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Patente caravan, quali tipologie esistono e quale serve

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La patente del caravan crea confusione per le persone che si avvicinano al mondo delle roulotte, vediamo innanzitutto che quest’ultima è catalogata come rimorchio, e per rimorchi leggeri si intendono quelli con peso inferiore a 750 kg. 

Patente B caravan: la massa che posso trainare

Chi è in possesso di patente B di qualsiasi tipologia può guidare autoveicoli con una massa complessiva a pieno carico inferiore o uguale a 3.5 tonnellate. Nel caso in cui si voglia trainare un rimorchio con una massa superiore a 750 kg, come nel caso del caravan, allora è possibile farlo solo se in complesso non si vadano a superare le 3.5 tonnellate, la somma dell’autoveicolo e del caravan quindi in tutto non deve essere maggiore a 3.500 kg, altrimenti serve una patente diversa da quella di categoria B.

Patente B96 caravan: la massa che posso trainare

Questa tipologia di patente è stata introdotta il 19 giugno 2013 a seguito della direttiva europea CE 2006/126, emessa con lo scopo di migliorare la sicurezza della circolazione stradale. È possibile quindi conseguire il codice 96 a fianco della patente B, che dà la possibilità di guidare complessi di veicoli con massa totale inferiore o uguale a 4.250 kg. Per avere la patente B96 non serve un esame di teoria ma solo quello di guida pratica, che viene effettuato con una motrice di categoria B con doppi pedali e un rimorchio di peso maggiore a 750 kg. Il peso totale del treno per l’esame della patente B96 deve essere compreso tra i 3.500 kg e i 4.250.

Dal 2015 è necessario un veicolo con i doppi pedali, al contrario di prima, per questo è assolutamente necessario appoggiarsi ad un’autoscuola attrezzata. Di solito all’esame vengono richieste alcune manovre utili per dimostrare di aver dimestichezza nella guida del veicolo, quindi accelerare e decelerare, frenare, cambio di corsia, parcheggio, spazio di frenata e frenata/schivata, sgancio e riaggancio di un rimorchio dal veicolo a motore.

Patente BE caravan: la massa che posso trainare

Prima dell’introduzione della patente B96 c’era una sola opzione nel caso in cui il treno fosse superiore a 3.5 tonnellate di massa complessiva, ovvero la patente BE. Con questa tipologia di patente si può guidare una motrice di categoria B, con massa superiore o uguale a 3.5 t, e un rimorchio con massa non superiore o uguale a 3.5 t, per un peso complessivo che non sia superiore a 7.000 kg.

La patente BE deve essere fatta in autoscuola e prevede sia l’esame teorico (orale) che quello pratico di guida. Il treno per l’esame deve avere le peculiarità che seguono:

  • motrice di categoria B e rimorchio con massa limite maggiore od uguale a 1000 kg;
  • massa massima autorizzata del complesso maggiore o uguale 4.250 kg ma inferiore o uguale a 7.000 kg;
  • altezza e larghezza del rimorchio uguali a altezza e larghezza della motrice;
  • la motrice usata per sostenere l’esame pratico deve essere dotata di doppi pedali.

Qual è la patente migliore per il caravan?

A questa domanda non c’è una risposta univoca, dipende dalle esigenze. Come abbiamo visto potrebbe bastare anche la patente B normale, ovviamente in base all’auto che usi come motrice, se si tratta di un grosso SUV ad esempio la B non basta e probabilmente anche la patente B96 potrebbe non bastare, nel caso in futuro si abbia intenzione di crescere di dimensioni, e quindi in questo caso è meglio procedere con la patente BE. Se sai che non ti allargherai allora puoi fermarti alla B96.

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Bollo auto in base alle emissioni: cosa bisogna sapere

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L’odiata tassa sul possesso dei veicoli a motore potrebbe essere collegata all’inquinamento atmosferico; in che modo? La proposta è quella di associare il pagamento del bollo auto alle emissioni dei veicoli. Questo potrebbe essere un ottimo incentivo all’acquisto di auto elettriche o comunque poco inquinanti, il rischio però è quello di far pagare molto di più a tanti italiani, e non soltanto a chi ha auto vecchie. La novità deriva da una proposta di modifica di tutta la normativa sul bollo auto, che al momento non è ancora stata trasformata in una vera e propria proposta di Legge da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

I legislatori vorrebbero varare una norma di questo tipo perché spinti dalla volontà di ridurre l’inquinamento, a causa delle infinite problematiche ambientali che sta causando. La riforma cambierebbe il modo con cui viene calcolato il tributo e pagato dai contribuenti. Si passerebbe dal pagamento in base alla potenza dell’auto a quello basato sul tasso di inquinamento che il veicolo produce.

Bollo auto: come si calcola oggi

Il bollo auto è la tassa sul possesso del veicolo, che deve essere pagata ogni anno da ogni automobilista alla propria Regione di residenza. Ogni Regione è libera di stabilire un regolamento specifico per il pagamento di questo tributo, che varia per quanto riguarda ad esempio esenzioni, sconti, riduzioni, ma che non cambia invece per le modalità di calcolo. Oggi l’importo del bollo auto viene calcolato in base alla potenza del veicolo espressa in kW (o cavalli).

L’ecobonus del Governo Conte è un primo esempio del collegamento della tassa di possesso del veicolo con la riduzione dei danni all’ambiente derivanti dall’inquinamento. L’agevolazione spetta a coloro che acquistano una nuova auto elettrica, ibrida o ad emissioni ridotte.

Bollo auto: gli effetti del protocollo Aria Pulita

Il motto della nuova proposta è “Più inquini più paghi”. Chiaramente le famiglie più colpite sarebbero quelle con meno possibilità economiche, che non possono ancora permettersi di comprare un’auto nuova, sostituendo quella vecchia e più inquinante. Infatti, la conseguenza di questa nuova possibile norma è che sarà richiesto ai contribuenti di pagare una somma più alta per il bollo auto, in base all’impatto del proprio veicolo in termini di emissioni inquinanti nell’ambiente. Il cosiddetto “Protocollo Aria Pulita” prevede proprio la riforma del bollo auto. Tra gli Stati Membri UE l’Italia è uno dei più colpiti da infrazioni ai regolamenti europei e oltretutto, per quanto riguarda i regolamenti a favore della salvaguardia dell’ambiente, è tra i Paesi meno virtuosi.

Bollo auto in base alle emissioni inquinanti: a cosa fare attenzione

Il bollo auto pagato in base alle emissioni di CO2 di ogni veicolo è una sorta di estensione dell’ecobonus già attivo in Italia. La differenza però sta nel fatto che l’agevolazione (bonus) va a favore di chi compra un’auto nuova, il nuovo bollo invece colpisce chiunque possieda già un veicolo.

La tassa sul possesso di un autoveicolo basata sulle emissioni di CO2 quindi interesserà tutti, non soltanto le persone e le famiglie che possiedono vetture molto datate. Secondo alcune analisi eseguite dalla Emissions Analytics, azienda inglese che si occupa appunto di ricerca, sono tanti i veicoli che circolano ancora in Italia, ma che continuano ad essere molto dannosi dal punto di vista delle emissioni di CO2 e quindi dell’impatto ambientale, vetture molto diffuse e nemmeno tutte così datate come periodo di costruzione. Quando e se questa proposta normativa passerà alla conversione in Legge dello Stato, allora probabilmente purtroppo molti di noi pagheranno una somma di denaro più alta per il bollo auto.

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Duplicato della patente, come e dove richiederlo

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Quando la patente è illeggibile, deteriorata oppure viene smarrita o rubata, allora è necessario richiedere il duplicato. Sulle nuove patenti europee non viene più indicata la residenza, le stesse quindi non necessitano di un duplicato per aggiornarle in caso di cambio di residenza. Vediamo come bisogna richiedere il duplicato della patente di guida nei differenti casi previsti, la procedura e i documenti necessari.

Duplicato della patente di guida per rinnovo

Ogni volta che si effettua il rinnovo della patente, il medico trasmette alla Motorizzazione il superamento della visita, inviando la foto del titolare del documento e la sua firma. In questo modo la Motorizzazione può stampare una nuova patente, che verrà inviata via posta assicurata presso l’indirizzo del titolare del documento stesso.

Duplicato della patente di guida per distruzione o deterioramento

La patente è deteriorata quando non si riescono a identificare anche solo uno di questi elementi:

  • dati anagrafici;
  • data di scadenza;
  • estremi di riconoscimento del documento;
  • fotografia del titolare.

La richiesta del duplicato della patente deve essere fatta agli Uffici di Motorizzazione Civile, presentando:

  • domanda su modello TT 2112 che si trova presso gli Uffici della Motorizzazione stessi o che è scaricabile online, dal Portale dell’Automobilista;
  • 2 versamenti postali, sempre in distribuzione presso gli Uffici della Motorizzazione e gli Uffici Postali: un versamento su c./c. 9001 di euro 10,20 e un versamento su c./c. 4028 di euro 32, che possono essere effettuati presso gli Uffici Postali o online sul Portale dell’Automobilista;
  • dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza redatta su apposito modulo oppure la fotocopia del documento di identità in corso di validità con la residenza attuale del richiedente e la sottoscrizione del modello TT 2112;
  • fotocopia completa della patente e originale in visione;
  • fotocopia del codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate o del tesserino sanitario;
  • due foto di cui una autenticata, su fondo chiaro, recenti e nitide, identiche. (L’autentica della foto può essere richiesta dall’interessato allo sportello all’atto della presentazione della pratica, presso un Notaio o in Comune, dal Medico che ha rilasciato il certificato);
  • Certificato Medico in bollo e fotocopia dello stesso, richiesto solo se la patente è scaduta o scadrà entro 6 mesi oppure se è da riclassificare per modifica della categoria.

Duplicato della patente di guida per furto o smarrimento

Cosa occorre fare per poter chiedere il duplicato della patente per furto o smarrimento? Innanzitutto presentare denuncia entro 48 ore presso gli Organi di Polizia, portando due fototessere e un documento d’identità. Di seguito la Polizia invierà la documentazione necessaria all’Ufficio Centrale Operativo delle Infrastrutture e dei Trasporti e rilascerà un permesso provvisorio di guida.

Se la patente è duplicabile allora basta aspettare l’arrivo del duplicato della licenza di guida al proprio indirizzo, se non lo è allora è necessario richiedere il duplicato presso un ufficio della Motorizzazione Civile con la procedura descritta sopra, presentando la denuncia di smarrimento o furto e il permesso provvisorio di guida.

Il duplicato arriverà per posta entro 45 giorni dalla denuncia, nel caso non arrivasse è possibile chiedere informazioni al numero verde del Ministero dei Trasporti. In caso di ritrovamento della patente di guida, la stessa dovrà essere distrutta, perché se oggetto di furto o smarrimento non sarà ovviamente più valida. Il foglio sostitutivo non autorizza la guida all’estero, ma solo in Italia.

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WRC: quella volta che, in Messico, la Corona aiutò Hyundai

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Oggi Hyundai è la regina del WRC: la Casa coreana è campionessa del mondo rally in carica e con la i20 ha conquistato 15 vittorie e 58 podi totali. Il primo di questi ottenuto grazie alla Corona nel Rally del Messico 2014 con Thierry Neuville.

Di seguito troverete la storia di quando la Corona aiutò la Hyundai a conquistare il primo piazzamento iridato di sempre in “top 3”, un risultato che permise al marchio asiatico di iniziare a pensare in grande e di diventare in breve tempo la squadra da battere nel Mondiale. Contiene le parole “birra” e “bottiglia gigante”.

WRC 2014: il ritorno di Hyundai nei rally

La Hyundai torna ufficialmente nel WRC nel 2014 dopo un’assenza di 11 anni e una prima esperienza nel Mondiale rally tutt’altro che entusiasmante (quattro stagioni tra il 2000 e il 2003 e due quarti posti come migliori risultati).

La vettura scelta per sfidare le uniche due Case ufficiali presenti nel campionato del mondo – Volkswagen e Citroën – è la piccola i20 a tre porte mentre come pilota viene ingaggiato nientepopodimeno che il vicecampione del mondo 2013, il belga Thierry Neuville, affiancato a seconda della gara da altri driver.

La stagione del ritorno di Hyundai non inizia bene: due ritiri a Monte Carlo e zero punti in Svezia. Per la terza tappa del Messico i coreani affidano la seconda vettura al neozelandese Chris Atkinson.

Rally Messico 2014: giovedì 6 marzo

Il Rally del Messico 2014 comincia male per la Hyundai: la i20 di Atkinson si ferma infatti 100 metri dopo la partenza facendo perdere una ventina di secondi al pilota oceanico.

Classifica dopo la PS1

1° Sébastien Ogier (Volkswagen) 52,9 s
2° Ott Tänak (Ford) + 0,2 s
3° Andreas Mikkelsen (Volkswagen) + 0,4 s
6° Thierry Neuville (Hyundai) + 1,1 s
23° Chris Atkinson (Hyundai) + 24,7 s

Rally Messico 2014: venerdì 7 marzo

La Hyundai i20 non è veloce come le Polo e le DS3 e la foratura subita da Neuville nella PS5 non aiuta. A scombussolare la prima tappa ci pensano i ritiri di Mikkelsen (mentre è secondo), Hirvonen (3°) e Meeke (4°).

Classifica dopo la prima tappa

1° Sébastien Ogier (Volkswagen) 1:46:25.3
2° Mads Østberg (Citroën) + 26,1 s
3° Jari-Matti Latvala (Volkswagen) + 42,5 s
5° Thierry Neuville (Hyundai) + 2:30,2
8° Chris Atkinson (Hyundai) + 6:32,8

Rally Messico 2014: sabato 8 marzo

La svolta per la Hyundai nel Rally del Messico 2014 arriva nella PS13 quando Thierry Neuville riesce a piazzarsi in terza posizione dietro alle due lontanissime Volkswagen Polo di Ogier e Latvala.

Classifica dopo la seconda tappa

1° Sébastien Ogier (Volkswagen) 3:36.42.2
2° Jari-Matti Latvala (Volkswagen) + 1:00.3
3° Thierry Neuville (Hyundai) + 4:37.0
7° Chris Atkinson (Hyundai) + 12:18.3

Rally Messico 2014: domenica 9 marzo

Thierry Neuville corre le ultime prove speciali senza esagerare per non mettere a repentaglio la terza posizione ma durante l’ultimo trasferimento la i20 ha un problema al radiatore che porta al surriscaldamento del motore.

Il pilota belga, insieme al copilota Nicolas Gilsoul, toglie il paraurti anteriore per accedere meglio al cofano e riempie l’impianto di raffreddamento della vettura con il contenuto di una bottiglia gigante di birra Corona ricevuta dallo sponsor principale del Rally del Messico al termine della Power Stage per festeggiare sul podio.

Grazie alla birra (e alla Corona) la Hyundai i20 riesce a percorrere gli ultimi 29 km e taglia il traguardo, condizione necessaria per rendere ufficiale il terzo posto. La Casa coreana ottiene il primo podio di sempre nel WRC e riporta un’auto asiatica in “top 3” nel Mondiale rally dopo sei anni.

Classifica finale Rally Messico 2014

1 Sébastien Ogier (Volkswagen) 4:27:41.8
2 Jari-Matti Latvala (Volkswagen) + 1:12.6
3 Thierry Neuville (Hyundai) + 5:28.6
7 Chris Atkinson (Hyundai) + 15:15.4

Dopo il Rally del Messico

Cinque mesi dopo il primo podio al Rally del Messico 2014 Thierry Neuville regala alla Hyundai la prima vittoria di sempre nel campionato del mondo.

Dal 2014 a oggi la Hyundai ha conquistato 15 vittorie nel WRC e lo scorso anno si è laureata campionessa del mondo Costruttori.

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Filtro aria motore: a cosa serve e quando sostituirlo

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Il filtro dell’aria fa parte dell’impianto di aspirazione dell’auto e serve per filtrare e pulire appunto l’aria che dall’esterno viene incanalata fino alla valvola di scoppio. L’aria diretta al motore deve essere filtrata perché altrimenti ci sarebbe un alto rischio di far entrare parti estranee contenute nell’aria, come fogliame, detriti vari, polvere e sporco, nel motore.

Cosa succederebbe se l’aria non venisse filtrata?

Se l’aria che entra nel motore non venisse “pulita” dal filtro dell’aria dell’auto, questo comporterebbe, nella migliore delle ipotesi, a un consumo innaturale e precoce del motore, dovuto ai corpi estranei che nel tempo potrebbero consumare candele, fasce, pistoni e altre parti, oppure ad un imbrattamento della valvola a farfalla o del debimetro con problematiche di stabilità dei giri, con rischio di vuoti e perdita di potenza; altri problemi ancora potrebbero essere il grippaggio del motore, per colpa di detriti piuttosto grossi o un grande accumulo degli stessi, o a intasamenti di iniettori e valvole.

Un altro aspetto importante del filtro aria motore dell’auto

È importante sapere anche che senza questo filtro avremmo un flusso d’aria maggiore diretto al motore della vettura e questo porterebbe ad uno smagrimento della carburazione, ovvero troppa aria rispetto al carburante iniettato. In questo modo la centralina, tarata appositamente, richiederebbe più carburante per compensare (visto che le proporzioni di questi due elementi sono legate tra loro) e quindi consumeremmo di più.

Filtro dell’aria del motore: da cosa è composto?

Il filtro si compone di differenti elementi in base alla tipologia, ma comunque è costituito da 2 parti:

  • una solida, una guaina o comunque una struttura che sorregge la parte filtrante;
  • una parte filtrante costituita da materiale come spugne o stoffe.

La forma del filtro dell’aria del motore dipende dall’auto, infatti ogni casa studia le forme da usare sui propri modelli, esistono filtri tondi, a pannello, a cerchio, a cilindro e altri.

Le tipologie di filtro dell’aria del motore e quando va cambiato

Esistono due tipologie di filtri:

  • in carta, il più comune, montato dalla Casa costruttrice;
  • in cotone o stoffa.

Non esiste un termine di tempo esatto entro il quale cambiare i filtri, il consumo e la capacità filtrante variano in base a diversi fattori come:

  • tipologia di filtro;
  • tipologia e qualità di strada che si percorre;
  • manutenzione al filtro;
  • zona in cui lasciamo la macchina in sosta.

Con percorrenza per lo più cittadina e con strade mediamente pulite un filtro aria motore può durare circa dai 20.000 ai 30.000 km.

Sul libretto di uso e manutenzione dovrebbe comunque essere segnalato il corretto chilometraggio previsto dalla Casa per la sostituzione.

Come pulire il filtro aria motore

Pulire il filtro dell’aria del motore non è un’operazione da fare in ogni caso, è necessario fare una distinzione:

  • il classico filtro di carta è creato per essere sostituito, non pulito. Quindi è bene evitare di cercare di pulirlo o lavarlo, non si otterrebbero buoni risultati, anzi;
  • il filtro di cotone (filtro sportivo) è invece ideato per essere pulito, la sua durata è molto più lunga.

All’automobilista medio quindi conviene sostituire il filtro dell’aria, ma quanto costa? Solitamente in media dai 10 ai 20 euro. Il filtro sportivo costa invece molto di più, il prezzo però ovviamente è ammortizzato dalla durata che, come abbiamo detto, è molto più lunga rispetto a un filtro normale in carta.

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Guida autonoma di livello 3 per la DS 3 Crossback

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Sono ancora poche, per ora, le vetture sul mercato in grado di proporre la guida autonoma di terzo livello, quella dell’automazione condizionata con cui il conducente può non osservare in maniera costante quanto accade in strada, delegando la guida alla vettura.

In maniera autonoma, anche per lunghi tratti, come ad esempio in autostrada, il sistema DS Drive Assist di Terzo Livellpo gestisce autonomamente la guida di DS 3 Crossback. Il conducente non può comunque mai lasciare il volante, se non per pochi secondi, a seguito dei quali il sistema lo invita a riprendere la guida e disattiva i sistemi di assistenza alla guida, proprio per scongiurare eventuali pericoli dovuti a distrazione di chi si trova a bordo.

Il concetto di Guida Autonoma su DS3 Crossback viene declinato in 3 distinti livelli, che hanno il compito di soddisfare differenti gradi di autonomia. Le basi comuni del sistema sono i sensori di parcheggio anteriori, frenata automatica di emergenza (attiva fino a 140 km/h) e sorveglianza dell’angolo morto: questi elementi sono presenti in tutti i tre livelli di DS Drive Assist di Terzo Livello. Il secondo livello aggiunge l’assistenza attiva per il mantenimento dell’auto al centro della carreggiata e il controllo adattivo della velocità di crociera. Solo il terzo livello conferisce invece autonomia al sistema di sorveglianza dell’angolo morto, in grado di intervenire sul volante in caso di pericolo. Inoltre, si rende disponibile il riconoscimento esteso della segnaletica stradale, ben più efficace delle indicazioni inserite nel sistema di navigazione, su cui incidono cambiamenti recenti come la presenza di lavori in corso, con relativa riduzione dei limiti di velocità.

Il DS Drive Assist di Terzo Livello è disponibile sia per le versioni con cambio manuale, sia per quelle con cambio automatico, più efficaci per la presenza del controllo adattivo della velocità sotto i 30 km/h e il mantenimento dell’auto al centro della carreggiata.

Il listino di 1.550 euro per il terzo livello opzionale diDS Drive Assist di Terzo Livello rivela l’estensione delle tecnologie in uso: sensori, telecamere, LIDAR e radar hanno il compito di vigilare sul comportamento della vettura in strada, fornendo in maniera autonoma l’assistenza necessaria.

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Audi chiude gli showroom ma garantisce emergenze e consulenze

“Per ripartire presto, è importante sapersi fermare in tempo“. Non si tratta solo di una considerazione di buon senso, specie in questi tempi di emergenza sanitaria, ma è anche lo slogan di Audi Italia per affrontare questo periodo di fermo più o meno forzato di molte attività.

Così, per garantire la massima sicurezza di clienti e collaboratori, Audi Italia ha aderito alle recenti disposizioni per il contenimento del contagio da COVID-19. E deciso di tenere momentaneamente chiusi tutti gli showroom. I servizi di officina saranno invece disponibili, ma solo su prenotazione per gestire le urgenze.

Per Audi Italia non si ferma però l’attività di consulenza: i venditori del gruppo rimarranno operativi telefonicamente, tramite videochiamata o via mail, per garantire ogni tipo di esigenza. A tal proposito sono stati attivati due numeri verdi: 800 283 454 per Audi e 800 100 130 per Audi e-tron.

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Toyota GR Supra: debutta il 2.0L

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A un anno dal lancio della quinta generazione della leggendaria sportiva, Toyota presenta la GR Supra con nuovo motore turbo 2.0L, che si aggiunge alla versione 3.0L.

La GR Supra, il primo modello globale sviluppato da Toyota Gazoo Racing, mantiene la sua concezione di auto sportiva nella sua forma più pura, con configurazione motore anteriore / trazione posteriore, design compatto a due posti e con dimensioni che raggiungono il “rapporto aureo” per prestazioni di guida ottimali.

Il nuovo 2.0L Turbo

Il nuovo motore 2.0L è un quattro cilindri in linea DOHC a 16 valvole da 1998 cc con turbocompressore twin-scroll, 258 CV di potenza massima e 400 Nm di coppia, accoppiato a un cambio automatico ZF a otto velocità. Offre prestazioni da vera sportiva e un’esperienza di guida unica, consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 5,2 secondi e una velocità massima (limitata elettronicamente) di 250 km/h.

Le emissioni di CO2 si attestano tra i 135 e i 144 g/km (dati NEDC correlati) e tra i 156 e i 172 g/km (valori WLTP).

Diversa distribuzione dei pesi

Le dimensioni inferiori e il peso ridotto del nuovo motore apportano specifici vantaggi dinamici alla GR Supra  Per quanto riguarda la versione di ingresso, l’auto segna sulla bilancia 100 kg in meno della versione da 3.0L. E poiché il motore è più compatto, ed è posizionato più vicino al centro del veicolo, contribuisce a garantire un bilanciamento ideale del peso 50:50 anteriore-posteriore. Questo assicura la reattività, l’agilità e la maneggevolezza della vettura.

In particolare, la nuova GR Supra da 2.0L raggiunge il “rapporto aureo” per prestazioni di guida ottimali, una caratteristica definita dal rapporto tra il passo e la carreggiata della vettura. Per tutti i modelli GR Supra, questo rapporto è di 1,55, all’interno del range ideale.

Solo con l’allestimento ‘SZ-R’

La nuova Supra 2.0L verrà proposta sul mercato con un unico allestimento chiamato SZ-R, un nome che evoca l’iconica A80, versione che ne ha consacrato lo status di autentica sportiva.

Il nuovo allestimento è caratterizzato da cerchi in lega da 18”, Toyota Supra Safety, Toyota Supra Connect, display da 8.8’’ con navigatore satellitare, clima automatico bi-zona, sospensioni adattive variabili (AVS), pinze freno rosse, differenziale attivo e sedili sportivi in Alcantara. Il prezzo di listino della Toyota GR Supra SZ-R è di 55.900€.

Edizione di lancio: Fuji Speedway 

Nella fase di lancio la nuova GR Supra 2.0L verrà prodotta in una esclusiva versione limitata Fuji Speedway. Questa Limited edition sarà caratterizzata da una carrozzeria verniciata con una tinta bianco metallizzato a contrasto con il nero opaco dei cerchi in lega da 19” e calotte rosse degli specchietti retrovisori. Nell’abitacolo sono presenti inserti in fibra di carbonio per le finiture del cruscotto e interni in Alcantara in tonalità bicolore nero-rosso. La scelta dei colori richiama quelli ufficiali della livrea Toyota GAZOO Racing. La versione Fuji Speedway Limited Edition sarà una versione esclusiva disponibile in un numero limitato di 20 esemplari per il nostro mercato ad un prezzo di listino di 57.900€.

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Pneumatici, quali sono quelli giusti per la propria auto

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Ci sono automobilisti che sostituiscono le gomme della loro auto periodicamente e con frequenza, con il cambio stagione, alternando quindi quelle estive e quelle invernali. C’è chi invece cambia le gomme solo quando arrivano alla fine del loro ciclo di vita e ogni volta si chiede quali siano gli pneumatici migliori per la propria vettura. Oggi infatti in commercio la scelta è davvero molto ampia e quindi è normale trovarsi indecisi e smarriti davanti a questa decisione. Bastano però delle semplici indicazioni per non sbagliare e riuscire a trovare con facilità le gomme per la propria auto, vantaggiose dal punto vista del rapporto qualità/prezzo.

Scegliere gli pneumatici giusti per la propria vettura: cosa bisogna sapere

La prima cosa da sapere per scegliere le giuste gomme è che ogni macchina ha delle caratteristiche particolari di carico, meccaniche e di velocità. La scelta degli pneumatici deve tener conto di queste specifiche peculiarità, soprattutto per ragioni di sicurezza. Senza infatti badare a questo requisito iniziale, si rischia di fare un acquisto errato e quindi di trovarsi con delle gomme inadeguate sul proprio veicolo e non in grado di svolgere il loro compito.

Pneumatici giusti per la propria auto, i paramenti da rispettare nella scelta

Le gomme per la propria auto devono essere in grado di rispettare e assecondare al meglio le caratteristiche della vettura e quindi i parametri richiesti. Infatti solo gli pneumatici giusti possono assicurare prestazioni ottimali e una guida sicura per il conducente dell’auto.

Oltretutto è bene ricordare che il rispetto di questi parametri viene anche imposto dalla Legge, quindi montare gomme che non soddisfano i requisiti richiesti può portare a multe salate. La prima cosa da guardare per montare le gomme giuste è la carta di circolazione, dove vengono indicate le misure, quindi il diametro e la larghezza del battistrada, oltre all’indice di carico e all’indice di velocità. Secondo quanto prescritto dal Codice della Strada, è vietato scegliere pneumatici che abbiano indici di carico e di velocità inferiori a quelli riportati sul libretto, è possibile invece munirsi di gomme che hanno valori superiori.

Chiaramente ogni asse deve presentare la stessa tipologia di coperture, quindi non si possono montare gomme diverse all’anteriore rispetto al posteriore, oltre ad essere vietato è altamente sconsigliato per la sicurezza. Infatti pneumatici con caratteristiche differenti ovviamente possono generare delle reazioni diverse in base alle varie condizioni. Le quattro coperture montate devono essere sempre uguali. Dopo aver visto quali sono le misure giuste per la propria macchina, è bene scegliere le gomme in base alle proprie esigenze e alle condizioni climatiche che si presentano nei luoghi che si attraversano abitualmente in auto.

Dove il clima è mite tutto l’anno spesso gli automobilisti scelgono le gomme All Season, che possono essere lasciate a bordo da gennaio a dicembre senza alcun problema, fino alla fine del ciclo di vita delle stesse. Nelle zone in cui invece gli inverni sono particolarmente rigidi, con nevicate e gelate importanti, allora si consiglia di alternare le gomme estive a quelle invernali, che garantiscono il massimo della sicurezza in ogni stagione e ad ogni condizione del suolo.

Pneumatici giusti per la propria auto: quando sostituirli

Oltre al cambio stagionale delle gomme, per Legge le stesse devono essere sostituite definitivamente quando lo spessore del battistrada arriva al di sotto di 1.6 millimetri. Alcuni costruttori consigliano di cambiare comunque prima gli pneumatici, una volta raggiunti i 3-4 millimetri di spessore, poiché in seguito si verifica un calo dell’aderenza e quindi potrebbe essere più pericoloso guidare la propria vettura.

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Auto economiche a gas: 10 proposte a GPL e a metano nuove sotto i 20.000 euro

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Le auto a GPL e a metano sono la scelta migliore per chi intende risparmiare il più possibile al momento di fare il pieno di carburante: costano un po’ di più delle corrispondenti versioni a benzina ma non così tanto.

In questa guida all’acquisto abbiamo trovato dieci proposte nuove economiche che si acquistano con meno di 20.000 euro: un prezzo alla portata di molte tasche.

L’elenco delle auto a gas meno care è composto soprattutto da citycar e da veicoli italiani. Non mancano tuttavia vetture di altre nazioni e di altre categorie. Di seguito troverete una breve descrizione e i prezzi di queste vetture.

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Dacia Sandero ECO-G Comfort – 11.400 euro

La Dacia Sandero ECO-G Comfort non è solo l’auto a gas più economica del listino ma è anche, secondo noi, una delle migliori proposte a GPL disponibili a meno di 20.000 euro.

La seconda generazione della piccola “low-cost” rumena non brilla alla voce “finiture” ma si riscatta con un abitacolo spazioso per le gambe dei passeggeri posteriori, un bagagliaio ampio e un motore 1.0 turbo tre cilindri TCe a GPL da 101 CV silenzioso e pronto ai bassi regimi. Senza dimenticare la dotazione di serie completa: autoradio Aux-in Bluetooth MP3 USB, climatizzatore manuale, fendinebbia e sensori di parcheggio posteriori.

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DR dr3 Bi-Fuel GPL – 15.900 euro

La DR dr3 Bi-Fuel GPL è una piccola SUV cino-molisana spaziosa (specialmente nella zona delle spalle e della testa chi si accomoda dietro), potente (106 CV) e con assemblaggi curati.

La proposta più ingombrante – 4,17 metri di lunghezza – tra quelle analizzate nella nostra guida all’acquisto non è molto agile nelle curve e il motore 1.5 (una cilindrata elevata che non aiuta chi vuole risparmiare il più possibile sull’assicurazione RC Auto) turbo GPL beve parecchio. Dotazione di serie poco personalizzabile (e mancano i fendinebbia).

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Fiat Panda EasyPower Easy – 14.600 euro

La Fiat Panda EasyPower Easy è la variante a GPL della terza generazione della citycar torinese, l’auto più amata dagli italiani: il motore è un 1.2 a GPL da 69 CV.

Una “segmento A” non molto pratica: i passeggeri posteriori più alti hanno pochi centimetri a disposizione delle gambe e il bagagliaio non è molto sfruttabile quando si abbatte il divano.

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Hyundai i20 Econext – 18.600 euro

La Hyundai i20 Econext è la proposta più costosa tra quelle analizzate nella nostra guida all’acquisto.

La seconda generazione della piccola coreana – spinta da un motore 1.2 a GPL da 75 CV non è molto spaziosa nella zona della testa.

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Kia Picanto EcoGPL City – 13.000 euro

La Kia Picanto EcoGPL City è una citycar coreana a gas con un divano un po’ stretto per accogliere comodamente tre passeggeri.

Il motore 1.0 tre cilindri a GPL è poco potente (67 CV) e un po’ troppo rumoroso.

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Lancia Ypsilon GPL Ecochic Elefantino Blu – 15.950 euro

La Lancia Ypsilon GPL Ecochic Elefantino Blu è la variante a gas della piccola più amata dagli italiani.

La seconda generazione della “segmento B” chic torinese monta un motore 1.2 a GPL da 69 CV.

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Mitsubishi Space Star GPL bi-fuel Invite – 14.510 euro

La Mitsubishi Space Star GPL bi-Fuel Invite monta un motore 1.0 tre cilindri a GPL da 71 CV povero di coppia (88 Nm) e poco pimpante ai bassi regimi.

Le prestazioni non sono il suo forte: 16,7 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h.

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Renault Twingo Generation GPL – 12.450 euro

La Renault Twingo Generation GPL è l’unica proposta a trazione posteriore presente nella nostra guida all’acquisto.

La variante a gas della terza generazione della citycar francese è ancora quella pre-restyling: il motore posteriore (soluzione che ruba spazio al bagagliaio) 0.9 TCe turbo tre cilindri a GPL da 90 CV ha una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto.

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Seat Mii Ecofuel Style – 13.830 euro

La Seat Mii Ecofuel Style è la variante a gas della citycar spagnola gemella della Volkswagen up!.

Facilissima da parcheggiare grazie alle dimensioni esterne contenute (solo 3,56 metri di lunghezza), monta un motore 1.0 tre cilindri a metano da 68 CV.

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Volkswagen up! eco 3p. – 16.600 euro

La Volkswagen up! eco 3p. è la variante a gas della citycar tedesca gemella della Seat Mii. Il motore? Un 1.0 tre cilindri a metano da 68 CV.

Il peso contenuto incide positivamente – come per la “cugina” iberica – sul piacere di guida nelle curve e sui consumi ma la praticità è penalizzata dalla presenza di sole tre porte.

L’articolo Auto economiche a gas: 10 proposte a GPL e a metano nuove sotto i 20.000 euro proviene da Icon Wheels.

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