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Telepass, come funziona e come averlo

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Il Telepass è molto diffuso e utilizzato in Italia da anni, nato unicamente come sistema per pagare l’autostrada, oggi permette anche il pagamento di parcheggi, dell’Area C di Milano e di altri servizi come traghetti, parcheggi a strisce blu e altro. È comodo perché consente di saltare la coda al casello autostradale, passando direttamente nella corsia con strisce gialle dedicata, senza doversi fermare. Vediamo come si fa ad avere il Telepass e quanto costa.

Che cos’è il Telepass?

Quello che tutti conosciamo come Telepass è un sistema che permette di riscuotere automaticamente il pedaggio autostradale. È nato ormai più di 30 anni fa, nel 1989, e oggi è presente in tutti i caselli autostradali italiani. Fisicamente da cosa è costituito questo dispositivo? Si tratta di una sorta di ‘scatola’ che si tiene in auto (o altri veicoli a motore), in grado di comunicare con il casello autostradale. Nel momento in cui un veicolo dotato di Telepass passa nella corsia dedicata, viene riconosciuto da un impianto ottico che manda un segnale captato poi dal trasponder, che a sua volta manda un ulteriore segnale che permette alla sbarra di alzarsi e che registra il passaggio dell’auto, addebitando il pedaggio sul conto corrente associato al dispositivo.

Quali sono le modalità con cui si può ottenere un Telepass per la propria auto?

La procedura per avere il Telepass è molto semplice, come anche il suo funzionamento. Vediamo in quali modi un utente può ottenere il dispositivo:

  • recandosi in Banca (se abilitata) o presso qualsiasi Ufficio Postale, potrete ottenere il device nell’immediato o, in alcuni casi, riceverete il Telepass dopo alcuni giorni, generalmente non più di tre;
  • presso un Punto Blu, che vi consegnerà tutte le carte da compilare e firmare per poter avere immediatamente il proprio dispositivo già funzionante. Si tratta infatti dell’unico modo sicuro per uscire dall’ufficio con il Telepass attivo in mano;
  • online, oggi ormai il web offre qualsiasi opportunità. Si può richiedere un device direttamente sul sito ufficiale telepass.it e seguire le istruzioni scritte. Le informazioni che vengono richieste sono i propri dati personali, quelli dell’auto e il codice IBAN per addebitare gli importi del pedaggio autostradale. I tempi per ricevere il Telepass in questo caso variano.

Telepass, ci sono dei costi fissi da sostenere?

Avere un Telepass in auto obbliga al pagamento di costi fissi che sono differenti a seconda della tipologia di ‘pacchetto’ scelto:

  • se si opta per il Telepass standard, allora bisogna pagare 1,26 euro al mese (fattura trimestrale) più i costi di pedaggi e altri servizi;
  • se si sceglie Telepass Strisce Blu il canone mensile è lo stesso, ma si possono pagare anche le soste nei parcheggi a pagamento;
  • Telepass Pay invece richiede un canone fisso più elevato, di 2,50 euro (sempre fattura trimestrale) e permette anche il pagamento di parcheggi, taxi e carburante con un’app.
  • Telepass Premium, è un’ulteriore opzione che consente di aggiungere 1,50 euro al mese e di usufruire di sconti in esercizi convenzionati come noleggi auto o ristoranti, di avere l’assistenza stradale h24 e molto altro.

Dove si può utilizzare il Telepass?

Questa tipologia di servizio si può usare in tutti i caselli autostradali d’Italia, ma da qualche tempo è stato attivato anche il servizio Telepass Europeo. Grazie a quest’ultima possibilità, lo stesso device può essere usato anche per pagare i pedaggi in altri Paesi d’Europa, al momento Spagna, Portogallo e Francia. Ovviamente quest’opzione ha un costo fisso aggiuntivo di 2,40 euro al mese (solo in caso di utilizzo) e può essere attivata sul proprio profilo Telepass.

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Salone di Ginevra 2020: date, orari, prezzi e altre informazioni

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Il Salone di Ginevra 2020 – giunto alla 90° edizione – si terrà dal 5 al 15 marzo (il 2 ci sarà l’annuncio dell’Auto dell’Anno 2020 mentre il 3 e il 4 sarà la volta delle giornate stampa).

Di seguito troverete un breve guida al Salone di Ginevra 2020: date, orariprezzi e altre informazioni utili sulla manifestazione elvetica, una rassegna che ospiterà 140 espositori provenienti da tutto il mondo e 90 anteprime.

Salone di Ginevra 2020: le date e gli orari

  • Giorni infrasettimanali 10:00-20:00
  • Sabato e domenica 09:00-19:00

Salone di Ginevra 2020: i prezzi dei biglietti

Online e App

  • Adulti: 16 franchi (poco più di 15 euro)
  • Ragazzi da 6 a 16 anni e pensionati: 9 franchi (poco meno di 8,50 euro)
  • Gruppi (più di 20 persone): 11 franchi/persona (quasi 10,40 euro)

Allo sportello

  • Adulti: 21 franchi (quasi 20 euro)
  • Ragazzi da 6 a 16 anni e pensionati: 14 franchi (poco più di 13 euro)
  • Gruppi (più di 20 persone): 16 franchi/persona (poco più di 15 euro)

Allo sportello (dalle ore 16:00)

  • Adulti: 13 franchi (poco più di 12 euro)
  • Ragazzi da 6 a 16 anni e pensionati: 9,50 franchi (quasi 9 euro)

Saloni

Le novità del Salone di Ginevra Casa per Casa

Tutte le informazioni sulla 90° edizione della kermesse svizzera. Le Case presenti, quelle assenti e tutte le novità, Casa per Casa, che vedremo al Palexpo

Auto dell’Anno 2020

Per il nono anno consecutivo l’annuncio della vincitrice del premio Auto dell’Anno avverrà al Salone di Ginevra (per la precisione lunedì 2 marzo). Le finaliste dell’edizione 2020 sono sette: BMW serie 1Ford PumaPeugeot 208, Porsche TaycanRenault Clio, Tesla Model 3Toyota Corolla.

Salone di Ginevra 2020: il padiglione 7

Il padiglione 7 del Salone di Ginevra 2020 è stato ribattezzato GIMS-DISCOVERY: uno spazio di 7.500 m2 interamente dedicato alle prove di veicoli a propulsione alternativa con una pista indoor lunga 450 metri.

48 veicoli disponibili guidabili in compagnia di un “Car explainer” e sotto la supervisione dei collaboratori del TCS (Touring Club Svizzero). Per testare le vetture bisogna essere sorteggiati attraverso la GIMS APP del Salone – disponibile per iOS  e Android – e un visitatore particolarmente fortunato potrà vincere una Volkswagen ID3.

Salone di Ginevra 2020: il padiglione 6

Il padiglione 6 del Salone di Ginevra 2020 è rivolto alle start-up operanti nel campo della mobilità: uno spazio – chiamato GIMS-TECH – dove sarà possibile testare bici elettriche, monopattini e Segway. Ma non è tutto: la sezione “Crossing the Future” realizzata in collaborazione con 1000 Miglia racconta, attraverso esperienze visuali, i 90 anni della rassegna svizzera e i 93 anni della Freccia Rossa.

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Autovelox, come funzionano e quanti tipi ne esistono

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I sistemi di autovelox sono disposti in differenti punti delle strade che attraversano tutta Italia e servono per controllare che gli automobilisti rispettino i limiti di velocità imposti dalla Legge. Si distinguono in fissi e mobili, vediamo come funzionano e a quanto ammontano le multe per eccesso di velocità.

La differenza tra autovelox fisso e mobile

Iniziamo a parlare dell’autovelox fisso, dispositivo che serve a monitorare la velocità di percorrenza delle auto in determinati tratti stradali. È munito di fotocellula e posizionato in maniera stabile. Lo strumento misura la velocità istantanea dei veicoli e scatta una foto alla targa dei mezzi che superano il limite consentito in quel tratto. Per il funzionamento dell’autovelox fisso non serve la presenza di una pattuglia, il sistema deve essere visibile e posto all’interno di un box a lato della carreggiata, accompagnato da una segnalazione preventiva.

L’autovelox mobile invece ha lo stesso obiettivo ma non prevede alcuna stabilità e si distingue in videovelox e telelaser. Il primo viene montato sulle auto delle Forze dell’Ordine e funziona come il sistema fisso, rilevando la velocità delle vetture, registrando la targa su un supporto video. Il telelaser invece viene usato nei posti di blocco e funziona con una pistola laser che rileva la velocità dei veicoli di passaggio.

Come funzionano gli autovelox nelle ore notturne

La prima cosa da tenere ben presente è che gli autovelox funzionano sempre, giorno e notte, anche in condizioni di scarsa illuminazione. Il dispositivo scatta una foto alla targa delle auto che superano il limite di velocità consentito a qualsiasi condizione. L’unica differenza è per gli autovelox a infrarossi: di notte il flash non scatta, la foto viene comunque fatta, ma l’automobilista non se ne rende immediatamente conto.

Dove vengono posizionati gli autovelox

È bene rispettare sempre i limiti di velocità imposti dal Codice della Strada, per evitare multe salate e di causare incidenti. È utile sapere dove sono posizionati gli autovelox lungo le tratte stradali che percorriamo; sul sito della Polizia di Stato vengono aggiornate di settimana in settimana le informazioni relative al posizionamento degli strumenti di controllo della velocità, divise per Regioni. Inoltre viene inserita anche la programmazione dei servizi di controllo della velocità con autovelox mobili.

A quanto ammontano le multe che scattano con gli autovelox

L’autovelox scatta una foto alla targa delle auto che superano il limite di velocità consentito, in breve viene poi notificata la sanzione presso la residenza del proprietario del veicolo. L’art. 142 del Codice della Strada riporta il costo delle multe per eccesso di velocità, “per chi supera i limiti massimi di non oltre 10 km/h, la sanzione amministrativa prevede il pagamento di una somma da euro 41 a euro 168, per chi supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità la multa va da euro 168 a euro 674, per chi supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti la sanzione amministrativa prevede il pagamento di una somma da euro 527 a euro 2.108. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 821 a euro 3.287. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi”. Oltre a rischiare di incorrere quindi in una multa salata, è bene evitare di superare i limiti consentiti perché potrebbe essere pericoloso anche per la sicurezza degli utenti della strada.

 

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Bentley Continental GT Mulliner Convertible: la più raffinata

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Gli amanti del lusso su 4 ruote e delle alte prestazioni già avevano disponibile sul mercato, come proposta intrigante, la nuova Bentley Continental GT. Ora però la granturismo inglese diventa ancora più esclusiva nella versione en plein air Mulliner Convertible, che diventa automaticamente la massima espressione del lusso all’interno della gamma Bentley Continental. Debutterà in anteprima mondiale a inizio marzo al Salone di Ginevra 2020.

Non solo cabrio…

Le differenze estetiche rispetto alla Continental GT chiusa non si limitano alla perdita del tetto, ma includono anche una nuova griglia frontale Double Diamond con prese d’aria laterali personalizzate da Mulliner e verniciate in color argento e in nero. Insieme a questi tocchi di esclusività e alla sua elegante e muscolosa carrozzeria troviamo nuovi cerchi da 22 pollici con design a dieci razze.

Bentley Continental GT Mulliner Convertible: 18 mesi di lavoro solo per le tappezzerie

All’interno della Bentley Continental GT Mulliner Convertible i sedili, i pannelli delle portiere e perfino la coperta che nasconde la capote in tela sono tappezzati in pregiata pelle con grafica a diamanti realizzata artigianalmente con 400.000 impunture e due colori per le cuciture a contrasto, rosso e grigio. In totale sono necessari 18 mesi di lavoro per realizzare questo raffinatissimo processo di bordatura.

Gli interni della Bentley Continental GT Mulliner Convertible sono inoltre proposti con otto combinazioni distinte e tre colori. La rifinitura a diamanti è stata realizzata con tecnologie avanzate anche sulla plancia dove è stato montato, inoltre, un lussuoso orologio Breitling in argento spazzolato. La stessa trama fa poi da sfondo anche sul quadro strumenti digitale, anch’esso personalizzato da Mulliner.

Le motorizzazioni della Bentley Continental GT Mulliner Convertible

Questa Bentley Continental GT Mulliner Convertible sarà disponibile sia con il V8 da 4.0 litri che con il W12 da 6.0 litri. Inoltre la carrozzeria potrà essere verniciata con uno dei 61 colori disponibili offerti dal reparto di personalizzazioni Mulliner.


Saloni

Le novità del Salone di Ginevra Casa per Casa

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Patente, in quali casi scatta il ritiro e come riaverla

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Chiunque si metta alla guida di una vettura, deve sapere che è obbligatorio rispettare le disposizioni del Codice della Strada, per tutelare la propria incolumità e quella degli altri utenti. Non rispettare la Legge comporta sanzioni più o meno aspre a seconda dell’infrazione commessa, che possono portare fino al ritiro della patente.

Per quali motivi può avvenire il ritiro della patente?

Il ritiro della patente è una sanzione accessoria al pagamento della multa imposta in caso di violazione di determinate norme del Codice della Strada. Cosa si intende per ritiro? La sottrazione materiale del documento da parte delle Forze dell’Ordine a seguito di una particolare infrazione. Vediamo quali sono i casi in cui avviene:

  • guida con patente scaduta, deve essere rinnovata ogni 10 anni fino al compimento di 50 anni di età, ogni 5 anni fino a 70 anni di età, ogni 3 anni dai 70 agli 80 anni di età e infine ogni due anni. Guidare con la patente scaduta comporta una sanzione amministrativa accompagnata dalla sanzione accessoria del ritiro. Entro 10 giorni dalla segnalazione da parte delle Forze dell’Ordine l’automobilista può fare la visita medica e le pratiche per richiedere nuovamente la propria patente. Passato questo termine invece è necessario richiedere il documento in prefettura, muniti del certificato medico che accerti l’idoneità alla guida e il rinnovo della patente;
  • guida senza aver comunicato il cambio di residenza;
  • non si rispetta l’obbligo di dare precedenza ai veicoli circolanti su rotaie o a quelli a cui spetta in generale;
  • non si sistema correttamente il carico maldisposto, dopo l’invito a farlo da parte degli organi di polizia;
  • lesioni a persone in caso di incidente;
  • esame di revisione non sostenuto nei termini prescritti;
  • patente straniera;
  • guida in stato di ebbrezza, il valore limite legale del tasso alcolemico oggi è pari a 0,5 g/litro. Chi viene sorpreso al volante con tassi più elevati subisce una sanzione amministrativa il cui importo aumenta all’aumentare del tasso e la sanzione accessoria di sospensione della patente che varia da un minimo di 3-6 mesi ad un massimo di 1-2 anni (in base alla quantità di alcol consumata dall’automobilista). In caso di recidiva nel biennio, la patente viene revocata;
  • guida con cellulare, la sanzione amministrativa è prevista sia nel caso in cui l’automobilista sta telefonando sia se sta inviando un messaggio o altro; la sospensione della patente invece avviene solo in caso di recidiva se l’infrazione è ripetuta entro i due anni successivi: il ritiro può variare da 1 a 3 mesi;
  • superamento limiti di velocità, se rientra tra i 40 e i 60 km/h oltre il limite, allora l’automobilista subisce la decurtazione di 6 punti e la sospensione della patente da 1 a 3 mesi, da 8 a 18 in caso di recidiva in un biennio. Se si supera il limite di oltre 60 km/h allora il Codice prevede una pesante sanzione amministrativa, la decurtazione di 10 punti e la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a un anno; in caso di recidiva nel biennio è prevista la revoca della patente.

Ritiro patente: il procedimento per riaverla

A seconda dell’infrazione commessa, l’iter per riottenere la patente cambia. Ad esempio, nel caso di guida con la patente scaduta, basta sostenere gli esami medici. Se il ritiro avviene invece per guida in stato di ebbrezza, è necessario fare uno colloquio presso il Dipartimento della Prevenzione – Medicina Legale. Il soggetto della sanzione dovrà svolgere un programma terapeutico che prevede colloquio di accoglienza, visita medica, esami clinici e quattro sedute di counselling; una volta passate le fasi, allora la patente viene restituita al possessore.

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Mini Countryman John Cooper GT Edition

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L’arrivo della nuova John Cooper Works GP è un evento importante in Casa Mini, così importante che il marchio anglo/tedesco ha deciso di creare un’edizione speciale della Countryman con (quasi) la stessa denominazione della più sportiva della gamma.

La nuova Mini Countryman John Cooper Works GT Edition sarà prodotta in una serie limitata con solo 50 esemplari esclusivi per il mercato italiano, il cui prezzo sarà di 59.400 euro.

Look personalizzato per la Mini Countryman John Cooper Works GT Edition

Esteticamente la Mini Countryman John Cooper Works GT Edition si riconosce per il look più sportivo con elementi estetici esclusivi tra cui le le Bonnet Stripes e le Side Scuttles dedicate, oltre logo GT Edition sul portellone posteriore e i cerchi in lega John Cooper Works Grip Spoke Black da 18 pollici. Tra le colorazioni disponibili per la carrozzeria troviamo anche l’esclusiva tinta White Silver metallizzato con le decorazioni posteriori e laterali, le prese d’aria anteriori e gli specchietti laterali in Chili Red a contrasto e il tetto con la grafica Union Jack.

Tocco racing per gli interni

Dentro la Mini Countryman John Cooper Works GT Edition sfoggia rivestimenti in pelle e tessuto Dinamica bicolore Carbon Black e Grey, rifiniture in Piano Black, battitacco anteriori e posteriori personalizzati, volante sportivo in Alcantara e badge GT Edition sul cruscotto con il numero di serie.

Il motore della Mini Countryman John Cooper Works GT Edition

Sotto il cofano la nuova Mini Countryman John Cooper Works GT Edition è equipaggiata con il motore quattro cilindri a benzina 2.0i TwinPower Turbo con 306 CV di potenza. Lo si può abbinare sia al cambio automatico Steptronic Sport ad otto rapporti che alla trazione integrale ALL4, oltre al differenziale meccanico autobloccante anteriore.


Auto Sportive

Mini John Cooper Works GP 2020

La Mini più potente e veloce mai realizzata in serie (limitata)

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Pagani Imola: le foto, i dati e il prezzo

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La Pagani Imola è l’ultima creazione della Casa emiliana: la supercar di San Cesario sul Panaro (chiamata così in onore del circuito su cui è stata messa a punto) – prodotta in soli 5 esemplari, già tutti venduti a un prezzo di 5 milioni di euro tasse escluse – è una sportiva-laboratorio piena di innovazioni che vedremo presto sugli altri modelli della gamma.

Pagani Imola: i test di Imola

La fase di test sul circuito di Imola della Pagani Imola ha visto, tra le altre cose, la coupé modenese percorrere oltre 16.000 km a velocità da gara: l’equivalente di circa tre 24 Ore di Le Mans.

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Pagani Imola: l’aerodinamica

La Pagani Imola è ricca di elementi aerodinamici ma non estrema: i tecnici del marchio emiliano avrebbero infatti potuto ridurre ulteriormente l’altezza dal suolo ma l’irregolarità delle strade pubbliche avrebbe portato alla perdita di diverse centinaia di kg di carico in pochi istanti.

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Pagani Imola: il motore

Il motore della Pagani Imola è il già noto 6.0 V12 biturbo Mercedes-AMG. Qui la potenza è di 827 CV mentre la coppia è di 1.100 Nm.

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Pagani Imola: piacere di guida

La Pagani Imola pesa solo 1.246 kg e porta al debutto il nuovo sistema di verniciatura Acquarello Light: una soluzione (che vedremo presto su altri modelli) che ha permesso di ridurre di 5 chilogrammi il peso della tinta.

La nuova geometria delle sospensioni ha ridotto l’effetto di dive in frenata e in rollio mentre per quanto riguarda gli pneumatici troviamo coperture Pirelli Trofeo R (265/30 all’anteriore e 355/23 al posteriore) con cerchi da 21”.

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Pagani Imola: il telaio

La monoscocca in Carbo-Titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62 con telaietto tubolare anteriore e posteriore in acciaio sfrutta gli stessi materiali già visti la scorsa estate sulla Pagani Huayra Roadster BC.

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Kia e calcio per il sociale: al via il progetto Insieme per vincere con il Monza

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È stato inaugurato oggi il progetto “Insieme per vincere”: Kia, A.C. Monza e l’Ospedale di Desio hanno unito le forze per regalare momenti di divertimento ai bambini meno fortunati di Monza e provincia.

La Casa coreana e la squadra di calcio lombarda hanno umanizzato gli spazi d’attesa dell’UONPIA (Unità Operativa di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza) – realtà d’eccellenza sul territorio di Desio sotto l’egida della ASST di Monza – con decorazioni delle pareti a tema e introducendo alcuni giochi e gadget sportivi che consentono momenti di svago altrimenti impossibili per i bimbi.

“Ringraziamo il nostro main partner Kia Motors Italia per averci coinvolto in questo progetto che si sposa perfettamente con i valori di A.C. Monza, ha dichiarato Adriano Galliani, Amministratore Delegato di A.C. Monza. “Con questa iniziativa andiamo a rafforzare ulteriormente il nostro rapporto con la provincia di Monza e Brianza fiduciosi che i nuovi allestimenti a tinte biancorosse possano portare sorrisi ai piccoli pazienti dell’ospedale”.

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Maserati: pronta l’offensiva elettrica

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La Casa del Tridente ha annunciato i piani di sviluppo e produzione della nuova gamma elettrificata. Le new entry della famiglia saranno ingegnerizzate e prodotte al 100% in Italia e adotteranno sistemi di propulsione al 100% elettrici e ibridi. 

Ghibli: la prima Maserati elettrificata

Dopo aver annunciato i test di sperimentazione dei nuovi sistemi di propulsione “full electric”, che equipaggeranno i futuri modelli di Maserati, vengono presentati i piani di sviluppo e produzione elettrificata della gamma della Casa del Tridente. La prima vettura ad essere prodotta con un powertrain ibrido sarà, quest’anno, la nuova Maserati Ghibli. 

GranTurismo e GranCabrio: le elettriche saranno prodotte a Mirafiori

Nel corso del 2021, invece, inizierà la produzione delle nuove Maserati GranTurismo e GranCabrio, che saranno le prime vetture del Brand ad adottare soluzioni 100% elettriche. Queste ultime saranno prodotte presso il polo produttivo di Mirafiori con un investimento di 800 milioni di euro. Lo stabilimento di Mirafiori rafforzerà infatti nel corso del 2020 la sua posizione come polo mondiale dedicato all’elettrificazione e alla mobilità del futuro e sarà destinato per gran parte alla produzione delle nuove vetture elettrificate del Marchio.

Modena: l’Innovation Lab partorirà una suspersportiva elettrica

Nel 2020, la prima delle nuove Maserati “made in Modena” ad apparire sarà la super sportiva, ricca di tecnologia e rievocativa dei valori tradizionali del Brand. Nello stabilimento modenese sono in corso importanti aggiornamenti sulla linea di produzione volti ad ospitare anche la versione elettrica della super sportiva. In parallelo è già iniziata la costruzione di una linea di verniciatura, del tutto nuova per l’impianto.

Modena è l’Innovation Lab, il cuore pulsante della ricerca tecnologica, dello sviluppo e della progettazione del Marchio. In questa struttura di eccellenza si progettano tutte le Maserati di oggi e di domani. Qui i processi digitali supportano lo sviluppo del prodotto applicando l’esclusiva ricetta Maserati che, attraverso un approccio integrato, pone l’uomo al centro sin dalle prime fasi: l’attenzione per il cliente è inserita nel mondo della simulazione virtuale con un mix esclusivo tra hardware e software. I processi digitali a supporto dello sviluppo del prodotto si concretizzano in tre grandi aree: il Simulatore Statico, il nuovo Simulatore Dinamico di ultima generazione DiM (Driver-in-Motion) e i laboratori per lo sviluppo della “User eXperience”.

A Cassino una nuova ‘Utility Vehicle’

Successivamente arriverà un nuovo “utility vehicle” Maserati costruito a Cassino e destinato ad avere un ruolo di primo piano per il Marchio grazie alle innovative tecnologie. Un investimento di circa 800 milioni di euro verrà utilizzato per la costruzione della nuova linea di produzione, che prenderà il via alla fine del primo trimestre del 2020. L’uscita dalla linea delle prime auto pre-serie è prevista entro il 2021.

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Auto con cambio automatico: come e cosa scegliere

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Le auto con cambio automatico non sono tutte uguali: chi odia il pedale della frizione può scegliere tra quattro tipologie di trasmissione (doppia frizione, convertitore di coppia, CVT e robotizzate, senza dimenticare le elettriche prive di cambio) molto diverse tra loro.

Di seguito troverete una guida completa ai cambi automatici: come funzionano, da quali auto sono montati e quali sono i loro pregi e difetti.

Cambio automatico a doppia frizione

Come funziona

Il cambio automatico a doppia frizione è il più evoluto in commercio: si tratta di una trasmissione composta da due cambi parziali indipendenti collegati attraverso la doppia frizione al motore mediante due alberi che si intercalano in base alle marce. In parole povere per velocizzare i tempi di cambiata una frizione gestisce le marce dispari mentre l’altra si occupa di quelle pari.

Pregi e difetti

Il cambio automatico a doppia frizione è superiore alle altre trasmissioni quando si parla di rapidità e di fluidità nei passaggi marcia ma è anche il più costoso da riparare in caso di rotture.

Auto che lo montano

  • Alfa Romeo Giulietta
  • Alpine A110
  • Audi A1
  • Audi A3
  • Audi A4 S tronic
  • Audi A4 allroad S tronic
  • Audi A6 S tronic
  • Audi A7 S tronic
  • Audi A5 S tronic
  • Audi TT
  • Audi R8
  • Audi Q2
  • Audi Q3
  • Audi Q5 S tronic
  • Bentley Continental
  • BMW serie 1 (tranne 118d)
  • BMW serie 2 Active Tourer (218i, 220i, 216d)
  • BMW serie 2 Gran Tourer (218i, 220i, 216d)
  • BMW M2
  • BMW 218i Gran Coupé
  • BMW M4
  • BMW X1 (18i, 20i, 16d)
  • BMW X2 (18i, 20i)
  • Cupra Ateca
  • Ferrari Portofino
  • Ferrari 488
  • Ferrari F8
  • Ferrari GTC4Lusso
  • Ferrari 812
  • Fiat 500X
  • Ford C-Max
  • Honda NSX
  • Hyundai i20
  • Hyundai i30
  • Hyundai Ioniq (no EV)
  • Hyundai Kona (no EV)
  • Hyundai Tucson
  • Jeep Renegade DDCT
  • Kia Ceed
  • Kia ProCeed
  • Kia Stonic
  • Kia Niro
  • Kia Xceed
  • Kia Sportage DCT7
  • Lamborghini Huracán
  • McLaren Sports Series
  • McLaren Super Series
  • McLaren GT
  • Mercedes classe A
  • Mercedes classe B
  • Mercedes CLA
  • Mercedes GT
  • Mercedes GLA
  • Mercedes GLB
  • Mini (tranne John Cooper Works)
  • Mini Clubman (One, One D, Cooper, Cooper S)
  • Mini Countryman (One, Cooper, One D, Cooper S non Business)
  • Nissan GT-R
  • Nissan Juke
  • Nissan Qashqai DCT
  • Nissan X-Trail DCT
  • Porsche Panamera
  • Porsche 718
  • Porsche 911
  • Porsche Macan
  • Renault Twingo
  • Renault Clio
  • Renault Mégane
  • Renault Talisman
  • Renault Scénic
  • Renault Grand Scénic
  • Renault Espace
  • Renault Captur
  • Renault Kadjar
  • Seat Ibiza
  • Seat Leon
  • Seat Alhambra
  • Seat Arona
  • Seat Ateca
  • Seat Tarraco
  • Skoda Scala
  • Skoda Octavia
  • Skoda Superb
  • Skoda Kamiq
  • Skoda Karoq
  • Skoda Kodiaq
  • Volkswagen Polo
  • Volkswagen Golf
  • Volkswagen Passat
  • Volkswagen Arteon
  • Volkswagen Touran
  • Volkswagen Sharan
  • Volkswagen T-Cross
  • Volkswagen T-Roc
  • Volkswagen Tiguan
  • Volkswagen Tiguan Allspace
  • Volkswagen Caddy
  • Volvo XC40 T5

Cambio automatico a convertitore di coppia

Come funziona

Nel cambio automatico a convertitore di coppia – il sistema più tradizionale di tutti – il convertitore di coppia funge da frizione distribuendo le forze di trazione tra motore e cambio.

Pregi e difetti

Il cambio automatico a convertitore di coppia è molto affidabile ma aumenta i consumi ed è meno rapido nei passaggi marcia di un doppia frizione.

Auto che lo montano

  • Alfa Romeo Giulia
  • Alfa Romeo Stelvio
  • Aston Martin Rapide
  • Aston Martin Vantage
  • Aston Martin DBS
  • Aston Martin DB11
  • Aston Martin DBX
  • Audi A4 tiptronic
  • Audi A4 allroad tiptronic
  • Audi A6 S tronic
  • Audi A6 tiptronic
  • Audi A6 allroad
  • Audi A7 tiptronic
  • Audi A8
  • Audi A5 tiptronic
  • Audi Q5 tiptronic
  • Audi Q7
  • Audi Q8
  • Bentley Flying Spur
  • Bentley Mulsanne
  • Bentley Bentayga
  • BMW 118d
  • BMW serie 3
  • BMW serie 3 Gran Turismo
  • BMW serie 5
  • BMW serie 7
  • BMW serie 2 Active Tourer (225xe, 218d, 220d)
  • BMW serie 2 Gran Tourer (218d, 220d)
  • BMW serie 2 (tranne M2)
  • BMW serie 2 Gran Coupé (no 218i)
  • BMW serie 4 (tranne M4)
  • BMW serie 4 Gran Coupé
  • BMW serie 6 Gran Turismo
  • BMW serie 8
  • BMW serie 8 Gran Coupé
  • BMW Z4
  • BMW X1 (18d, 20d)
  • BMW X2 (18d, 20d)
  • BMW X3
  • BMW X4
  • BMW X5
  • BMW X6
  • BMW X7
  • Cadillac XT4
  • Chevrolet Camaro
  • Chevrolet Corvette
  • Citroën C3
  • Citroën C4 SpaceTourer
  • Citroën Grand C4 SpaceTourer
  • Citroën C4 Cactus
  • Citroën C3 Aircross
  • Citroën C5 Aircross
  • Citroën Berlingo
  • DS 3 Crossback (no E-Tense)
  • DS 7 Crossback
  • Ford Fiesta
  • Ford Focus
  • Ford Mondeo (tranne Hybrid)
  • Ford S-Max
  • Ford Galaxy
  • Ford Mustang
  • Ford EcoSport
  • Ford Kuga (no PHEV)
  • Ford Edge
  • Ford Tourneo Connect
  • Hyundai i10
  • Hyundai Santa Fe
  • Jaguar XE
  • Jaguar XF
  • Jaguar F-Type
  • Jaguar E-Pace
  • Jaguar F-Pace
  • Jeep Renegade (no DDCT)
  • Jeep Compass
  • Jeep Wrangler
  • Jeep Cherokee
  • Jeep Grand Cherokee
  • Kia Stinger
  • Kia Sportage AT8
  • Kia Sorento
  • Lamborghini Urus
  • Land Rover Defender
  • Land Rover Discovery Sport
  • Land Rover Discovery
  • Land Rover Range Rover Evoque
  • Land Rover Range Rover Velar
  • Land Rover Range Rover Sport
  • Land Rover Range Rover
  • Lexus LC V8
  • Lotus Evora
  • Maserati Ghibli
  • Maserati Quattroporte
  • Maserati Levante
  • Mazda Mazda3
  • Mazda Mazda6
  • Mazda MX-5
  • Mazda CX-30
  • Mazda CX-5
  • Mercedes classe C
  • Mercedes classe E
  • Mercedes classe S
  • Mercedes CLS
  • Mercedes SLC
  • Mercedes SL
  • Mercedes GT Coupé 4
  • Mercedes GLC
  • Mercedes GLE
  • Mercedes GLS
  • Mercedes classe G
  • Mini John Cooper Works
  • Mini Clubman (Cooper S, John Cooper Works, Cooper D, Cooper SD)
  • Mini Countryman (Cooper S Business, John Cooper Works, Cooper S E, Cooper D, Cooper SD)
  • Mitsubishi Eclipse Cross diesel
  • Nissan 370Z
  • Opel Corsa
  • Opel Astra AT9
  • Opel Insignia
  • Opel Crossland X
  • Opel Grandland X
  • Opel Combo
  • Peugeot 208
  • Peugeot 308
  • Peugeot 508
  • Peugeot 2008
  • Peugeot 3008
  • Peugeot 5008
  • Porsche Cayenne
  • Ssangyong Tivoli
  • Ssangyong XLV
  • Ssangyong Korando
  • Ssangyong Rexton
  • Suzuki Vitara
  • Suzuki S-Cross
  • Suzuki Jimny
  • Toyota GT86
  • Toyota Supra
  • Toyota Land Cruiser
  • Volkswagen Touareg
  • Volvo V40
  • Volvo V40 Cross Country
  • Volvo S60
  • Volvo V60
  • Volvo V60 Cross Country
  • Volvo S90
  • Volvo V90
  • Volvo V90 Cross Country
  • Volvo XC40 (tranne T5)
  • Volvo XC60
  • Volvo XC90

Cambio automatico CVT

Come funziona

Il cambio automatico CVT a variazione continua cambia marcia in modo progressivo e non per gradi. In pratica – come nel caso degli scooter – non ha un numero di rapporti preciso.

Pregi e difetti

Il vantaggio principale del cambio automatico CVT a variazione continua consiste nell’avere sempre a disposizione il rapporto migliore in quasi tutte le situazioni. Senza dimenticare i bassi costi in caso di rottura. Poco convincente, invece, l’effetto “scooter” (come se la frizione slittasse) che emerge nell’uso quotidiano.

Auto che lo montano

  • Ford Mondeo Hybrid
  • Ford Kuga PHEV
  • Honda Jazz
  • Honda Civic
  • Honda HR-V
  • Honda CR-V (no Hev)
  • Lexus CT
  • Lexus IS
  • Lexus ES
  • Lexus RC
  • Lexus LC Hybrid
  • Lexus UX
  • Lexus NX
  • Lexus RX
  • Mitsubishi Space Star
  • Mitsubishi ASX
  • Mitsubishi Eclipse Cross benzina
  • Mitsubishi Outlander (no PHEV)
  • Nissan Micra
  • Nissan Qashqai CVT
  • Nissan X-Trail X-Tronic
  • Opel Astra CVT
  • Renault Koleos
  • Subaru Impreza
  • Subaru Levorg
  • Subaru XV
  • Subaru Forester
  • Subaru Outback
  • Toyota Yaris
  • Toyota Corolla
  • Toyota Prius
  • Toyota C-HR
  • Toyota RAV4

Cambio automatico robotizzato

Come funziona

Il cambio automatico robotizzato è basato sul cambio manuale ma è dotato di un azionamento elettroidraulico per il cambio delle marce.

Pregi e difetti

Il cambio automatico robotizzato è il sistema di trasmissione più economico da acquistare per chi vuole un’auto senza pedale della frizione: il sovrapprezzo rispetto alle vetture con cambio manuale non è eccessivo. Impossibile, però, raggiungere lo stesso livello di comfort offerto da altri cambi automatici: gli “strattoni” durante i passaggi marcia sono evidenti.

Auto che lo montano

  • Abarth 595
  • Dallara Stradale
  • Fiat 500
  • Fiat Tipo
  • Fiat 500L
  • Lamborghini Aventador
  • Toyota Aygo

L’articolo Auto con cambio automatico: come e cosa scegliere proviene da Icon Wheels.

Fonte: