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Barney Roos, il vero padre della Jeep

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Barney Roos può essere considerato il vero padre della Jeep. Scopriamo insieme la storia dell’ingegnere statunitense che ha migliorato la Willys MB militare (progettando, tra le altre cose, il mitico motore Go Devil) e ha aiutato la 4×4 americana a muovere i primi passi nel mondo dei “civili”.

Barney Roos: la biografia

Delmar Roos nasce l’11 ottobre 1888 a New York (USA): appassionato di scherma, di fotografia e di meccanica, decide di farsi chiamare Barney come il suo pilota preferito (Barney Oldfield).

Nel 1911 – dopo aver conseguito due lauree in ingegneria meccanica ed elettrica alla Cornell University – entra alla General Electric, due anni dopo passa alla Locomobile e nel 1919 si trasferisce alla Pierce-Arrow.

Gli anni ‘20

Nel 1921 Barney Roos viene nominato capoingegnere della Pierce-Arrow ma già l’anno successivo torna alla Locomobile. Stabilitosi nel 1925 alla Marmon, cambia nuovamente lavoro l’anno dopo diventando capoingegnere alla Studebaker.

USA, Regno Unito e ritorno

Nel 1936, dopo il divorzio dalla moglie, Roos chiede e ottiene dalla Studebaker il permesso di trascorrere un anno nel Regno Unito nel gruppo Rootes (azienda che, tra le altre cose, si occupa della distribuzione britannica delle Studebaker).

Barney Roos torna negli States nel 1938 e diventa vicepresidente e capoingegnere della Willys-Overland.

La Willys MB

Roos non è l’inventore della Willys MB – la mitica Jeep usata dall’esercito statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale frutto del lavoro di numerosi tecnici della Casa a stelle e strisce – ma l’uomo che trasforma la 4×4 americana nel mezzo di ricognizione a trazione integrale preferito dal Dipartimento della Guerra USA. Come? Attraverso una serie di modifiche tecniche – peso ridotto e un nuovo motore 2.2 chiamato Go Devil – che rendono la fuoristrada “yankee” più potente e più economica da produrre delle rivali Bantam e Ford.

Il futuro delle Jeep

Alla fine della guerra la Willys-Overland si concentra sulla produzione di Jeep per “civili” spinte dal motore Go Devil. Barney Roos sottovaluta le potenzialità delle fuoristrada (inizialmente le ritiene adatte solo agli agricoltori) ma crea le basi per il loro successo.

Gli ultimi anni

Roos lascia la Willys nel 1953 dopo l’acquisizione da parte della Kaiser ma continua a lavorare come consulente per questa azienda fino al 1958. Scompare il 13 febbraio 1960 a Filadelfia (USA) dopo aver avuto un malore su un treno il giorno prima.

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Ferrari Roma: i dettagli tecnici e meccanici

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L’ultima creatura di Maranello è la nuova Ferrari Roma, svelata a metà novembre nella capitale, come cornice perfetta per la Dolce Vita che la Gran Turismo di Modena vuole rappresentare. Ora, a distanza di poco più di un mese da Maranello arrivano nuove fotografie e informazioni della coupé elegante e sportiva del Cavallino Rampante.

Con le sue proporzioni armoniose e i volumi bilanciati, la nuova Ferrari Roma si ispira alle mitiche GT Ferrari a motore anteriore degli anni ’60. Introduce inoltre una serie di importanti novità in grado di porla ai vertici della categoria in termini di prestazioni assolute e fun to drive. Tra queste novità spiccano soprattutto il  rinnovato powertrain con cambio a 8 rapporti, l’introduzione del Manettino a cinque posizioni (novità assoluta per la gamma Gran Turismo Ferrari) e il migliore rapporto peso/potenza del segmento, aspetti che contribuiscono a renderla una delle V8 2+ a motore anteriore del  più potente e divertente della storia Ferrari.

Il Motore della Ferrari Roma

La Ferrari Roma monta un V8 turbo da 620 CV appartenente alla famiglia vincitrice del premio Engine of the Year per 4 anni consecutivi. Le principali innovazioni di questa versione del propulsore V8 Ferrari sono nuovi profili dell’albero a camme, un sensore di velocità che misura la rotazione della turbina consentendo di aumentarne il regime massimo di oltre 5000 giri/min. e l’introduzione del Gasoline Particulate Filter, filtro a matrice chiusa volto ad assicurare il rispetto della normativa anti-inquinamento europea Euro 6D.

Cambio

Il nuovo cambio a doppia frizione e 8 rapporti, ottimizzato negli ingombri e più leggero di 6 kg rispetto alla precedente trasmissione a 7 marce, consente di ridurre i consumi e di esaltare il piacere di guida della Ferrari Roma in contesto urbano e nelle manovre di Stop&Go, nonché di rendere la cambiata più dinamica ed emozionante durante la guida sportiva grazie anche all’impiego di un olio a bassa viscosità e di una configurazione a carter secco per minimizzare le perdite di efficienza fluidodinamica.

Inoltre questa trasmissione a doppia frizione in bagno d’olio, deriva dal nuovissimo cambio introdotto con la SF90 Stradale; in questa versione può però contare su una rapportatura più lunga e sulla retromarcia, che nella SF90 Stradale viene eseguita tramite motore elettrico. Gli ingombri del nuovo gruppo frizione sono stati ridotti del 20% e la coppia trasmessa è aumentata del 35%. Le strategie del software di trasmissione sono state migliorate grazie a una centralina di controllo più potente e alla maggiore integrazione con il programma di controllo motore. I cambi marcia sono così stati resi più rapidi, ma soprattutto più fluidi e omogenei. La risposta pressoché immediata del motore agli input dell’acceleratore è dovuta, stando a quanto dichiarato da Ferrari, al suo albero piatto, che garantisce maggiore compattezza e contenimento delle masse migliorando così la fluidodinamica; alle dimensioni contenute delle turbine, meno soggette alle forze inerziali; alla tecnologia twin scroll, che riduce il livello di interferenza tra i cilindri; e al collettore di scarico monoblocco dotato di condotti di eguale misura, volti a ottimizzare le onde di pressione nella turbina e a ridurre le perdite di carico.

Elettronica

La Ferrari Roma è dotata di Variable Boost Management, software di controllo sviluppato internamente che varia la coppia erogata in funzione della marcia utilizzata grazie al quale la vettura gode di una spinta sempre crescente, ottimizzando i consumi. All’aumentare dei rapporti viene accresciuta la quantità di coppia disponibile fino a raggiungere i 760 Nm in 7° e 8° marcia: ciò ha permesso di utilizzare rapporti più lunghi alle marce alte, utili al contenimento di consumi ed emissioni, e al contempo di adottare curve di coppia sempre crescenti alle marce inferiori per garantire una propulsione costante.

Sound

Anche la Ferrari Roma, come tutte le auto del Cavallino Rampante che l’hanno preceduta, è caratterizzata da un sound unico e inconfondibile. Per raggiungere questo obiettivo sono stati studiati alcuni accorgimenti, tra i quali una nuova geometria della linea di scarico tramite l’eliminazione dei due silenziatori posteriori, che ha permesso di ridurre sensibilmente la contropressione sulle code; una nuova geometria delle valvole di by-pass, che hanno ora una forma ovale per ridurre notevolmente la contropressione sullo scarico e ottenere un miglioramento della qualità sonora; e il controllo delle suddette valvole di by-pass di tipo “proporzionale” effettuato in modo continuo e progressivo a seconda della situazione di guida.

Il telaio della Ferrari Roma

Lo sviluppo dinamico della Ferrari Roma si è concentrato sulla massimizzazione dei concetti di fun to drive e semplicità di guida grazie alla notevole riduzione di massa e all’introduzione dell’ultima versione del concept di controllo Side Slip Control. Scocca e telaio della Ferrari Roma sono stati riprogettati applicando le più recenti metodologie di alleggerimento e le più avanzate tecnologie produttive: la percentuale di componenti totalmente nuovi ha raggiunto così il 70% e la Ferrari Roma risulta la vettura a motore anteriore-centrale 2+ con il miglior rapporto peso/potenza del segmento (2,37 kg/cv).

Side Slip Control 6.0

La Ferrari Roma è dotata di Side Slip Control 6.0, concept che coordina gli interventi dei sistemi di controllo del veicolo grazie all’adozione di un apposito algoritmo. Il SSC 6.0 comprende tra gli altri i sistemi E-Diff, F1-Trax, SCM-E Frs e Ferrari Dynamic Enhancer. L’obiettivo del Manettino a 5 posizioni (Wet, Comfort, Sport, Race, ESC-Off) è quello di massimizzare la fruibilità di handling e trazione della Ferrari Roma rispetto alla già ottima offerta data dall’assetto meccanico di base del veicolo, che rende la vettura estremamente divertente da guidare.

Ferrari Dynamic Enhancer

Il sistema Ferrari Dynamic Enhancer, attivo nella sola posizione Race del Manettino, controlla la dinamica laterale tramite l’attuazione di una pressione idraulica puntuale e coerente con la situazione dinamica all’impianto frenante di ciascuna delle quattro ruote. Il sistema FDE non è un controllo di stabilità e si affianca al tradizionale Electronic Stability Control: rispetto a quest’ultimo ha infatti l’obiettivo di massimizzare il divertimento di guida rendendo la dinamica dell’assetto vettura più semplice da gestire tramite un’azione calibrata e mai invasiva sui freni di una o più ruote. Si supporta così l’obiettivo della posizione Race, vale a dire il piacere e il divertimento di guida.

Gli ADAS

Sono inoltre disponibili su richiesta gli avanzati sistemi ADAS Ferrari di aiuto ed assistenza alla guida (SAE Level 1) come il Cruise Control adattivo, attivabile direttamente dal volante per un utilizzo quotidiano o per lunghi viaggi in pieno comfort, e i sistemi Autonomous Emergency Braking, Lane Departure Warning con Traffic Sign Recognition, Blind Spot Detection con Rear Cross Traffic Alert e Surround View Camera.Il sistema opzionale di proiettori Matrix LED ha lo scopo di migliorare la visibilità della strada mediante l’uso dei fari abbaglianti, evitando di infastidire le vetture sia nella propria direzione sia in quella opposta. Quando viene rilevata un’auto nel raggio di illuminazione il sistema spegne selettivamente e automaticamente le parti del fascio che abbaglierebbero il conducente dell’altro veicolo, formando un cono d’ombra. Se il numero di vetture rilevato è notevole, gli abbaglianti si possono spegnere completamente per riattivarsi in parte o in toto a strada libera. Nelle strade a scorrimento veloce il sistema è in grado di impedire l’abbagliamento delle vetture provenienti dalla direzione opposta. In presenza di cartelli stradali riflettenti, il sistema è in grado di ridurre l’intensità dei singoli LED al fine di rendere più confortevole la guida. Un’altra interessante funzionalità dei proiettori Matrix LED è la possibilità di adattare il fascio luminoso degli anabbaglianti a seconda della situazione di guida.

Ferrari Roma, l’aerodinamica

Per garantire prestazioni aerodinamiche al vertice della categoria, e mantenere al contempo intatta la purezza stilistica della Ferrari Roma, sono state studiate svariate soluzioni tecnologiche all’avanguardia, su tutte l’adozione di un’ala mobile posteriore integrata nel lunotto che mira a conservare l’eleganza delle linee ad ala chiusa e a garantire, grazie alla sua apertura automatica alle alte velocità, il livello di carico aerodinamico indispensabile per una vettura dalle prestazioni straordinarie.

Carico aerodinamico

La sinergia e la collaborazione quotidiana tra Aerodinamica e Centro Stile hanno permesso di adottare soluzioni atte alla generazione di carico verticale tipiche delle auto sportive senza alcuna ripercussione sulla purezza del design. La Ferrari Roma genera 95 kg di deportanza in più a 250 km/h rispetto all’altro modello 2+ presente in gamma, vale a dire la Ferrari Portofino, tramite l’utilizzo di generatori di vortice installati sul sottoscocca anteriore e di una soluzione di aerodinamica attiva sul posteriore. Ai primi è affidato il compito di generare una quantità sufficiente di carico anteriore con un aumento di resistenza trascurabile, mentre lo spoiler posteriore mobile ad attivazione automatica è finalizzato al bilanciamento aerodinamico della vettura tramite la generazione di carico sul retrotreno.

Ala attiva

Grazie a un apposito cinematismo, l’ala mobile posteriore può assumere tre diverse posizioni: Low Drag, Medium Downforce e High Downforce. In posizione LD l’elemento mobile è allineato al lunotto e permette all’aria di fluire sopra di esso, diventando invisibile al flusso. In condizione di massima apertura (HD) l’elemento mobile si solleva fino a formare un angolo di 135 gradi con il lunotto, generando circa 95 kg di carico verticale a 250 km/h con un incremento resistenziale pari ad appena il 4%. In posizione intermedia (MD) l’ala mobile genera invece circa il 30% del carico verticale massimo con un incremento di resistenza inferiore all’1%. Il cinematismo è attivato da un motore elettrico la cui logica si basa sulla velocità e sull’accelerazione longitudinale e laterale. In condizioni di bassa velocità, quando il contributo del carico verticale alla performance della vettura è modesto, l’ala assume automaticamente la posizione Low Drag. Tale configurazione viene mantenuta sino ai 100 km/h. Una volta superati i 300 km/h l’ala assume invece la posizione Medium Downforce: in condizioni di guida estreme si preferisce infatti avere una vettura meglio bilanciata, vista anche la minima penalizzazione di resistenza. Anche nell’intervallo di velocità intermedio, in cui il carico verticale ricopre un ruolo di primaria importanza, lo spoiler assume la posizione MD: in questo caso, tuttavia, la sua movimentazione dipenderà dalle accelerazioni longitudinali e trasversali della vettura. La posizione dell’ala mobile non può essere in alcun caso selezionata manualmente: la sua soglia di attivazione è variabile ed è legata alla posizione del Manettino. Tale scelta nasce dalla volontà di armonizzare generazione di carico verticale e controlli dinamici della vettura. In condizioni di handling o frenata prestazionale l’elemento mobile si porta infine automaticamente in configurazione HD, generando il massimo carico verticale e rendendo la vettura aerodinamicamente bilanciata.

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Ford Mustang Shelby GT350 Heritage Edition: omaggio a Ken Miles

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Si chiama Heritage Edition il nuovo pacchetto estetico creato da Ford per le Mustang Shelby GT350 (motore 5.2 V8 da 533 CV) e GT350R (stesso propulsore ma più orientata alla pista). Un omaggio a Ken Miles, protagonista del film “Le Mans ‘66 – La grande sfida” nonché primo uomo a portare in un circuito (il 14 febbraio 1965 sul tracciato texano di Green Valley) la Ford Mustang Shelby GT350.

Il pacchetto estetico Heritage Edition costa 1.965 dollari (quasi 1.800 euro) e comprende: vernice bianca Wimbledon White impreziosita da strisce blu sulla fiancata e sul cofano e stemmi blu all’anteriore, al posteriore e nell’abitacolo. Sulla GT350R troviamo anche i sedili neri con cuciture a contrasto rosse.

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Marc Marquez si aggiudica un’altra BMW …

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Il campione del mondo della MotoGP 2019, Marc Marquez, ha ricevuto per la settima volta il prestigioso premio BMW M Award. Dal 2003, il BMW M Award è uno dei pilastri del BMW M GmbH essendo ‘Auto ufficiale del MotoGP. Al termine di ogni stagione, BMW M GmbH premia il pilota che ha ottenuto il miglior risultato nelle qualifiche della MotoGP con un’esclusiva BMW M di alta gamma.

Come di consueto, il premio viene consegnato il sabato dell’ultimo Gran Premio della stagione, a Valencia. L’auto del 2019 è una BMW X4 M Competition di colore Toronto Red Metallic. “Voglio ringraziare BMW M GmbH per il modo in cui ci premia per le nostre prestazioni in pista durante le qualifiche. Sono rimasto senza parole quando ho ricevuto questo premio per il settimo anno consecutivo. Sono contento di essere stato il più veloce in classifica in questa stagione perché non è stato facile. Non vedo l’ora di salire in macchina”, ha detto Marc Marquez a margine della premiazione.

La BMW X4 M Competition è equipaggiata con l’unità altamente tecnologica di M TwinPower Turbo da 3.000 cc capace di generare una potenza di 510 CV e 600 Nm. Il nuovo motore ad alto rendimento combina con la trasmissione ad otto velocità M Steptronic con Drivelogic e utilizza il nuovo sistema di trazione a quattro ruote M xDrive per gestire tutta la potenza su strada. L’accelerazione della BMW X4 M Competition da 0 a 100 km/h avviene in 4,1 secondi. Tra gli altri aspetti dell’equipaggiamento sportivo ed esclusivo dell’auto c’è il pacchetto M Competition, il sistema di scarico M Sport e il pacchetto esteriore in carbonio.

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Jaguar XE Reims Edition, la nuova serie limitata

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Jaguar ha presentato la nuova  XE Reims Edition, una versione speciale della berlina inglese con una denominazione che fa riferimento alla 12 Ore di Reims, in particolare alla vittoria del Giaguaro con la D-Type all’edizione del 1954.

La carrozzeria speciale di questa limited edition, che sarà prodotta in solo 200 esemplari, fa anch’essa l’occhiolino alla sua antenata sportiva del passato. La tonalità si chiama French Racing Blue e fino ad ora era stata utilizzata solo da alcuni modelli radicali della gamma d’Oltremanica come la XKR-S e la XFR-S.

La nuova Jaguar XE Reims Edition verrà proposta unicamente con la motorizzazione Ingenium P250 e sarà basata sull’allestimento E-Dynamic S. E oltre alla livrea speciale si caratterizzerà anche per il tetto verniciato in nero a contrasto, così come gli specchietti retrovisori e i cerchi in lega da 19 pollici.

Inoltre la nuova serie speciale della Jaguar XE avrà, di serie, anche i vetri oscurati, i sedili riscaldati e il pacchetto Cold Climate con parabrezza e volante anch’essi riscaldati e sistema di lavaggio automatico dei fari.

Basata sul restyling della berlina inglese presentato a febbraio scorso, avrà anche tutte le novità arrivate con la nuova gamma: estetiche, tecnologiche e di equipaggiamento.

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Volkswagen Touareg by ABT

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ABT Sportsline promette di iniziare il 2020 alla grande. Oltre ad aver annunciato, per il prossimo anno, un tuning della nuova RS6 Avant, il preparatore tedesco ha svelato anche le prime fotografie e informazioni di un nuovo tuning basato sulla Volkswagen Touareg.

Si tratta di una proposta radicale che trasforma la SUV di Wolfsburg in un’autentica bestia da 500 CV e 970 Nm di coppia. La base è la versione TDI da 4.0 litri che, grazie all’ottimizzazione della centralina elettronica con un software specifico di ABT, aumenta la sua potenza di 78 CV e 70 Nm. E l’upgrade meccanico è accompagnato anche da un body-kit estetico con appendici aerodinamiche e cerchi fino a 22 pollici i diametro, oltre a sospensioni ribassate di 38 mm all’anteriore e di 30 mm al posteriore.

Anche gli interni offrono personalizzazioni specifiche con elementi in fibra di carbonio creati ad hoc e tappezzerie in Alcantara per la plancia, il volante, la console centrale, i sedili e i pannelli delle portiere. Tutti rifiniti con cuciture a contrasto.

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Una Lamborghini Huracan RWD Follow Me per l’Aeroporto di Bologna

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Automobili Lamborghini rinnova per la sesta volta la collaborazione con l’Aeroporto G. Marconi di Bologna e consegna una nuova vettura Follow Me, una Huracán RWD, che fino a gennaio 2020 guiderà gli aerei in arrivo e partenza verso il piazzale di sosta e la via di rullaggio.

La Huracán RWD Follow Me, supersportiva dal motore V10 aspirato di 5,2 litri e da 580 CV, è caratterizzata da una livrea appositamente disegnata dal Centro Stile Lamborghini. Sulla base arancio emerge la grafica a scacchi neri tipica dei mezzi operativi delle aree di manovra degli aeroplani. A completare gli esterni il tricolore italiano presente sulle porte, sulle prese d’aria anteriori e sul posteriore della Follow Me.

La vettura è inoltre dotata dei lampeggianti di segnalazione, radio collegata con la Torre di Controllo dell’Aeroporto e l’immancabile scritta “Follow Me’’.

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Mercedes GLA: le foto e i dati della seconda generazione della SUV compatta tedesca

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La nuova Mercedes GLA debutterà in Europa nella primavera del 2020: la seconda generazione della SUV compatta tedesca – realizzata sullo stesso pianale di classe A, classe B e CLA e disponibile a trazione anteriore o integrale – è più spaziosa e più pratica di prima.

Mercedes GLA: più corta ma con più spazio

La nuova Mercedes GLA è più corta rispetto alla serie precedente (4,41 metri; – 1,4 cm) ma offre più spazio: merito dei 3 cm guadagnati nella larghezza (1,83 m) e nel passo (2,73 m), del bagagliaio più capiente (435 litri, + 14 rispetto a prima) e – soprattutto – dei 10 centimetri guadagnati in altezza (1,61 m).

I passeggeri posteriori hanno più “aria” nella zona delle gambe e della testa e il guidatore può vantare una posizione di seduta più alta di 14 cm rispetto alla classe A. Il divano posteriore di serie è oltretutto ribaltabile nel rapporto 40:20:40 e (pagando) può diventare scorrevole – per 14 cm – e con schienale inclinabile (ma ribaltabile 40:60).

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Nuova Mercedes GLA: due motori al lancio

La gamma motori al lancio della nuova Mercedes GLA – cugina “trendy” della GLB – è composta da due unità sovralimentate a benzina: un 1.3 da 163 CV e un 2.0 da 306 CV. Presto arriveranno altri propulsori benzina, diesel e ibridi plug-in.

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Mercedes GLA: trazione anteriore o integrale

La seconda generazione della Mercedes GLA è disponibile, come l’antenata, a trazione anteriore o integrale.

Le varianti 4MATIC sono però molto più adatte al fuoristrada di prima. Frizione azionata per via elettromeccanica e non più attraverso un attuatore idraulico e tre mappature regolabili attraverso l’interruttore Dynamic Select: Eco/Comfort (ripartizione 80:20 tra asse anteriore e posteriore), Sport (70:30) e Offroad (50:50 con la frizione impiegata come bloccaggio longitudinale). Ma non è tutto: le GLA a quattro ruote motrici montano infatti il pacchetto tecnico Offroad: ausilio alla marcia in discesa, animazione Offroad nel display multimediale e una speciale funzione di illuminazione per la guida in fuoristrada se si opta per i fari Multibeam LED.

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Mercedes GLA: il design

Il design della nuova Mercedes GLA è più aggressivo e maggiormente ispirato al mondo delle 4×4: uno stile aerodinamico (Cx 0,28) impreziosito da un frontale verticale, da sbalzi anteriori e posteriori corti, dalla linea in stile coupé dei finestrini, dai cerchi in lega da 17” a 20” e dalle spalle muscolose (carreggiata allargata di 4 mm). Chi vuole un look più off-road può attingere al listino degli optional e acquistare, tra le altre cose, i mancorrenti integrati e la protezione cromata del bordo di carico.

La plancia – simile a quella della classe A ma ancora più ricercata nelle forme – prevede tre configurazioni: due display da 7”, uno schermo da 7” e uno da 10,25” e due schermi da 10,25”. Il sistema di infotainment MBUX è di serie su tutta la gamma.

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Mercedes GLA: ADAS e… funzione autolavaggio

La ricca dotazione di sicurezza della seconda serie della Mercedes GLA comprende, tra altre cose, il sistema di assistenza alla frenata attivo, l’assistenza alla svolta, la funzione corridoio di emergenza, la prevenzione degli urti laterali in presenza di ciclisti o di autoveicoli che si avvicinano e un dispositivo che segnala la presenza di pedoni sulle strisce.

Non manca inoltre l’utile funzione autolavaggio già vista sulla GLS: basta un solo comando per chiudere i finestrini laterali e il tetto scorrevole, ripiegare gli specchietti retrovisori e disattivare il sensore pioggia in modo che i tergicristalli non si muovano nel tunnel. Il climatizzatore entra inoltre in modalità ricircolo e dopo alcuni secondi – sugli esemplari dotati di telecamera 360° – viene visualizzata la ripresa anteriore per agevolare l’ingresso. All’uscita dall’autolavaggio le impostazioni vengono resettate in automatico quando si superano i 20 km/h.

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Audi RS 5: tempo di restyling

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Mancava solo l’Audi RS 5 all’appello: ora anche la variante più cattiva della A5 – disponibile nelle versioni Sportback (berlina a cinque porte) e Coupé – ha beneficiato del restyling già introdotto sulle varianti “normali” della sportiva di Ingolstadt. Per vedere questi due “mostri” nelle concessionarie bisognerà però attendere il primo trimestre del 2020.

Audi RS 5 restyling: cosa cambia nel design

Carreggiate allargate di 4 cm, longarine sottoporta e inserto all’estrattore ridisegnati e una calandra più ampia e più aggressiva impreziosita da una griglia a nido d’ape a effetto tridimensionale e da una sottile fessura piatta alla base del cofano ispirata a quella della quattro del 1984: sono queste le modifiche principali di design che hanno riguardato l’Audi RS 5 restyling.

La gamma colori si è ampliata con due nuove tinte – blu turbo e rosso tango – mentre tra gli optional troviamo i cerchi in lega da 20” (di serie sono da 19”), un tetto in CFK (poliuretano termoplastico misto a fibra di carbonio) – solo per la Coupé – che consente di ridurre il peso di 4 kg, i proiettori a LED Matrix con luce laser e due pacchetti look nero lucido e carbonio che aumentano ulteriormente l’aggressività della sportiva teutonica.

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Audi RS 5 restyling: gli interni

L’Audi RS 5 restyling si differenzia internamente dalla variante “pre-lifting” per l’assenza della manopola collocata alla base della console: ora l’infotainment è gestito da un nuovo touchscreen MMI touch da 10,1”.

Il volante appiattito nella parte inferiore presenta bilancieri più grandi rispetto a prima e un pulsante RS Mode che permette di richiamare i nuovi programmi personalizzabili RS1 e RS2 (quest’ultimo consente di gestire direttamente il controllo di stabilità) dell’Audi drive select. I sedili sportivi RS in Alcantara e pelle sono di serie (optional in pelle Nappa).

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Audi RS 5 restyling: la tecnica

L’Audi RS 5 restyling ospita sotto il cofano il già noto motore 2.9 V6 biturbo benzina TFSI da 450 CV e 600 Nm di coppia abbinato a un cambio automatico tiptronic (convertitore di coppia) a 8 rapporti e alla trazione integrale con differenziale sportivo posteriore. Un propulsore che permette alle varianti Sportback e Coupé di raggiungere una velocità massima di 250 km/h (incrementabile a 280) e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 3,9 secondi.

Le sospensioni sportive RS sono di serie: per chi vuole di più (pagando) c’è l’assetto sportivo RS plus con DRC (Dynamid Ride Control) con molle in acciaio, ammortizzatori con tre diverse tarature e un sistema idraulico che compensa il rollio e il beccheggio generando un flusso d’olio in curva e nei trasferimenti di carico che influenza le fasi di compressione ed estensione della sospensione. Senza dimenticare i freni carboceramici – optional – con pinze rifinite in grigio, rosso o blu.

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Range Rover Velar R-Dynamic Black

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Land Rover ha presentato la nuova Range Rover Velar R-Dynamic Black, un’edizione speciale limitata a solo 500 unità al prezzo di 56.995 sterline, pari a circa 68.000 euro. La nuova versione dell’elegante SUV d’Oltremanica, che sfoggia una configurazione molto sportiva e una carrozzeria verniciata in nero, sarà destinata, almeno inizialmente, solo al mercato inglese, con le prime unità che saranno consegnate a inizio 2020. Basata sulla Velar R-Dynamic SE, monta anche cerchi in lega neri da 21 pollici e fari Matrix LED.

L’equipaggiamento di serie comprende anche i sedili anteriori in pelle con funzione di riscaldamento, l’impianto stereo Meridian, la strumentazione digitale, il tetto panoramico in vetro, il volante riscaldato e il pacchetto Adactive Dynamic di Land Rover. La Range Rover Velar R-Dynamic Black sarà disponibile solo con la motorizzazione diesel D180 da 2.0 litri con 178 CV abbinato a una trasmissione automatica a otto rapporti. La trazione è integrale e dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi.

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