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Mercedes-Benz Classe A 2018, al volante della più tecnologica della famiglia

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È più moderna, affilata, aerodinamica, ma soprattutto è ancora più confortevole e tecnologica. La nuova Classe A 2018 di Mercedes-Benz ridefinisce il concetto di lusso e sportività in chiave moderna, rivedendo le sue forme e integrando i sistemi più innovativi di ausilio alla guida, di sicurezza e di intrattenimento (che la Casa tedesca lancerà più avanti su tutta la gamma auto). Le prime due generazioni, ve le ricorderete, avevano la forma da piccola monovolume. La terza ha introdotto un nuovo linguaggio stilistico, trasformando la Classe A in una compatta a due volumi. E la quarta ha affinato gli artigli puntando su un pubblico esigente e sempre più attento al tech e al futuro. Viene proposta da maggio con prezzi che partono da circa 30.000 euro e sono destinati a superare abbondantemente i 40.000.

“Hey Mercedes”, qual è il tuo punto debole?

La nuova Mercedes-Benz Classe A 2018 ha ora un passo più generoso, che ha consentito un aumento dell’abitabilità: maggiore spazio per gomiti, spalle e testa dei passeggeri. Il baule ha guadagnato 29 litri, arrivando a quota 370 litri. In quattro si sta comodi, in cinque decisamente meno. Lo spazio riservato ai bagagli contenuto; il rapporto tra lunghezza totale (la Classe A misura 4,42 metri) e volume del bagagliaio è forse il suo punto debole. Ma la nuova Classe A non è un’auto da famiglia e probabilmente non vuole esserlo. Piuttosto si rivolge ad un pubblico mediamente giovane che cerca lusso, eleganza e soprattutto tecnologie che facciano dimenticare lo smartphone.

Sì perché la novità più importante, se vogliamo, riguarda proprio l’inedito sistema MBUX (Mercedes-Benz User Experience) di ultima generazione abbinato ai due display da 7’’ (in opzione possono arrivare a 10,25’’) e al nuovo sistema Linguatronic che permette di utilizzare i comandi vocali semplicemente utilizzando la chiave “Hey Mercedes”. Potremmo definirlo la versione molto evoluta di SIRI, l’assistente vocale dei nostri iPhone. Le frasi “Hey Mercedes portami al mare”, oppure “fa caldo”, o ancora “torniamo a casa”, attiveranno le diverse funzioni finalizzate a soddisfare le richieste.

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Imparare dalle abitudini

E non finisce qui. Perché questo sistema è dotato di una intelligenza artificiale capace di imparare nel tempo le azioni, memorizzando le abitudini e suggerendo talvolta cose che si è soliti fare, negli orari abituali. Fantascienza? No, realtà. Senza dimenticare che per la prima volta Classe A può viaggiare in modalità parzialmente automatica. Pensate che il cruise control adattivo “Distronic” è in grado di “dialogare” con il navigatore, adeguando la velocità alle curve/incroci/rotonde che l’auto si appresta ad affrontare. A completare il quadro dei sistemi di sicurezza ci pensano infine il sistema di assistenza attiva nella frenata di emergenza e il sistema di assistenza attiva al cambio di corsia. Insomma, da questo punto di vista, c’è tutto ciò che si può desiderare oggi su un’auto.

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Benzina 1.3 da 163 CV e diesel 1.5 da 116 CV

Sulle strade di Spalato e dintorni ho avuto modo di provare il nuovo motore 1.3 da 163 CV benzina e il 1.5 diesel da 116 CV, entrambi sviluppati a quattro mani con Renault. Il primo si è rivelato meglio del previsto: ha carattere, spinge bene ed è abbastanza lineare, e non consuma nemmeno molto (6,1l/100km in media). Il secondo è un’evoluzione di un propulsore di grande successo, è perfetto, non c’è altro da aggiungere. Ah, se state pensando che magari 116 CV siano pochi per quest’auto, vi sbagliate.

Tra le curve la Classe A si guida molto bene. Lo sterzo è abbastanza preciso ed è “settato” prevalentemente per garantire un buon comfort di guida. Puntuale, tagliente e anche molto equilibrata, entra in curva adeguandosi perfettamente a qualsiasi stile di guida, complice l’ottimo lavoro svolto dalle sospensioni elettroniche. Non è pensata per andar forte, ma all’occorrenza sa farlo. Il meglio di sé lo offre però quando ci si lascia cullare, come su un tappeto volante. “Avvolti” dal silenzio…

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Scheda Tecnica

Dimensioni 4.419×1.796×1.440 mm
Bagagliaio 370 litri
Motore 1.5 da 116 CV e 260 Nm
Accelerazione da 0 a 100 km/h 10,5 secondi
Consumo medio 4,5l/100km

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Toyota GT86 MY 2019: novità per la gamma

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Arrivata sul mercato nel 2012 e dopo vari restyling durante questi sei anni di vita, la Toyota GT86 si aggiorna di nuovo con il MY 2019. Tra le novità più importanti, arriva il nuovo colore “Thunder Blue” della versione sportiva Racing Edition e un inedito pacchetto sportivo.

Toyota GT86 Racing Edition

La nuova Toyota GT86 2019 avrà gli stessi contenuti del modello attuale e sarà disponibile in due allestimenti, Rock&Road e la versione speciale Racing Edition. Quest’ultima caratterizzata, oltre che dal nuovo colore dedicato Thunder Blue anche dai nuovi sedili riscaldabili in pelle ed Alcantara “Black” con cuciture silver.

Di serie avrà in dotazione anche l’impianto frenante Brembo, le sospensioni anteriori Sachs, i cerchi in lega da 17 pollici e le calotte degli specchietti retrovisori Black e i rivestimenti in pelle e tessuto per il quadro strumenti, le portiere e la plancia.

Sotto il cofano è confermato il motore 2.0 boxer da 2.0 litri e 200 CV di potenza trasmessi all’asse posteriore, che le permette di raggiungere i 226 km/h di velocità massima.

Nuovo Kit sportivo accessorio

Il nuovo Kit sportivo proposto per la GT86 2019 prevede lo scarico Sportivo con cromatura nera by Supersprint, i cerchi in lega da 18 pollici Titan Matt con pneumatici Pirelli P Zero Nero GT, stickers in nero opaco per la carrozzeria e calotte degli specchietti retrovisori in Carbon Look.

Prezzi

La nuova Toyota GT86 2019 è ordinabile al prezzo promozionale di 28.000 Euro per la versione Rock & Road e di  31.200 euro per l’allestimento Racing Edition, mentre il pacchetto accessori sarà offerto ad un prezzo promozionale di 2.500 euro.

Salone di Ginevra 2018

A Ginevra il prototipo della nuova Toyota Supra

La mitica sportiva giapponese si prepara al ritorno e condividerà la piattaforma con la nuova BMW Z4

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MotoGP 2018, il dominio di Marquez ad Austin. Iannone sul podio

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Tutto come da pronostico ad Austin. In Texas, in occasione del terzo round della MotoGp 2018 Marc Marquez fa letteralmente un altro mestiere e va a vincere il suo primo Gp della stagione, davanti ad un ritrovato Maverick Vinales e ad uno straordinario Andrea Iannone, apparso veloce sin dall’inizio del weekend: per lui il primo podio in sella alla Suzuki.

Chiude al quarto posto Valentino Rossi, che inizialmente sembrava potersi giocare il podio con Iannone e il compagno di squadra, ma a fine gara non è riuscito a tenere il loro ritmo. È venuto fuori nella lunga distanza Andrea Dovizioso, che non ha certo brillato in questo GP, ma con il quarto posto conquistato è riuscito a portarsi in testa al mondiale, con un solo punto di vantaggio su Marquez.

Non è stato invece altrettanto brillante Jorge Lorenzo, che non è riuscito a fare meglio dell’undicesimo posto. Da applausi Dani Pedrosa, settimo a poca distanza temporale dall’operazione al polso.

MotoGP 2018, Austin: i risultati

1 93 M. MARQUEZ 41:52.002

2 25 M. VIÑALES +3.560

3 29 A. IANNONE +6.704

4 46 V. ROSSI +9.587

5 4 A. DOVIZIOSO +13.570

6 5 J. ZARCO +14.231

7 26 D. PEDROSA +18.201

8 53 T. RABAT +28.537

9 43 J. MILLER +28.671

10 41 A. ESPARGARO +28.875

MotoGP 2018: classifica piloti

1 Andrea Dovizioso 46

2 Marc Marquez 45

3 Maverick Vinales 41

4 Cal Crutchlow 38

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Superbike 2018, ad Assen è dominio Kawasaki

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È stato Tom Sykes ad interrompere il dominio di Jonathan Rea sul circuito di Assen, in occasione del terzo round della Superbike 2018. Dopo aver vinto gara 1 ieri, oggi il campione del mondo in carica si è dovuto arrendere di fronte ad una prestazione super del suo compagno di squadra. Sul terzo gradino del podio ci è finito un ottimo van der Mark (per lui secondo podio in due giorni, segnale che la Yamaha sta facendo importanti passi avanti).

Non è stato un weekend positivissimo invece per Marco Melandri. Il ravennate nella gara di ieri è partito bene ma ha dovuto fare i conti con problemi di stabilità (peraltro non nuovi) ed ha chiuso al sesto posto. Oggi, invece, ha tagliato il traguardo al settimo posto. Discorso simile anche per Davies, almeno per quanto riguarda la giornata di oggi: dopo il podio conquistato ieri, il gallese non è riuscito a far meglio del quinto posto in gara 2.

Superbike 2018, Assen: i risultati delle due gare

Gara 1

1 Rea

2 van der Mark

3 Davies

Gara 2

1 Sykes

2 Rea

3 van der Mark

Superbike 2018: la classifica piloti

1 Rea 159

2 Davies 129

3 Melandri 115

4 van der Mark 103

5 Sykes 101

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Porsche 911 GT3 RS, nuovo record al Nurburgring

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Il record della nuova Porsche 911 GT3 RS al Nurburgring era nell’aria. E così è stato. L’ultima supersportiva di Stuttgart ha fermato il cronometro sul traguardo dell’Inferno verde in 6:56.4 minuti, 24 secondi più veloce rispetto alla vecchia generazione della GT3 RS.

E con questo tempo la 911 aspirata più completa di tutti it empi sale sul terzo gradino del podio dietro alla Porsche 918 Spyder e alla 911 GT2 RS 2018. Il pilota che ha volato sul tracciato tedesco è stato Kévin Estre, assistito da Lars Kern, che ha commentato:

Questo giro è stata un’esperienza sensazionale per me. Nelle curve veloci e nelle frenate in particolare, la GT3 RS è incredibilmente vicina alla nostra GT3 R da competizione. Questo è stato reso possibile anche grazie agli pneumatici di nuova generazione. Mi piace molto il motore della GT3 RS. Il sei cilindri è incredibile fino ai 9.000 giri. il suo sound è un sogno e il flusso della coppia enorme”.

La Porsche 911 GT3 RS monta un motore 4.0 da 520 CV con cui è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e di raggiungere i 312 km/h di velocità massima.

Salone di Ginevra 2018

Porsche 911 GT3 RS 2018

Da Stuttgart arrivano le prime immagini e informazioni sulla nuova aspirata più potente della gamma 911. Debutterà al Salone di Ginevra

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Lamborghini Supertrofeo 2018: a Monza si festeggiano i dieci anni

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Cresce l’attesa per un weekend che si preannuncia ad alto tasso di adrenalina, durante il quale verrà festeggiato un traguardo importante per Lamborghini. Questo fine settimana (21 e 22 aprile) l’Autodromo Nazionale di Monza ospita infatti la tappa inaugurale della decima edizione del Lamborghini Super Trofeo Europa.

Una stagione che si preannuncia particolarmente ricca di novità, grazie al debutto continentale della nuovissima Lamborghini Huracán Super Trofeo Evo. Per tutti gli appassionati e non solo sarà quindi una grande occasione per vedere subito in azione l’ultima creazione della Casa di Sant’Agata Bolognese, tra l’altro su uno dei circuiti più affascinanti, veloci e conosciuti al mondo.

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A contendersi la vittoria sul tracciato brianzolo sono attese circa 50 vetture, suddivise nelle quattro classi PRO, PRO-AM, AM e Lamborghini Cup, che garantiscono un parterre internazionale e di alto livello.

In tema di piloti, diversi saranno i debutti che continueranno ad assicurare un vitale ricambio generazionale. Tra i vari nomi spicca quello di Fabian Vettel, fratello del quattro volte campione del mondo di Formula 1 Sebastian.

Motori accesi già nella giornata di venerdì, con i due turni di prove libere di un’ora ciascuno.

Sabato 21 aprile, alle 10:35 prenderà il via la sessione di qualifica, mentre nel pomeriggio, alle 15:10, scatterà la prima delle due gare da 50 minuti. Infine, la partenza di gara 2 è in programma Domenica 22 aprile alle 12:20.

Per chi non potesse godersi dal vivo lo spettacolo, le gare saranno comunque visibili in “live streaming” sulla pagina Facebook di Lamborghini Squadra Corse e all’indirizzo: http://squadracorse.lamborghini.com/live-streaming

Lamborghini Super Trofeo Europa – Calendario 2018

  • 21/22 Aprile Monza (IT)
  • 19/20 Maggio Silverstone (GB)
  • 23/24 Giugno Misano (IT)
  • 26/27 Luglio Spa Francorchamps (BE)
  • 15/16 Settembre Nürburgring (DE)
  • 15/16 Novembre Vallelunga (IT)
  • 17/18 Novembre Vallelunga (IT) – Finali Mondiali
Anteprime

Lamborghini Huracan Super Trofeo EVO

La versione da pista per i trofei monomarca si aggiorna. Più aerodinamica, più potente e più veloce

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Suzuki Swift Sport

La Suzuki Swift Sport è la versione sportiva della piccola giapponese. Con 140 cv di potenza e 975 kg di peso, la Swift Sport scatta da 0 a 100 km/h in 8,1 secondi e raggiunge una velocità massima di 210 km/h. I prezzi partono da 21.190 euro.

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Leon Camier, l’intervista: “Il mio piano futuro? Aiutare i giovani piloti”

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Credits: Red Bull Honda World Superbike Team

A pochi giorni dallo scontro con Lorenzo Savadori e Jordi Torres nel round di Aragón, dove ha rimediato la frattura di tre costole posteriori, una lesione al torace e una contusione ai polmoni, Leon Camier è costretto al riposo, ma pensa a rientrare in pista al più presto.

“La CBR1000RR Fireblade SP2 è in continuo miglioramento e sarà sempre più competitiva” spiega il pilota inglese, classe 1986, alla prima stagione nel Red Bull Honda Super Bike Team.

Il rider, vincitore della British Supersport nel 2005 e dela British Superbike nel 2009, è convinto “di avere a disposizione la moto con cui fare il salto di qualità per festeggiare il suo decimo Mondiale delle derivate“. Noi lo abbiamo intervistato.

 

Qual è il tuo obiettivo, quest’anno?

“Vincere almeno una gara. È un sogno che può diventare realtà: al podio credo che manchi pochissimo, ormai”.

Quanto?

“Questione di dettagli. La moto non è molto diversa da quella del 2017, eppure il progresso è notevole”.

A cosa ti riferisci in particolare?

“Adesso l’anteriore è eccellente, come l’entrata in curva e la frenata. L’intero pacchetto è buono, insomma, anche se dobbiamo mettere a punto la gestione delle gomme, perché a fine gara sono conciate davvero male, la potenza e l’elettronica. Abbiamo appena installato centralina Magneti Marelli, che diventerà obbligatoria per tutte le scuderie dal 2019, e serve macinare chilometri per sfruttarne le potenzialità”.

Quando arriverà il podio?

“Presto, mi auguro. Quando avremo un briciolo di fortuna in più. Bisogna avere pazienza e continuare a lavorare duro, passo dopo passo”.

In WorldSBK non hai ancora ottenuto grandi risultati: se dovessi scegliere tra il titolo e unesperienza nella MotoGP?

“Diventare campione qui, senza dubbio. La classe regina è la massima aspirazione per qualsiasi pilota, ma senza un prototipo in grado di lottare con i migliori non ha senso trasferirmi. In più, il campionato delle derivate ha raggiunto un livello mai visto visto pirima: la lotta in pista è sempre aperta, con dieci piloti che hanno l’opportunità di salire sul podio a ogni gara”.

Merito del nuovo regolamento?

“Sì, approvo la scelta di modificarlo: le novità contribuiscono a regalare grande spettacolo agli appassionati”.

Scommetteresti su Rea che vince il quarto Mondiale consecutivo?

“Adesso no. La Kawasaki è fortissima, ma con la limitazione dei giri motore fatica a dominare. Comunque resta il fatto che Johnny sia un fuoriclasse, la Ninja ZX-10R vada come un fulmine o e insieme formino una coppia stellare”.

Su chi punteresti, allora?

“La moto da battere è la Ducati: Chaz Davies ha talento da vendere, Marco Melandri ha iniziato la stagione alla grande ed entrambi sfrutteranno al meglio la Panigale”.

Il tuo avversario principale?

“Se escludo le due scuderie sopra, la Yamaha di Alex Lowes e Michael van der Mark: la R1 èsolida e  tiene benissimo il ritmo fino alla bandiera a scacchi”.

MotoGP

L’altro Aleix Espargaró (il titolo l’ha scelto lui)

È stato il rider catalano dell’Aprilia Racing Team Gresini a scegliere il titolo della sua intervista. Perché non parla solo di moto, tra una splendida novità (che lo aspetta a giugno), gli italiani (con cui lavora da sempre) e il fratello (rivale in pista)

Di infortuni te ne sono capitati diversi, in tanti anni di carriera: non è difficile tornare in sella?

“No: senza moto non potrei vivere e l’istinto mi spinge a riprovarci appena le condizioni fisiche me lo consentono. Io non mollo anche perché so di meritare di più di quanto abbia conquistato e avere cambiato scuderia è stato come prendere una boccata d’aria fresca”.

Hai progetti a lungo termine?

“Se la motivazione e il ‘manico’ ci sono, sarebbe sbagliato ritirarmi presto: basta guardare Valentino Rossi, 39 anni, e Shane Byrne, 41, che duella ancora come un leone nella British Superbike”.

E ancora più in là nel tempo?

“Mi piacerebbe aiutare i giovani piloti oppure chi arriva nella WorldSBK. Al mio debutto non avevo riferimenti nell’ambiente, ho dovuto imparare tutto da solo: il ruolo di guida mi stimolerebbe molto ed essere utile ai giovani, trasferire le competenze che ho acquisito, mi gratificherebbe tantissimo”.

A proposito di esordio: ti viene in mente un episodio particolare?

“Il coraggio dei miei genitori: nel 2003 non trovavo sponsor per correre nella 125 del Motomondiale. Servivano 100 mila sterline e papà e mamma hanno venduto la nostra casa nel Kent per permettermi di gareggiare”.

Un ricordo recente, invece?

“Nicky. Hayden, naturalmente. Quando sono in sella sono focalizzato sulla prestazione, ma nel box spesso e anche in questi giorni di sosta forzata penso a lui: l’anno scorso guidava la mia moto e tra un mese sarà passato un anno dalla sua scomparsa”.

Che tipo era il “Kentucky Kid”?

“Un ragazzo meraviglioso: in gamba, umile, sempre pronto a congratularsi o a scusarsi. Considero Nicky un eroe dello sport ed è una fonte di ispirazione: si è impegnato anima e corpo in questo team e io faccio altrettanto anche per ringraziarlo e portare avanti il suo lavoro. È stato un onore, oltre che un piacere, dividere con lui la griglia di partenza”.

Superbike

Intervista a Nicky Hayden: “Campione del mondo in MotoGP e WorldSBK? Sarò il primo”

Il campione del mondo della MotoGP rivela il sogno di conquistare il titolo anche nelle derivate (e di mettere su famiglia)

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McLaren 570S, i pacchetti Design Edition per la Spider

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McLaren amplia la gamma delle Sport Series e propone i nuovi pacchetti Design Editions, creati esclusivamente per la 570S Spider.

5 versioni

Le Design Editions che entreranno in listino saranno 5, ognuna con caratteristiche personalizziate, dettagli che contraddistinguono l’abitacolo e livree di colori differenti in Silica White, Storm Grey, Vermillion Red, Onyx Black e Vega Blue, abbinati a uno schema di colore per gli interni ripreso dalla gamma By McLaren Designer. Le combinazioni cromatiche riguarderanno anche i cerchi, le pinze dei freni e il tetto rigido elettrico.

Il prezzo dei pacchetti delle Design Editions variano tra i €10,460 and €13,830 che si aggiungono al prezzo di base di €214,450 della 570S Spider per il mercato italiano.

La Design Edition 4

Nella Gallery in apertura è esposta la Design Edition 4 con carrozzeria in Onyx Black, le pinze dei freni in McLaren Orange con i loghi McLaren stampati in nero. Gli interni sfoggiano Carbon Black Alcantara, pelle in nappa McLaren Orange, sedili perforati in pelle nappa in McLaren Orange con le cuciture a contrasto con il volante in tinta e le rifiniture in pelle delle prensiline marchiate McLaren.

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McLaren 570S Spider: la supercar britannica si spoglia

La McLaren 570S Spider – variante scoperta della supercar britannica – pesa solo 46 kg più della Coupé e va forte uguale.

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Nissan GT-R, la belva nipponica compie 10 anni, e ora si trova a prezzi allettanti

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Mi sembra ieri quando ho provato la Nissan GT-R sul circuito di Monza. Purtroppo era il 2008, io ero poco più di un ragazzino, e la Nissan GT-R sembrava l’invenzione più grande del secolo dopo l’i-Pod.
E lo era davvero. Le riviste specializzate la decantavano come la migliore auto sportiva del momento, se non del decennio: era (lo è ancora) in grado di mettere in ombra supercar molto più costose di lei, con la metà della fatica e nonostante il 40% del peso in più.
Curvava, accelerava e frenava come nessun’altra auto dotata di quattro posti e un bagagliaio.

La prima versione, quella del 2008, dichiarava 485 CV, erogati dal suo 3,7 V6 biturbo. Guarda caso, la stessa potenza della Porsche 911 Turbo dell’epoca, rivale diretta. Infatti Nissan, con la GT-R, annientò la rivale sul tempo sul giro al Nürburgring, millantando (ovviamente) la propria superiorità su tutti i giornali, siti, media e social media. I CV della Nissan, in realtà, erano molti di più: diversi tester, stupiti dalle incredibili prestazioni della GT-R, testarono l’auto al banco e scoprirono che coppia e potenza erano ben superiori rispetto a quanto dichiarato dalla Casa. Poco male: è sempre un piacere scoprire di avere della potenza extra da non pagare nel bollo.

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“il 3,7 V6 Nissan è un uragano. Spinge sempre, per tutto l’arco dei giri, con tale furia e costanza che verrebbe da pensare che, anche con 20 rapporti del cambio, la GT-R continuerebbe ad incollare il vostro collo al sedile all’infinito”

CAVALCANDO GODZILLA

Ma veniamo al sodo. Come fa la Nissan GT-R, dall’alto dei suoi 1700 kg, a piegare le leggi della fisica? La trazione integrale è la principale artefice di questa magia. I differenziali sono così stretti e legati che in manovra l’auto risulta rognosa quanto una machina da corsa. Il doppio albero di trasmissione fa si che l’auto si comporti come una trazione posteriore finché non perde grip, a quel punto il secondo albero trasferisce la coppia alle ruote anteriori. Poi c’è il cambio doppia frizione a 6 rapporti: fulmineo, puntuale, in perfetta sintonia con la trazione integrale e con il motore.
Ed eccoci al cuore: se il 3,8 boxer della Porsche Turbo è una temporale, il 3,7 V6 Nissan è un uragano. Spinge sempre, per tutto l’arco dei giri, con tale furia e costanza che verrebbe da pensare che, anche con 20 rapporti del cambio, la GT-R continuerebbe ad incollare il vostro collo al sedile all’infinito. Sembra molto più potente di quello che è, ma soprattutto non viene sprecato nemmeno un CV o Nm. Trasmissione, motore e trazione collaborano alla perfezione sotto la supervisione di abilissimi cervelli digitali, e il risultato è fenomenale.
Lanciata su una qualsiasi strada, la GT-R è imbattibile. Non sembra un’auto pesante, in quasi nessuna circostanza. Solo quando cercate di fare la staccata della vita, allora vi accorgerete che non state cercando di fermare un peso piuma. Ma per il resto del tempo la GT-R vi sembrerà una Golf R steroidata. È pazzesca, oggi come ieri.

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“il 3,7 V6 Nissan è un uragano. Spinge sempre, per tutto l’arco dei giri, con tale furia e costanza che verrebbe da pensare che, anche con 20 rapporti del cambio, la GT-R continuerebbe ad incollare il vostro collo al sedile all’infinito”

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PREZZI

La Nissan GT-R nel 2008 costava quanto una BMW M3, poco meno di 80.000 euro. Tra gli annunci dell’usato ci sono esemplari che partono da 45.000 euro e che arrivano fino a 60-65.000 euro. Prezzi davvero bassi per l’auto che è (e per le prestazioni di cui è capace); naturalmente bisogna tener conto dei costi di gestione alti, che includono: tagliandi, benzina, superbollo e consumo di gomme. Detto questo, non c’è niente a questo prezzo in grado di regalarvi emozioni simili, e se siete alla ricerca della vostra prima supercar, sapete dove cercare.

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L’articolo Nissan GT-R, la belva nipponica compie 10 anni, e ora si trova a prezzi allettanti proviene da Panoramauto.

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