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Seat Leon: informazioni e foto inedite della quarta generazione

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Credits: SEAT CAMUFLAJE
9-1-2020

La Seat Leon 2020 è dietro l’angolo. La compatta spagnola che, con la terza serie arrivata nel 2012, diede una svolta al brand di Martorell, è pronta a compiere il salto generazionale.

La prima grande novità Seat nell’era post De Meo

La Quarta generazione della Seat Leon verrà svelata domani sera nella sede catalana del marchio e sarà la prima grande novità per Seat nell’era post De Meo. L’ex Ceo italiano del marchio spagnolo ha abbandonato infatti la nave poche settimane fa, probabilmente per passare alla guida di Renault (ancora non ufficiale). Ma la nuova hatchback iberica, possiamo dirlo, è anche l’eredità lasciata da De Meo, visto che è stata praticamente tutta sviluppata ancora sotto la sua guida.

Seat Leon 2020: basata sulla piattaforma MQB Evo

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9-1-2020

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Fondamentalmente sarà un’evoluzione profonda dell’attuale Leon, visto che adotterà la stessa piattaforma, aggiornata e rinominata MQB Evo (del Gruppo Volkswagen, la stessa anche della nuova Golf 8 per intenderci).  Si tratta di un pianale che avrà un ruolo fondamentale nel passaggio all’elettrificazione, per tutti i brand del Gruppo di Wolfsburg, compresa la nuova Leon. Da qui la prima importante indiscrezione: l’arrivo, per la compatta di Casa Seat, di powertrain elettrificati con versioni micro ibride e plug-in. Ancora da verificare se, quest’ultime, saranno già presenti in gamma al lancio o se arriveranno in un secondo momento.

Familiare sì. Addio alla Leon tre porte

Molto probabilmente la nuova Seat Leon verrà riproposta ancora una volta anche nella versione familiare (station wagon) mentre dirà addio, quasi sicuramente, alla variante a tre porte. Il nuovo look, inoltre, dovrebbe ispirarsi al design innovativo della Seat Tarraco, anch’essa già declinata in un’inedita variante ibrida plug-in.

Nuovo sistema di infotainement e strumentazione digitale

Per quanto riguarda le dimensioni, la quarta generazione della Seat Leon crescerà leggermente, il che la renderà più spaziosa e confortevole all’interno dell’abitacolo. Quest’ultimo potrà godere di diversi elementi ereditati dalla cugina tedesca Volkswagen Golf 8, come ad esempio i due schermi digitali del sistema di infotainment e del quadro strumenti. 

Sarà pure strettamente imparentata alla nuova Golf, ma la Seat Leon 2020 potrà vantarsi di essere anche un prodotto ‘made in spain’ visto che è stata sviluppata e disegnata a Barcellona, nel Centro Tecnico di Seat a Martorell. Proprio qui verrà anche prodotta, smentendo alcuni rumors che indicavano un trasferimento degli impianti industriali a Landaben, in Navarra, a seguito delle problematiche politiche catalane legate all’indipendentismo.


Nuova Seat Leon: diesel, GNC e PHEV. Tutte le motorizzazioni possibili

Rispetto ai motori della Leon 2020, oltre all’attesa versione ibrida plug-in, la lista di opzioni potrà contare su varianti a benzina, diesel e GNC (gas naturale compresso). Le potenza andranno dai 90 ai 150 CV. In sostanza la gamma motori della nuova generazione Leon dovrebbe ricalcare quella della gemella diversa Golf.

– Seat Leon a Benzina: TSI da 110, 130 e 150 CV

– Seat Leon Diesel: monterà l’ultima versione del 2.0 TDI Evo da 115 e 150 CV

– Seat Leon bifuel: Benzina/GNC

– Seat Leon ibrida plug-in

– Seat Leon mild-hybrid con tecnologia a 48 volt

Le rivali della nuova Seat Leon

Sulla carta, insomma, la Seat Leon di quarta generazione ha tutti i numeri per continuare a svolgere il ruolo di uno dei pilastri pi importanti della marca spagnola. Ma attenzione, perché dovrà vedersela con rivali di tutto rispetto:

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Renault Captur: connessa, ibrida e a guida autonoma

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Nuovo Renault CAPTUR

Gli highlights della Renault Captur

  • nuovo design, più spazio e interni rinnovati
  • prima Renault con la motorizzazione E-TECH Plug-in basata su tecnologia sviluppata da Renault F1 Team
  • connessa, ibrida e a guida autonoma (parte del piano strategico Renault “Drive the Future 2017-2022”, con 12 modelli elettrificati e 8 veicoli 100% elettrici)
  • inconfondibile Be-Style Captur propone quattro nuovi abbinamenti di colore per tetto e retrovisori
  • offerta motori più ampia e rinnovata, e in arrivo la motorizzazione TCe 100 GPL

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Nuovo Renault CAPTUR: la mascherina

La Renault Captur l’abbiamo conosciuta nel 2013, e oggi la riscopriamo nella sua nuova veste con linee e carattere ancora più decisi. La nostra prova ci ha portato ad assaporare un’anticipazione di primavera, lungo la Costiera Amalfitana. Da Napoli a Salerno, ci siamo goduti una guida decisa e reattiva, adatta per affrontare al meglio le tantissime curve del percorso, ma altrettanto comoda e rilassata, complici il panorama mozzafiato e una vettura che ancora una volta si presta a una mobilità molto versatile.

Dal giorno del lancio Renault Captur ne ha fatta di strada, diventando il B-SUV più venduto in Italia e la seconda best seller del marchio francese. Grazie a uno stile che trae ispirazione dai dettami della moda e del design, nell’ultimo anno è stata scelta da più di 280.000 automobilisti in un mercato occupato da oltre 20 concorrenti – mentre sette anni fa, al lancio, era da sola a rappresentare la novità.
Una conferma di come Renault Captur continui a soddisfare al meglio tutte le esigenze degli amanti della categoria dei SUV compatti.

Renault Captur, estetica e dimensioni

Evoluzione e rivoluzione trovano spazio nelle nuove proporzioni che conferiscono un’estetica elegante ed espressiva: cresciuta in lunghezza, ora misura 4.23 m, e di 7 cm in altezza, la nuova Renault Captur registra nella parte posteriore gli interventi più decisivi, con i nuovi gruppi ottici caratterizzati dai fari full LED e la firma luminosa C-Shape. Dettagli come i due grandi deflettori d’aria ne accentuano la dinamicità all’anteriore, assieme al cofano ribassato, regalando una maggiore sensazione di potenza e contribuendo a migliorare la performance.

All’interno del nuovo Captur il design è al servizio della tecnologia, a cominciare dallo Smart Cockpit, che migliora la condizione di guida, e il luminoso e pulito display centrale da 9.3 pollici, unito a un’ottima qualità percepita, grazie alle nuove parti soft touch.

Lo spazio è ulteriormente accresciuto anche dentro l’abitacolo, con maggiore comfort in tutte le sedute, la capacità dei vani portaoggetti aumentata fino a 27 litri e il bagagliaio ancora più capiente, merito della panca posteriore scorrevole che regala fino a 536 litri di carico.

Lo stile inconfondibile di Captur, che con le sue 90 personalizzazioni disponibili lo rende il SUV più eclettico della gamma, oggi è ancora più distintivo con quattro nuovi abbinamenti colore proposti per la carrozzeria. E l’interno non è da meno: per i più stilosi ed esigenti si possono infatti scegliere anche otto personalizzazioni dell’ambiente luminoso, oltre alle tre modalità di guida, eco, sport e mysense.

Renault Captur, tecnologia e motorizzazioni

La nuova Renault Captur è già un’auto del futuro, connessa, elettrica e a guida autonoma. La tecnologia Easy Connect offre un’ampia scelta di app e piattaforme multimediali per una guida sempre più sicura, aggiornata e personalizzabile.

È la Formula 1 a ispirare l’anima ibrida del nuovo SUV francese, con la tecnologia E-TECH Plug-in sviluppata grazie al lavoro messo a punto nella massima categoria: al nuovo motore benzina 1.6 sono affiancati 2 motori elettrici e una batteria da 9.8 KWh, che permette di raggiungere i 135 km/h e di viaggiare per 65 km a zero emissioni.

L’autonomia si traduce invece con l’Highway and Traffic Jam Companion (guida autonoma di livello 2) disponibile su TCe 130 EDC FAP e 155 EDC FAP. In modalità autonoma lavorano in sinergia il cruise control adattivo, il sistema di frenata e ripartenza, e il centraggio e mantenimento della corsia.

Nuovo Captur ha conquistato 5 stelle Euro NCap nei test di sicurezza e il livello massimo lo raggiunge anche con le altrettante varianti disponibili per l’allestimento; dalla Life fino alla proposta per i clienti Business, passando per le versioni Zen, Intense e Initiale Paris. E non si risparmia nemmeno con l’offerta delle motorizzazioni, diesel e benzina, proposte con trasmissione manuale 5 o 6 rapporti oppure con l’automatico a doppia frizione EDC a 7 rapporti.

Quanto costa la Renault Captur

L’offerta per i motori benzina va da 100 a 155 CV, con prezzi a partire da 23.050 euro (per la versione da 130 CV) o da 25.900 euro (per il 155 C), entrambi con trasmissione automatica, mentre il motore 1.5 Blue dCi si fa in due, da 95 a 115 CV, e a partire da 23.150 euro con cambio automatico. Ma l’attesa è tutta per il GPL, che verrà abbinato al 3 cilindri turbo 1.0 TCe. La motorizzazione GPL partirà da 18.500 euro, mentre il TCe 100 è disponibile da 17.700 euro.

Nuovo Renault CAPTUR

Nuovo Renault CAPTUR

Nuovo Renault CAPTUR: vista dall’alto

Nuovo Renault CAPTUR: vista dall’alto

Nuovo Renault CAPTUR: vista posteriore

Nuovo Renault CAPTUR: vista posteriore

Nuovo Renault CAPTUR: dettaglio della coda

Nuovo Renault CAPTUR: dettaglio della coda

Nuovo Renault CAPTUR: il frontale

Nuovo Renault CAPTUR: il frontale

Nuovo Renault CAPTUR: gli interni

Nuovo Renault CAPTUR: gli interni

Nuovo Renault CAPTUR: la mascherina

Nuovo Renault CAPTUR: la mascherina

Nuovo Renault CAPTUR: il faro anteriore

Nuovo Renault CAPTUR: il faro anteriore

Nuovo Renault CAPTUR: dettaglio laterale

Nuovo Renault CAPTUR: dettaglio laterale

Nuovo Renault CAPTUR: cerchi in lega

Nuovo Renault CAPTUR: cerchi in lega

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Nuova Mercedes Classe C 2021: le indiscrezioni sull’aggiornamento della gamma

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Mercedes-Benz prosegue con il suo fitto calendario di lanci. Mentre la marca tedesca va avanti con l’elettrificazione, presentando nuovi modelli elettrificati e a zero emissioni, le sue principali best seller continuano a rinnovarsi per non perdere terreno sul mercato. La nuova Mercedes Classe C 2021 sarà presto una di queste.

Aggiornamento estetico, una Classe C più matura

Di fronte alle nuova Audi A4 e BMW Serie 3, a Mercedes non rimaneva altra scelta che aggiornare la sua berlina di punta, e questo momento è quasi arrivato. Anche se sarà presentata come nuova gamma 2021, la nuova Classe C verrà svelata durante la seconda metà di questo 2020. Esteticamente non c’è da aspettarsi una grande rivoluzione per la nuova Mercedes Classe C, che fondamentalmente aggiornerà il look dei gruppi ottici, della griglia frontale e dei paraurti, adottando il nuovo linguaggio stilistico della marca già visto sulle ultime new entry di Stoccarda.

Piattaforma MRA, ma con più spazio a bordo

E così, la nuova Mercedes Classe C 2021, internamente denominata come generazione W206, parte da una nuova evoluzione della piattaforma MRA. Nota come MRA2, si caratterizza per l’uso intensivo di materiali leggeri, come l’alluminio. Con questo pianale la Casse C guadagnerà così efficienza e leggerezza e potrà adottare nuove tecnologie assenti sulla generazione attuale. Anche se non è prevista una modifica sostanziale sulle dimensioni (la Classe C ora in listino misura 4,68 metri), le informazioni che arrivano dalla Germania anticipano un incremento dello spazio interno. L’abitacolo sarà proprio la parte che subirà la rivoluzione più grande con l’arrivo del nuovo sistema di infotainment M-BUX che ha debuttato sulla nuova generazione della Mercedes Classe A.

Anche una versione crossover ‘All Terrain’ per la nuova Classe C familiare

Al suo lancio la Mercedes Classe C 2021 debutterà con la tradizionale carrozzeria a tre volumi alla quale in un secondo momento si aggiungerà la station wagon e un’inedita carrozzeria crossover basata sulla familiare e che adotterà la denominazione All Terrain. Una rivale perfetta per l’Audi A4 Allora. Per ultime arriveranno anche le versioni sportiva coupé e cabriolet.

Le motorizzaizoni della Mercedes Classe C 2021: nuovi powertrain micro-ibridi e non solo

Più agile e aerodinamica, la nuova Mercedes-Benz Classe C arriverà anche con importanti novità meccaniche. La nuova piattaforma potrà infatti ospitare anche nuovi powertrain ibridi e ibridi plug-in. Per la nuova Classe E, ad esempio, anch’essa imminente, sono stati annunciate fino a una decina di nuove versioni elettrificate tra cui inedite varianti mild-hybrid con sistema a 48V, denominate EQ Boost e abbinate al duemila da 272 CV e al 3.0 da 367 CV.  Le anticipazioni sulla nuova Mercedes Classe C 2021 che arrivano dalla Germania parlano anche di una versione ibrida plug-in di punta che sarà dotata di una batteria agli ioni di litio da 13,5 kWh in grado di garantirle un’autonomia superiore ai 50 km in modalità elettrica al 100%. Altre motorizzazioni a 4 e 6 cilindri tradizionali diesel e benzina completeranno l’offerta meccanica della nuova Classe C.

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Jorge Lorenzo e Max Biaggi diventano nel 2020 MotoGP Legend

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Nel 2020 Jorge Lorenzo e Max Biaggi entreranno a far parte del MotoGP Legend. I due piloti, tra l’altro anche grandi amici, riceveranno dunque questo importante riconoscimento, insieme ad un altro pilota, Hugh Anderson, neozelandese con quattro titoli mondiali in bacheca. Il maiorchino entrerà a far parte della Hall of Fame a Jerez, il Corsaro al Mugello e il neozelandese a Phillip Island.

Jorge Lorenzo

Lorenzo è uno dei piloti più vincenti di tutti i tempi, vinse la sua prima gara nel 2003 per arrivare a quota 68 nel 2018. Diventato campione in 250cc per due anni consecutivi (2006 e 2007) ottenendo la prima pole in occasione del suo Gran Premio d’esordio in MotoGP™ si è laureato campione del mondo nella massima categoria in tre occasioni in sella alla Yamaha (2010, 2012 e 2015). Con la casa di Iwata, il maiorchino ha ottenuto 44 vittorie prima di passare al box Ducati nel 2017, moto con cui firmò tre vittorie. Dopo due anni col costruttore di Borgo Panigale, Lorenzo ha cambiato di nuovo scuderia diventando pilota Honda, squadra con la quale ha affrontato una sola stagione, al termine della quale annunciò il suo addio alle competizioni col concludersi del campionato 2019. “Essere nominato MotoGP™ Legend mi rende estremamente felice. Devo dire che quando ho iniziato a frequentare questo mondo il massimo a cui aspiravo era partecipare al Campionato del mondo. Poi sono riuscito a vincere delle gare e poi cinque titoli, ed è stato qualcosa al di sopra delle mie aspettative. Ora, diventare leggenda del MotoGP™ è un traguardo ancora più difficile da raggiungere. Ricevere questo riconoscimento significa che, a parte i titoli, hai lasciato qualcosa alla gente e alla storia di questo sport. Ringrazio Dorna e la FIM per tutto il loro sostegno nel corso di questi anni e per avermi scelto per entrare a far parte di questo gruppo così selettivo di piloti”, ha dichiarato Jorge.

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Max Biaggi

Max Biaggi esordì nel mondiale 250cc nel 1991, il pilota romano firmò la sua prima vittoria una stagione più tardi. Due anni dopo diventò campione del mondo per la prima volta e un anno dopo si confermò campione nella categoria intermedia per quattro anni consecutivi (1994, 1995, 1996 e 1997). Dopo di ché fece il salto in classe regina dove vinse la sua prima gara durante la stagione d’esordio, concludendo il campionato col secondo posto della classifica generale. Dal suo debutto nel 1998 in 500cc fino al 2005, Biaggi vinse 13 gare e divenne vice campione del mondo in tre occasioni. Dopo aver lasciato il MotoGP™, il Corsaro approdò al WorldSBK dove vinse il campionato nel 2010 e nel 2012. Dopo il suo ritiro dal mondo delle competizioni, ha avviato il Sterilgarda Max Racing. “Mi onora diventare una leggenda del MotoGP™ e sapere che il mio nome sarà lì per sempre insieme a quello di altri piloti importanti come Agostini, Aspar, Nieto, Sheene… Sono molto felice di sapere che il mio nome sarà sempre ricordato ed è un onore ricevere questo riconoscimento dopo tanti anni di duro lavoro. Mi piacerebbe ringraziare tutti coloro che hanno deciso di onorami con questo riconoscimento”, ha detto il corsaro.

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Ducati Panigale V4 MY 2020: inizia la commercializzazione

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Inizia la commercializzazione della nuova Ducati Panigale V4 MY 2020. Sono già circa 450 le moto consegnate ai concessionari europei e statunitensi, e nelle prossime settimane la nuova supersportiva raggiungerà anche gli altri mercati del mondo nei quali Ducati è presente. La nuova supersportiva di Borgo Panigale viene proposta con prezzi a partire da 23.490 euro.
La Panigale V4 è spinta dal Desmosedici Stradale di 1.103 cm³: un V4 di 90° a distribuzione Desmodromica di derivazione MotoGP, unico nel suo genere per l’albero motore controrotante e l’ordine degli scoppi “Twin Pulse”. Il motore è capace di erogare una potenza di 214 CV a 13.000 giri/minuto, ed una coppia di 12,6 Kgm a 10.000 giri/minuto, che lo rende assolutamente godibile anche nell’impiego stradale. È inoltre ora equipaggiata con contenuti ereditati dalla V4 R, a partire dal pacchetto aerodinamico (profili alari, plexiglas, cupolino e carenature laterali di maggiori dimensioni, più efficienti estrattori laterali per l’aria in uscita dai radiatori) che migliora la protezione all’aria del pilota in carena e la stabilità globale del veicolo infondendo sicurezza.
Completa l’aggiornamento il telaio “Front Frame” con rigidezze modificate, per offrire un maggiore feeling dell’anteriore ai massimi angoli di piega. Il Ducati Traction Control (DTC) EVO 2, grazie alla nuova strategia di controllo “predittiva”, migliora sensibilmente la gestione della potenza in uscita di curva, mentre il Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2 riduce i tempi di taglio in “up shift”, consentendo cambiate più sportive oltre i 10.000 giri/minuto, aumentandone la stabilità in forte accelerazione a moto piegata. È stata anche sviluppata una nuova mappatura del sistema Ride by Wire che prevede diverse logiche di gestione della coppia erogata.
Per confermare il successo già ottenuto da questo gioiello di stile e tecnologia, a Borgo Panigale sono stati raccolti e analizzati i feedback e i dati provenienti dai clienti e dalla stampa specializzata. Questo ha permesso a Ducati di realizzare una Panigale V4 più facile, meno affaticante e più intuitiva, ottenendo una moto ancora più veloce al cronometro, con un miglioramento tanto più evidente quanto minore è l’esperienza del pilota. In poche parole una moto ancora più performante e godibile per un amatore che, in pista, può avvicinare la sua prestazione a quella di un rider professionista.

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MV Agusta: 75 anni di storia e di successi

MV Agusta festeggia nel 2020 75 anni di storia e di successi. Tutto infatti cominciò il 19 gennaio del 1945, con la nascita della Meccanica Verghera Srl a Cascina Costa, a pochi passi dall’attuale aeroporto internazionale di Malpensa. La famiglia Agusta, protagonista dell’industria aeronautica, non potendo più fabbricare aeroplani nell’immediato dopoguerra, decise di esprimere la propria passione per la velocità e per la tecnologia costruendo motociclette. Pensate che il primo modello, una 98 cc di cilindrata, pare dovesse chiamarsi “Vespa”, ma il nome era già stato preso, così passò alla storia semplicemente come MV98.

I migliori piloti per MV

Gli Agusta sapevano come convertire con successo i loro modelli da corsa in moto stradali per il crescente pubblico di appassionati, cominciando proprio da una versione di lusso della 98 che fece furore alla fiera di Milano del 1947. Il Conte Domenico Agusta aveva grande fiuto nello scegliere sempre i migliori piloti, molti dei quali sono diventati leggende del motociclismo: Franco Bertoni, il primo pilota MV, seguito da Arcisio Artesiani, Carlo Ubbiali “il cinese volante”, Leslie Graham, Cecil Sandford, Fortunato Libanori, John Surtees, Mike Hailwood, Gianfranco Bonera, Giacomo Agostini e Phil Read. Nei trent’anni dell’era Agusta, la storia delle loro vittorie si intreccia con quella di altrettanto leggendari modelli MV Agusta di serie. Quello tra MV Agusta e Giacomo Agostini fu il binomio più celebre della storia del motociclismo: nella sua carriera, “Ago” vinse 13 titoli mondiali, 18 campionati italiani e 10 Tourist Trophy.

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Castiglioni acquistò MV nel 1992

Venuto a mancare il conte Domenico nel 1971, e dopo l’ultima vittoria di Agostini al Nürburgring nel 1976, il destino dell’azienda sembrava segnato, quando la famiglia Castiglioni decise di cambiarne le sorti. Nel 1992 la Cagiva di Claudio Castiglioni acquisì il marchio MV Agusta e ne trasferì la produzione nei propri stabilimenti della Schiranna, sul lago di Varese, dove si trova tuttora. Sotto la guida visionaria di Claudio Castiglioni il marchio non ha mai smesso di rappresentare la migliore tradizione motociclistica italiana, acquisendo ulteriore fama e prestigio. Castiglioni rivoluzionò l’intero comparto industriale, investendo pesantemente in ricerca e sviluppo e rinforzando la produzione. La F4, una quattro cilindri da 750 cc, fu la prima moto della nuova era, e anche la prima superbike. A tutt’oggi è considerata “la moto più bella di sempre”. Claudio inventò anche il concetto di “naked”, una novità assoluta nel mondo delle moto.

Nel 2011 toccò a Giovanni Castiglioni

Scomparso prematuramente nel 2011, fu suo figlio Giovanni a succedergli alla guida dell’azienda e a raccogliere la sfida della continua innovazione. Giovanni sviluppò attivamente e con successo legami con eccellenze mondiali come Pirelli ed il campione di Formula1 Lewis Hamilton, creando sinergie che allargassero gli orizzonti dell’azienda. Fu sempre Giovanni ad ispirare la creazione della “Brutale” e della F3, dotata del mitico 3 cilindri in linea. La F3 fu la prima a montare un albero contro-rotante, oltre a presentare molte altre innovazioni tecniche. Sotto la guida di Giovanni Castiglioni furono sviluppati altri modelli di notevole rilievo, come la Dragster e la Turismo Veloce, che segnò l’ingresso del marchio in un segmento fino ad allora inesplorato, oltre alle successive evoluzioni della F4 e della F3, sempre accolte molto favorevolmente da critica ed appassionati.

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Superveloce 800 Serie Oro Eccellenza del Design Lombardo

Nel 2017 l’azienda era pronta a compiere il passo successivo e crescere ulteriormente, con l’ingresso di nuovi capitali apportati dalla lussemburghese ComSar Invest, di proprietà di una famiglia di imprenditori animati da un forte spirito pionieristico e dalla passione per i motori, alla stregua degli Agusta e dei Castiglioni. Dopo un iniziale periodo di prova, nel 2019 la famiglia Sardarov acquisiva il 100% del pacchetto azionario di MV Agusta e Timur Sardarov, attuale CEO dell’azienda, ne prendeva le redini. Nuovi modelli, come le produzioni limitate delle serie “Oro” della Brutale 1000 RR e della Superveloce 800, un omaggio alla tradizione di velocità, design e alta ingegneria del marchio, sono stati accolti con grande entusiasmo e riconosciuti come degni rappresentanti dello spirito MV Agusta. Nel 2019 la Superveloce 800 Serie Oro è valsa all’azienda il riconoscimento di “Eccellenza del Design Lombardo”, a testimonianza del suo DNA inconfondibilmente MV Agusta.

20 nuovi modelli nei prossimi 5 anni

Il piano quinquennale recentemente presentato punta ad una crescita sia organica sia strutturale, con l’obiettivo di portare i volumi annuali di vendita a 25,000 unità nei prossimi cinque anni con oltre 20 nuovi modelli. L’apertura a nuovi segmenti, in particolare quello di un pubblico più giovane, è previsto anche attraverso il lancio di una nuova gamma entry-level, così come il ritorno a cilindrate più piccole, come la 350 cc, per la conquista di nuovi mercati, come quello asiatico. A tale scopo è stato recentemente siglato un importante accordo col colosso cinese Loncin per la produzione e la distribuzione di questi nuovi modelli di gamma media. Ricerca e sviluppo si confermano pilastri fondamentali della strategia del marchio.

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Katana 7584, una special che richiama il passato

In occasione del Motor Bike Expo 2020 di Verona Suzuki ha svelato una nuova edizione speciale della Katana. Si tratta, per il momento, di una versione one-off, un esemplare unico, ma nulla nega che non possa diventare, in futuro, una serie limitata. Il nome scelto per la moto è Katana 7584, si legge “settecinqueottoquattro”, e rappresenta un chiaro riferimento al concept che ha dato origine a questa special. Lo spunto stilistico infatti risiede in una delle moto più innovative e stravolgenti mai lanciate sul mercato: la Katana 750 m.y. 1984.

Per rendere omaggio alla “Katana Shark” del 1984, Suzuki ha lavorato in particolar modo sulla livrea. Il Grigio lucido del modello standard lascia il posto ad un peculiare grigio mat a cui è stata accostata una veste grafica che segue le forme uniche della Katana, tingendole di Cosmic Blue, Lipstick Red e Metal Gold. Il logo Suzuki tradizionale lascia il posto ad una moderna “Big label” che riprende lo stile tipico delle moderne Suzuki GSX-RR del Team Ecstar MotoGP. I più attenti potranno notare come anche le forme siano state modificate, I fianchetti perdono le prese d’aria presenti subito sopra il logo Katana, risultando così più puliti. Il logo stesso vede il Kanji Katana in Metallic Gold. Parlando di equipaggiamento, invece, ritroviamo: il cupolino maggiorato, la sella bicolore rosso/nero ed il parafango anteriore realizzato interamente in carbonio. Tutti questi accessori fanno parte del catalogo Genuine Parts che Suzuki dedica al suo iconico modello. Per finire, si è lavorato sulle prestazioni e sul sound di scarico con l’adozione di uno scarico completo Yoshimura, dotato di collettori in acciaio e terminale R-11, sempre in acciaio satin finished, con fondello in carbonio.

Non cambia nulla invece dal punto di vista tecnico. Confermato il quattro cilindri da 150 CV, così come la ciclistica non subisce variazioni. Il telaio è in alluminio rigido e davanti c’è una forcella upside-down KYB da 43 mm. L’impianto frenante sfrutta pinze freno anteriori ad attacco radiale Brembo e un sistema antibloccaggio ABS Bosch, mentre il pacchetto elettronico prevede il controllo elettronico della trazione, e facilita l’avviamento e le partenze con i sistemi Suzuki Easy Start System e Low RPM Assist.

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Volkswagen Golf 8 2020: i numeri delle GTI, R, GTE e GTD

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La Volkswagen Golf 8 non ha più segreti, o quasi. La compatta più famosa in Europa si è già svelata nelle sue versioni ‘convenzionali’. Ma ha ancora degli assi nascosti nella manica: le versioni più ‘hot’, sportive. Di queste, in anticipo sugli unveiling, già conosciamo le prime informazioni.

Volkswagen Golf GTI 2020

La prima versione pepata della segmento C di Wolfsburg ad arrivare sul mercato sarà la Volkswagen Golf GTI 2020. L’iconica versione sportiva della Casa tedesca debutterà in anteprima mondiale, a marzo, al Salone di Ginevra, per poi arrivare nelle concessionarie nella seconda metà del 2020. Al look più sportivo e all’assetto più dinamico gli ingegneri Volkswagen abbineranno un motore da 4 cilindri, 2.0 litri turbo, da 245 CV di potenza. Sarebbe a dire, la stessa potenza dell’attuale Golf GTI Performance. Ma la nuova Volkswagen Golf 8 GTI non arriverà da sola…

Volkswagen Golf GTI TCR 2020

Nella seconda metà del 2020 vedremo infatti anche un’ulteriore declinazione denominata GTI TCR che monterà lo stesso duemila turbo spremuto però fino alla soglia dei 300 CV. In questo caso 10 CV in più rispetto all’omonima versione della generazione precedente. Il tutto condito da una carrozzeria ancora più radicale.

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Volkswagen Golf R 2020

Proseguendo con la saga delle Volkswagen Golf sportive, il capitolo più eccitante, come sempre, sarà interpretato dalla mitica Golf R, che tornerà ad avere spazio anche nell’ottava gamma della compatta tedesca. Tutto però sembra indicare che non raggiungerà la potenza che in molti ci aspettavamo. La stampa tedesca aveva insinuato infatti un tetto di 400 CV per la più radicale delle Golf, ma sembrerebbe, in ultima istanza, che dovrà ‘accontentarsi’ di 333 CV. Niente male, comunque, rispetto ai 300 CV dell’attuale ‘R’.  Manterrà la trazione integrale e potrà godere di un assetto ancora più radicale. Probabilmente verrà svelata nella seconda parte del 2020.

Volkswagen Golf GTE e GTD 2020

Oltre alle Golf sportive a benzina, Wolfsburg proporrà anche le versioni dinamiche diesel e ibride. La prima sarà la Volkswagen Golf GTD 2020, con 200 CV sotto al cofano. La GTE sarà invece la versione elettrificata, ibrida plug-in che monterà il 1.4 TSI affiancato da un motore elettrico alimentato da una batteria da 13 kWh, per una potenza complessiva di 245 CV (+41 CV rispetto all’attuale Golf GTE).


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Volkswagen Golf: versioni, prezzi e rivali

Le versioni, i prezzi e le rivali della nuova Volkswagen Golf, l’ottava generazione della compatta più amata dagli italiani

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Audi Q5: le novità della gamma 2020

An Audi success story –  8 million cars with quattro drive

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Audi Q5

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Audi Q5

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Audi rinnova la motorizzazione best seller della gamma Q5 all’insegna dell’elettrificazione, introducendo l’unità 2.0L da 204 CV, forte del sistema mild-hybrid a 12 Volt. Si tratta della tecnologia MHEV, fino ad ora esclusiva per la sola versione 2.0 (45) TFSI quattro S tronic 245 CV, declinata anche negli step di potenza da 136 e 163 CV.

Tre step di potenza

Declinato in tre livelli di potenza – 136 CV e 320 Nm di coppia, 163 CV e 380 Nm oppure 204 CV e 400 Nm – il 4 cilindri in linea da1.968 cc si distingue per il peso contenuto, grazie soprattutto al basamento in alluminio, e gli attriti ridotti, grazie allo specifico trattamento dedicato alle fasce dei pistoni, all’albero motore e alla testata. I nuovi motori 2.0 TDI condividono il sistema mild-hybrid (MHEV) che consente un ulteriore incremento del comfort e dell’efficienza. Tale tecnologia si avvale di una rete di bordo a 12 Volt. L’alternatore-starter azionato a cinghia consente l’ottimizzazione della funzione start&stop, attiva sin da 15 km/h, e permette lo spegnimento e la riaccensione del motore in fase di veleggio a qualsiasi velocità. Il sistema, che omologa la vettura come ibrida, permette di utilizzare l’energia cinetica in fase di recupero e impiegarla per ricaricare la batteria dello starter, immagazzinandola in un accumulatore agli ioni di litio dedicato.

Prestazioni e consumi

La trasmissione è affidata al cambio a doppia frizione S tronic e la trazione è integrale grazie al sistema quattro con tecnologia ultra che attua una ripartizione della coppia al retrotreno solo quando necessario. La soluzione quattro ultra è di serie per le versioni 2.0 (45) TFSI quattro S tronic 245 CV e 2.0 (40) TDI quattro S tronic 204 CV, entrambe MHEV 12V, oltre che per le varianti 2.0 (35) TDI S tronic 163 CV e 2.0 (40) TDI 190 CV. In quanto a prestazioni l’ Audi Q5 2.0 (40) TDI quattro S tronic 204 CV MHEV 12 dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi a fronte di una velocità massima di 222 km/h e di consumi ed emissioni nell’ordine, rispettivamente, dei 6,4 – 7,2 litri ogni cento chilometri e dei 168 – 189 grammi/km di CO2 nel ciclo WLTP.

Equipaggiamento arricchito

L’Audi Q5 2020 beneficia di ulteriori novità, dato che alle motorizzazioni mild-hybrid si affianca un arricchimento – a fronte di un prezzo invariato – degli allestimenti d’ingresso, Sport e Design. Le dotazioni di serie includono ora il climatizzatore automatico a tre zone, il sistema di ausilio al parcheggio plus, il supporto lombare a quattro vie a regolazione elettrica per le sedute anteriori e il cruise control. Contestualmente, le versioni Business, Business Sport, Business Design ed S line plus beneficiano di una riduzione del listino di 1.000 euro per le motorizzazioni TFSI, TDI e plug-in hybrid con un conseguente vantaggio Cliente che supera il 70%. Tale riduzione ha ulteriori ricadute positive per l’Audi Q5 2.0 (50) TFSI e quattro S tronic 299 CV che rientra nella soglia di prezzo per accedere all’ecobonus (sino a 2.500 euro) non solo nelle varianti d’accesso, Business e Business Design, ma anche nella versione top di gamma S line plus.

I prezzi della nuova Audi Q5 2020

La nuova gamma Audi Q5 2020 parte da 45.200 euro (30 TDI S tronic 136 CV). Il listino della versione plug-in parte invece da 57.500 euro (50 TFSI e quattro S tronic 299 CV).

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Ferrari F12berlinetta (2015): pregi e difetti della supercar del Cavallino

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La Ferrari F12berlinetta appartiene a una razza in via d’estinzione: quella delle supercar V12 aspirate. Oggi ci vogliono circa 180.000 euro per entrare in possesso di un esemplare del 2015 della cattivissima ed elegante coupé di Maranello: scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

I pregi della Ferrari F12berlinetta del 2015

Abitabilità

La Ferrari F12berlinetta può accogliere solo due passeggeri ma offre un abitacolo molto spazioso.

Finitura

Una delle auto del Cavallino più curate di sempre (anche se nelle zone più nascoste si nota ancora qualche imprecisione di troppo).

Dotazione di serie

Ricca: autoradio Bluetooth, cambio automatico, cerchi in lega, climatizzatore, fari bixeno, freni carboceramici, interni in pelle, navigatore satellitare, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio, sospensioni attive e vernice metallizzata.

Capacità bagagliaio

Il vano soddisfa senza problemi le esigenze di una coppia: 320 litri.

Posto guida

Molto ribassato ma tutt’altro che scomodo: sedile avvolgente e comandi ergonomici.

Climatizzazione

Buona, peccato solo per le bocchette d’aerazione piccole.

Sospensioni

Mai troppo dure: garantiscono un buon comfort anche nei lunghi viaggi.

Rumorosità

Non esiste rumore: i 12 cilindri regalano una sinfonia celestiale.

Motore

Il 6.3 V12 Euro 5 a benzina della Ferrari F12berlinetta è uno dei migliori propulsori mai costruiti: 740 CV di potenza, 690 Nm di coppia e una spinta impressionante a qualsiasi regime.

Cambio

La trasmissione automatica (doppia frizione) a 7 rapporti convince per rapidità e precisione degli innesti.

Sterzo

Discreto: potrebbe essere più pronto nella guida sportiva.

Prestazioni

Fantastiche: 340 km/h di velocità massima e 3,1 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Dotazione di sicurezza

In linea con quanto offerto dalla concorrenza: airbag frontali, laterali e a tendina e controlli di stabilità e trazione.

Freni

Semplicemente perfetti: l’impianto carboceramico offre spazi di arresto ridottissimi.

Tenuta di strada

Incollata all’asfalto.

Tenuta del valore

Le Ferrari V12 a motore anteriore sono sempre richiestissime.

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I difetti della Ferrari F12berlinetta del 2015

Visibilità

Limitata nelle manovre di parcheggio.

Prezzo

Da nuova nel 2015 la Ferrari F12berlinetta costava molto (276.668 euro). Oggi si trova abbastanza facilmente a 178.000 euro: poco meno di una Porsche Panamera 4.0 Turbo Executive appena uscita dal concessionario.

Consumo

I 12 cilindri della sportiva del Cavallino sono molto assetati di benzina: 6,7 km/l dichiarati.

Garanzie

La copertura globale e quella sulla verniciatura sono scadute nel 2018.

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