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Crash test Euro NCAP settembre 2019: sette auto a 5 stelle

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Nella sessione di settembre 2019 dei crash test Euro NCAP tutte e sette le auto analizzate hanno conquistato cinque stelle: Mercedes CLA ed EQC, BMW Z4, Skoda Kamiq, Audi A1 Sportback, Ford Focus e Ssangyong Korando.

La vettura migliore testata questo mese è stata la Mercedes CLA: la compatta/coupé a quattro porte tedesca ha ottenuto la migliore valutazione in assoluto nella protezione dei bambini a bordo e degli utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti) e ha mostrato qualche pecca solo nel sistema di mantenimento di corsia.

La BMW Z4 ha brillato nella protezione degli utenti vulnerabili e dei passeggeri e nei sistemi di sicurezza attiva (specialmente il cofano attivo in caso di investimento pedone) mentre si è registrata qualche defaillance nel riconoscimento del pedone di notte e nel mantenimento di corsia.

Nel caso della Skoda Kamiq sono stati usati i risultati della Scala (realizzata sullo stesso pianale) testata a inizio 2019 con alcune prove aggiuntive per verificare eventuali scostamenti a causa della differente altezza di guida. La piccola SUV ceca ha brillato nella protezione dei passeggeri e degli utenti vulnerabili e nelle prove di urto laterale. Migliorabile, invece, la frenata automatica.

La Mercedes EQC ha convinto nell’urto laterale contro la barriera e nei sistemi di assistenza alla guida mentre c’è stata qualche criticità di troppo nell’urto frontale pieno (protezione marginale del torace del passeggero posteriore), nello scontro laterale contro il palo (rottura della cerniera della porta posteriore) e nell’investimento del pedone (bassa protezione del bacino).

L’Audi A1 Sportback si è distinta per i sistemi di sicurezza attiva e nello scontro laterale contro la barriera mostrando però qualche problema nello scontro frontale pieno (scarsa protezione del torace del passeggero posteriore) e nell’investimento del pedone (scarsa protezione della testa nell’urto sui montanti e sulla base del parabrezza).

La Ford Focus – già testata lo scorso anno – ha migliorato le valutazioni nella prova del colpo di frusta grazie al design migliore dei sedili anteriori e dei poggiatesta. La compatta statunitense ha inoltre ottenuto il massimo punteggio nella protezione degli adulti e dei bambini nello scontro laterale contro la barriera e nell’investimento del pedone e se l’è cavata bene anche nella protezione delle gambe.

La Ssangyong Korando è stata eccellente nel funzionamento della frenata automatica di emergenza alle basse velocità mentre c’è stata qualche criticità di troppo nella prova del ciclista e dello scontro frontale perché il bacino del passeggero posteriore è scivolato sotto la cintura. Senza dimenticare la protezione del torace del conducente e del collo del passeggero posteriore migliorabili nello scontro laterale contro il palo a causa della geometria del sedile.

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Nissan Juke: le foto e info della seconda generazione

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Dalla sua apparsa nel 2011 come SUV compatto posizionato nel segmento B, la visione della Nissan Juke ha innamorato e stizzito. Ma quando un milione di persone – durante una decade – si sono sedute al volante della piccola sport utility giapponese, il suo lancio si è convertito in un vero fenomeno di massa con imitazioni spuntate ovunque ogni ‘ma’ azzittito.

Dopo il primo restyling di 5 anni fa, arriva la nuova generazione di Juke, sviluppata su una piattaforma condivisa all’interno dell’Alleanza Renault-Nissan, denominata CMF-B “Common Module Family B” e il cui passo misura 2,63 metri (ben 10,6 cm in più rispetto alla prima generazione). Questo aumento di dimensioni ha permesso di migliorare tre dei punti deboli della vecchia Juke: la visibilità incompleta ostacolata dal primo montante, l’altezza del tetto sui sedili posteriori e il bagagliaio.

 

Nonostante la trasformazione, mantiene il DNA Juke che ne ha coronato il successo. La prima impressione, guardandola, è che Nissan ha voluto sottolineare il suo stile coupé, con il tetto spiovente all’indietro. Mantiene i caratteristici fari anteriori circolari con la nuova forma a J che, insieme alla griglia V-Motion, rialza e migliora sostanzialmente l’aspetto della nuova Juke. Inoltre la possibilità di montare cerchi da 19 pollici, minigonne laterali e un paraurti personalizzabile, incrementa le opzioni di personalizzazione.

La nuova Nissan Juke 2020 misura 4,21 metri in lunghezza, 1,59 metri in altezza e 1,8 metri in larghezza. Nonostante la silhouette laterale che la fa assomigliare a una coupé, l’altezza del tetto nella parte posteriore dell’abitacolo permetterebbe di non toccare con la testa neanche ai passeggeri più alti. La capacità di carico del portabagagli passa invece da 354 a 422 litri, circa il 20% più capiente (e dotato di un separatore). L’abitacolo è stato migliorato anche con l’introduzione di nuovi materiali di qualità superiore, morbidi al tatto sulla plancia, sedili sportivi di serie e tappezzerie, volendo, anche i Pelle o Alcantara. Tra l’altro con la possibilità di montare anche un sofisticato impianto audio Bose Personal Plus.

 

Nonostante sia cresciuta in dimensioni la nuova Nissan Juke 2019 pesa 29 kg in meno rispetto al modello uscente. Grazie all’uso di acciai ad alta resistenza e alla nuova piattaforma offre inoltre una dinamica più efficace, una maggiore stabilità e un comfort e feeling di guida per il guidatore notevolmente migliorati.

Al lancio la nuova Nissan Juke verrà proposta con un solo motore a benzina: il tre cilindri da 1.0 litri DIG.T dcon 117 CV di potenza e 180 Nm di coppia, abbinato al cambio manuale a sei marce. In questa configurazione la nuova Juke scatta da 0 a 100 km/h in 10,4 secondi e raggiunge i 180 km/h di velocità massima. Nel caso della trasmissione automatica a doppia frizione e 7 rapporti (optional) lo sprint 0-100 sale a 11,1 secondi ma si ha la comodità delle leve del cambio al volante. Tre saranno poi le impostazioni selezionabili per la guida: Eco, Normal e Sport.

Le avanzate tecnologie del sistema ProPilot di Nissan si incaricheranno di garantire la massima sicurezza alla guida della Juke con lo sterzo, l’accelerazione e la frenata elettronicamente assistiti. Altri pacchetti tecnologici di sicurezza includono il sistema anti-collisione frontale con riconoscimento dei pedoni e dei ciclisti, riconoscimento della segnaletica stradale e controllo intelligente del cambio di corsia. Il sistema di infotainment Nissan Connect di ultima generazione garantirà infine la compatibilità con Google Assistant per diverse funzioni dell’auto.

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Renault Clio, la storia della piccola francese

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Poche auto possono vantare una carriera come quella della Renault Clio: la piccola francese – la prima vettura ad aver vinto per due volte il premio di Auto dell’Anno (nel 1991 e nel 2006) – festeggerà nel 2020 un anniversario importante (30 anni).

Scopriamo insieme la storia della “segmento B” transalpina, venduta anche recentemente nella variante station wagon.

Le evoluzioni del modello
Prima generazione 1990
Seconda generazione 1998
Terza generazione 2005
Quarta generazione 2012
Quinta generazione 2019

Renault Clio prima generazione (1990)

In breve
Anno di debutto 1990
Durata generazione 8 anni
Numero restyling 2

La prima generazione della Renault Clio – creata per rimpiazzare la 5 – vede la luce nel 1990 e impiega pochissimo tempo a sedurre il pubblico e la critica (nel 1991 si aggiudica il prestigioso riconoscimento di Auto dell’Anno) grazie al design seducente e ai contenuti moderni.

La gamma motori al lancio – composta da tre unità a benzina (1.1 da 48 CV, 1.2 da 58 CV e 1.4 da 78 CV) – si allarga nel 1991 con l’arrivo di tre unità 1.8 a Ciclo Otto da 95, 135 e 137 CV e di un 1.9 diesel da 64 CV. L’anno seguente entra in listino un 1.2 da 54 CV e la potenza del 1.8 più tranquillo scende a quota 93.

Nel 1993 nasce la mitica Renault Clio Williams: costruita per festeggiare la conquista del Mondiale F1 da parte della scuderia britannica (dotata di propulsori della Régie), ospita sotto il cofano un 2.0 da 147 CV e rimpiazza la 1.8 più “cattiva”. Nello stesso anno arriva un 1.8 da 107 CV e sparisce dalle scene il 1.1.

Il primo restyling del 1994 – anno in cui il 1.8 da 107 CV sparisce dal listini – porta una griglia frontale meno elaborata e fascioni paracolpi laterali tondeggianti più grandi ma le novità più importanti arrivano nel 1996 con il secondo lifting, che concide con l’addio alla versione Williams: mascherina ingentilita, un nuovo propulsore 1.1 da 58 CV che sostituisce il 1.2 di pari potenza, un 1.4 da 75 CV e un 1.8 da 108 CV che prende il posto di quelli da 93 e 135.

Nel 1997 si assiste a uno snellimento della gamma motori della prima generazione della Renault Clio con la sparizione di tutte le unità da 78 CV in su.

Renault Clio seconda generazione (1998)

In breve
Anno di debutto 1998
Durata generazione 13 anni
Numero restyling 3

La seconda generazione della Renault Clio nasce nel 1998 e ha uno stile più tondeggiante rispetto al passato: quattro i motori al lancio (tre a benzina – 1.1 da 58 CV, 1.4 da 75 CV e 1.6 da 90 CV – e un 1.9 diesel da 64 CV). L’anno seguente arrivano due propulsori a ciclo Otto più potenti (1.4 da 98 CV e 1.6 da 107 CV) ma la svolta arriva nel 2000 – anno di esordio del 1.9 turbodiesel dTi da 80 CV) – con la versione sportiva RS dotata di un 2.0 da 169 CV.

Il restyling del 2001 porta un frontale completamente rivisto e degli interni migliorati: il 1.6 da 90 CV abbandona il listino insieme ai 1.9 a gasolio, rimpiazzati da un 1.5 turbodiesel dCi da 65 CV. L’anno successivo – in concomitanza con il lancio del 1.5 dCi da 82 CV – viene commercializzata la mostruosa V6 a trazione posteriore dotata di un propulsore 2.9 a sei cilindri da 226 CV (portato a 254 nel 2003) derivato da quello della Laguna montato dietro i sedili anteriori.

Nel 2004 la potenza della RS sale a quota 179 CV e debutta un 1.5 a gasolio da 100 CV ma l’anno seguente – in seguito al lancio dell’erede – è la volta di una profonda sforbiciata alla gamma motori: addio a tutti i benzina da oltre 75 CV e ai 1.5 diesel da 82 e 100 cavalli, sostituiti da un’unità da 68 CV.

La carriera della seconda generazione della Renault Clio prosegue nonostante la presenza in listino della terza serie: nel 2006 cambia nome in Clio Storia, beneficia di un lieve lifting (con la targa posteriore spostata in baso sul paraurti), dice addio al 1.5 diesel meno potente e si presenta con un nuovo propulsore 1.1 a GPL da 58 CV. L’anno successivo la potenza del propulsore a gasolio scende a quota 65 cavalli e nel 2008 – quando sbarca in listino una nuova variante turbodiesel da 85 CV – cala ulteriormente fino a 64 CV. Nel 2009 abbandonano le scene tutte le unità con più di 65 CV.

Renault Clio terza generazione (2005)

In breve
Anno di debutto 2005
Durata generazione 7 anni
Numero restyling 1

La terza generazione della Renault Clio, nata nel 2005, conquista la critica (Auto dell’Anno 2006) grazie a contenuti – finiture in primis – paragonabili a modelli di categoria superiore ma non seduce il pubblico a causa di un design troppo banale.

La gamma motori al lancio, composta da sei unità (tre a benzina – 1.1 da 75 CV, 1.4 da 98 CV e 1.6 da 111 CV – e tre 1.5 turbodiesel dCi da 68, 86, 106 CV), si allarga l’anno seguente – in concomitanza con il lieve calo di potenza (85 CV anziché 86 e 105 invece di 106) dei due propulsori a gasolio più “cavallati” – con due nuove varianti a benzina: 1.1 da 65 CV e RS (con un 2.0 da 200 CV).

Nel 2007 la potenza del 1.4 sale a quota 101 CV mentre l’anno successivo debuttano la versione station wagon SporTour e il motore 1.1 TCe turbo benzina da 101 CV che sostituisce il 1.4 e il 1.6.

In occasione del restyling del 2009 il frontale beneficia di numerose modifiche ma non bastano per rendere la piccola francese accattivante esteticamente. Per quanto riguarda i motori segnaliamo invece l’addio ai listini del 1.1 “base”, l’aumento di potenza della RS (203 CV) e l’ingresso di un 1.1 a GPL da 75 CV. Nel 2010 è la volta di un 1.6 da 111 CV e di due nuovi 1.5 diesel da 75 e 90 CV che prendono il posto dei vecchi dCi mentre l’anno seguente il 1.1 turbo benzina diventa più potente (103 CV) e debutta in listino un 1.6 da 128 CV.

Renault Clio quarta generazione (2012)

In breve
Anno di debutto 2012
Durata generazione in corso
Numero restyling 1

La quarta generazione della Renault Clio sbarca in listino nel 2012 e conquista subito il pubblico grazie a un design sexy e muscoloso (con le maniglie delle porte posteriori nascoste) e a contenuti interessanti (bassi consumi e un bagagliaio ampio).

La gamma motori al lancio è composta da quattro unità – due a benzina (1.1 da 75 CV e 0.9 turbo tre cilindri TCe da 90 CV) e due 1.5 turbodiesel dCi da 75 e 90 CV – e l’anno seguente (in concomitanza con l’esordio della station wagon Sporter e con il calo di potenza – 73 CV – della 1.1) arrivano altri tre propulsori: due turbo benzina TCe (1.2 da 120 CV e 1.6 da 200 CV per la RS) e un 1.1 a GPL da 73 CV (75 dal 2014).

Nel 2015 debutta la Clio RS da 220 CV e l’anno successivo – in occasione di un lieve restyling – la potenza del 1.2 turbo benzina scende a 118 CV e sbarca in listino un 1.5 a gasolio da 110 CV. Nel 2017 esordisce uno 0.9 turbo tre cilindri TCe a GPL da 90 CV e l’anno seguente i propulsori diventano tutti turbo: il 1.1 aspirato a benzina viene rimpiazzato da due 0.9 tre cilindri TCe da 75 e 76 CV e si assiste all’addio di tre propulsori (due a benzina, il 1.2 turbo e il 1.6 da 200 CV, e il diesel più grintoso). Il 2019 è invece l’anno in cui ci lasciano la RS e la versione a gas.

Renault Clio quinta generazione (2019)

In breve
Anno di debutto 2019
Durata generazione in corso
Numero restyling 0

Auto che vince non si cambia: la quinta generazione della Renault Clio del 2019 riprende le forme dell’antenata ma sotto la pelle è completamente nuova.

La gamma motori comprende per il momento sei unità: quattro a benzina (1.0 tre cilindri da 65, 75 e turbo da 101 CV e 1.3 turbo da 131 CV) e due 1.5 turbodiesel Blue dCi da 86 e 116 CV.

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Armstrong Siddeley Sapphire 234 (1955): l’ammiraglia veloce

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La Armstrong Siddeley Sapphire 234 – nata nel 1955 – è un’ammiraglia britannica che può vantare due punti di forza da non sottovalutare: il comfort e le prestazioni. All’epoca fu un flop, oggi le sue quotazioni sfiorano i 25.000 euro.

Armstrong Siddeley Sapphire 234 (1955): le caratteristiche principali

La Armstrong Siddeley Sapphire 234 cercò (senza successo, poco più di 800 gli esemplari prodotti) di rubare clienti alla Jaguar: un’ammiraglia rivolta a chi cercava una veloce macinatrice di chilometri caratterizzata da un grande comfort e da prestazioni molto interessanti.

Contraddistinta da una carrozzeria molto amata dalla ruggine, presenta porte anteriori con apertura a 90° che agevolano l’accesso a bordo.

Armstrong Siddeley Sapphire 234 (1955): la tecnica

La Armstrong Siddeley Sapphire 234 può superare i 150 km/h di velocità massima: un valore molto interessante, soprattutto se si tiene conto della presenza sotto il cofano di un “semplice” motore 2.3 a quattro cilindri da 121 CV.

Armstrong Siddeley Sapphire 234 (1955): le quotazioni

Le quotazioni della Armstrong Siddeley 234 del 1955 sono troppo alte (quasi 25.000 euro) per quello che offre la vettura, interessante dal punto di vista storico solo perché rara. In Italia è introvabile, nel Regno Unito non prendete in considerazione prezzi superiori ai 15.000 euro.

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Bugatti oltre le 300 mph: la Chiron del record

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Una Bugatti Chiron molto simile al modello di produzione è riuscita a superare il muro delle 300 miglia all’ora. L’hypercar francese ha stabilito il nuovo record di velocità assoluto per un’auto di serie, fermando la lancetta del tachimetro sulle 304,8 miglia orarie, ossia 490,5 km/h. Il nuovo primato è stato certificato dal TUV, l’organismo di ispezione tedesco.

Non sono ancora i 500 km/h che Bugatti ha tutta l’intenzione di sfondare – per la prima volta nella storia – ma è uno step importante verso questo traguardo. Per altro inseguito anche da Hennessey e Koenigsegg. L’auto più veloce al mondo fa un po’ gola a tutti.

Ad ogni modo Stephan Winkelmann, presidente di Bugatti si è dimostrato euforico dopo il risultato della sua super car sul circuito di Ehra-Lessien, in Germania, con al volante il pilota britannico Andy Wallace, noto per aver vinto la 24 Ore di Le Mans nel 1988 oltre alle sue tre vittorie alla 24 Ore di Daytona e alla 12 Ore di Sebring. A 58 anni ha ancora il piede di piombo…

“Che gran record! Siamo felici di essere il primo costruttore a superare le 300 miglia orarie. È qualcosa che rimarrà scritto negli annali della storia, per sempre. Devo ringraziare tutto il team per questo successo fuori dal comune”.

A onor di cronaca, la Bugatti Chiron del record deve confessare alcune modifiche rispetto a quella di serie. Un gruppo di ingegneri ha infatti lavorato durante sei mesi al progetto. La calandra leggermente modificata, le enormi prese d’aria sul paraurti anteriore, una carrozzeria con un balzo posteriore leggermente allungato – per migliorare il coefficiente aerodinamico – passaruota modificati e terminali di scarico ottimizzati sempre dal punto di vista dell’aerodinamica sono gli elementi nuovi visibili, insieme alle sospensioni ribassate e ai due spoiler anteriore e posteriore. Dentro all’abitacolo, poi, mancavano tutti gli elementi di lusso superflui per il record.

Il motore dell’impresa è invece il noto W16 da 8 litri nella versione Torth da 1.578 CV di potenza.

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Seconda vita per la mitica Aston Martin Vanquish originale

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A volte ritornano. Ian Callum, che recentemente aveva abbandonato il dipartimento di design di Jaguar Land Rover, ritorna a far parlare di sé. E lo fa con un nuovo progetto in solitaria che sorprende un po’ tutti. Si tratta di un omaggio a una delle sue opere maestre – la Aston Martin Vanquish – che sarà disponibile in solo 25 esemplari. Si tratterebbe, tra l’altro, di un inizio da cui partiranno nuovi progetti su questa linea.

Nuovi interni, telaio rivisto e upgrade meccanico

 

Il progetto Aston Martin Vanquish 25 è destinato a 25 clienti di tutto i mondo intenzionati a dare una seconda vita alle loro Vanquish. Un programma interamente artigianale che costerà la bellezza di 550.000 sterline, ma che in cambio offrirà un abitacolo quasi completamente nuovo, un telaio rivisto con nuove sospensioni, nuove barre stabilizzatrici e un nuovo impianto frenante con dischi in carboceramica.

Ma soprattutto… nuova trasmissione

Anche il V12 subisce un upgrade che ne eleva la potenza a 580 CV grazie alla nuova centralina elettronica e a un nuovo sistema di scarico.Uno dei punti cruciali di questo progetto sarà poi l’offerta di una trasmissione con convertitore di coppia a 6 rapporti. Questo dettaglio sarà sicuramente valorizzato dai proprietari delle Vanquish, visto che proprio questo elemento originale era stato uno dei grandi grattacapo di questo modello. Anche se la stessa Aston Martin arrivò a proporre una conversione al cambio manuale per la Vanquish, l’arrivo di un cambio automatico più moderno rappresenta un passo avanti per la mitica alata.

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Kia XCeed, il lato SUV (e divertente) della Ceed

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La Kia XCeed è una SUV compatta a trazione anteriore realizzata sullo stesso pianale della Ceed: una crossover bassa e sportiva rivolta a chi cerca un mezzo dinamico e divertente con un look trendy.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la versione più grintosa della Sport Utility asiatica: quella dotata del motore 1.6 TGDi turbo benzina da 204 CV, disponibile esclusivamente nel più lussuoso allestimento Evolution. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Kia XCeed: i motori

La gamma motori della Kia XCeed è composta da cinque unità sovralimentate: tre TGDi a benzina (1.0 tre cilindri da 120 CV, 1.4 da 140 CV e 1.6 da 204 CV) e due 1.6 diesel CRDi da 115 e 136 CV.

Più avanti vedremo le varianti ibride: mild turbodiesel (1.6 da 115 e 136 CV) e plug-in – ossia ricaricabile attraverso una presa di corrente – benzina (1.6 da 141 CV e un’autonomia dichiarata in modalità elettrica di circa 60 km).

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SUV sportiva

La Kia XCeed 1.6 TGDi protagonista del nostro primo contatto è una SUV sportiva a tutti gli effetti: monta un motore ricco di cavalli (204) e regala prestazioni davvero interessanti (220 km/h di velocità massima e 7,5 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h). I consumi? Senza infamia e senza lode: 16,2 km/l dichiarati, tra i 10 e i 15 ottenibili guidando in modo normale.

Il piacere di guida è garantito da un comportamento stradale coinvolgente – assetto non troppo morbido nonostante le sospensioni più “soft” rispetto alla Ceed normale, pneumatici Continental SportContact 5 e un cambio automatico a doppia frizione DCT a sette rapporti rapido e fluido nei passaggi marcia – ma avremmo gradito un sound più cattivo e uno sterzo (già più reattivo rispetto a quello della Ceed) leggermente più sensibile.

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Finiture al top, spazio così così

Anche la XCeed – come le altre Kia presenti in listino – offre finiture estremamente curate: la plancia è realizzata con materiali di grande qualità ben assemblati e anche nelle zone più nascoste si nota un’elevata cura dei dettagli.

Diverso il discorso se si parla di praticità: la Kia XCeed sta alla Ceed come la Mercedes GLA sta alla vecchia classe A. Una crossover non troppo alta più versatile del modello da cui deriva ma con poco spazio per i passeggeri posteriori e per le valigie – il bagagliaio – penalizzato da una soglia di carico non molto comoda – ha una capienza di 426 litri che diventano 1.328 quando si abbattono i sedili posteriori – se paragonata alle Sport Utility più amate dalle famiglie.

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Costa il giusto, offre (quasi) tutto

La Kia XCeed 1.6 TGDi protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo interessante (32.750 euro) abbinato a una dotazione di serie ricchissima: 7 anni di garanzia o 150.000 km, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori (auto up/down & safety), barre al tetto, battitacco in alluminio, bocchette posteriori nel tunnel centrale, bracciolo anteriore scorrevole con vano portaoggetti, cerchi in lega da 18” con pneumatici 235/45 R18, climatizzatore automatico bi-zona con auto defogger, cruise control, Drive Mode Select (selettore modalità di guida), fari anteriori full LED, fascia centrale in high glossy, fendinebbia, freno di stazionamento elettrico (EPB) con Auto Hold, front USB charger, freni a disco maggiorati, griglia anteriore con finiture in dark chrome, JBL premium sound system con 8 speakers, Kia Navigation System con touchscreen da 10,25”, sistemi di mirroring Apple Car Play/Android Auto, Bluetooth con vivavoce e audio streaming + comandi al volante, retrocamera con linee guida dinamiche, antenna Shark Fin e DAB, pedaliera in alluminio, pianale di carico regolabile su due livelli, portellone posteriore ad apertura intelligente, predisposizione Isofix, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente con frecce integrate, ricarica wireless per smartphone, sedili anteriori regolabili in altezza, con tasca portaoggetti, sedili in misto pelle e tessuto, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio posteriori, Smart Key con Start Button, specchietto retrovisore interno elettrocromatico, Supervision Cluster full digital da 12,3”, supporto lombare elettrico guidatore e passeggero, UVO Telematics, vetri privacy e volante e pomello del cambio in pelle.

Per quanto riguarda la dotazione di sicurezza troviamo 6 airbag, controlli di stabilità e trazione, il monitoraggio pressione pneumatici (TPMS), la regolazione automatica fari abbaglianti (HBA) e il rilevamento stanchezza del conducente (DAW). I dispositivi di assistenza alla guida compresi nel prezzo sono solo due: il sistema di assistenza alla frenata di emergenza con riconoscimento vetture e pedoni (FCA) e il sistema di avviso e correzione superamento della carreggiata (LKA). Con 1.500 euro in più si può avere il pacchetto Advanced Driving Assistance Pack Plus, che comprende il riconoscimento ciclisti, il monitoraggio angolo cieco (BCW), il monitoraggio veicoli in avvicinamento in retromarcia (RCCW), il riconoscimento dei limiti di velocità (ISLW), il sistema di guida autonoma di secondo livello (LFA) e il cruise control adattivo con Stop&Go (SCC).

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Kia XCeed: il design

Lo stile è uno di punti di forza della Kia XCeed: più dinamica della Ceed da cui deriva (gli unici due elementi invariati sono le portiere anteriori), si distingue per un look più deciso caratterizzato da un frontale grintoso, da un profilo slanciato e da un portellone posteriore inclinato che regala un tocco di sportività. Il tutto con un’altezza da terra da vera SUV: 18,4 cm (+ 4,4 cm rispetto alla Ceed).

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Kia XCeed: le novità in cinque punti

  • Design sportivo
  • Altezza da terra aumentata rispetto alla Ceed
  • Posizione di guida rialzata di 4,2 cm
  • Bagagliaio più capiente grazie allo sbalzo posteriore più lungo
  • Sospensioni più morbide

Scheda tecnica
Lunghezza 4,40 metri
Larghezza 1,83 metri
Altezza 1,50 metri
Acc. 0-100 km/h 7,5 s
Bagagliaio 426/1.378 litri
Caratteristiche motore 4 cilindri turbo benzina, 1.591 cc, 204 CV e 265 Nm di coppia
Prezzo 32.750 euro

Dove l’abbiamo guidata

Nel nostro primo contatto abbiamo guidato la Kia XCeed nella zona di Marsiglia alternando tratti urbani, misto veloce e misto stretto.

NON TUTTI SANNO CHE – Il calcio francese è dominato dal Paris Saint-Germain ma l’Olympique Marsiglia è ancora oggi l’unica squadra di calcio transalpina che è stata capace di conquistare la Champions League.

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Dove vorremmo guidarla

La Kia XCeed ama le curve (merito del baricentro più basso rispetto alle Sport Utility tradizionali) e con il motore 1.6 TGDi da 204 CV presente sulla vettura del nostro primo contatto sa anche divertire.

Anche in città se la cava egregiamente: nei parcheggi può contare su dimensioni esterne non esagerate (4,40 metri di lunghezza), sui sensori di parcheggio posteriori e sulla retrocamera.

Le concorrenti

Citroën C5 Aircross PureTech 180 Feel L’esatto opposto della XCeed: tanto spaziosa ma poco divertente. Una SUV compatta perfetta per le famiglie.
Hyundai Tucson 1.6 T-GDI XPrime Costa poco (però beve tanto). Ha il motore meno potente del lotto (177 CV) e non ha un sound molto gratificante.
Opel Grandland X 1.6 T 180 CV Innovation Comoda nei lunghi viaggi e con un bagagliaio ampio. Prezzi alti.
Peugeot 3008 PureTech Turbo 180 Allure Una SUV equilibrata: la dimostrazione che si può creare una crossover grintosa nel design senza rinunciare alla versatilità.

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BMW M4 Edition M Heritage: un omaggio a BMW M

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Anche se la nuova BMW M4 Edition M Heritage non debutterà prima di dieci giorni, intanto la Casa bavarese ha svelato le caratteristiche e le fotografie di questa nuova serie limitata della sua coupé sportiva. Il debutto ufficiale avverrà sul circuito del Nurburgring tra il 13 e il 15 settembre, in occasione della DTM che farà tappa nel leggendario tracciato tedesco.

La nuova BMW M4 Edition M Heritage è una sportiva che nasce per celebrare la lunga tradizione di BMW M GmbH e solo ne verranno prodotte 750 unità, disponibili sui principali mercati mondiali a partire da novembre di quest’anno. Tutti gli esemplari di questa limited edition monteranno il noto sei cilindri in linea TwinPower Turbo da 450 CV di potenza e 550 Nm di coppia.

 

I clienti potranno scegliere tra un totale di tre colorazioni per la carrozzeria: Laguna Seca Blue, Velvet Blue e Imola Red, le tre tonalità che coincidono con i colori identificativi della divisione BMW M, ben in vista, su tutte e tre le versioni, nella banda longitudinale stampata sul tetto nero in fibra di carbonio e, all’interno dell’abitacolo, sulle cinture di sicurezza.

Altri dettagli esclusivi della BMW M4 Edition M Heritage sono i cerchi in lega forgiati da 20 pollici di diametro, rifiniti in nero opaco. Anche dentro ci sono novità specifiche come la selezione esclusiva di materiali e colori, con rivestimenti in pelle disponibili in diverse colorazioni e cuciture a contrasto. E come di consueto, non manca la placca identificativa “Edition M Heritage 1/750”.



Archivio

BMW M4

La coupé compatta “arrabbiata” della Casa di Monaco.

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Immatricolazioni auto agosto 2019: tutti i dati e le classifiche

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Anche ad agosto 2019 si è registrato un calo delle immatricolazioni auto in Italia: – 3,11% (da 91.792 a 88.939 vetture vendute) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tra le “big” i migliori risultati sono arrivati da Dacia (+ 29,24%) e Volkswagen (+ 13,09%).

Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto di agosto 2019 in Italia: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e delle 10 vetture più acquistate in base al segmento, all’alimentazione e alla carrozzeria.

Immatricolazioni auto agosto 2019: i 10 modelli più venduti in Italia

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La Fiat Panda è anche ad agosto 2019 la vettura più amata dagli italiani ma dietro di lei troviamo due Dacia – la Duster e la Sandero – che hanno scalzato dal podio la Lancia Ypsilon e la Jeep Renegade.

Due francesi – la Citroën C3 e la Renault Clio – sono uscite dalla “top ten”: al loro posto la Smart fortwo e la Ford EcoSport.

Le 10 auto più vendute in Italia ad agosto 2019
Fiat Panda 6.033
Dacia Duster 2.899
Dacia Sandero 2.512
Lancia Ypsilon 2.502
Smart fortwo 2.128
Jeep Renegade 2.035
Fiat 500X 2.028
Ford EcoSport 1.996
Jeep Compass 1.964
Volkswagen T-Roc 1.908

Immatricolazioni auto agosto 2019: la classifica delle Case più amate in Italia

L’unica novità importante presente nella classifica delle Case più amate in Italia ad agosto 2019 è arrivata dalla Renault, capace di togliere la terza posizione alla Ford.

Le Case più vendute in Italia ad agosto 2019
Fiat 13.000 (- 8,37%)
Volkswagen 7.429 (+ 13,09%)
Renault 5.858 (- 39,05%)
Dacia 5.839 (+ 29,24%)
Ford 5.620 (- 6,85%)
Peugeot 4.855 (+ 0,02%)
Opel 4.539 (+ 1,68%)
Jeep/Dodge 4.134 (- 27,04%)
Toyota 3.696 (- 5,93%)
Citroën 3.484 (- 12,15%)
BMW 2.779 (+ 8,43%)
Smart 2.686 (+ 296,17%)
Audi 2.663 (+ 27,66%)
Lancia/Chrysler 2.502 (+ 95,77%)
Mercedes 2.390 (+ 25,00%)
Kia 2.299 (- 5,59%)
Hyundai 2.276 (- 18,07%)
Nissan 1.669 (- 28,83%)
Suzuki 1.460 (+ 19,87%)
Skoda 1.382 (+ 10,65%)
Seat 1.322 (+ 14,06%)
Alfa Romeo 1.131 (- 68,67%)
DR 941 (+ 1.138,16%)
Volvo 894 (0,00%)
Mini 758 (+ 14,16%)
Land Rover 621 (+ 74,44%)
Mazda 424 (0,00%)
Mitsubishi 347 (+ 20,07%)
Honda 302 (- 13,47%)
Jaguar 288 (+ 49,22%)
Lexus 253 (+ 50,60%)
Porsche 238 (- 45,54%)
DS 186 (+ 18,47%)
Ssangyong 149 (+ 17,32%)
Subaru 124 (- 22,01%)
Tesla 113 (+ 352,00%)
Mahindra 72 (- 14,29%)
Altre 53 (+ 55,88%)
Maserati 50 (- 55,36%)
Infiniti 47 (- 49,46%)
Ferrari 39 (+ 85,71%)
Lamborghini 11 (+ 83,33%)
Aston Martin 6 (+ 100,00%)
Chevrolet 6 (+ 200,00%)
Lada 4 (- 60,00%)

Immatricolazioni auto agosto 2019: top 10 per segmento

Ad agosto 2019 abbiamo assistito a tre sorpassi nelle classifiche relative alle immatricolazioni auto per segmento.

Nel “segmento B” la Dacia Sandero ha conquistato lo scettro ai danni della Lancia Ypsilon, nel “C” la Dacia Duster ha superato la Jeep Renegade mentre nel “segmento E” la Mercedes classe E ha tolto il primato all’Audi A6.

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Le 10 auto più vendute in Italia ad agosto 2019 per segmento
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 “segmento A” più vendute in Italia
Fiat Panda 6.033
Smart fortwo 2.128
Fiat 500 1.804
Opel Karl Rocks 1.685
Volkswagen up! 873
Toyota Aygo 786
Kia Picanto 657
Hyundai i10 599
DR dr Zero 589
Renault Twingo 467
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 “segmento B” più vendute in Italia
Dacia Sandero 2.512
Lancia Ypsilon 2.502
Volkswagen T-Roc 1.908
Citroën C3 1.767
Peugeot 208 1.672
Renault Clio 1.652
Renault Captur 1.493
Peugeot 2008 1.311
Fiat 500L 1.273
Ford Fiesta 1.236
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 “segmento C” più vendute in Italia
Dacia Duster 2.899
Jeep Renegade 2.035
Fiat 500X 2.028
Ford EcoSport 1.996
Jeep Compass 1.964
Fiat Tipo 1.191
Renault Kadjar 1.146
Volkswagen Golf 1.085
Nissan Qashqai 874
Peugeot 3008 773
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 “segmento D” più vendute in Italia
Volkswagen Tiguan 1.021
Ford Kuga 656
Toyota RAV4 625
BMW X1 531
Audi Q3 438
Alfa Romeo Stelvio 421
BMW X3 390
Skoda Octavia 368
Audi A4 364
Land Rover Range Rover Evoque 306
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 “segmento E” più vendute in Italia
Mercedes classe E 157
Audi A6 153
BMW serie 5 115
BMW X5 111
Land Rover Range Rover Sport 110
Mercedes GLE 110
Mercedes GLE Coupé 60
Volvo XC90 58
Jaguar F-Pace 53
Porsche Cayenne 45
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 “segmento F” più vendute in Italia
Porsche 911 64
Mercedes classe S 40
Tesla Model S 24
Mercedes GT 19
Tesla Model X 18
Ferrari Portofino 16
Maserati Ghibli 15
Audi A8 14
Porsche Panamera 9
Ferrari 812 Superfast 9

Immatricolazioni auto agosto 2019: top 10 per alimentazione

La Jeep Compass ha superato la Jeep Renegade nella classifica delle auto diesel più acquistate ad agosto 2019 ma i cambiamenti più rilevanti sono arrivati dalle alimentazioni alternative.

La Dacia Duster è al primo posto tra le vetture a GPL al posto della Fiat Panda, tra le ibride la Toyota RAV4 ha superato la Toyota C-HR, tra i modelli a metano la Volkswagen Golf è la nuova leader al posto della Seat Arona mentre tra le elettriche si è registrato il sorpasso della Smart fortwo EQ ai danni della Renault Zoe.

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Le 10 auto più vendute in Italia ad agosto 2019 per alimentazione
Immatricolazioni auto agosto 2019: i 10 modelli a benzina più venduti in Italia
Fiat Panda 4.531
Smart fortwo 1.991
Opel Karl Rocks 1.685
Lancia Ypsilon 1.552
Ford EcoSport 1.468
Fiat 500 1.445
Citroën C3 1.234
Peugeot 208 1.168
Volkswagen T-Roc 1.025
Volkswagen T-Cross 822
Immatricolazioni auto agosto 2019: i 10 modelli diesel più venduti in Italia
Jeep Compass 1.678
Jeep Renegade 1.445
Dacia Duster 1.406
Fiat 500X 1.267
Volkswagen Tiguan 897
Renault Kadjar 896
Renault Captur 893
Volkswagen T-Roc 883
Fiat 500L 865
Dacia Sandero 741
Immatricolazioni auto agosto 2019: i 10 modelli a GPL più venduti in Italia
Dacia Duster 1.374
Dacia Sandero 1.291
Fiat Panda 1.178
Lancia Ypsilon 904
Opel Corsa 551
Kia Stonic 349
DR dr Evo5 299
DR dr Zero 295
Fiat 500 286
Ford Fiesta 285
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 ibride più vendute in Italia
Toyota RAV4 623
Toyota C-HR 567
Toyota Corolla 513
Toyota Yaris 388
Land Rover Range Rover Evoque 293
Volvo XC60 171
Audi A6 153
Hyundai Tucson 149
Kia Niro 146
Suzuki Swift 142
Immatricolazioni auto agosto 2019: i 10 modelli a metano più venduti in Italia
Volkswagen Golf 411
Volkswagen up! 309
Fiat Panda 266
Seat Arona 259
Seat Ibiza 210
Skoda Octavia 187
Seat Leon 124
Skoda Citigo 78
Audi A3 73
Fiat Qubo 61
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 elettriche più vendute in Italia
Smart fortwo EQ 137
Renault Zoe 98
Tesla Model 3 71
Nissan Leaf 68
Smart forfour 32
BMW i3 28
Hyundai Kona 24
Tesla Model S 24
Tesla Model X 18
Citroën C-Zero 7

Immatricolazioni auto agosto 2019: top 10 per carrozzeria

Tutti i cambiamenti tra le auto più vendute in Italia ad agosto 2019 in base alla carrozzeria hanno riguardato mezzi versatili: Dacia Duster prima tra le crossover al posto della Jeep Renegade, Jeep Compass leader tra le fuoristrada al posto dell’Alfa Romeo Stelvio e Skoda Octavia Wagon che sorpassa l’Audi A4 Avant e si prende il primato tra le station wagon.

Ma non è tutto: la Renault Scénic è in vetta tra le monovolume compatte al posto della Mercedes classe B mentre la Dacia Dokker è al comando tra le multispazio al posto della Volkswagen Caddy.

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Le 10 auto più vendute in Italia ad agosto 2019 per carrozzeria
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 berline più vendute in Italia
Fiat Panda 6.033
Dacia Sandero 2.512
Lancia Ypsilon 2.502
Smart fortwo 1.838
Fiat 500 1.804
Citroën C3 1.767
Opel Karl Rocks 1.685
Peugeot 208 1.672
Renault Clio 1.404
Ford Fiesta 1.236
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 crossover più vendute in Italia
Dacia Duster 2.607
Fiat 500X 2.012
Ford EcoSport 1.969
Volkswagen T-Roc 1.785
Jeep Renegade 1.693
Jeep Compass 1.592
Renault Captur 1.493
Peugeot 2008 1.311
Volkswagen T-Cross 1.156
Renault Kadjar 1.139
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 fuoristrada più vendute in Italia
Jeep Compass 372
BMW X3 364
Jeep Renegade 342
Toyota RAV4 340
Alfa Romeo Stelvio 310
Land Rover Range Rover Evoque 302
Dacia Duster 292
Suzuki Jimny 288
Audi Q5 264
Volkswagen Tiguan 254
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 station wagon più vendute in Italia
Skoda Octavia Wagon 362
Audi A4 Avant 352
Fiat Tipo SW 341
Toyota Corolla Touring Sports 283
Renault Clio Sporter 248
Renault Mégane Sporter 234
Ford Focus SW 218
Peugeot 308 SW 195
Dacia Logan MCV 141
Volkswagen Passat Variant 136
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 3 piccole monovolume più vendute in Italia
Fiat 500L 1.273
Hyundai ix20 163
Kia Venga 34
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 9 monovolume compatte più vendute in Italia
Renault Scénic 503
BMW serie 2 417
Mercedes classe B 324
Citroën C4 SpaceTourer 170
Dacia Lodgy 134
Ford C-Max 66
Volkswagen Touran 54
Opel Zafira Life 54
Kia Carens 1
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 multispazio più vendute in Italia
Dacia Dokker 242
Fiat Qubo 158
Citroën Berlingo 129
Renault Kangoo 129
Peugeot Rifter 124
Ford Tourneo Courier 104
Fiat Doblò 63
Volkswagen Caddy 51
Opel Combo 47
Ford Tourneo Connect 41
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 cabrio e spider più vendute in Italia
Smart fortwo cabrio 290
Fiat 124 167
Abarth 124 81
Mazda MX-5 26
Mini Cabrio 21
Porsche 718 Boxster 21
Porsche 911 Cabriolet 20
Mercedes classe E Cabrio 19
Mercedes classe C Cabrio 16
Ferrari Portofino 16
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 8 monovolume grandi più vendute in Italia
Mercedes classe V 64
Renault Espace 59
Ford S-Max 29
Toyota Prius+ 28
Volkswagen Multivan 26
Toyota Proace 22
Volkswagen Sharan 20
Peugeot Traveller 19
Citroën SpaceTourer 15
Ford Galaxy 9
Immatricolazioni auto agosto 2019: le 10 coupé più vendute in Italia
Porsche 911 44
Mercedes classe E Coupé 44
Ford Mustang 28
Mercedes classe C Coupé 19
Audi A7 19
Mercedes GT 18
BMW serie 2 Coupé 17
Mercedes classe S Coupé 16
Toyota GT86 15
Ferrari 812 Superfast 9

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Skoda Monte Carlo: tocco esclusivo anche per Scala e Kamiq

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Skoda sarà una delle numerose marche dell’auto che popoleranno lo spazio del Salone di Francoforte 2019 (dal 12 settembre). La grande kermesse internazionale del secondo semestre dell’anno sarà lo scenario dove verranno svelate numerose new entry del mercato, e il marchio ceco ha anticipato una delle primizie che vedremo al suo stand.

La famiglia Monte Carlo – quella che contraddistingue la linea sportiva della gamma – si estenderà a buona parte dei modelli di Mladá Boleslav. Dalla Fabia, infatti, questo allestimento dal taglio dinamico verrà esportato alle nuove Kamiq e Scala. Entrambi i modelli sfoggeranno questa interessante configurazione, per la prima volta, proprio in occasione della rassegna tedesca.

L’elegante ed esclusivo principato da così il nome a questo allestimento che, per Skoda, è sinonimo di stile di vita, eleganza e soprattutto automobilismo. Una storia lunga visto che già nel 1936 Skoda commercializzò il primo modello ‘Monte Carlo’.

 

Dal 2011 i modelli selezionati da Skoda, con un design particolarmente sportivo e con dettagli in nero, hanno commemorato la tradizione della marca nel mondo delle competizioni e, in special modo, Monaco. Le prossime a continuare questa saga saranno la SUV di segmento B e la nuova compatta.

Tra le caratteristiche estetiche confermate per le nuove Skoda Scala e Kamiq Monte Carlo ci sono i dettagli speciali verniciati in nero (le barre sul tetto per la Kamiq e il diffusore posteriore per la Scala) e gli immancabili badge identificativi.

Per ulteriori informazioni su queste due nuove versioni speciali Monte Carlo bisognerà attendere l’unveiling al Salone di Francoforte.

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