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Bosch, il test in sella ai “prototipi” dotati dei nuovi sistemi di sicurezza basati sui radar (VIDEO)

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Alzare costantemente il livello di sicurezza lasciando però inalterata la capacità di offrire allo stesso tempo divertimento è l’obiettivo che Bosch si pone nell’ambito del settore due ruote. Il rischio di un motociclista di perdere la vita in un incidente è fino a 20 volte superiore rispetto a quello degli automobilisti. Pertanto lo studio e la ricerca del marchio leader nella fornitura di tecnologie e servizi ha portato alla realizzazione di un nuovo pacchetto di sistemi di sicurezza che arriverà a partire dal 2020 su moto di serie.

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Su Ducati e KTM dal 2020

Nello specifico, per ora, saranno alcuni modelli di Ducati e KTM ad adottare le nuove tecnologie, che (come nelle auto) si basano sulla presenza di due radar: uno davanti e uno dietro. Questi ultimi permettono ai sistemi Adaptive Cruise Control, Forward collision warning e Blind spot detection di funzionare in modo ottimale facendo crescere il livello di comfort e di protezione. Per testarli in anteprima siamo andati al centro Bosch di Renningen, dove abbiamo scoperto anche alcuni nuovi progetti ancora in fase di sviluppo.

Tra questi citiamo il sistema di chiamata di emergenza, che si attiva quando viene rilevato un incidente e chiama i soccorsi automaticamente inviando loro la posizione via GPS. E il dispositivo progettato per ridurre lo slittamento laterale delle ruote in condizioni di precaria aderenza: esso sfrutta un accumulatore di gas (come gli airbag) che “esplodendo” genera una spinta contraria in grado di mantenere stabile la moto. Se e quando arriveranno sul mercato è ancora presto per dirlo.

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Adaptive Cruise Control

Sulle auto moderne è una tecnologia già ben conosciuta e collaudata. E chi ha la fortuna di avercelo in dotazione è consapevole di quanto il cruise control adattivo sia comodo e “safety”. Bene, anche sulle moto ha tendenzialmente lo stesso tipo di funzionamento: regola la velocità del veicolo in base al flusso del traffico e mantiene la distanza di sicurezza necessaria, prevenendo il rischio di tamponamento. Sulla moto testata si è dimostrato estremamente efficace e sempre pronto a gestire anche situazioni in continua evoluzione (cambi corsia e simili). Funziona anche in curva e gestisce sempre la frenata in maniera graduale.

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Bosch Radar.Bosch Radar.

Forward collision warning

Anche questo è un sistema molto noto agli automobilisti. Si tratta sostanzialmente di un allarme che avvisa il motociclista in caso di rischio imminente di incidente/tamponamento. Si attiva all’accensione del veicolo e affianca il pilota in tutte le gamme di velocità pertinenti. Nello specifico, se rileva che un altro veicolo è pericolosamente vicino e il conducente non reagisce alla situazione, lo avverte con un segnale sonoro o visivo.

Sulla moto che ho provato (KTM 1290 Adventure) l’allarme visivo compariva sul grosso display – Cluster, sempre di Bosch. Si stanno però studiando soluzioni per rendere questa opzione efficace anche su modelli dove il display della strumentazione non è posizionato in alto: dagli avvisi sonori all’interno del casco a eventuali segnali su head-up display, sempre da casco.

Bosch Radar.Bosch Radar.

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Blind spot detection

Ultimo, ma non in termini di importanza, il Blind spot detection. Si tratta di un sistema capace di avvisare il motociclista della presenza di un veicolo poco visibile (ad esempio, quando ci si accinge a cambiare corsia) emettendo un segnale visivo sullo specchietto retrovisore: proprio come accade sulle auto. Ha un funzionamento chiaro e sempre ben percepibile. E diventa davvero prezioso, soprattutto in autostrada.

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Dunque, dopo l’ABS e il MSC (Motorcycle Stability Control), Bosch scrive un altro capitolo importante sulla sicurezza dei motociclisti. E soprattutto lo fa salvaguardando quello che poi è l’ingrediente principale che caratterizza il mondo delle moto: il piacere di guida.

Le ultime novità dal mondo delle due ruote

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Mille Miglia: i cinque piloti più vincenti di sempre

Clemente BiondettiClemente Biondetti

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Credits: Nuvolari vandebilt
STUDIO ESSECI

Carlo Maria PintacudaCarlo Maria Pintacuda

Giuseppe CampariGiuseppe Campari

IMMIGRAZIONE: CONTE GIANNINO MARZOTTO OFFRE LA CENA ACCOGLIENZAIMMIGRAZIONE: CONTE GIANNINO MARZOTTO OFFRE LA CENA ACCOGLIENZA

Credits: Il conte Giannino Marzotto partecipa alla ”Festa dell’accoglienza”, cena in onore agli immigrati da lui organizzata in collaborazione con il circolo ”Nessuno Escluso” oggi a Trissino (Vicenza)-
DAVIDE BOLZONI / PAL

 

Tra il 1927 e il 1957 la Mille Miglia è stata la corsa più amata dagli italiani.

Di seguito troverete i cinque piloti – tutti del nostro Paese – che hanno vinto più edizioni della Mille Miglia: cinque driver che hanno interpretato al meglio la mitica Brescia-Roma-Brescia.

Mille Miglia: i 5 piloti più vincenti

Clemente BiondettiClemente Biondetti

1° Clemente Biondetti (Italia)

Nato il 18 agosto 1898 a Buddusò (Italia) e morto il 24 febbraio 1955 a Firenze (Italia)

VITTORIE ALLA MILLE MIGLIA: 4 (1938 e 1947 con Alfa Romeo, 1948 e 1949 con Ferrari)

PALMARÈS IN F1: 1 stagione (1950), 1 GP disputato, 1 scuderia (Ferrari)

PALMARÈS EXTRA-F1: 2 Targa Florio (1948, 1949)

Clemente BiondettiClemente Biondetti

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2° Tazio Nuvolari (Italia)

Nato il 16 novembre 1892 a Castel d’Ario (Italia) e morto l’11 agosto 1953 a Mantova (Italia)

VITTORIE ALLA MILLE MIGLIA: 2 (1930 e 1933 con Alfa Romeo)

PALMARÈS: campione europeo moto 350 (1925), 3 GP Italia (1931, 1932, 1938), 2 Targa Florio (1931, 1932), campionato europeo (1932), GP Francia (1932), GP Monte Carlo (1932), 24 Ore di Le Mans (1933), GP Belgio (1933), GP Germania (1935), Coppa Vanderbilt (1936)

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Carlo Maria PintacudaCarlo Maria Pintacuda

3° Carlo Maria Pintacuda (Italia)

Nato il 18 settembre 1900 a Firenze (Italia) e morto l’8 marzo 1971 a Buenos Aires (Argentina).

VITTORIE ALLA MILLE MIGLIA: 2 (1935 e 1937 con Alfa Romeo)

PALMARÈS: 24 Ore di Spa (1938)

Carlo Maria PintacudaCarlo Maria Pintacuda

Giuseppe CampariGiuseppe Campari

4° Giuseppe Campari (Italia)

Nato l’8 giugno 1892 a Graffignana (Italia) e morto il 10 settembre 1933 a Monza (Italia)

VITTORIE ALLA MILLE MIGLIA: 2 (1928 e 1929 con Alfa Romeo)

PALMARÈS: 2 GP di Francia (1924 e 1933), GP d’Italia (1931)

Giuseppe CampariGiuseppe Campari

IMMIGRAZIONE: CONTE GIANNINO MARZOTTO OFFRE LA CENA ACCOGLIENZAIMMIGRAZIONE: CONTE GIANNINO MARZOTTO OFFRE LA CENA ACCOGLIENZA

5° Giannino Marzotto (Italia)

Nato il 13 aprile 1928 a Valdagno (Italia) e morto il 14 luglio 2012 a Padova (Italia)

VITTORIE ALLA MILLE MIGLIA: 2 (1950 e 1953 con Ferrari)

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Motorsport italiano d’epoca

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Yamaha Niken, ordinabile a 14.990 euro

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È ordinabile per ora solo online la nuova Yamaha Niken, rivoluzionaria moto a tre ruote proposta dal marchio giapponese al prezzo di 14.990 euro. I potenziali clienti che vogliono ordinare il nuovo modello leaning multi wheel Yamaha possono visitare il sito https://niken.yamaha-motor.eu e compilare l’apposito form. Yamaha farà sapere entro 3 giorni lavorativia chi avrà effettuato la prenotazione se il modello è disponibile. Se la registrazione sarà accettata, riceverà dettagli sul concessionario che fornirà Niken e altre informazioni sui prossimi passi per l’acquisto e la consegna del nuovo modello.

Un concetto di moto completamente nuovo

Dotata dell’innovativa tecnologia leaning multi wheel, che consente un angolo di piega fino a 45 gradi, e con un design estremo che esalta il suo stile contemporaneo e unico, Niken è un esemplare di moto completamente nuovo, che fa provare sensazioni esclusive per il grip dell’anteriore, la confidenza nella guida e la frenata. È spinta dal motore 3 cilindri da 847 cc della Tracer 900 e prevede una distribuzione dei pesi di circa 50:50 con pilota a bordo. Monta due ruote anteriori da 15 pollici e una ruota posteriore da 17. È dotata di D-Mode con tre mappe, Cruise Control, Traction Control, Quick Shift System, frizione antisaltellamento e un telaio ibrido in acciaio e alluminio con forcellone in alluminio.

Demo ride

Per provarla è già possibile segnare in agenda i seguenti appuntamenti: 29-30 giugno/1° luglio STELVIO e 6/7/8 luglio DOLOMITI RIDE.

Le ultime novità dal mondo delle due ruote

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Nuova Audi A6 Sedan: il lusso sposa la guida sportiva

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Credits: Interior

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Credits: Cockpit

 

COMFORT
Di altissimo livello: rotolamento delle ruote e fruscii sono quasi impercettibili, con gli ammortizzatori ad aria sembra di essere su un tappeto volante.
PIACERE DI GUIDA
La nuova Audi A6 è migliorata tantissimo su questo fronte. Lo sterzo è preciso e diretto, mentre il telaio è disposto a giocare e a farvi divertire. Con il differenziale sportivo e le quattro ruote sterzanti l’agilità è sorprendente.
PREZZO E COSTI
Lusso e tecnologia ovviamente costano cari. I prezzi partono da 62.100 euro.

Lo dico subito: la nuova Audi A6 è una macchina difficile da criticare. Se il design pare il “solito” upgrade, sotto pelle l’ottava generazione della berlina di Ingolstadt offre molto di più. Ma facciamo un passo indietro; dal vivo sembra davvero una macchinona, quasi un’Audi A8, per quanto è imponente. Le ruote sono enormi, tanto che che i cerchi da 21” non sembrano esagerati, e quelli da 19” paiono fin striminziti. Il muso più duro e affilato convince, e conferisce alla nuova Audi A6 un’aria più sportiva; idem per quanto riguarda il profilo laterale bello teso. Il posteriore tagliato da una linea argentata orizzontale, invece, sembra la parte meno riuscita, ma si tratta di gusti. L’impressione generale, ad ogni modo, è quella di un’auto più matura, sportiva e lussuosa.
L’effetto “wow” dentro è più evidente: c’è una tale quantità di schermi da far invidia ad una regia televisiva. L’Audi Virtual Cockpit (la strumentazione digitale personalizzabile) lo conosciamo già, la vera novità è rappresentata dai due schermi touch (uno da 10,1” e uno da 8,6”) del nuovo sistema d’infotainment MIB 2, un vero centro di controllo a tutto tondo. Giusto per darvi un’idea: il sistema è personalizzabile con 7 profili diversi e vi permette di cambiare più di 400 parametri, roba molto tedesca. In Italia per il lancio sono previste le motorizzazioni diesel V6 3.0 TDI da 231 CV e 286 CV di potenza, mentre in autunno debutteranno anche il 2.0 quattro cilindri TDI da 204 CV e il benzina 3.0 TFSI da 340 CV. Tutti i motori sono mild-hybrid, ovvero fanno ricorso ad una batteria supplementare (i V6 da 40 Volt, i 4 cilindri da 12 Volt) che aiuta a diminuire i consumi (fino a 0,7 l/100 km) e a fornire maggior coppia ai bassi regimi. Due le trasmissioni: S Tronic a 7 rapporti doppia frizione per il 3.0 TFSI e per i quattro cilindri, Tiptronic a 8 marce per il 3.0 diesel, che include anche la trazione integrale con differenziale autobloccante centrale. L’S Tronic, invece, è abbinato alla trazione integrale Ultra che richiama il posteriore “on demand” solo quando le ruote anteriori perdono grip: una soluzione più efficiente ma un po’ meno efficace sui fondi scivolosi.

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SPAZIOSA, LUSSUOSA, CONNESSA

La nuova Audi A6 ha davvero tanto di nuovo, a partire dal telaio, che vanta una rigidità torsionale maggiore del 10% e laterale del 30%. Questo si traduce in più agilità, una migliore tenuta di strada e più sicurezza.
Lo spazio è davvero generoso, al top della categoria: si sta seduti come pascià, soprattutto dietro, dove ci sono due dita di spazio in più per le gambe – nel complesso l’abitacolo è più lungo di 21 mm. L’auto, però, è cresciuta di soli 7 mm, raggiungendo una lunghezza totale di 4,40 metri.
Il bagagliaio invece è cresciuto fino a 530 litri, e l’accesso è “liscio” e facile. Il comfort acustico è uno dei suoi punti forti, grazie anche un coefficiente aerodinamico bassissimo (0,24 Cx) e ad un lavoro di fino sull’insonorizzazione. In questo modo si può apprezzare al meglio il mostruoso impianto audio Bang&Olufsen con 19 speakers (con subwoofer integrato), 400 Watt di potenza e 3D sound.
Arriviamo al discorso connessione, sempre più importante, soprattutto a questi livelli. Anche qui è difficile chiedere di meglio: la nuova Audi A6, oltre ai tre schermi già citati, offre anche l’head-up display a colori e i servizi on-line di connessione Car-to-x, che forniscono informazioni sulla segnaletica stradale e sui pericoli lungo il percorso. I possessori di uno smartphone Android potranno anche aprire e chiudere l’auto, o addirittura avviare il motore tramite il proprio dispositivo.
Arriviamo infine al capitolo sicurezza. Molti, moltissimi dispositivi di assistenza alla guida: 39, per l’esattezza. Si parte dal cruise control adattivo con sistema di mantenimento della corsia – che controlla l’auto anche in caso di restringimento della corsia e in prossimità di cantieri stradali -, arrivando poi al Traffic Jam Assist e al lane assist, che consentono una guida (praticamente) autonoma quando si viaggia incolonnati nel traffico. C’è anche il sistema di parcheggio automatico, naturalmente.

Audi A6 SedanAudi A6 Sedan

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SPORTIVA CHE COCCOLA

Ma com’è su strada la nuova Audi A6? Durante i primi metri si ha la sensazione di guidare una A8, tanto è vellutata e confortevole la marcia. Lo sterzo è leggero ma indirizza le ruote con estrema precisione, mentre il motore V6 3.0 TFSI da 340 CV ha un’erogazione così liscia che definirei setosa.
L’auto appare grande e compatta allo stesso tempo: lo spazio interno è genersoso, ma bastano poche curve per riscontare una sensazione di agilità inaspettata. La nostra vettura poi è equipaggiata con tutte le diavolerie magiche disponibili: ammortizzatori ad aria, differenziale posteriore sportivo, torque vectoring e sterzo integrale dinamico. Tra le curve è incredibilmente precisa e agile, e si sente che la scocca è più rigida e non flette come un budino. Quello che più mi sorprende è la sua propensione a “giocare”, caratteristica sconosciuta alle Audi A6 precedenti, vetture sicuramente stabili e sicure, ma non molto emozionanti. Questa invece è molto più incisiva, precisa e, grazie al differenziale sportivo, ci si può – addirittura – permettere qualche sovrasterzo in uscita di curva. Insomma, sembra che Audi abbia davvero puntato anche sul piacere di guida, a tutto tondo. Gli ammortizzatori adattivi annullano quasi del tutto rollio e beccheggio nella guida sportiva, ma ignorano buche e dossi come se fossero fatti di panna. Le quattro ruote sterzanti, poi, danno una bella mano in città, consentendo uno spazio di manovra davvero ridotto, un vantaggio da non sottovalutare. L’accoppiata motore cambio, infine, è superba. Il V6 tira come un toro – e lo fa a bassa voce – mentre l’S Tronic non sbaglia un colpo. Ma non ci si può aspettare niente di meno dalla top di gamma (del lancio, s’intende).

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BENE ANCHE IL QUATTRO CILINDRI

Abbiamo guidato anche la versione più “umana” equipaggiata con il quattro cilindri diesel da 204 CV, che non monta le quattro ruote sterzanti e il differenziale sportivo. I cerchi da 19” pollici, dentro quei passaruota enormi, sembrano dei 16” (le altre versioni montano addirittura i 21”).
Nelle prime tre marce il tiro del motore quasi mi sorprende: è più rumoroso e ruvido del 6 cilindri, ma ha comunque una bella spinta e una notevole progressione. La differenza si sente più che altro nelle marce alte, dove la coppia è sufficiente a viaggiare con un filo di gas, ma non lo è nel riprendere velocità. L’assenza delle quattro ruote sterzanti si percepisce in manovra, ma tra le curve l‘Audi A6 si comporta comunque bene, anzi: il motore più leggero permette all’anteriore di entrare più velocemente in curva, sempre che ne sentiate la necessità…

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PREZZO E ALLESTIMENTO

I prezzi della nuova Audi A6 partono da 62.100 euro e nell’equipaggiamento di serie sono inclusi acnhe i cerchi da 17”, i fari full LED, sedili in tessuto, sensori di parcheggio e lane departure warning, clima bi-zona, Radio MMI plus con MMI touch response (gli schermi sono da 8,8” e 8,6”) e cruise control. Le versione Sport, Design e Business arricchiscono – di molto – l’equipaggiamento, e mettendo mano al portafogli si può davvero cucirsi addosso l’auto come un abito, ma a caro prezzo.

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DIMESNIONI

Lunghezza 4,39 m
Larghezza 1,89 m
Altezza 1,46 m
Bagagliaio 530 litri
Peso 1825 kg
Prezzo a partire da 62.100 euro

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Prezzi dei carburanti alle stelle

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Credits: Foto: Ansa

“Caro pieno”, ci risiamo. I prezzi dei carburanti salgono alle stelle e ritornano ai massimi raggiunti nel 2015. Dall’inizio del 2018 le quotazioni del greggio sono salite del 17% e, ad oggi, sulla rete italiana, il prezzo medio è risalito al di sopra degli 1,6 euro a litro.

Secondo Quotidiano Energia ieri la benzina costava 1,618 euro a litro (1,739 in modalità servito) con valori che oscillano, a seconda dei marchi, tra i 1,621 e i 1,629 euro/litro (no-logo a 1,595).

Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,490 euro/litro (1,618 in modalità servito), con le compagnie che passano da 1,491 a 1,513 euro/litro (no-logo a 1,470).

Il Gpl, infine, va da 0,632 a 0,657 euro/litro (no-logo a 0,624).

Ad aumentare i prezzi raccomandati di benzina e diesel sono IP, Italiana Petroli e Q8 (+1 cent su entrambi i carburanti), mentre Tamoil è salita nuovamente di 1 centesimo sul diesel.

Come segnalato da Coldiretti la raffica di aumenti del prezzo della benzina peserà soprattutto sugli autotrasportatori e, di conseguenza, sulle spese.

Il Codacons chiede l’intervento dei Nas

Il Codacons ha richiesto l’intervento dei Nas per fare chiarezza sul rincaro dei listini. Nella nota rilasciata si legge:

«Nelle ultime ore i listini di benzina e gasolio sono sensibilmente aumentati, al punto che per un litro di diesel si spende oggi il 3,3% in più rispetto al mese scorso. Rincari anche per la benzina, che aumenta alla pompa del +2,8% al punto che per un pieno di carburante si spendono oggi 2,3 euro in più rispetto al mese scorso. Sulle quotazioni pesa la tensione tra Iran e Stati Uniti, ma gli effetti sui listini alla pompa sono troppo veloci e danneggiano le tasche dei consumatori. Una speculazione che potrebbe configurare una forma di aggiotaggio, e per tale motivo chiediamo ai Nas di attivarsi per verificare come sia possibile che il prezzo alla pompa aumenti al solo annuncio di tensioni in Medio Oriente, nonostante il petrolio venduto oggi sia stato acquistato nei mesi scorsi, quando le quotazioni erano decisamente inferiori ai prezzi odierni». 

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Hyundai Kona: arriverà la versione N?

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Dal lancio della nuova Hyundai Kona sono stati vari i rumors in circolazione riguardo un’ipotetica versione N della nuova crossover coreana. Ma avrebbe realmente senso una versione sportiva della piccola SUV?

Di fatto la famiglia di modelli ‘pepati’ della firma asiatica continua ad espandersi. La prima a fregiarsi della sigla esclusiva è stata la compatta i30, alla quale si è poi aggiunta la Veloster N e, prossimamente, sarà la volta della i30 Fastback N, attualmente in fase di sviluppo. In futuro la famiglia sportiva di Hyundai dovrebbe completarsi con l’arrivo della Tucson N, già confermata nei piani della Casa di Seul.

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Hyundai i30 N, la prima sportiva coreana nata al Nurburgring

Debutterà a settembre al Salone di Francoforte 2017 con la versione base da 250 CV e la Performance Pack da 275 CV

Rispetto alla Kona, però, non c’è ancora nulla di ufficiale. Anche se Albert Biermann, massimo responsabile di Hyundai N, ha rivelato che i suoi ingegneri hanno già iniziato a lavorare a un muletto di prove di un’ipotetica Hyundai Kona N, con la speranza di ricevere il semaforo verde per la produzione.

“Ho chiesto agli ingegneri di costruire l’auto e poi vedremo se verrà approvata. Il powertrain dovrà essere lo stesso della i30 N e, ovviamente, potremo dare alla Kona diverse specifiche per quanto riguarda lo sterzo e le sospensioni. La trazione sarà anteriore, come sulla compatta.”.

Foto

Hyundai Kona

Il nuovo SUV compatto del marchio coreano

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Audi Q8: un anticipo con il primo teaser

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Lo sviluppo della nuova Audi Q8 è sulla retta finale. Quello che diventerà uno dei modelli di riferimento più esclusivi del segmento SUV, arriverà prossimamente sul mercato.Si posizionerà al top della gamma delle sport utility di Ingolstadt e sarà un’autentica ammiraglia crossover dedicata ai più esigenti amanti del fuoristrada.

Insieme alla nuova pagina web, appositamente dedicata, Audi ha iniziato a svelare i primi dettagli, video, e un teaser ufficiale della futura Q8. Dalla prima immagine rilasciata possiamo vedere il posteriore della maxi SUV dei Quattro Anelli, caratterizzato dai gruppi ottici uniti da una sottile linea a LED.

Il modello definitivo di produzione non si allontanerà di molto dall’Audi Q8 Concept e l’offerta meccanica sarà composta da propulsori V6 e V8, oltre a una versione ibrida plug-in, l’Audi Q8 e-tron.

L’anteprima mondiale della nuova Audi Q8 dovrebbe avvenire nella terza parte del 2018 e potremo vederla dal vivo già al prossimo Salone di Parigi 2018. Per vederla su strada, in Europa, bisognerà però aspettare l’inizio del 2019.

La nuova Audi Q8 sarà prodotta in Slovenia, presso gli stabilimenti Audi di Bratislava dove è prodotta anche la Q7.

PanoramautoTV / News

Audi Q8 Concept

Il prototipo che anticipa le forme del SUV Coupé di lusso

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Volvo: con la S60 inizia l’addio ai diesel

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Qualche mese fa Volvo annunciava l’inizio della fine per i suoi motori diesel. Oggi il cambio di rotta diventa un dato di fatto.

La nuova Volvo S60 sarà il primo modello della marca svedese a rinunciare ai propulsori a gasolio. Una scelta che asseconda le tendenze del mercato e che è appoggiata dall’offerta di motorizzazioni a benzina e ibride, presenti nella gamma svedese.

In una recente intervista pubblicata sul Financial Times, il CEO di Volvo Håkan Samuelsson ha confermato che la Volvo S60 che arriverà sul mercato la prossima estate del 2019 sarà la prima Volvo a fare a meno del diesel.

Questa mossa rappresenta un passo importante per la Casa scandinava che ha come obiettivo, entro il 2025, raggiungere il 50% delle vendite con prodotti elettrificati.

L’abbandono dei diesel nella gamma Volvo avverrà in forma graduale, visto che è una meccanica che suscita ancora grande interesse in modelli come la XC60, e la XC90. La scelta di Volvo riguarda anche l’aumento di complessità e di costi dei motori a gasolio, in vista delle nuove normative e restrizioni.

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McLaren: la app per la Ultimate Series

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Grazie alla prima App del brand automobilistico anglosassone sarà possibile portare ovunque con se, per i fortunati che la possiedono, la propria McLaren.

Creata per smartphones questa nuova app mette “ in tasca” tutto il mondo del costruttore britannico di vetture sportive e di supercars.

McLaren Mobile è compatibile con Apple e Android, apre le porte della casa di Woking grazie a un’interfaccia intuitiva che tiene gli utenti costantemente aggiornati sulle attività del brand. L’app fornisce l’accesso ai manuali del proprietario per ciascun modello nella gamma Sports e Super Series, in formato PDF, con la possibilità di scaricare i documenti pdf direttamente dall’app, disponibile in più lingue.

L’app McLaren Mobile offre inoltre agli utenti una serie di criteri per conoscere, condividere e diventare parte delle attività del marchio. Le ultime notizie e i video vengono inviati direttamente sul proprio telefono e il feed può essere personalizzato in modo che gli utenti vedano solo ciò a cui sono più interessati. Scaricare e registrare l’app è semplice: se si è già registrati presso McLaren Automotive, verrà inviata un’email con un codice QR personale: basta scansionarlo con un telefono per inserire automaticamente i dettagli. In alternativa è possibile scaricare l’applicazione “McLaren Automotive” nell’app store di Apple o nel Google Play Store.

Ginevra 2018: le foto dagli stand

McLaren 2018 a Ginevra: ecco la Senna GTR da 825 CV

La nuova Ultimate Series di Woking sotto i riflettori della kermesse svizzera

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Volkswagen Touareg: la Porsche Cayenne del popolo

Volkswagen TouaregVolkswagen Touareg

Volkswagen Touareg frontaleVolkswagen Touareg frontale

Volkswagen Touareg tre quarti posterioreVolkswagen Touareg tre quarti posteriore

Volkswagen Touareg codaVolkswagen Touareg coda

Volkswagen Touareg interniVolkswagen Touareg interni

Volkswagen Touareg bagagliaioVolkswagen Touareg bagagliaio

Volkswagen Touareg cambio automaticoVolkswagen Touareg cambio automatico

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Volkswagen Touareg motoreVolkswagen Touareg motore

Volkswagen Touareg preseVolkswagen Touareg prese

Volkswagen Touareg sedili anterioriVolkswagen Touareg sedili anteriori

Volkswagen Touareg sedili posterioriVolkswagen Touareg sedili posteriori

 

Comfort
Con le sospensioni pneumatiche (optional) si raggiunge l’eccellenza.
Costi
Prezzo in linea con le rivali “premium”, consumi migliorabili.
Piacere di guida
Il motore 3.0 V6 TDI da 286 CV – un po’ carente di coppia ai bassi regimi – si riscatta con un’eccellente spinta oltre i 2.000 giri. Il risultato? “0-100” in 6,1 secondi: esattamente come la Touareg da corsa che vinse tre Dakar consecutive dal 2009 al 2011…
Ambiente
La nuova Volkswagen Touareg emette 182 g/km di CO2: un valore in linea con la concorrenza.

Da oltre quindici anni la Volkswagen Touareg – “cugina” della Porsche Cayenne e dell’Audi Q7 (dotate dello stesso pianale, prodotte nello stesso stabilimento di Bratislava in Slovacchia e spesso dotate degli stessi motori) – conquista automobilisti alla ricerca di una SUV “premium” di sostanza: una 4×4 ricca di contenuti ma volutamente poco appariscente rivolta agli amanti dell’understatement.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la terza generazione della grande Sport Utility tedesca: il modello più esclusivo della Casa di Wolfsburg – che punta a rubare clienti a rivali come la Land Rover Range Rover Velar – è già ordinabile (inizio commercializzazione a giugno 2018) e per il momento è disponibile esclusivamente con un motore 3.0 V6 turbodiesel TDI da 286 CV). A giugno arriverà una variante meno potente da 231 CV (4.500 euro in meno a parità di allestimento e niente superbollo) mentre più avanti sbarcherà in listino la variante ibrida plug-in (ossia ricaricabile attraverso una presa di corrente) da 367 CV. Scopriamo insieme i pregi e i difetti della raffinata crossover teutonica.

Volkswagen Touareg interniVolkswagen Touareg interni

Spazio al lusso

Difficile trovare una grande SUV “premium” più versatile della nuova Volkswagen Touareg: la terza serie dell’esclusiva 4×4 di Wolfsburg è più lunga (+ 7,7 cm: ora ha raggiunto i 4,88 metri) e più larga (+ 4,4 cm di prima) rispetto all’antenata e offre un bagagliaio immenso (810 litri).

L’abitacolo è pratico (sedile posteriore scorrevole di 16 cm con schienali reclinabili su tre livelli), rifinito con cura (solo la fascia centrale in plastica dura che scorre sotto gli inserti in alluminio o legno della plancia stona un po’) e, soprattutto, molto scenografico. Il merito va all’Innovation Cockpit, di serie sull’allestimento Advanced protagonista del nostro primo contatto, caratterizzato da un cruscotto interamente digitale – l’Active Info Display da 12,3” – di fronte al guidatore e da un gigantesco touchscreen da 15” al centro che consente di comandare tutte le funzioni principali del veicolo.

Volkswagen Touareg tre quarti posterioreVolkswagen Touareg tre quarti posteriore

Come si guida

La terza generazione della Volkswagen Touareg è un’eccellente stradista, una SUV silenziosa e comoda creata per chi percorre molti chilometri on-road e off-road e vuole farlo nel modo più rilassante possibile.

Il piacere di guida è garantito dal motore – il 3.0 turbodiesel V6 TDI da 286 CV (già visto sulle Audi A5 e Q5) offre uno “0-100” pazzesco (6,1 secondi, come le Race Touareg da corsa capaci di vincere tre Dakar consecutive tra il 2009 e il 2011) – e dal pianale (con 3.000 euro in più si può acquistare oltretutto il pacchetto Steering Pack che comprende le sospensioni pneumatiche con regolazione adattiva dell’assetto e le quattro ruote sterzanti).

Il cambio automatico a 8 rapporti (convertitore di coppia) regala passaggi marcia fluidi in qualsiasi condizione di guida mentre l’erogazione del propulsore potrebbe essere più convincente: la coppia non è molta (in rapporto alle concorrenti: 600 Nm) e la spinta inizia tardi (oltre 2.000 giri) e finisce abbastanza presto.

Volkswagen Touareg frontaleVolkswagen Touareg frontale

Il massimo della sicurezza (pagando)

La dotazione di sicurezza della nuova Volkswagen Touareg comprende – tra le altre cose – il Lane Assist e il rilevatore di stanchezza del conducente Fatigue Detection.

Tutte le “chicche” che abbiamo avuto modo di provare (e apprezzare) nel nostro primo contatto si pagano a parte. Il sistema di visione notturna Nightvision (che riconosce persone e animali in condizioni di oscurità tramite una telecamera a infrarossi) costa 1.950 euro mentre il pacchetto Safety Pack (1.000 euro) offre il Precrash 360° (in caso di rischio collisione proveniente da qualsiasi angolazione chiude i cristalli, tende le cinture di sicurezza e alza i sedili per ottimizzare la funzione degli airbag), l’Intersection Assist (fornisce un avvertimento e in caso di necessità frena durante le manovre di uscita dai parcheggi – in avanti e in retro – e di immissione in carreggiata), il Traffic Jam Assist (gestisce la guida in condizioni di traffico intenso andando a controllare le ripartenze e seguendo la direzione della corsia) e l’Emergency Assist (in caso di non risposta del guidatore arresta la vettura fino a fermarla, inserisce le quattro frecce, sblocca le porte ed effettua una chiamata di emergenza).

Volkswagen Touareg codaVolkswagen Touareg coda

Prezzo e costi

La Volkswagen Touareg protagonista del nostro primo contatto – la 3.0 TDI 286 CV nell’allestimento Advanced – ha un prezzo in linea con la concorrenza (76.500 euro) unito ad una dotazione di serie “importante”.

Qualche esempio? Apertura porte e avviamento senza chiave, apertura portellone bagagliaio senza mani, cerchi in lega da 19”, climatizzatore automatico quadrizona, Connectivity Pack (3 porte USB e predisposizione telefono Comfort con ricarica induttiva), cruise control adattivo, fari anteriori full LED, Innovation Cockpit, interni in pelle, mancorrenti cromati, Memory Pack (sedili anteriori regolabili elettricamente, quello del guidatore con funzione Memory, e retrovisori ripiegabili elettricamente con funzione Memory), navigatore, radio Apple CarPlay Android Auto MirrorLink, sensori di parcheggio e vetri posteriori oscurati.

I consumi sono un po’ altini (la Casa teutonica dichiara 14,5 km/l, valore avvicinabile solo guidando in modo molto tranquillo) e la garanzia è di soli due anni a chilometraggio illimitato (il minimo di legge).

Scheda tecnica

Motore turbodiesel
N. cilindri/cilindrata V6/2.967 cc
Potenza 210 kW (286 CV)
Coppia 600 Nm
Trazione integrale permanente
Velocità max 235 km/h
Acc. 0-100 km/h 6,1 s
Consumo medio 14,5 km/l
Dimensioni 4,88/1,98/1,70 m
Passo 2,89 m
76.500 euro

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