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Usato Euro 5: berline turbo benzina con cambio automatico

Le berline turbo benzina del 2012 sono introvabili sul mercato dell’usato (all’epoca la quasi totalità dei clienti del “segmento D” puntò giustamente sul diesel) ma sono una soluzione perfetta per chi percorre pochi chilometri e cerca un mezzo confortevole, spazioso e non soggetto ai blocchi del traffico. Nella “top five” di questo mese – vinta dall’Audi A4 – abbiamo analizzato cinque ottime proposte (tutte hanno conquistato la sufficienza) Euro 5 dotate di cambio automatico.
La “quattro porte” di Ingolstadt ha superato la connazionale Volkswagen CC, le Citroën C5 e DS5 e la svedese Volvo S60. Scopriamo insieme la classifica, che prende in considerazione modelli con potenze comprese tra 150 e 170 CV.

1° Audi A4 1.8 TFSI 170 CV multitronic
Il punto di forza dell’Audi A4 1.8 TFSI 170 CV multitronic si trova sotto il cofano: la berlina di Ingolstadt monta infatti un motore potente, silenzioso, elastico e ricco di coppia (320 Nm) in grado di offrire prestazioni vivaci (8,3 secondi sullo “0-100”) e consumi contenuti (17,2 km/l dichiarati). Senza dimenticare l’eccellente cambio automatico.
Due i difetti principali: la carenza di centimetri per le spalle dei passeggeri posteriori e il prezzo alto. Da nuova costava tantissimo (35.550 euro), oggi è introvabile (più facile rintracciare le station wagon Avant) e le sue quotazioni superano i 15.000 euro.

2° Volkswagen CC 1.4 TSI DSG
Il design filante della Volkswagen CC 1.8 TSI DSG – una berlina/coupé a quattro porte realizzata sul pianale della Passat – incide negativamente sullo spazio a disposizione della testa e delle gambe dei passeggeri ma le dimensioni esterne ingombranti (4,80 metri di lunghezza, non pochi) hanno comunque permesso di ricavare un bagagliaio molto capiente.
La “segmento D” di Wolfsburg ha una dotazione di serie povera (persino il navigatore andava pagato a parte) e le sue quotazioni superano i 10.000 euro.

2° Citroën C5 1.6 THP 155 aut. Executive
La Citroën C5 1.6 THP 155 aut. Executive non nasce per fare le corse (nelle curve non è il massimo dell’agilità): preferisce coccolare i passeggeri. Come? Con un abitacolo rifinito con cura e spazioso per le gambe dei passeggeri posteriori e con una dotazione di serie ricchissima che comprende, tra le altre cose, il navigatore e le sospensioni idropneumatiche.
Quotazioni che si aggirano intorno ai 7.500 euro e consumi che potrebbero essere più bassi.

4° Citroën DS5 1.6 THP 155 So Chic
La Citroën DS5 è una berlina compatta – lunga solo 4,53 metri – contraddistinta da numerosi punti di forza: è l’unica proposta della nostra top five a cinque porte, regala tanto spazio alla testa di chi si accomoda dietro e nelle curve se la cava molto bene (molto rigida di sospensioni, pure troppo certe volte). Da nuova, oltretutto, costava relativamente poco (32.300 euro) e oggi le sue quotazioni superano i 10.000 euro.
Il piacere di guida è penalizzato però da un cambio automatico lento e da un motore rumorosetto e non molto scattante.

5° Volvo S60 T3 Powershift Kinetic
La Volvo S60 T3 Powershift Kinetic è introvabile usata (più semplice rintracciare le più potenti T5) e le sue quotazioni sono inferiori a 9.000 euro.
L’abitacolo offre tanto spazio alle spalle dei passeggeri posteriori ma presenta qualche imperfezione di troppo alla voce “finiture” (soprattutto nelle zone più nascoste della plancia). Migliorabili anche il bagagliaio e il motore, poco potente (150 CV) e non molto pronto ai bassi regimi.
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A Francoforte la nuova Lamborghini

Mancano soltanto poche settimane all’inizio della prima grande kermesse automobilistica dopo l’estate, il Salone di Francoforte 2019. Aprirà i battenti il prossimo 12 settembre e tra le novità esposte ci sarà anche una nuova Lamborghini, della quale conosciamo solamente la forma dei gruppi ottici frontali (immagine in apertura).
Il muso della new entry di Sant’Agata Bolognese è caratterizzato da nuovi gruppi ottici a forma di Y rovesciata. Per il resto, nella prima immagine rilasciata, si vede chiaramente soltanto il logo del Toro, anche se in secondo piano si intravede la silhouette della carrozzeria. Il tetto, ad esempio, è scavato al centro con un canale aerodinamico.
Almeno per ora, ufficialmente, Lamborghini non ha voluto rilasciare ulteriori informazioni eccetto questa prima immagine accompagnata dalla frase “Qualcosa di nuovo ti sta aspettando. Apri gli occhi verso il futuro e lo vedrai. Sei pronto per il Salone di Francoforte?”.
Il primo tesser, questa frase ‘sibillina’ e i rumors degli ultimi mesi, fanno pensare a una possibile evoluzione, magari definitiva, della Lamborghini Terzo Millennio vista nel 2017. Ci troveremo di fronte, in questo caso, alla prima hyper car elettrificata di Sant’Agata Bolognese.
Archivio
Lamborghini Terzo Millennio Concept: il primo Toro elettrico
Creata in collaborazione con I’istituto di Tecnologia del Massachusetts e spinta da un powertrain 100% elettrico
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BMW Serie 4: a Francoforte la concept car

Al prossimo Salone di Francoforte 2019, tra le novità di BMW, ci sarà anche la concept car che anticipa la futura Serie 4, il cui arrivo sul mercato è previsto durante il 2020. Sarà esposta allo stand della Casa bavarese insieme alla nuova X6, altra new entry della kermesse tedesca.
Dopo la nuova Serie 3, quindi, la berlina media di Monaco evolve anche nella sua versione più sportiva Coupé. Delle poche indiscrezioni trapelate, e a giudicare da questo tesser, si può anticipa che avrà un frontale ben differenziato rispetto alla Serie 3, con cui condividerà invece piattaforma e motori. La nuova BMW Serie 4 sfoggerà un muso molto più aggressivo, grazie a una nuova griglia che mantiene il design a doppio rene, intramontabile, ma dalle dimensioni più grandi. E questo sarà proprio l’elemento chiave che marcherà la differenza con la sorella a quattro porte.
Lo scorso mese di aprile, inoltre, BMW aveva mostrato alcuni dettagli di quella che sarà la i4, alter ego a zero emissioni (elettrica) della Serie 4. Un’auto che a sua volta derivava dalla i-Vision Dynamic Concept, presentata a Francoforte 2017, sarebbe a dire due anni fa.
La nuova BMW Serie 4 aggiornerà la sua gamma meccanica adottando i nuovi propulsori al debutto con la Serie 3. Per conoscere le cifre esatte sulla potenza e le prestazioni bisognerà però attendere la presentazione ufficiale. Possiamo però intuire il possibile arrivo della variante ibrida. D’altronde entro il 2025 BMW intende offrire versioni elettrificate di ogni modello della sua gamma.
WheelsTV / News
BMW Serie 3 2019, il video ufficiale
La nuova generazione della berlina bavarese è la più sportiva di sempre
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Lexus RC

La Lexus RC – nata nel 2016 e sottoposta a un restyling nel 2019 – è una coupé giapponese a trazione posteriore.
Lexus RC: gli esterni
Coda corta, cofano lungo e frontale aggressivo: sono questi gli elementi di design principali della Lexus RC.

Lexus RC: gli interni
La Lexus RC è costruita con cura: materiali pregiati (volante in pelle lavorato a mano) e un abitacolo che può accogliere quattro persone (anche se i sedili posteriori sono più adatti a dei bambini).

Lexus RC: i motori
La gamma motori della Lexus RC è composta da due unità:
- un 5.0 V8 a benzina da 477 CV
- un 2.5 ibrido benzina da 223 CV

Lexus RC: gli allestimenti
Gli allestimenti della Lexus RC sono due: Executive e F Sport.
Lexus RC Executive
La Lexus RC Executive offre, tra le altre cose: Lexus Safety System+, impianto audio a 10 altoparlanti, Lexus Premium Navigation, schermo EMV (Electro Multi-Vision) da 10,3” con Touch Pad, climatizzatore automatico bi-zona con tecnologia S-Flow e cerchi in lega da 18” a 5 razze con pneumatici 235/45 R18.
Lexus RC F Sport
La Lexus RC F Sport costa 3.500 euro più della Executive e aggiunge, tra le altre cose: fari a LED a “Tripla L”, sensori anteriori e posteriori di assistenza al parcheggio e cerchi in lega da 19” con pneumatici anteriori 235/40 R19 e posteriori 265/35 R19 con design F Sport.

Lexus RC: gli optional
La dotazione di serie della Lexus RC andrebbe a nostro avviso arricchita con il tetto apribile (1.150 euro) e la vernice metallizzata (1.050 euro).

Lexus RC: i prezzi
Motore a benzina
- Lexus RC F Luxury 88.500 euro
- Lexus RC F Carbon 97.000 euro
Motore ibrido benzina
- Lexus RC Hybrid Executive 50.900 euro
- Lexus RC Hybrid F Sport 54.400 euro
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Bugatti EB110: la Nuova Era con il Tricolore nel sangue

Alla fine degli anni ’80, la visione dell’imprenditore italiano Romano Artioli iniziò a trasformare in realtà il suo grande sogno: creare una nuova Bugatti, la prima dal 1956. Seguendo lo spirito di Ettore, Artioli non mise limiti al ritorno del marchio con un modello tanto estremo quanto lussuoso.
Campogalliano: il tempio della rinascita
La Bugatti EB110 venne così creata da zero, senza antenate alle spalle. Tutto era nuovo, dalla centralina elettronica del V12, la trasmissione e la trazione integrale, passando per la monoscocca in fibra di carbonio. Il tutto assemblato con l’ampio uso di materiali speciali e tecniche sofisticate.
Modellata dai migliori designer e ingegneri dell’epoca, la nuova supercar italiana – venne prodotta nel nuovo modernissimo quartier generale trasferito da Molsheim a Campogalliano (MO) – presentava tecnologie all’avanguardia che sono ancora oggi innovative, quasi tre decenni dopo. In effetti, molti dei componenti tecnologici della Bugatti EB110 si trovano ancora anche nella Bugatti Veyron e nella stessa Chiron.
Tecnologia moderna
La monoscocca in fibra di carbonio, la prima del suo tipo per un’auto di produzione, pesava solo 125 chilogrammi. Il design nasceva dalla matita prestigiosa di Marcello Gandini, uno dei designer di auto più talentuosi e prestigiosi di tutti i tempi.
Il motore era semplicemente eccezionale: con soli 3,5 litri e con l’assistenza di quattro turbocompressori compatti, erogava 560 CV nella versione GT (550 milioni di lire) e 611 CV (670 milioni di lire) nella variante Super Sport. Il sofisticato sistema di trazione integrale – con una ripartizione della coppia di 28/72 – le dava un grip senza fine, contribuendo sia alle prestazioni che alla sicurezza.
Tra l’altro la Bugatti EB110 SS ha battuto diversi record di velocità mondiale, raggiungendo i 351 km/h, ancora oggi un valore invidiabile. Lo sprint da 0 a 100 km/h lo copriva in 3,26 secondi ed era in grado di percorrere 1.000 metri in 21,3 secondi, un altro mondo rispetto alle concorrenti contemporanee.
Un triste epilogo
Con la creazione dell’EB110, Bugatti si catapultava ai vertici del mondo automobilistico, esattamente dove Romano Artioli ed Ettore Bugatti avevano sempre visto il marchio. Peccato che questa avventura non ebbe la fortuna che si meritava. Rimase in commercio solo 4 anni, dal ’91 al ’95 per poi uscire di scena con ancora molti ordini non accontentati. Saranno state le spese eccessive per la sua creazione o, come sostenne Romano Artioli, il complotto occulto di una Casa concorrente, fatto sta che l’ambizioso progetto fin’ male e qualche anno dopo la Bugatti venne rilevata dal Gruppo Volkswagen.
Anteprime
Bugatti Centodieci, un omaggio all’antenata di Campogalliano
Svelata a Pebble Beach la nuova esclusiva serie limitata basata sulla Chiron. 1.600 CV e 8 milioni di euro…
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Mercedes classe C, la storia del design

La Mercedes classe C è una berlina premium molto apprezzata: quando è nata era il modello più accessibile della Casa tedesca mentre oggi rappresenta la scelta ideale per i macinatori di chilometri che cercano un mezzo raffinato e non vogliono uno stile troppo “urlato”.
Scopriamo insieme la storia del design della Mercedes classe C, l’evoluzione delle forme delle quattro serie della “segmento D” di Stoccarda.

Mercedes classe C prima generazione W202 (1993)
La prima generazione della Mercedes classe C è meno spigolosa dell’antenata 190 e può vantare elementi stilistici presi in prestito dalle sorelle maggiori classe E e classe S e un posteriore originale impreziosito da gruppi ottici a sviluppo verticale.
Nel 1996 vede la luce la station wagon, caratterizzata da una gradevole coda tondeggiante, mentre l’anno seguente è la volta di un leggero restyling.

Mercedes classe C seconda generazione W203 (2000)
La seconda generazione della Mercedes classe C – nata nel 2000 – rappresenta una rivoluzione stilistica rispetto al passato: linee filanti e aerodinamiche ricche di curve, zona posteriore con gruppi ottici triangolari e un frontale con doppi fari ovali uniti.
Alle varianti berlina e station wagon si aggiunge la SportCoupé: una sportiva versatile (ha il portellone posteriore) con una coda molto originale – lunotto in due pezzi separato da uno spoiler – e un frontale con la stella integrata nella mascherina. Il restyling del 2004 porta lievi modifiche estetiche.
Mercedes classe C terza generazione W204 (2007)
In occasione della terza generazione della Mercedes classe C del 2007 tornano gli spigoli (nuovamente trendy nella seconda metà dello scorso decennio). Sparisce la versione SportCoupé (l’erede CLC, nient’altro che un profondo restyling, non è più considerata parte della famiglia) mentre la station wagon si presenta con una coda più verticale per aumentare il volume del bagagliaio.
Lo stile si fa più aggressivo: arriva la stella al centro della calandra anche su alcune versioni delle varianti a quattro porte e station wagon mentre dentro il cruscotto con tre strumenti circolari regala un tocco di sportività.
Il restyling del 2011 della terza serie della Mercedes classe C porta cambiamenti importanti al frontale (gruppi ottici e paraurti modificati) e nello stesso anno debutta la variante Coupé a due porte piuttosto tradizionale nelle forme.
Mercedes classe C quarta generazione W205 (2014)
Con la quarta generazione della Mercedes classe C – svelata nel 2014 – si torna alle linee tonde e filanti con un design che ricorda molto (troppo?) quello della sorella maggiore classe E. Per quanto riguarda gli interni segnaliamo la consolle centrale impreziosita da tre bocchette d’aerazione e da un ampio tablet (non touchscreen) che sovrasta la plancia.
Grandi novità per la station wagon, per la prima volta con gruppi ottici a sviluppo orizzontale integrati in parte nel portellone (soluzione adottata da tempo da molte concorrenti tedesche). Nel 2015 arriva la Coupé – molto seducente e con uno stile che riprende in piccolo quello della classe S Coupé – mentre l’anno seguente debutta l’elegante variante Cabriolet con una capote in tessuto. Il restyling del 2018 non porta grandi cambiamenti estetici.
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Lotus Esprit S4 e S4S (1993): 4 cilindri, tanto divertimento

Le Lotus Esprit S4 e S4S – vendute intorno alla metà degli anni ’90 – non sono le ultime varianti a quattro cilindri della supercar britannica (privilegio che spetta alla GT3) ma sono a nostro avviso le più equilibrate.
Lotus Esprit S4 e S4S (1993): le caratteristiche principali
La Lotus Esprit S4 viene presentata nel 1993 e si distingue dalla serie precedente X180 per un design più moderno e per il servosterzo di serie.
La più vistosa S4S – alettone posteriore e cerchi OZ – vede invece la luce nel 1995. Entrambe le vetture – caratterizzate da prestazioni eccellenti, da uno sterzo preciso e da un impianto frenante potente ma anche da un posto guida angusto per i più alti e da un bagagliaio praticamente inesistente – abbandonano le scene nel 1997.
Lotus Esprit S4 e S4 S (1993): la tecnica
La Lotus Esprit S4 monta un motore 2.0 turbo da 243 CV che le permette di raggiungere una velocità massima di 263 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 5,4 secondi.
La variante S4S risponde con un 2.2 turbo da 305 CV (commercializzato per breve tempo e introvabile nel nostro Paese), rimpiazzato nel 1996 dal due litri “normale”.
Lotus Esprit S4 e S4S (1993): le quotazioni
Non fatevi ingannare dalle quotazioni che parlano di cifre di poco superiori ai 30.000 euro: in Italia per una Lotus Esprit S4 ci vogliono circa 45.000 euro, oltre 50.000 per una S4S 2.0.
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Volkswagen T-Roc Cabrio: le prime fotografie e informazioni ufficiali

Volkswagen ha svelato le prime fotografie e informazioni ufficiali della nuova T-Roc Cabrio. Dopo molte indiscrezioni e foto spia che hanno fatto il giro di mezzo mondo, oggi da Wolfsburg sono stati divulgati tutti i dettagli di questa new entry, il cui proposto principale sarà sfruttare al massimo il piacere della guida a cielo scoperto, con il massimo dell’abitabilità.
La nuova Volkswagen T-Roc Cabrio conserva tutta l’eredità del modello da cui proviene, aggiungendo un pratico tetto in tela che impiega esattamente 9 secondi ad aprirsi, anche in marcia fino a 30 km/h, e che offre ai passeggeri il piacere del contatto diretto con il vento e il sole.
Il disegno emotivo ed eccentrico della nuova T-Roc Cabrio si propone come alternativa alla Range Rover Evoque Cabrio, o meglio come erede spirituale, visto che l’inglese open top non è più sul mercato. La tedesca indosserà quindi le vesti di ‘ultimo dei mohicani’ in questo segmento deserto.
Niente tetto e due sole porte per la T-Roc Cabrio
La parte frontale di questa cabrio non presenta praticamente nessuna differenza con la Volkswagen T-Roc convenzionale. Per notare qualche modifica bisogna concentrarsi sulla parte laterale e sul posteriore. La fiancata è caratterizzata dall’assenza totale del tetto e delle due porte posteriori. Rimangono solo due portiere, quindi, per accedere all’abitacolo a 4 posti. Notevoli modifiche sono riservate anche al posteriore, la cui presenza si limita quasi unicamente al portellone del bagagliaio.
Dimensioni della Volkswagen T-Roc Cabrio
Le dimensioni della T-Roc Cabrio non variano molto rispetto alla variante con il tetto. Con una lunghezza di 4.368 mm e una distanza tra gli assi di 2.630 mm, guadagna 3 centimetri tutti per l’abitacolo, a vantaggio naturalmente dei passeggeri. La larghezza di 1.811 mm non cambia, mentre l’altezza di 1.522 mm fa registrare una perdita di 5 cm.
Come non poteva essere altrimenti il portabagagli della Volkswagen T-Roc perde spazio, dedicandolo al tetto retrattile e rimanendo con 284 litri a disposizione per le valigie.
Solo benzina
La Volkswagen T-Roc Cabrio verrà proposta, almeno inizialmente, solo con motori a benzina: il 1.0 litri da 115 CV con cambio manuale a sei marce, come entry level, e il 1.5 TSI da 150 CV con cambio manuale o automatico a doppia frizione (DSG).
La nuova Volkswagen T-Roc Cabrio debutterà in società a settembre al Salone di Francoforte 2019 ed entrerà in commercio durante la primavera del 2020.
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Tesla Model 3 by Novitec

Normalmente Novitec lavora con modelli Alfa Romeo, Maserati, McLaren, Lamborghini e Ferrari. Il livello dei suoi tuning è tale che è l’unico preparatore al mondo le cui auto possono sfoggiare il logo Ferrari senza che Maranello storca il naso. Un esempio è la recentissima Ferrari 488 Pista by Novitec. Non sempre però il tuner tedesco sceglie oggetti del desiderio così blasonati tra l’Olimpo delle supercar. In questo caso, infatti, il tuning in questione riguarda l’ultima arrivata bella famiglia Tesla, la Model 3. In alcuni paesi europei è già diventata l’elettrica più venduta e la sua grande autonomia insieme a un prezzo inferiore rispetto all’ammiraglia Model S, le ha conferito subito successo. E inoltre la versione Performance aggiunge alla ricetta californiana prestazioni impressionanti e una dinamica estremamente sportiva. E qui entra in gioco Novitec.
Body-kit aerodinamico
Per la Model 3 il tuner bavarese propone un kit carrozzeria completo di spoiler anteriore, spoiler posteriore, estrattore e minigonne laterali. Tutte queste appendici possono essere richieste anche in fibra di carbonio, dello tesso colore della carrozzeria o in tonalità a contrasto. Il cliente in questo caso comanda.
Il tocco estetico finale lo danno i cerchi in lega forgiati da 21 pollici NV2 disegnati da Voseen in esclusiva per Novitec e la Tesla Model 3 e disponibili in ben 72 diversi colori (di listino Tesla li offre in un solo colore).
Ammortizzatori più sportivi e interni personalizzabili
Se la meccanica rimane invariata, Novitec opta invece per modifiche al telaio della Tesla Model 3, sia per la versione RWD che AWD, con molle degli ammortizzatori più sportive e più corte di 30 mm.
I più esigenti potranno inoltre richiedere ammortizzatori in alluminio che ribassano l’elettrica di Palo Alto di 40 mm, in questo caso secondo Novitec i consumi si ridurrebbero del 7%, dovuto a un miglioramento dell’aerodinamica.
Per quanto riguarda l’abitacolo, che Tesla offre in sole due colorazioni (bianco o Nero), Novitec è disponibile a realizzare tappezzerie in pelle e/o Alcantara con i colori preferiti dal cliente.
Anteprime
Tesla Model 3 2017: nuove fotografie e informazioni
Quasi 500 km di autonomia, guida autonoma e abitacolo iper minimalista
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Bosch e la nuova dimensione 3D

Bosch ha annunciato di star lavorando al futuro della digitalizzazione delle auto. In concreto il progetto del leader mondiale di componenti per autovetture riguarda i nuovi schermi digitali con visualizzazione 3D. In un futuro a medio termine questi sistemi equipaggeranno le auto di serie, non solo per mostrare tutte le informazioni interessanti che possano emergere durante la guida, ma anche per interagire con il guidatore.
Lo sviluppo dell’industria automobilistica ha portato con sé la digitalizzazione dell’abitacolo delle auto. Sia per quanto riguarda il quadro strumenti che la console centrale, abbiamo sempre di più a portata di mano schermi di dimensioni sempre più grandi e con una definizione sempre più precisa e dettagliata. Questo sviluppo non si fermerà qui, ovviamente, e il prossimo passo riguarda proprio gli schermi 3D. Almeno è quanto ha annunciato il marchio tedesco Bosch, che sta lavorando allo sviluppo di questi nuovi schermi che presto inizieranno a comparire nelle nostre auto.
E secondo quanto annuncia Bosch i nuovi schermi 3D sarebbero in grado di generare un effetto tridimensionale reale il cui obiettivo è che il guidatore possa ricevere, in forma più diretta e semplice, le informazioni necessarie. L’idea è che l’auto non sia solo in grado di mostrare queste informazioni, ma che possa anche interagire con il guidatore.
A questo proposito Steffen Berns, presidente di Bosch Car Multimedia, ha dichiarato:
“Il semplice fatto di mostrare informazioni su uno strumento di visualizzazione dell’auto è ormai acqua passata. Il futuro si basa sull’interazione tra gli utenti e gli schermi e Bosch sta preparando questi nuovi sistemi. Gli schermi stanno diventando sempre di più dei sistemi interattivi che possono anticipare sempre meglio le necessità individuali dei guidatori. In questo c’è un grande potenziale di business per Bosch”.
L’importanza del mercato mondiale di schermi digitali per veicoli è stata sottolineata dall’ultima analisi di Goobal Marchet Insight che afferma che questo segmento di mercato praticamente si duplicherà entro il 2025, passando da 13,4 miliardi di euro che muove attualmente fino a 26,7 miliardi.
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