafico, ma erano senza dubbio divertenti.
Ne usciva uno nuovo a ogni nuovo modello di Playstation e tutti erano contenti. Soprattutto di MX vs ATV Reflex, ma su questo torneremo più tardi. Insomma, un monopolio che non prevedeva grossi picchi ma che comunque bastava per qualche ora di divertimento sul divano in attesa di andare a girare in moto sul serio.
Le cose cambiano nel 2014, quando Milestone (produttrice tra gli altri della mitica serie MotoGP) lancia per la nuova PS4 il gioco MXGP. Si tratta del primo gioco ufficiale del campionato mondiale di motocross. Il gioco è un salto incredibile sul fronte grafico, ma risulta un po’ rigido sui movimenti del pilota, forse perché era un adattamento della fisica di gioco delle moto da corsa. In altre parole non permette di fare whip o trick, cosa che viene subito criticata dagli storici fan di MX vs ATV, anche se è chiaro che il salto grafico non è passato inosservato e che si aspettano una risposta adeguata da THQ.
THQ chiude ma arriva Supercross Encore
Ma da THQ non arriva alcuna risposta perché nel frattempo la società ha chiuso i battenti. Però, quando i vecchi Reflex, Unleashed eccetera sembrano destinati a diventare del modernariato, arriva Rainbow Studios, una società fatta da veri appassionati dello sport, che riprende in mano l’eredità di MX vs ATV e fa del suo meglio per uscire con un nuovo gioco: Supercross Encore.
Nonostante il loro entusiasmo il risultato è terribile. La grafica è da Playstation 2 con pixel grossi come cubetti di parmigiano e il pilota sembra inchiodato in un punto con tutto il resto del panorama che gli gira attorno. I fan chiedono a viva voce perché non abbiano impiegato la fisica di gioco di Reflex. Rainbow Studios si giustifica dicendo che era di proprietà di alcuni programmatori di THQ e che loro non hanno potuto utilizzarla. La risposta non piace e i fan seppelliscono il nuovo gioco a suon di insulti sui social. Pare che il social media manager di Rainbow sia ancora in una rehab a pochi chilometri da Los Angeles.
MXGP 2 e MXGP 3
Qualche mese più tardi Milestone affonda del tutto Supercross Encore lanciando un nuovo MXGP ancora più bello del precedente e con una fisica di gioco questa volta realizzata per il motocross. Il risultato è una bomba, anche se dalle coste americane molti si lamentano che lo scrub è un filo troppo meccanico (il che è abbastanza vero). Ciononostante finalmente anche il motocross ha un gioco degno di tale nome. L’asticella è stata posizionata molto in alto. Talmente in alto che nessuno si aspetta una risposta da MX vs ATV, dato che tutti considerano si augurano che la serie riposi in pace dopo l’ultima figuraccia.
L’anno seguente arriva anche MXGP 3 ed è ancora più bello del precedente, anche se lo scrub è ancora lontano dall’essere soddisfacente.
Milestone si prende il Supercross
Con MX vs ATV apparentemente sepolto sotto 6 piedi di insulti social, Milestone ha campo libero e fa una mossa inaspettata: acquista i diritti per diventare il gioco ufficiale del Campionato americano di Supercross. La cosa è grossa perché tutto quello che aveva a che fare con gli USA era sempre stato di pertinenza di MX vs ATV. Ma dato che loro non ci sono più non c’è problema, oppure no?
THQ Nordic e MX vs ATV All Out
Il problema c’è perché Rainbow Studios si fonde con una nuova società, THQ Nordic (vi ricorda qualcosa?), e annuncia che usciranno con un nuovo gioco MX vs ATV All Out. Ma a differenza di quanto fatto da Milestone, che ha lanciato la notizia con un fantastico gameplay, THQ Nordic butta lì quattro screenshot. Ovviamente ripartono gli insulti e il nuovo social media manager interpreta il ruolo di quel famoso bambino olandese che tentava di tappare inutilmente la diga con le dita.
Tutti pensano la stessa cosa: il gioco fa schifo e non hanno il coraggio di presentare un gameplay. La cosa va avanti per settimane quando finalmente viene pubblicato il primo video giocato. Si tratta di una sola ripresa. Uno scrub. Ed è totalmente controllabile. I fan impazziscono e chiedono altri spezzoni di gameplay.
A quanto pare THQ Nordic ha recuperato la famosa fisica di gioco di Reflex e l’ha migliorata.
Quale sarà il migliore?
AMA Supercross The game esce il 13 febbraio. MX vs ATV All Out il 23 marzo. Chi sarà il vincitore? Lo scopriremo tra un paio di mesi, ma per ora di sicuro hanno vinto i giocatori per cui si prospetta una primavera fantastica.
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Suzuki Swift RS: le foto, i dati e i prezzi della R1 giapponese da rally
















La Suzuki Swift RS è una versione della piccola giapponese destinata ai rally: omologata in Racing Star (classe RSTB 1.0), debutterà nel Campionato Italiano CIR 2018 e punterà a vincere la categoria R1.
La variante da corsa della “segmento B” nipponica sarà inoltre protagonista dei trofei monomarca Suzuki Rally Trophy e Suzuki Rally Cup, nei quali affiancherà la Swift Sport 1600 R1.
Suzuki Swift RS: derivata dalla Boosterjet
La Suzuki Swift RS – derivata dalla 1.0 Boosterjet – ospita sotto il cofano un motore 1.0 turbo tre cilindri a benzina abbinato ad un cambio a cinque marce con seconda, terza e quarta ravvicinate per permettere al propulsore di restare nella fascia di erogazione ottimale dopo le cambiate.
Suzuki Swift RS: i tre livelli di preparazione e i prezzi
Sono tre i livelli di preparazione previsti per la Suzuki Swift RS: Base, Evo e Top.
La Suzuki Swift RS Base (prezzo di 15.900 euro IVA esclusa, franco Torino) è destinata ai preparatori e ai team che desiderano un’auto da sviluppare e personalizzare: interni della versione stradale smontati, roll-bar saldato, paracoppa, attacchi dei sedili saldati e con staffe specifiche e ruote racing. Il kit da installare comprende: sedili HRX Racer, impianto di estinzione comprensivo di estintore da 2 kg, cinture HRX, ganci di chiusura per cofano e portellone, ganci traino, volante 3 razze scamosciato, taglia cinture e portacaschi.
Sulla Suzuki Swift RS Evo (prezzo di 18.130 euro IVA esclusa, franco Torino) tutte le parti del kit sono montate, con l’aggiunta della pellicola antisfondamento sui vetri. Roll-bar e interni sono verniciati in grigio, sulla plancia è montato uno stacca-batteria elettronico e c’è la predisposizione per un impianto fari supplementari.
La Suzuki Swift RS Top (prezzo di 23.570 euro IVA esclusa, franco Torino) è spogliata di tutto ciò che è consentito dai regolamenti, come ad esempio il sistema di climatizzazione e monta: frizione racing, scarico in acciaio e impianto frenante dotato di pastiglie Ferodo racing e di liquido speciale. Viene poi effettuata una messa a punto della centralina al banco dinamometrico e sono installati 4 fari di profondità.
Suzuki Swift RS: i kit assetto
Per tutte le Suzuki Swift RS sono inoltre disponibili due kit assetto realizzati da Andreani Group con componenti Öhlins (costo del montaggio: 175 euro). Il primo con ammortizzatori regolabili a 1 via costa 2.990 euro, il secondo a 3 vie 5.370 euro.
L’articolo Suzuki Swift RS: le foto, i dati e i prezzi della R1 giapponese da rally proviene da Panoramauto.




