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Tesla Model X 100D, come funziona nella vita reale?

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Una SUV elettrica da quasi 450 CV? Esatto. Ma la Tesla Model X non è semplicemente un’auto potente e amica dell’ambiente. È un bell’oggetto, tanto per cominciare: alta 1,70 metri e lunga 5, è davvero imponente, ma il nero le verste bene e maschera parzialmente le sue dimensioni. Ha un design elegante e moderno, molto pulito, lontano da quello delle tedesche tutte prese d’aria e muscoli.

La versione della nostra prova è la 100D (100 sta per 100 kw/h, la capacità della batteria), che vanta 422 CV di potenza e 970 mostruosi Nm di coppia, sprigionati dai due motori elettrici posizionati su ciascuna asse, così da garantire la trazione integrale. Tutto questo permette ad un’auto che pesa 2,4 tonnellate di scattare da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi e di toccare i 250 km/h di velocità massima, niente male.

Veniamo invece all’argomento delicato: l’autonomia. Tesla dichiara che con la Model X 100D si possono percorrere 560 km con una sola carica, ma come sappiamo, la realtà è ben diversa. Nel nostro test vogliamo provare a stressare la batteria con una guida “sbadata”, utilizzando più funzioni possibili – stereo, clima a manetta, e chi più ne ha, ne metta – e sfruttando la cavalleria del motore elettrico. Il tragitto? Milano – Torino, circa 160 km.

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L’AUTO INTELLIGENTE

La sua magia comincia dalla chiave, o dallo smartphone, se preferite. Entrambi possono comandare l’auto a distanza, vi permettono di tirarla fuori dal parcheggio da sola, di aprire le portiere, di farla “suonare” e altre numerose diavolerie. La Tesla Model X è disponibile sia a 6 che a 7 posti, in entrambi i casi l’accesso al “salotto posteriore” passa attraverso le stupende portiere ad ala di falco (così le chiamano in Tesla). Non ci sono i classici sedili posteriori, bensì sedili singoli separati. La sensazione è quella di essere in un jet privato, ma dall’abitacolo più arioso.

Le vetrate anteriori infatti sono estese fino al tetto e permettono ai raggi solari di illuminare tutto l’abitacolo. La sensazione di auto del futuro prosegue con l’apertura e la chiusura delle portiere: basta premere il freno e la portiera si chiude come per magia (volendo si può anche tirare la maniglia). Le finiture sono buone, così come i materiali, ma non sono a livello delle auropee. C’è molta plastica e lo stile è molto americano in tanti dettagli. A catturare l’attenzione però ci pensa l’enorme schermo verticale che separa in due l’abitacolo: è davvero gigantesco ed è il vero cuore della vettura, il centro di controllo di ogni sua funzione. Si parte dal navigatore, che permette di impostare una destinazione a seconda di quanto volete consumare e che vi permette di avere una stima della percentuale di batteria al vostro arrivo. Naturalmente la mappa vi segnala ogni colonnina Tesla per la ricarica rapida, nel caso ne aveste bisogno.

Le funzioni sono infinite: si può impostare il freno motore, la risposta dell’acceleratore, ogni controllo o assistente alla guida, e poi il clima, la radio, le app, a pieno schermo o in split-screen. Insomma, solo smanettando con lo schermo c’è da perderci del tempo. Ma la Tesla Model X è anche un mezzo di trasporto.

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IL BELLO DELL’ELETTRICO

Nessun rumore, solo il segnale (visivo) che l’auto è accesa e pronta a spostarsi. Non ci sono nemmeno le marce, dato che il motore elettrico non ne ha bisogno, soprattutto quando si hanno 970 Nm di coppia a partire da quasi zero giri. C’è tanta potenza da trainare una nave, e la facilità con cui le 2,4 tonnellate della Model X si muovono ad ogni flessione del vostro piede è impressionante. Solo un motore elettrico può fare ciò. Tuttavia la Tesla Model X non maschera così bene il suo peso come fanno alcune concorrenti e non invoglia certo alla guida sportiva. Lo sterzo poi non è preciso e comunicativo: ha il primo quarto un po’ “vuoto” e non è un mostro di linearità. Ma va bene così. Nella modalità più soft (ce ne sono tre) ha comunque una bella consistenza, mentre in quella più sportiva diventa davvero corposo.

Ma come ho già detto, è la spinta dei motori elettrici che rappresenta la vera esperienza di guida. L’accelerazione non solo è forte, ma è immediata: sembra di essere lanciati da una fionda, ma al posto in una pallottola state cavalcando una palla di cannone. C’è giusto un sibilo ad accompagnare l’accelerazione costante della Model X, sibilo che viene coperto in fretta dai fruscii dell’aria e nulla più.

La nostra auto vanta anche il sistema di guida autonoma che, devo ammettere, lavora molto bene. I numerosi radar monitorano la situazione, e la Model X, in autostrada, rimane ferma nella corsia (senza rimbalzare a destra e a sinistra come fanno alcune vetture. Potete realmente addormentarvi al volante e lei vi porterebbe comunque a destinazione; ma meglio non provare.

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I CONSUMI

Veniamo al capitolo consumi: siamo partiti con in 95% di batteria, e dopo 160 km (quasi tutti in autostrada) siamo arrivati con un 42% di batteria, consumando il 13% in più rispetto a quanto previsto dal navigatore dell’auto. Ma la previsione, ovviamente, si rifà ad una guida più attenta, senza le mie continue accelerazioni. Inoltre abbiamo cercato di stressare la batteria il più possibile utilizzando ogni genere di orpello tecnologico disponibile, dallo stereo all’aria condizionata al massimo e cercando di evitare ogni funzione “ecologica” dell’auto.

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CONCLUSIONI

La Tesla Model X è un oggetto speciale, indipendentemente dal fatto che sia un’auto elettrica. Tutte le sue funzioni (utili o meno), le chicche tecnologiche, le azioni da auto del futuro, la rendono davvero unica; così come la configurazione dei posti, la vetrata enorme e le portiere ad ala di falco che si aprono a distanza (e che richiedono solo 30 cm di spazio laterale).

È bella da guidare? Sì e no. L’accelerazione è pazzesca e dà assuefazione, ma come dinamica di guida siamo lontani dalle SUV sportive che conosciamo. E poi bisogna guidarla con la testa, soprattutto se si percorrono lunghe distanza, dove l’attenzione al consumo di batteria e la pianificazione delle ricariche diventano vitali.

In città invece “l’ansia da autonomia” scompare, visto il range elevato. È difficile che si compiano più di 400 km in città, nella vita quotidiana, ed è proprio qui che la Tesla Model X acquista senso. Ma comunque ce n’è abbastanza anche per una gita al lago, se lo volete.

Senza dubbio è un’auto appagante, in grado di farvi sentire speciali (e anche un po’ radical chic).
Il prezzo è da vettura di lusso: si parte da 94.00 euro per la 75D fino ad arrivare ai 160.000 euro della P100D, la versione “Performance”. La nostra 100D nella versione a 6 posti, invece, ha un prezzo di listino di 123.600 euro. La batteria e il motore hanno 8 anni di garanzia e chilometraggio illimitato.

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SCHEDA TECNICA

DIMENSIONI

Lunghezza 503 cm
Larghezza 207 cm
Altezza 168 cm
Peso 2200 kg
Bagagliaio 1650 litri

TECNICA

Motore 2 motori elettrici
Potenza 422 CV
Coppia 970 Nm
Trasmissione presa diretta

PRESTAZIONI

0-100 km/h 4,9 secondi
Velocità massima 250 km/h
Autonomia 560 km
Prezzo 123.600 euro

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Porsche 919 Hybrid Evo: il video del record al Nürburgring

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Porsche 919 Hybrid Evo record Nürburgring 2018 Timo BernhardPorsche 919 Hybrid Evo record Nürburgring 2018 Timo Bernhard

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Porsche 919 Hybrid Evo record Nürburgring 2018Porsche 919 Hybrid Evo record Nürburgring 2018

 

Dopo 35 anni lo storico record del Nürburgring di Stefan Bellof con la Porsche 956 è stato battuto. Un altro tedesco – Timo Bernhard – al volante di un’altra vettura di Zuffenhausen (la 919 Hybrid Evo) ha migliorato il primato di quasi un minuto realizzando sulla Nordschleife un tempo pazzesco: 5:19:55 contro 6:11:13.

La Porsche 919 Hybrid Evo che ha realizzato il nuovo record del vecchio circuito del Nürburgring è un’evoluzione della 919 Hybrid capace di conquistare tre Mondiali endurance WEC e tre 24 Ore di Le Mans consecutive tra il 2015 e il 2017.

Timo Bernhard, nuovo detentore del record assoluto sulla Nordschleife, è nato il 24 febbraio 1981 a Homburg (Germania Ovest). Dopo essersi laureato campione tedesco junior con i kart a 14 anni, ha conquistato il primo successo importante nel 2001 con il trionfo nella Porsche Carrera Cup tedesca.

Specializzato nelle gare endurance, può vantare nel proprio palmarès due campionati American Le Mans Series (con le GT nel 2004 e con le LMP2 nel 2007), 5 24 Ore del Nürburgring (2006-2009, 2011), una 12 Ore di Sebring (2008), due 24 Ore di Le Mans (2010 con Audi e 2017 con Porsche) e due Mondiali WEC (2015 e 2017).

Qui sotto potete trovare il video del record ottenuto dalla Porsche 919 Hybrid Evo al Nürburgring: un’impresa leggendaria destinata ad entrare nella storia.

Porsche 919 Hybrid Evo: il video del record al Nürburgring


Passione Porsche

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Lamborghini Huracan Performante by Novitec

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Novitec Torado, la divisione specializzata nella preparazione delle supercar di Sant’Agata Bolognese, ha svelato un nuovo progetto basato sulla Lamborghini Huracan Perofrmante. Il tuner tedesco con sede a Stetten ha disegnato un pacchetto completo di modifiche per l’immagine della super sportiva italiana.

Dal punto di vista estetico il tuning prevede un inedito kit carrozzeria le cui appendici aerodinamiche sono state studiate e progettate nella galleria del vento e razziate in fibra di carbonio. Al frontale sfoggia un nuovo spoiler e prese d’aria maggiorate.

Nuove aperture nella carrozzeria per i flussi d’aria compaiono anche dietro ai passaruota anteriori, mentre per il motore è prevista anche una nuova copertura. L’assetto è ribassato di 35 mm grazie a nuovi ammortizzatori e il reparto ruote viene proposto con cerchi Novitec NL3 da 20 e 21 pollici gommati con pneumatici Pirelli P-Zero. E per finire Novitec promette, a breve, l’arrivo di differenti opzioni per il sistema di scarico Novitec Race in acciaio inossidabile.

Per quanto riguarda la meccanica non ci sono novità, la Lamborghini Huracan Performante di Novitec continua ad affidarsi al V10 da 5,2 litri in grado di erogare 640 CV di potenza e 600 Nm di coppia., abbinato al cambio automatico LDF a doppia frizione e sette rapporti, e alla trazione integrale permanente.

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La sorella cattiva della Huracan. Look più aggressivo, 30 CV in più e aerodinamica attiva

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Lexus NX Hybrid 4WD F-Sport

La Lexus NX F-Sport si distingue per un look aggressivo e personale e per un elevato livello di comfort. In città e nella guida rilassata si guida bene, ma il cambio CVT e l’assetto morbido non collaborano nella guida allegra: se è questo che cercate, meglio cercare altrove. I consumi sono buoni se la guidate “a modo”, altrimenti è facile allontanarsi dai dati dichiarati dalla Casa. Alto il prezzo, ma l’equipaggiamento è davvero completo, soprattutto nella versione F-Sport.

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Lexus NX 2017: restyling al Salone di Shanghai

Si rinnova la SUV media giapponese. Ritocchi estetici e più comfort

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BMW C 400 X, la video-prova

C 400 X è il nuovo scooter di fascia media di BMW Motorrad, pensato per offrire il massimo nel contesto urbano senza trascurare le gite fuori porta. È il fratello minore dei già noti C 650 Sport e GT e arriva sul mercato con una dotazione tecnologica mai vista prima d’ora su uno scooter. Mette nel mirino lo Yamaha XMAX 400 (6.780 euro) e il Kymco Xciting (6.490 euro), debuttando sul mercato con un prezzo di partenza di 6.950 euro. Ha uno stile moderno, con forti richiami al mondo moto del marchio tedesco.

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Honda Super Cub C125, da settembre in Italia

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Credits: HONDA SUPER CUB C125

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Credits: HONDA SUPER CUB C125

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Credits: HONDA SUPER CUB C125

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Credits: HONDA SUPER CUB C12

 

Arriva sul mercato italiano l’Honda Super Cub, uno dei veicoli a motore più famosi al mondo, caratterizzato da un design esclusivo e da una personalità senza tempo. È dotato di un motore da 125 cc, di un robusto telaio, di luci a LED e ruote alte, e si preannuncia il compagno ideale per gli spostamenti urbani.

Sono passati 60 anni da quando il primo esemplare di Super Cub (C100) fu lanciato sul mercato in occasione del 10° anniversario di Honda e nel 2017 è stato realizzato il 100 milionesimo pezzo. È venduto in oltre 160 paesi e ancora oggi, il modello più recente, il Super Cub C110, è disponibile in Giappone, dove è popolare tra gli utenti professionali, ad esempio i postini giapponesi, e in Asia sudorientale, dove è apprezzato come mezzo di trasporto privato.

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L’evoluzione di uno scooter di enorme successo

L’ultima evoluzione di uno scooter di enorme successo si presenta, dunque, sul mercato italiano con un design immediatamente riconoscibile. Lo scheletro è un telaio in acciaio, le ruote sono da 17”, l’impianto frenante è dotato di ABS e le luci full-LED apportano un tocco moderno insieme alla Smart-Key. Davanti c’è una forcella telescopica con steli da 26 mm, dietro due ammortizzatori tradizionali.

Il motore è un monocilindrico da 125 cc capace di erogare una potenza massima di 9,7 CV e 10,4 Nm. Il cambio è a 5 velocità, come da tradizione, e la frizione è automatica centrifuga. I consumi dichiarati nel ciclo medio WMTC sono pari a 66,7 km/l, con un’autonomia di circa 245 km. Arriva nelle concessionarie ufficiali a fine settembre ad un prezzo non ancora dichiarato.

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Nissan GT-R50 by Italdesign, il prototipo frutto della partnership

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Nissan GT-R50 by Italdesign è il nuovo prototipo nato dalla collaborazione tra Nissan e Italdesign, realizzato per celebrare il 50esimo anniversario del modello sportivo GT-R e del marchio Italdesign, il quale ha sviluppato e progettato la vettura.

Moderna e sportiva

Il look della nuova Nissan GT-R50 by Italdesign è impreziosito dalla presenza di sottili fari a LED, dalla nervatura sul cofano, dalla linea del tetto ribassata e dalle bocchette “samurai blade” (distintive del modello GT-R) messe maggiormente in evidenza da un intarsio dorato. Si fa notare anche una carreggiata larga con parafanghi possenti, l’ampio alettone regolabile su due montanti verticali e le ruote personalizzate: da 21×10 pollici anteriormente e 21×10,5 pollici posteriormente. Gli esterni sono rifiniti con vernice Liquid Kinetic Gray, con rifiniture di colore Energetic Sigma Gold proprio per l’anniversario. Dentro la vettura riflette il suo stile moderno e ad alte prestazioni, con diversi elementi in fibra di carbonio, tessuti come Alcantara® nero e pelle pregiata, cambio ispirato alle auto da corsa e volante con razze su misura realizzate in fibre di carbonio.

Sotto il cofano 720 CV e componenti racing

Attingendo all’esperienza nelle auto da corsa GT3 di Nissan, NISMO ha migliorato il motore V6 VR38DETT da 3,8 litri assemblato manualmente per offrire una potenza stimata di 720 CV e 780 Nm di coppia. La trasmissione è transaxle posteriore sequenziale a sei rapporti con doppia frizione rinforzata, con differenziali e alberi di trasmissione più forti che scaricano a terra tutta la potenza del motore. È stata sviluppata una sospensione rivisitata con sistema di smorzamento continuo regolabile BILSTEIN DampTronic® I. L’impianto frenante Brembo prevede freni anteriori a sei pistoni e posteriori a quattro pistoni, con pastiglie rosso acceso chiaramente visibili. Gli pneumatici Michelin Pilot Super Sport da 255/35 R21 sull’avantreno e 285/30 R21 sul retrotreno aggiungono il livello di aderenza necessario per sfruttare la potenza del motore.

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McLaren 600LT: le foto e info ufficiali

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In Casa McLaren la sigla LT significa Long Tail (coda lunga) e la nuova 600LT è la quarta di questa famiglia. Basata sulla 570S, rappresenta la sua alter ego sportiva, utilizzabile su strada ma orientata soprattutto all’uso in pista.

600 CV e 620 Nm di coppia

A spingere la nuova McLaren 600LT ci pensa il solito V8 da 3,8 litri che in questo caso eroga 600CV e 620 Nm di coppia massima.

Cura dimagrante

A renderla perfetta per i track dei ci sono i freni e le sospensioni derivati direttamente dalla sorella maggiore 720S, oltre agli pneumatici Pirelli P Zero Trofeo R. Rispetto alla 57 S è invece già snella, perde infatti 96 kg grazie alla carrozzeria, i sedili, il tetto, i montanti e i parafanghi realizzati in fibra di carbonio.

Anteprime

McLaren anticipa la nuova Sport Series

Un nuovo teaser svela un dettaglio di quella che probabilmente sarà la versione più potente, leggera e aerodinamica della 570S

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BMW i3 restyling: questione di stile

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Comfort
Silenziosa ma un po’ rigida di sospensioni.
Costi
Prezzi alti: 39.150 euro.
Piacere di guida
Prestazioni vivaci, comportamento stradale più rassicurante che divertente (nonostante la trazione posteriore).
Ambiente
La BMW i3 è amica della natura: essendo elettrica non emette CO2.

La BMW i3piccola elettrica bavarese nata nel 2013 – ha beneficato lo scorso anno di un restyling che ha portato alcune modifiche estetiche e una nuova versione più sportiva: la i3s (più potente e con cerchi in lega da 20”).

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la variante base da 170 CV della “segmento B” tedesca a emissioni zero, tecnicamente identica alla 94 Ah pre-lifting da noi già testata nel 2016. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

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Prestazioni vivaci

Il punto di forza della BMW i3 è sempre stato il motore, un propulsore da 170 CV e 250 Nm di coppia capace di regalare alla piccola elettrica teutonica prestazioni vivaci: 150 km/h di velocità massima e 7,3 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h.

Il comportamento stradale, però, non è altrettanto sportivo: se è vero che lo sterzo è uno dei comandi più diretti mai montati su un’auto a emissioni zero e che l’impianto frenante è molto potente è altrettanto vero che nelle curve – nonostante la trazione posteriore – è più rassicurante che divertente. La silenziosità della vettura incide positivamente sul comfort, anche se le sospensioni potrebbero essere più morbide.

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Praticità

La BMW i3 restyling – unica (per ora) proposta full electric della Casa di Monaco insieme alla variante più cattiva i3s da 184 CV – non è l’auto ideale per chi cerca la praticità. La posizione di seduta rialzata (che ricorda quella di una SUV compatta) è di grande aiuto nel traffico e nelle manovre ma va detto che l’abitacolo (costruito con cura e omologato quattro posti) non offre molto spazio ai passeggeri posteriori, che devono oltretutto faticare più del previsto per accomodarsi a bordo per via delle piccole porte ad apertura controvento. Nella media il bagagliaio: 260 litri che diventano 1.100 quando si abbattono i sedili dietro.

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Autonomia e ricarica

L’autonomia reale della BMW i3 è di circa 200 km: un valore non molto alto che potrebbe penalizzare le quotazioni future della piccola elettrica bavarese sul mercato dell’usato visto che molte concorrenti se la cavano meglio. Per quanto riguarda i tempi di ricarica (da 0% a 80%) ci vogliono 39 minuti (corrente continua Combo 2 da 50 kW), 2 ore e 45 minuti (corrente alternata da 11 kW) o sette ore e mezza (corrente alternata da 3,7 kW).

Chi vuole guidare senza ansia può acquistare la variante Range Extender: costa 4.700 euro in più e monta un motore bicilindrico Kymco a benzina da 650 cc e 38 CV che ha il compito di ricaricare la batteria regalando circa 130 km in più.

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Prezzo e costi

La BMW i3 restyling analizzata nel nostro primo contatto ha un prezzo un po’ alto (39.150 euro), abbinato ad una dotazione di serie che comprende cerchi in lega da 19”, climatizzatore manuale, fari a LED, radio Aux In Bluetooth USB e sensori di parcheggio posteriori.

La garanzia è di soli due anni a chilometraggio illimitato (il minimo di legge) mentre la batteria agli ioni di litio da 27,2 kWh è protetta per 8 anni o 100.000 km.

Scheda tecnica

Motore elettrico sincrono
Batteria ioni di litio/27,2 kWh
Potenza 125 kW (170 CV)
Coppia 250 Nm
Trazione posteriore
Velocità max 150 km/h
Acc. 0-100 km/h 7,3 s
Autonomia fino a 200 km
Dimensioni 4,01/1,78/1,60 m
Passo 2,57 m
39.150 euro

Il mondo BMW

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Nuova Honda CR-V, più tecnologica che mai

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La rinnovata Honda CR-V ha debuttato un’anteprima mondiale, a inizio anno, al Salone di Ginevra 2018. La nuova generazione del popolare SUV giapponese arriva farcita di importanti novità in materia di connettività, sicurezza, comfort e dinamica. Migliora rispetto alla generazione uscente, per difendersi in un competitivo segmento dove la concorrenza è vorace.

Durante lo sviluppo della nuova Honda CR-V i tecnici giapponesi hanno seguito un esaustivo programma di ingegneria e design e il risultato è una CR-V dal telaio più robusto e sofisticato. Il più avanzato fino ad oggi per la gamma. Inoltre la piattaforma, dalla bassa inerzia e dall’elevata rigidità, è stata elaborata con materiali leggeri e altamente resistenti e offre livelli i sicurezza alti in caso di incidente.

Telaio più rigido

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Il 9% del telaio, ad esempio, è stato realizzato con acciaio ad altissima resistenza stampato a caldo per rafforzare le aree più esposte in caso di collisione, riducendo al tempo stesso il peso complessivo.

La combinazione di acciaio ad alta resistenza da 780 MPa, 980 MPa, e 1500 MPa passa al 36%, dal 10% del modello precedente. L’unione di materiali di qualità superiore e sofisticati processi ingegneristici ha inoltre portato ad un aumento della resistenza alla flessione del 35% ed alla torsione del 25%.

Il processo di assemblaggio della carrozzeria utilizza poi un’innovativa tecnica di giunzione ad alta efficienza che si concentra innanzitutto sull’assemblaggio della struttura interna, per poi proseguire con quella esterna ed infine i giunti. Questa tecnologia di produzione si oppone al tradizionale metodo di assemblaggio del corpo vettura contribuendo ampiamente alla rigidità complessiva della carrozzeria.

Comfort e dinamica

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Le nuove sospensioni contribuiscono a massimizzare la rigidità della carrozzeria.

Sull’asse anteriore la sospensione MacPherson con braccio ribassato offre un’elevata rigidità laterale ed una bassa rigidità longitudinale garantendo una guida ottimale, mentre al posteriore la nuova sospensione Multi-link offre una maggiore stabilità nella guida ad alte velocità, un comfort di guida superiore ed una manovrabilità più lineare abbinata al servosterzo elettrico a doppio pignone (EPS).

Lo sterzo è composto da un sistema elettrico a doppio pignone dal rapporto variabile, appositamente realizzato per il mercato europeo.

La solida barra stabilizzatrice posteriore riduce il rollio della vettura, mentre la nuova struttura sospesa del sotto telaio migliora l’isolamento acustico rispetto al modello precedente. All’anteriore e al posteriore, sono montate boccole idrauliche per offrire durante la guida un isolamento di livello superiore, oltre ad un controllo della vibrazione del telaio migliorato.

AHA (Agile Handling Assist) e Real Time AWD

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Sul nuovo CR-VIl è inoltre disponibile il sistema Honda AHA (Agile Handling Assist). Il sistema di stabilità elettronica è stato appositamente tarato per le condizioni del manto stradale e gli stili di guida europei. Risponde agli input dello sterzo con un’assistenza discreta per una maggiore sicurezza ed un comportamento del veicolo più fluido e prevedibile, tra cui la stabilità in curva ed il cambio di corsia alle rotatorie, a basse e alte velocità.

Disponibile sul nuovo Honda CR-V, la recente e sofisticata tecnologia a trazione integrale Real Time AWD con Intelligent Control System™. Gli aggiornamenti al sistema software AWD prevedono la capacità di inviare fino al 60% di coppia alle ruote posteriori quando necessario, soprattutto in salita. Il guidatore può tenere traccia della distribuzione della coppia attraverso l’apposito indicatore sul display informativo. Il sistema è inoltre in grado di offrire prestazioni in curva più dinamiche basandosi sulla percentuale di imbardata e sulle informazioni ricevute dai sensori dello sterzo.

Sicurezza al top

Al pari delle altre vetture Honda, la nuova piattaforma di Honda CR-V integra l’esclusiva struttura della carrozzeria di nuova generazione ACE (Advanced Compatibility Engineering), che si avvale di una rete interconnessa di telai frontali per assorbire e deviare l’energia in caso di collisione frontale.
Il sistema di sicurezza passiva ACE è accompagnato dal pacchetto di tecnologie di sicurezza attiva Honda Sensing e guida assistita, installato di serie su tutte le versioni e comprensivo del sistema di mantenimento della corsia, controllo predittivo della velocità di crociera, avviso di collisione frontale e sistema di frenata con riduzione dell’impatto.

Le prime consegne in Europa del nuovo Honda CR-V con motore benzina TURBO VTEC da 1.5 litri sono previste per l’autunno; la commercializzazione dei modelli ibridi seguirà agli inizi del 2019.

PanoramautoTV / News

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