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Pulizia dei sedili con il vapore: tutti i consigli utili

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La pulizia dell’auto è molto importante, non sempre è facile mantenere l’abitacolo della propria vettura in ordine e gli esterni lucidi come nuovi, soprattutto se si usa spesso la macchina per lavoro e viaggi o se si ha una famiglia numerosa o ancora animali domestici. Invece che recarsi nei centri specializzati in autolavaggio, ovviamente più costosi, si può ricorrere a soluzioni fai da te, come la pulizia degli interni a vapore. È una tecnica che permette di eliminare lo sporco, igienizzare e lavare i sedili e ogni superficie dell’abitacolo, senza usare alcun altro prodotto. Basta avere solo un pulitore a vapore per ottenere buoni risultati con il minimo sforzo. Vediamo come pulire al meglio gli interni della propria auto usando questa soluzione.

Pulizia degli interni auto a vapore: perché è la soluzione migliore

La pulizia dell’auto e dei suoi interni andrebbe eseguita regolarmente, non solo per rendere il veicolo ordinato e presentabile, ma anche per una questione di igiene e per mantenere la vettura in condizioni ottimali per più tempo. Ogni giorno all’interno dell’abitacolo si accumulano polvere, sporcizia, peli di animali, capelli e residui di cibo. Rivolgersi sempre ad un centro specializzato in autolavaggi potrebbe essere una soluzione troppo costosa. Optare per il fai da te è la scelta ottimale anche perché permette di pulire l’auto in maniera pratica ed efficace, evitando brutte soprese o di usare prodotti chimici alternativi. La pulizia a vapore permette anche di ottenere un ottimo risultato dal punto di vista dell’igiene. Uno strumento come vaporetto o qualsiasi aspirapolvere multifunzione, con il potere sanificante del vapore, permette di pulire perfettamente ogni angolo all’interno dell’auto, i sedili, il bagagliaio, i tappetini e ogni superficie in tessuto. Ci sono dei modelli di pulitori dotati anche di spazzole particolari che assicurano una pulizia efficace di ogni elemento.

Pulizia a vapore dell’abitacolo dell’auto: come fare

Prima di iniziare a pulire l’auto con la tecnica a vapore, è necessario svuotare tutto l’abitacolo, liberando quindi gli interni da qualsiasi oggetto superfluo, andando a svuotare tutti i portaoggetti e i posacenere. Una volta che l’abitacolo è pronto, allora si può procedere con la pulizia a vapore dei sedili, del fondo e del bagagliaio. L’aspiratore multifunzione deve essere utilizzato prima di tutto per rimuovere tutta la polvere e lo sporco, dopodiché si può procedere con la pulizia a vapore, facendo ben attenzione a regolare l’intensità e il getto del vapore per evitare di danneggiare le superfici interne della vettura. Utilizzando la spazzola apposita per i tessuti o semplicemente il getto, si può lavare e igienizzare interamente l’abitacolo, quindi tutti gli elementi che lo compongono quali i sedili, il tetto interno, il fondo, i tappetini, i pedali, la console centrale, puoi andare a pulire anche l’interno del bagagliaio e addirittura il vano motore.

Pulire i sedili dell’auto con il vapore: a cosa fare attenzione

La pulizia degli interni dell’auto a vapore è un’ottima scelta, perché permette anche un’igienizzazione profonda sia dei sedili che di tutti i rivestimenti in tessuto del veicolo. La prima volta che ti appresti a pulire l’abitacolo della tua vettura con questa tecnica, ti consigliamo di testare preventivamente il getto del vapore su una piccola superficie meno esposta e visibile. È importante infatti verificarne la potenza, visto l’elevato calore e il rischio di rovinare le superfici in tessuto. Se i sedili sono in pelle, allora la pulizia a vapore è sconsigliata, perché l’elevato calore potrebbe rovinarla in maniera irreversibile. La pelle infatti potrebbe danneggiarsi o macchiarsi, col calore tende a rilassarsi e poi rompersi. Per questo motivo è bene utilizzare dei prodotti dedicati alla pulizia della pelle oppure, per stare più tranquilli, rivolgersi ad un professionista che abbia tutti gli strumenti adatti alla detersione della pelle senza rovinarla.

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Auto d’epoca e storica: cosa sapere sull’assicurazione

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I possessori di un’auto d’epoca o di interesse storico, che vogliono circolare con la propria vettura, devono avere una polizza assicurativa dedicata. Vediamo cosa devono fare.

Assicurazione sulle auto d’epoca e storiche

Nel mondo ci sono migliaia di appassionati di auto d’epoca, che custodiscono i loro splendidi gioielli in garage, per portarli in mostra ai raduni e alle fiere dedicati ai modelli del passato. I vari eventi che si tengono ogni anno anche in Italia riuniscono tutte le persone che hanno in comune questa grande passione per le auto d’epoca o di interesse storico. Molti amano avere tra le mani questa tipologia di veicoli, tengono modelli comprati molti anni prima e li restaurano, adorandoli e provando una certa nostalgia per il passato. Tanti lo fanno anche per business, quindi acquistano e rivendono questi gioielli unici. Chi ha un amore vero per questi veicoli, spesso anche molto rari, li vuole guidare, portare ai raduni e alle rievocazioni storiche. Per questo però serve assolutamente un’assicurazione, è il Codice della Strada a prescriverlo in Italia. Vediamo quali sono le auto storiche e quelle d’epoca e le tipologie di assicurazione dedicate.

La differenza tra auto di interesse storico e auto d’epoca

Le auto storiche e di interesse collezionistico sono differenti dalle auto d’epoca, sembrano essere categorie affini, ma la Legge le tratta diversamente e quindi non devono essere confuse. Il Codice della Strada, all’art. 60, definisce i criteri per identificare auto d’epoca e storiche.

Le prime sono le vetture che sono state cancellate dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per essere conservate in locali o musei, salvaguardandone le caratteristiche tecniche originarie della Casa produttrice. Per essere auto d’epoca quindi non devono assolutamente subire alcuna modifica e oltretutto non possono circolare sempre liberamente su strada, ma solo in occasione di raduni organizzati o manifestazioni di settore. I veicoli che rientrano in questa categoria devono essere iscritti in un elenco specifico presso il Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Le auto che invece vengono definite di interesse storico e collezionistico non vengono radiate dal PRA, per rientrare in questa categoria devono aver superato i 20 anni di età. Oltretutto, possono circolare sempre liberamente su strada, l’importante è che abbiano tutti i requisiti previsti dalla Legge: devono essere iscritte ad un registro storico tra cui ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, e possedere il CRS, Certificato di Rilevanza Storico collezionistica.

La copertura assicurativa sulle auto d’epoca e sulle auto di interesse storico e collezionistico

Una volta fatta chiarezza su quali sono le differenze sostanziali tra una e l’altra tipologia di auto, tutte comunque considerate dei gioielli dai propri proprietari, possiamo finalmente parlare della copertura assicurativa per questa tipologia di veicoli. Partiamo con le auto d’epoca che, come abbiamo detto, possono circolare liberamente su strada solo ed esclusivamente per partecipare a manifestazioni di settore. È chiaro quindi che l’assicurazione serva all’auto solo per percorrere il tracciato determinato dall’evento stesso. Il proprietario del veicolo deve chiedere all’Ufficio Provinciale del Dipartimento per i Trasporti Terrestri il foglio di via e la targa provvisoria, necessari per la circolazione temporanea dell’auto d’epoca.

Per quanto riguarda invece le auto di interesse storico, se iscritte all’ASI, sono già in possesso di tutto quel che serve per la copertura assicurativa. Il proprietario di questa tipologia di veicoli può quindi contattare differenti compagnie per richiedere dei preventivi, l’unica cosa da sapere è che solitamente i registri storici possiedono delle convenzioni per i propri iscritti, quindi è bene tenerlo presente per risparmiare.

Le caratteristiche dell’assicurazione per auto d’epoca e storiche

La copertura assicurativa per queste due particolari categorie di veicoli ha una classe di merito fissa, che non prevede quindi il sistema bonus/malus e permette invece la guida libera, quindi nulla cambia se al volante c’è una persona diversa dall’intestatario. Chi possiede più auto storiche, definito collezionista, può chiedere la “formula garage”, che conviene di più rispetto alla stipula di differenti polizze singole. Quanto costa l’assicurazione? Il premio dipende da RCA e presenza di coperture complementari, esperienza e provenienza geografica del proprietario, cilindrata del veicolo, iscrizione all’ASI e alla FIVS.

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Bollo auto economico: dieci vetture che pagano meno di 150 euro all’anno

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È facile pagare un bollo auto economico se sai come farlo: per spendere meno di 150 euro all’anno, ad esempio, è sufficiente acquistare una vettura con una potenza non superiore a 78 CV (58 kW).

Di seguito troverete dieci auto che pagano una tassa automobilistica inferiore a 150 euro all’anno: si tratta soprattutto di modelli appartenenti al segmento delle citycar provenienti da Italia, Corea del Sud e Germania, anche se non mancano proposte di altre categorie e di altre nazioni.

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Dacia Sandero 1.5 Blue dCi 75 CV – 141,90 euro

La Dacia Sandero 1.5 Blue dCi 75 CV è, secondo noi, la proposta più interessante per chi vuole pagare poco il bollo auto.

La seconda generazione della piccola rumena non brilla alla voce “finiture” ma si riscatta con un’eccellente spinta ai bassi regimi.

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Fiat Panda 1.2 – 131,58 euro

La Fiat Panda 1.2 – disponibile nelle varianti benzina e EasyPower a GPL – è l’auto più amata dagli italiani.

La terza generazione della citycar torinese, sviluppata sullo stesso pianale della 500, è una “baby” versatile ricca di spazio nella zona della testa.

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Ford Fiesta 1.1 – 141,90 euro

La Ford Fiesta 1.1 – disponibile nelle varianti benzina e GPL – è una “segmento B” con un divano largo a sufficienza per accogliere abbastanza comodamente tre passeggeri.

La settima generazione della piccola statunitense condivide il pianale con la Ka+ e ospita sotto il cofano un motore poco pimpante ai bassi regimi.

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Hyundai i10 1.0 – 126,42 euro

La Hyundai i10 1.0 – disponibile nelle varianti benzina e Econext a GPL – verrà presto rimpiazzata da un nuovo modello.

La seconda generazione della citycar coreana costa poco (prezzi da 10.950 euro) e offre tanto: la dotazione di serie della lussuosa versione Prime comprende – tra le altre cose – quattro alzacristalli elettrici, l’avviso cambio corsia e i cerchi in lega.

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Kia Picanto 1.0 – 126,42 euro

La Kia Picanto 1.0 è disponibile nelle varianti a benzina e EcoGPL.

La seconda generazione della citycar coreana ha un divano posteriore un po’ troppo stretto.

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Lancia Ypsilon 1.2 – 131,58 euro

La Lancia Ypsilon 1.2 è disponibile nelle varianti benzina e Ecochic a GPL.

La seconda generazione della piccola torinese non è una campionessa di consumi.

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Renault Clio Sporter dCi 75 CV – 141,90 euro

La Renault Clio Sporter dCi 75 CV – variante station wagon della quarta generazione della piccola francese (nel frattempo è già arrivata la quinta serie: qui il nostro primo contatto) – è una baby familiare comoda e scattante impreziosita da un bagagliaio capiente.

Ingombrante fuori (4,27 metri di lunghezza) ma con pochi centimetri a disposizione della testa dei passeggeri posteriori più alti, è poco agile nelle curve.

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Smart fortwo cabrio 70 – 134,16 euro

La Smart fortwo cabrio 70 – variante scoperta della terza generazione della citycar tedesca a trazione posteriore – sparirà presto dal listino (rimarrà solo la versione elettrica).

Una spider “mignon” (solo 2,74 metri di lunghezza) costosa e rumorosetta rivolta a chi non cerca la praticità: i posti a sedere, infatti, sono solo due e il bagagliaio è quello che è.

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Toyota Aygo – 136,74 euro

La seconda generazione della Toyota Aygo – “gemella” di Citroën C1 e Peugeot 108 – è una citycar giapponese agile nel traffico e piacevole da guidare nelle curve.

Il bagagliaio è piccino e il motore potrebbe essere più pronto ai bassi regimi.

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Volkswagen up! eco – 129,00 euro

La Volkswagen up! eco è la variante a metano della citycar tedesca gemella della Seat Mii.

Una “baby” costruita con cura e parca nei consumi dotata di un motore poco brioso e carente di coppia. Non molto ricca la dotazione di serie.

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Revisione auto, in cosa consiste: tutti i controlli effettuati

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La revisione auto in Italia è una pratica obbligatoria per ogni veicolo, anche quando pare che la vettura sia in ottime condizioni e non dia problemi, è necessario farla per Legge. Non sottoporre la vettura a revisione, infatti, potrebbe costare all’automobilista una multa molto cara, che va da circa 170 euro a quasi 8mila euro, a seconda dei casi. La revisione auto è un controllo periodico che serve per verificare che il veicolo sia in sicurezza, quanto rispetta l’ambiente e quanto consuma. Vediamo quando bisogna farla, in cosa consiste, a chi rivolgersi e quali sono i costi della revisione auto.

Revisione auto, di cosa si tratta?

È una procedura obbligatoria per Legge, tramite la quale le vetture vengono sottoposte a differenti test che servono a verificare alcuni parametri dell’auto, in termini di emissioni e di sicurezza per sè stessi e gli altri utenti della strada. La revisione serve per accertare che la vettura mantenga le condizioni di omologazione negli anni, come appena uscita dal concessionario, nuova di pacca. Cosa viene controllato durante la revisione auto? Vediamolo di seguito:

  • l’impianto elettrico;
  • lo stato del telaio, del sistema di frenata, degli assi pneumatici e delle sospensioni;
  • i rumori e i gas di scarico;
  • la capacità di visibilità del conducente;
  • l’insieme degli equipaggiamenti;
  • il corretto funzionamento dello sterzo;
  • il serbatoio del gas, ogni anno, per le auto a GPL.

Revisione auto, come viene segnalato il superamento dei test

Alla fine dei test effettuati sull’auto per la revisione, nel caso di esiti positivi, il meccanico applica un’etichetta che riporta la dicitura ‘regolare’ sulla Carta di Circolazione. Dal mese di marzo 2019 vige un ulteriore obbligo: rilasciare al proprietario della vettura il Certificato di Revisione, da tenere sempre a bordo, in caso di controlli da parte delle Forze dell’Ordine. Su questo attestato devono essere scritti:

  • la categoria dell’auto;
  • i dati del veicolo;
  • i km percorsi al momento della revisione;
  • la data e il luogo in cui sono stati eseguiti i controlli all’auto;
  • l’esito della revisione;
  • la data in cui fare la successiva o il giorno in cui scade il certificato.

Tutte le informazioni vengono trasmesse al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il chilometraggio viene riportato anche nel Portale dell’Automobilista. Quest’ultima è una novità introdotta per provare a far fronte al problema delle truffe del contachilometri, truccati per cercare di rendere la propria auto usata ‘più giovane’ nel momento in cui si decide di rivenderla.

Revisione auto, cosa succede la vettura non passa i test?

Se durante la revisione l’auto presenta dei parametri che non possono essere accettati, allora viene apposta un’etichetta con la dicitura ‘ripetere’ sulla Carta di Circolazione, dove vengono indicati ovviamente anche i test non superati. In questo caso si ha un mese di tempo per ripetere i controlli, durante il quale si può circolare in auto. Se invece il veicolo non passa la revisione e viene ‘sospeso dalla circolazione’, allora l’automobilista potrà guidare la vettura solo per fare le opportune riparazioni e poi sarà necessario sottoporre il mezzo ad una nuova revisione.

Revisione auto, quando bisogna farla?

La prima revisione auto deve essere fatta dopo 4 anni dalla data di immatricolazione, non per forza sempre lo stesso giorno esatto, basta che sia entro la fine del mese. In seguito bisogna fare la revisione ogni due anni, a parte alcune tipologie di veicoli che devono ripetere il controllo annualmente:

  • taxi e veicoli a noleggio con conducente;
  • autobus;
  • ambulanze.

Quanto costa la revisione auto?

La revisione ha un costo differente a seconda di dove si decide di fare. Il prezzo da pagare infatti è di 65,25 euro presso l’ACI, di 45 euro invece in Motorizzazione Civile. In un centro di revisione o in un’officina autorizzata invece si pagano:

  • 45 euro di revisione;
  • 9,90 euro di IVA (al 22%);
  • 10,20 euro di diritti di Motorizzazione Civile;
  • 1,80 euro di bollettino postale.

In tutto quindi il costo della revisione auto effettuato in un centro specializzato è di 66,80 euro.

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Pedaggio autostradale, come si calcola

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Le autostrade italiane, come ben sappiamo, sono soggette al pagamento del pedaggio da parte degli automobilisti che le percorrono. Il pagamento avviene al passaggio dal casello autostradale con cassa automatica, con personale alla cassa oppure con Telepass, per i veicoli che ne sono muniti.

Come si calcola il pedaggio autostradale?

Innanzitutto definiamo il pedaggio come quella somma di denaro che si deve pagare alla concessionaria che si occupa della manutenzione della tratta autostradale e che impone quindi le proprie tariffe a chi transita. Si paga in moltissime autostrade italiane, viene conteggiato in base al passaggio dai caselli di entrata e di uscita. I costi cambiano in base a differenti variabili, dipendono molto più spesso dai km percorsi che da altri differenti coefficienti applicabili. L’importo si corrisponde presso i caselli personalmente o automaticamente con Telepass.

Il calcolo dipende da differenti fattori, vediamo quali:

  • la classe del veicolo, in Italia tutti i mezzi sono divisi in cinque categorie definite con lettere e numeri. Lettera A per veicoli a due assi con altezza del primo asse sino a 130 cm rispetto al piano stradale, qui vi rientrano la maggior parte delle auto; lettera B per i veicoli con altezza maggiore di 130 cm, come bus, autocarri e camper. I gruppi 3, 4 e 5 invece indicano i mezzi più voluminosi, come alcuni autocarri, autotreni e autoarticolati;
  • il costo differente dei vari tratti autostradali, da nord a sud infatti il pedaggio delle autostrade italiane varia, non è sempre lo stesso. Dipende dalle caratteristiche dell’autostrada che si percorre, la tariffa cambia se si tratta di percorsi di pianura (costano meno) o di montagna. Per questo motivo spesso accade che, percorrendo gli stessi km su una tratta piuttosto che un’altra, si paghino cifre differenti. Un motivo comunque c’è: la somma richiesta agli automobilisti dipende anche dai costi di costruzione/manutenzione delle varie autostrade.

In Italia quindi non esiste un prezzo fisso per l’autostrada, dipende da quali caselli si prendono in entrata e da quali altri si prendono in uscita. La maggior parte delle autostrade comunque è a pagamento. Si calcola il pedaggio dovuto e si applicano le tariffe differenti scelte dalla concessionaria su quasi seimila km di rete, gestita principalmente dalla nota società Autostrade per l’Italia. Oltre alle autostrade, ci sono anche alcuni tratti di tangenziali che vengono classificati come autostrade e trafori e che quindi prevedono il pagamento di un pedaggio.

Pedaggio autostradale, cosa succede se si perde il biglietto o non si paga?

Perdere il biglietto che viene rilasciato all’ingresso in autostrada significa dover pagare l’intera tratta, ovvero dal casello di entrata più lontano. Questo avviene perché appunto, dal momento che non si ha più la prova cartacea, non si può dimostrare in alcun altro modo il punto in cui si è entrati in autostrada. L’unica soluzione potrebbe essere far avere alla società, tramite invio certificato o direttamente in uno dei Punti Blu, una prova che riesca a dimostrare quale sia stato il vero casello d’ingresso. Il pedaggio effettivo si paga solo ed esclusivamente se il documento viene accettato come prova, altrimenti resta l’obbligo di pagare l’intera tratta.

Se invece non si paga il pedaggio autostradale, e quindi non viene corrisposta la somma al casello, anche in parte, allora viene emesso uno scontrino che indica il mancato pagamento e anche l’importo dovuto e le modalità per saldare la somma. Solitamente si può provvedere a risolvere la situazione di mancato pagamento entro 15 giorni, senza subire alcun aggravio. Se invece non si paga il dovuto, allora si incorre in oneri aggiuntivi e sanzioni.

Pedaggio autostradale in Europa

Oltre all’Italia, esistono altri Paesi in Europa in cui si paga il pedaggio autostradale. In realtà praticamente in tutti tranne che la Germania e il Benelux. Chi viaggia quindi deve pagare il passaggio sulla tratta percorsa. Le tipologie di calcolo del prezzo e di pagamento del pedaggio sono differenti rispetto all’Italia. Per esempio, in alcuni Stati si paga una tantum, in altri come Svizzera, Austria, Slovenia e Ungheria invece bisogna munirsi della cosiddetta ‘vignetta’, in altri si paga online.

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Cambio gomme, quando farlo e cosa sapere

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Le gomme auto si distinguono in estive e invernali e devono essere montate sulla propria vettura seguendo la stagione. Non è solo consigliato, ma si tratta di una pratica obbligatoria per Legge. Vediamo quali sono le disposizioni del Codice della Strada.

Cambio gomme, quando montare quelle invernali

Le gomme invernali, secondo quanto prescritto dalla Legge, devono essere montate sulle auto obbligatoriamente a partire dal 15 novembre, si possono comunque iniziare a usare già dal 15 ottobre. Questa tipologia di pneumatici deve riportare la dicitura M+S, che significa Mud and Snow (ovvero fango e neve). Gli automobilisti che non muniscono la propria vettura di gomme invernali quando prescritto, rischiano di incorrere in sanzioni. Un’alternativa è avere sempre a disposizione nel bagagliaio dell’auto le catene da neve, da usare in caso di necessità.

Per gli automobilisti che non si mettono in regola, l’importo delle multe, secondo quanto detta il Codice della Strada, è il seguente:

  • da 41 a 169 euro per chi circola nel centro urbano;
  • da 85 a 338 euro fuori dal centro urbano;
  • da 80 a 318 euro in autostrada.

Si rischia anche il fermo del veicolo fino a quando non verrà dotato delle gomme invernali o munito di catene. Se il fermo non viene rispettato, allora si può incorrere in una ulteriore multa di 84 euro e nella decurtazione di tre punti dalla patente. Le gomme invernali devono essere omologate, altrimenti si rischia un’altra sanzione amministrativa che varia da 155 a 624 euro. È importantissimo sapere che è vietato circolare d’estate con le gomme invernali, le multe in questo caso vanno dai 422 euro a 1.682 euro.

Cambio gomme: chi è esente dall’obbligo?

Ci sono due casi fondamentali da sapere, per cui l’obbligo non vale. Stiamo parlando delle auto che montano le gomme All Season, o Quattro Stagioni, oppure del caso di pneumatici che hanno un indice di velocità uguale o superiore rispetto a quello che è indicato sulla Carta di Circolazione. In queste due ipotesi si possono usare gli stessi pneumatici tutto l’anno. Come si controlla e riconosce l’indice di velocità? È semplicissimo, basta trovare sulla spalla della gomma una lettera seguita da un numero, che indica la velocità massima a cui è possibile viaggiare.

Cambio gomme, quando montare quelle estive

Come per l’inverno, anche per l’estate servono le gomme adatte sulla propria auto. L’obbligo di smontare gli pneumatici invernali per munire la propria vettura di gomme estive vige dal 15 aprile (con un mese di tolleranza, gli automobilisti devono averle sul proprio veicolo assolutamente a partire dal 15 maggio) al 15 ottobre (15 novembre, sempre col mese di tolleranza di cui abbiamo già parlato).

Gomme estive e invernali: perché è obbligatorio cambiarle?

Ci sono delle differenze sostanziali tra una tipologia di gomme e l’altra, per questo è fondamentale non viaggiare mai con gli pneumatici non conformi alla stagione. Il motivo principale è da ricercare nei tasselli, che nelle gomme estive sono pieni, mentre in quelle invernali sono predisposti per fare maggior presa sulla neve. Altra differenza fondamentale è che le gomme estive hanno tre scanalature longitudinali, per far fronte all’asfalto bagnato e al rischio di aquaplaning. Un aspetto molto importante poi riguarda la miscela, quella degli pneumatici estivi contiene meno gomma naturale rispetto a quella delle gomme invernali, che per questa ragione hanno i battistrada maggiormente elastici.

Cambio gomme: quali sono i costi?

Come abbiamo visto quindi il cambio gomme estivo-invernale è assolutamente obbligatorio per Legge. Facendo una stima dei costi, possiamo dire che gli pneumatici hanno un prezzo che varia dai 70 ai 140 euro l’uno (in base a qualità e marchio). A questo deve essere aggiunta la manodopera richiesta per il montaggio, mediamente dai 30 ai 50 euro, e la custodia delle gomme smontate, che solitamente varia dai 40 ai 60 euro al massimo.

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La nuova gamma Volvo S90 e V90 2020: tutte le novità

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Credits: The refreshed Volvo S90 Recharge T8 plug-in hybrid in Platinum Grey

Le ammiraglie di Casa Volvo, S90V90 e V90 Cross Country si aggiornano con novità estetiche, meccaniche e di equipaggiamento per la gamma 2020.

Le novità estetiche per le Volvo S90, V90 e V90 Cross Country 2020

Dal punto di vista estetico tutte e tre le Volvo in questione sfoggiano novità all’anteriore e al posteriore con nuovi fendinebbia, uno spoiler ridisegnato e un nuovo paraurti anteriore più vicino all’asfalto. Dietro la  linea dei gruppi ottici posteriori è stata riconfigurata, con luci full-LED e indicatori di direzione dinamici. Inoltre sono state introdotte nuove colorazioni per la carrozzeria e nuove opzioni per i cerchi.

The refreshed Volvo V90 Recharge T8 plug-in hybrid in Platinum Grey

Credits: The refreshed Volvo V90 Recharge T8 plug-in hybrid in Platinum Grey

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Credits: The refreshed Volvo V90 Cross Country Recharge T8 plug-in hybrid in Thunder Grey

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Credits: The refreshed Volvo V90 Cross Country Recharge T8 plug-in hybrid in Thunder Grey

The refreshed Volvo V90 B6 AWD Cross Country

Credits: The refreshed Volvo V90 B6 AWD Cross Country

Studio images – the refreshed Volvo V90 Recharge

Credits: Studio images – the refreshed Volvo V90 Recharge

Studio images – The refreshed Volvo S90 Recharge T8

Credits: Studio images – The refreshed Volvo S90 Recharge T8

Studio images – The refreshed Volvo S90 Recharge T8

Credits: Studio images – The refreshed Volvo S90 Recharge T8

The refreshed Volvo V90/S90 Interior Detail – Bowers & Wilkins P

Credits: The refreshed Volvo V90/S90 Interior Detail – Bowers & Wilkins Premium Sound

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Equipaggiamento più ricco e sofisticato

All’interno delle nuove Volvo S90 e V90 2020 arriva l’impianto stereo Bowers & Wilkins con un’unità di amplificazione potenziata, sistema di cancellazione automatica del rumore nell’abitacolo e a una nuova impostazione che emula effetti acustici da jazz club. Inoltre il comfort di bord è migliorato grazie all’introduzione dell’Advanced Air Cleaner, il sistema di aria condizionata dotato di sensore di particelle di particolato PM 2.5. Inoltre tutti i modelli della Serie 90 e 60 avranno in dotazione doppie prese USB-C nella sezione posteriore e la base per la ricarica wireless dello smartphone.

Nuovi rivestimenti

La Serie 90 e 60 di Volvo avrà inoltre a disposizione tra le opzioni dell’abitacolo il nuovo tessuto misto lana, già utilizzato per la prima volta sulla nuova XC90. E per i pacchetti di allestimenti di livello superiore, infine, viene proposta anche una variante leather-free degli interni.  

Volvo S90 e V90 2020: mild-hybrid su tutta la gamma

Proposti per la prima volta sui modelli SUV XC90 e XC60 lo scorso anno, i propulsori mild hybrid sono ora disponibili anche su tutte le altre vetture della Serie 90 e 60, oltre che sulla XC40. Secondo Volvo questi powertrain consentirebbero di abbattere fino al 15% il consumo di carburante e di emissioni in condizioni di guida reale su strada. Il sistema brake-by-wire interagisce con l’impianto di recupero energetico, riducendo il consumo di carburante e le emissioni attraverso il recupero dell’energia cinetica realizzato durante la frenata.

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Bollo, quali auto non lo pagano

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Da anni viene proposto l’annullamento della tassa automobilistica, ad oggi ancora non siamo arrivati a questo importante traguardo. Ci sono solo alcune particolari categorie di veicoli e soggetti esenti dal pagamento del bollo auto, senza dimenticare che non è lo Stato a decidere ma ogni singola Regione.

Esenzione bollo auto: quali veicoli ne beneficiano?

Le categorie di auto che non sono assoggettate al pagamento della tassa automobilistica o che beneficiano di uno sconto sono:

  • auto storiche, i veicoli che fanno parte di questa categoria pagano il bollo auto scontato del 50%. Per poter beneficiare della riduzione devono avere un’età compresa tra i 20 e i 29 anni, possedere il certificato di rilevanza storica e il riconoscimento di storicità sulla carta di circolazione;
  • auto ecologiche, alcune Regioni in Italia hanno eliminato il bollo auto per un periodo dai 3 ai 5 anni dall’immatricolazione dei veicoli green. Terminato questo primo lasso di tempo, il bollo auto viene comunque scontato di ¾ della somma. Rientrano in questa categoria le auto elettriche, le ibride con alimentazione benzina/elettrica, le auto a GPL e a metano.

Esenzione bollo auto per veicoli ecologici Regione per Regione

Le Regioni e province autonome che hanno deciso di eliminare il bollo auto per le vetture green sono le seguenti:

  • Bolzano: esenzione di 3 anni per le auto ibride elettriche e termiche, a GPL, a metano e a idrogeno;
  • Campania: esenzione per le auto ibride (benzina-elettriche e benzina-idrogeno);
  • Emilia Romagna: esenzione bollo per le auto ibride immatricolate a partire dal 2016;
  • Marche: esenzione per le auto ibride (per i primi 6 anni);
  • Lazio: esenzione dal pagamento del bollo per le auto ibride per i primi 3 anni d’immatricolazione;
  • Liguria: esenzione per le auto ibride immatricolate dal 2016 (per i primi 4 anni);
  • Lombardia: pagamento dimezzato per il bollo delle auto ibride con ricarica esterna immatricolate tra gennaio 2015 e dicembre 2017, limitato ai primi tre anni;
  • Piemonte: esenzione per le auto con impianto GPL di dotazione. Esenzione per 5 anni per chi ha provveduto a un’installazione successiva;
  • Puglia: esenzione dal pagamento del bollo per 5 anni per le auto ibride acquistate dal 2014;
  • Trento: esenzione di 5 anni per le auto bifuel a benzina-metano, benzina-GPL e benzina-elettriche;
  • Umbria: esenzione dal pagamento del bollo per 2 anni per le auto ibride immatricolate tra il 2016 e il 2017;
  • Veneto: esenzione bollo auto per 2 anni per le auto ibride acquistate dopo l’1 gennaio 2014.

Esenzione bollo auto per veicoli appartenenti a Organizzazioni no-profit

I veicoli destinati al servizio sanitario e di estinzione degli incendi in alcune Regioni sono esenti dal pagamento del bollo auto, in particolare i mezzi:

  • delle organizzazioni di volontariato;
  • del soccorso sanitario;
  • del servizio di estinzione incendi;
  • delle ONG.

Esenzione bollo auto per soggetti particolari

Ci sono alcuni soggetti che sono esenti dal pagamento del bollo auto, parliamo dei disabili che rientrano nella Legge 104 e che sono:

  • non vedenti;
  • sordi;
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie;
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • soggetti con handicap psichico o mentale con riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

Esenzione bollo auto: due casi specifici

Esistono altri due casi per cui non si paga il bollo auto: esportazione temporanea extra-comunitaria e rivendita. Nel primo caso è possibile richiederla temporaneamente, per il trasferimento del veicolo fuori dal territorio dell’Unione Europea, per un periodo di permanenza all’estero non inferiore a 12 mesi. Possono rientrare nell’esenzione autocarri, trattori stradali, rimorchi e semirimorchi. Chi rivende la propria auto tramite concessionari autorizzati è esente dal pagamento del bollo auto.

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Fonte:

Cupra Leon 2020: i dati e le foto ufficiali della sportiva spagnola

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La Cupra Leon 2020 debutterà in società tra poche settimane al Salone di Ginevra 2020 (dal 3 al 15 marzo). Intanto però, ieri sera, nel nuovo quartier generale della marca indipendente, a Martorell, è stata svelata per la prima volta. Arriverà sul mercato nell’ultimo trimestre di quest’anno e affiancherà nella gamma spagnola la Cupra Ateca. Prossimamente, poi, la famiglia delle sportive spagnole si allargherà con la Cupra Formentor.

Le dimensioni della Cupra Leon

La Cupra Leon sarà disponibile con la carrozzeria a 5 porte o nella variante familiare Sportstourer, con un look personalizzato e dal carattere marcatamente sportivo. La versione a 5 porte misura 4,36 metri in lunghezza, 1,80 in larghezza e 1,45 metri in altezza. La CUPRA Sportstourer raggiunge invece i 4,64 metri in lunghezza. La distanza tra gli assi, su entrambe le versioni, è di 2,68 metri. A differenza della Seat Leon convenzionale, la Cupra Leon è quindi 25 e 20 mm più bassa, rispettivamente nelle due versioni, il che le da ovviamente un centro di gravità più basso e una sensazione di guida sportiva.

Cupra Leon: design raffinato e sportivo

Per la prima volta su una Leon il logo Cupra domina la griglia frontale della Leon, mentre i passaruota e le prese d0’aria sono ora pi grandi rispetto alla precedente Seat Cupra Leon. Risaltano i dettagli cromati (oscuri) della griglia frontale, del diffusore posteriore, dei passaruota e delle calotte degli specchietti retrovisori. Il suo carattere sportivo è connotato soprattutto dai cerchi specifici Cupra da 19 pollici (eccetto per la versione da 245 CV che monterà cerchi da 18 pollici), disponibili in due colori e con freni Brembo da 370 mm e pinze in color rame. Volendo personalizzare di più la Cupra Leon, ad ogni modo, ci sarà la possibilità di scegliere tra sei diversi design per i cerchi. Sulla nuova Cupra Leon, inoltre, sarà molto presente la tecnologia di illuminazione di tipo LED. I gruppi ottici anteriori incorporano la tecnologia Full Led, i retrovisori esterni integrano gli indicatori di direzione e in dotazione ci sono anche le luci di benvenuto che proiettano a terra il logo Cupra.

Gli interni della Cupra Leon

Passando agli interni della Cupra Leon, l’abitacolo sfoggia un design sofisticato e, ovviamente, in stile racing. I sedili sportivi possono essere rivestiti con tre diverse opzioni: standard con tappezzeria in tessuto e due alternative in pelle, nera o blu, e regolazioni elettriche con funzione di memorizzazione delle posizioni. Il guidatore inoltre impugna un nuovo volante specifico che include il bottone per l’accensione e il selettore delle modalità di guida. Fa inoltre sfoggio di una generosa presenza di dettagli cromati e in color rame con la plancia e le cornici delle portiere in alluminio scuro. Il centro della plancia è dominato dallo schermo da 10 pollici che fa da interfaccia al sistema di infotainment dotato anche di comandi gestuali e vocali. Il sistema Full Link, infine, garantisce la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.

Le motorizzazioni della Cupra Leon: 4 versioni di cui una PHEV

Per quanto riguarda le motorizzazioni della Cupra Leon, la sportiva di Martorell arriverà non solo con il già noto quattro cilindri da 2.0 Litri con 245, 300 o 310 CV, ma entrerà in listino per la prima volta anche un’inedita versione ibrida plug-in.

La Cupra Leon PHEV, disponibile sia con la carrozzeria a 5 porte che con la familiare, vanterà un’autonomia di 60 km in modalità elettrica al 100% (ciclo WLTP). Monta u motore 1.4 TSI a benzina da 150 CV e 250 Nm di coppia abbinato a un motore elettrico da 115 CV. La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 13 kWh e la potenza complessiva di questo powertrain è di 245 CV e 400 Nm di coppia. Per ricaricare la batteria CUPRA annuncia un tempo di 3 ore e mezza con la Wallbox da 3,6 kW a corrente alterna o sei ore con la presa convenzionale da 230 V. Tutte le varianti della CUPRA Leon monteranno infine il cambio automatico a doppia frizione e sette rapporti DSG.

Per quanto riguarda il telaio, la Cupra Leon monta uno sterzo progressivo, il chassis adattivo (DCC) e quattro modalità di guida selezionabili: Comfort, Sport, Cupra e Individual che, oltre a intervenire sui parametri di erogazione del motore, sullo sterzo e sul cambio, modificano anche la grafica e le informazioni disponibili sul quadro strumenti digitale.

Cupra Leon 2020: super-connessa

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Entrare nelle diverse applicazioni che offre il sistema multimediale della nuova Cupra Leon sarà così facile come connettere il telefono con il cavo USB o via Bluetooth. Dall’auto , in questo modo, si può accedere alla rubrica di contatti, alla musica o alle mappe. il sistema Connect App permette di utilizzare servizi online direttamente dall’auto con la SIM integrata. Inoltre il sistema permette di consultare i dati di bordo in remoto attraverso lo smartphone. La versione ibrida plug-in include inoltre la possibilità di gestire il processo di ricarica della batteria e controllare il climatizzatore, sempre da casa.

La Cupra Leon 2020 adotta infine tutti i sistemi di assistenza alla guida e sicurezza disponibili nella gamma, tra cui il cruise control predittivo che sfrutta le informazioni della telecamera e del sistema di navigazione per adattare la velocità in funzione dei limiti di velocità. Inoltre conta sul sistema di emergenza 3.0 che usa avvisi sonori e visuali per mantenere l’attenzione del guidatore sul volante ed evitare che si distragga.

Scheda Tecnica della Cupra Leon EHybrid PHEV 245 CV

Motore 1.4 TSI
Cilindri/valvole 4 cilindri – 16 v
Cilindrata 1.395 cc
Diametro e corsa 74,5 x 80,0 mm
Relazione di compressione 10:1
Motore elettrico 85 kW
Batteria 13 kWh
Potenza max. 245 CV
Coppia max. 400 Nm
Autonomia 100% elettrica (WLTP) Fino a 60 km
Trasmissione Doppia frizione DSG-6 (shift by wire)

Scheda tecnica della Cupra Leon TSI 245 CV

Motore 2.0 TSI
Cilindri/valvole 4 cilindri – 16 v
Cilindrata 1.984 cc
Diametro e corsa 82,5 x 92,8 mm
Relazione di compressione 9.6:1
Potenza massima 245 CV
Coppia max 370 Nm
Trasmissione Doppia frizione DSG-7 (shift by wire)

Scheda tecnica della Cupra Leon TSI 300 CV

Motore 2.0 TSI
Cilindri/valvole 4 Cilindri – 16 v
Cilindrata 1.984 cc
Diametro e corsa 82,5 x 92,8 mm
Relazione di compressione 9.3:1
Potenza massima 300 CV
Coppia massima 400 Nm
Trasmissione Doppia frizione DSG-7 (shift by wire)

Scheda tecnica della Cupra Leon TSI 310 CV (solo Sportstourer a trazione integrale)

Motore 2.0 TSI
Cilindri/valvole 4 cilindri – 16v
Cilindrata 1.984 cc
Diametro e corsa 82,5 x 92,8 mm
Relazione di compressione 9.3:1
Potenza massima 310 CV
Coppia massima 400 Nm
Trasmissione Doppia frizione DSG-7 (shift by wire)

Saloni

Le novità del Salone di Ginevra Casa per Casa

Tutte le informazioni sulla 90° edizione della kermesse svizzera. Le Case presenti, quelle assenti e tutte le novità, Casa per Casa, che vedremo al Palexpo

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Fonte:

Auto a GPL: l’elenco completo

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Le auto a GPL sono molto amate da chi vuole risparmiare dal benzinaio ma anche da chi vuole mettersi al riparo dai blocchi del traffico.

Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le auto a GPL in commercio. Non abbiamo preso in considerazione i pick-up in quanto veicoli commerciali e quindi immatricolabili esclusivamente come autocarro.

Auto a GPL: l’elenco completo

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Dacia

  • Duster 1.6 GPL 114 CV da 13.950 euro

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DR

  • dr3 Bi-Fuel GPL 106 CV 15.900 euro
  • dr4 Bi-Fuel GPL 114 CV 18.000 euro
  • dr Evo5 Bi-Fuel GPL 126 CV 15.900 euro
  • dr6 Bi-Fuel GPL 150 CV 21.000 euro

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Fiat

  • 500 1.2 EasyPower 69 CV da 16.400 euro
  • Panda 1.2 EasyPower 69 CV da 14.550 euro

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Ford

  • Fiesta 1.1 GPL 75 CV da 18.800 euro

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Haval

  • H2 144 CV da 17.900 euro

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Hyundai

  • i10 1.0 Econext 67 CV da 12.700 euro
  • i20 1.2 Econext 75 CV 18.600 euro
  • ix20 Econext 124 CV 124 CV 20.300 euro

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Kia

  • Picanto 1.0 EcoGPL 67 CV da 12.650 euro
  • Rio GPL 17.400 euro
  • Ceed 1.4 GPL 100 CV da 21.750 euro
  • Ceed SW 1.4 GPL 100 CV da 22.750 euro
  • Stonic 1.4 EcoGPL 100 CV da 18.750 euro
  • Sportage 1.6 ECOGPL 126 CV da 26.500 euro

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Lancia

  • Ypsilon 1.2 GPL Ecochic 69 CV da 15.950 euro

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Mitsubishi

  • Space Star 1.0 GPL bi-fuel 71 CV da 14.510 euro
  • Outlander 2.0 GPL Bi-fuel 150 CV da 32.350 euro

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Opel

  • Mokka X 1.4 T GPL Tech 140 CV da 25.750 euro

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Renault

  • Clio TCe GPL 101 CV da 17.050 euro
  • Captur TCe GPL 101 CV da 18.500 euro

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Ssangyong

  • Tivoli 1.6 Bi-fuel GPL 128 CV da 22.100 euro
  • XLV 1.6 Bi-fuel GPL 128 CV da 23.800 euro

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