Category Archives: Novita

Infiniti Q60 3.0t (2017): pregi e difetti della coupé giapponese

title

Alla fine dello scorso decennio la seconda generazione della Infiniti Q60 (sportiva giapponese realizzata sullo stesso pianale della Q50) provò, senza successo, a rubare clienti alla Mercedes classe C Coupé.

Scopriamo insieme i pregi e i difetti di un esemplare del 2017 della versione “top” (la 3.0t nel lussuoso allestimento S Sport Tech), facile da trovare a poco più di 35.000 euro.

I pregi della Infiniti Q60 3.0t del 2017

Abitabilità

Chi si accomoda sui due sedili posteriori tocca il tetto con la testa ma ha a disposizione parecchi centimetri nella zona delle spalle e delle gambe.

Finitura

Livelli altissimi. Ai livelli delle tedesche? Forse anche meglio…

Posto guida

Eleganza e sportività: sedile avvolgente, tante regolazioni e comandi ergonomici. L’unica pecca riguarda il freno di stazionamento a pedale.

Climatizzazione

L’impianto automatico bizona se la cava egregiamente ed è anche semplice da gestire.

Sospensioni

Più orientate al comfort che alla sportività: giusto così.

Rumorosità

L’abitacolo è ottimamente insonorizzato.

Sterzo

Lo sterzo elettronico diretto della Infiniti Q60 3.0t non è collegato meccanicamente alle ruote: un comando più diretto che riduce le vibrazioni sul volante dovute alla superficie stradale.

Dotazione di sicurezza

Ricchissima: airbag frontali, laterali e a tendina, attacchi Isofix, avviso uscita involontaria di corsia, controlli di stabilità e trazione, frenata automatica, monitoraggio angolo cieco e riconoscimento segnali stradali.

Visibilità

La coda sporgente, i finestrini piccoli e la particolare forma del montante posteriore non aiutano: per fortuna la telecamera 360° è di serie.

Freni

In linea con quanto offerto dalla concorrenza.

Prezzo

Da nuova nel 2017 la Infiniti Q60 3.0t S Sport Tech costava relativamente poco in rapporto ai contenuti offerti (68.900). Oggi la sportiva nipponica si trova facilmente usata a 36.000 euro: poco meno di una BMW 218i Gran Coupé Sport appena uscita dal concessionario.

Garanzie

La copertura globale scade quest’anno (dipende dal mese di immatricolazione), a patto che la vettura abbia percorso meno di 100.000 km.

title

I difetti della Infiniti Q60 3.0t del 2017

Dotazione di serie

Ricca ma poco personalizzabile: autoradio Aux Bluetooth CD Mp3 USB, cerchi in lega, climatizzatore automatico bizona, cruise control adattivo, fendinebbia, interni in pelle, navigatore, parcheggio semiautomatico, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedili anteriori regolabili in altezza e riscaldabili, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera, sospensioni attive, sterzo ad assistenza variabile e telecamera 360°.

Capacità bagagliaio

Il vano non è molto ampio: 342 litri.

Motore

Il 3.0 V6 biturbo benzina Euro 6 della Infiniti Q60 3.0t offre tanti cavalli (405) e un’erogazione eccellente (corposa ai bassi regimi ed efficace in allungo) ma è povero di coppia (475 Nm) e ha una cilindrata elevata che non aiuta chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto.

Cambio

La trasmissione automatica (convertitore di coppia) a sette rapporti regala passaggi marcia fluidi ma è poco reattiva quando si cerca la sportività.

Prestazioni

Nel complesso buone ma inferiori alla concorrenza tedesca: 250 km/h di velocità massima e 5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Tenuta di strada

La Infiniti Q60 3.0t è incollata all’asfalto ma il peso elevato penalizza l’agilità nelle curve.

Tenuta del valore

Le quotazioni sono destinate a calare vertiginosamente nei prossimi anni, soprattutto se si considera la recente sparizione del marchio Infiniti dai nostri listini.

Consumo

Alto: 10,6 km/l dichiarati.

L’articolo Infiniti Q60 3.0t (2017): pregi e difetti della coupé giapponese proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Tutti i codici Porsche

title

Chi ha detto che le cifre sono fredde e incapaci di trasmettere emozioni? Nel mondo Porsche, ad esempio, i numeri di progetto delle vetture vengono spesso usati dagli appassionati per riconoscere le varie evoluzioni di un modello.

Tre cifre che spesso coincidono con la denominazione ufficiale (come ad esempio la prima automobile di sempre prodotta dalla Casa di Zuffenhausen, la 356) ma non sempre: gli esperti di motori, ad esempio, per parlare della 911 attualmente in commercio usano la sigla 992.

Di seguito troverete una guida completa ai codici Porsche: a quali modelli di serie corrispondono tutti i numeri di progetto della Casa tedesca.

Codici Porsche: la guida completa dei numeri di progetto

Porsche 356

La 356 è la prima Porsche della storia: una sportiva “tutto dietro” (motore e trazione posteriore) prodotta dal 1948 al 1965 e disponibile in tre varianti di carrozzeria (Coupé, Roadster e Speedster).

Porsche 911

La prima generazione della Porsche 911 – prodotta dal 1964 al 1989 – è una sportiva “tutto dietro” (motore e trazione posteriore) disponibile in tre varianti di carrozzeria (Coupé, Targa e Cabriolet).

Porsche 912

La Porsche 912 – prodotta dal 1965 al 1969 – è una variante “economica” della prima serie della 911 Coupé identica nel design ma spinta da motori a quattro cilindri. Nel 1976 questa sigla viene riproposta – solo sul mercato statunitense – in occasione del lancio della 912E, un’altra variante a quattro cilindri della 911.

Volkswagen-Porsche 914

La Volkswagen-Porsche 914 è una sportiva “targa” a motore centrale e trazione posteriore nata dalla collaborazione tra la Casa di Wolfsburg e quella di Zuffenhausen.

Porsche 918

La Porsche 918 Spyder – prodotta dal 2013 al 2015 – è una supercar ibrida plug-in benzina spinta da un motore centrale e dotata della trazione integrale.

Porsche 924

La Porsche 924 è una coupé a trazione posteriore prodotta dal 1976 al 1988.

Porsche 928

La Porsche 928 è una coupé a trazione posteriore prodotta dal 1977 al 1995.

Porsche 92A

La Porsche 92A è la seconda generazione della Cayenne: una grande SUV a trazione integrale prodotta dal 2010 al 2017.

Porsche 930

La Porsche 930 – prodotta dal 1975 al 1989 – è la prima 911 Turbo di sempre: motore posteriore, trazione posteriore e tre varianti di carrozzeria (Coupé, Cabriolet e Targa).

Porsche 944

La Porsche 944 è una sportiva a trazione posteriore prodotta dal 1982 al 1991 e disponibile in due varianti di carrozzeria: Coupé e Cabriolet.

Porsche 959

La Porsche 959 è una supercar a trazione integrale prodotta dal 1986 al 1993. Una coupé spinta da un motore – montato in posizione posteriore – biturbo benzina a sei cilindri contrapposti.

Porsche 95B

La Porsche 95B è la Macan, una SUV media a trazione integrale nata nel 2014.

Porsche 964

La Porsche 964 – prodotta dal 1989 al 1993 – non è altro che la seconda generazione della 911: motore posteriore, trazione posteriore o integrale e tre varianti di carrozzeria (Coupé, Cabriolet e Targa).

Porsche 968

La Porsche 968 è una sportiva a trazione posteriore prodotta dal 1991 al 1995 e offerta in due varianti di carrozzeria (Coupé e Cabriolet).

Porsche 970

La Porsche 970 è la prima generazione della Panamera: una coupé a cinque porte a trazione posteriore o integrale prodotta dal 2009 al 2016.

Porsche 971

La Porsche 971 è la seconda generazione della Panamera: una sportiva a trazione posteriore o integrale nata nel 2016 e disponibile in due varianti di carrozzeria (coupé a cinque porte e station wagon Sport Turismo).

Porsche 980

La Porsche 980 è la Carrera GT: una supercar scoperta a motore (V10) posteriore centrale e trazione posteriore prodotta dal 2003 al 2007.

Porsche 981

La sigla 981 è stata usata da Porsche tra il 2012 e il 2016 per identificare la terza generazione della spider Boxster e la seconda serie della coupé Cayman. Due sportive spinte da un motore centrale e dotate della trazione posteriore.

Porsche 982

La sigla 982 è usata da Porsche dal 2016 per identificare la spider 718 Boxster e la coupé 718 Cayman. Due sportive spinte da un motore centrale e dotate della trazione posteriore.

Porsche 986

La Porsche 986 è la prima generazione della Boxster: una spider a motore centrale e trazione posteriore prodotta dal 1996 al 2004.

Porsche 987

La sigla 987 è stata usata da Porsche tra il 2004 e il 2012 per identificare la seconda generazione della spider Boxster e la prima serie della coupé Cayman. Due sportive spinte da un motore centrale e dotate della trazione posteriore.

Porsche 991

La Porsche 991 è la sesta generazione della 911. Prodotta dal 2011 al 2019 e disponibile a trazione posteriore o integrale, monta un motore posteriore ed è offerta in quattro varianti di carrozzeria: Coupé, Cabriolet, Targa e Speedster.

Porsche 992

La Porsche 992 è la settima generazione della 911. Nata nel 2019 e disponibile a trazione posteriore o integrale, monta un motore posteriore ed è offerta in tre varianti di carrozzeria: Coupé, Cabriolet e Targa.

Porsche 993

La Porsche 993 è l’ultima 911 con motore raffreddato ad aria. La terza generazione della sportiva di Zuffenhausen – prodotta dal 1994 al 1998, dotata (come sempre) di un motore montato posteriormente e disponibile a trazione posteriore o integrale – è offerta in quattro varianti di carrozzeria: Coupé, Targa, Cabriolet e Speedster.

Porsche 996

La Porsche 996 – quarta generazione della 911 – è la prima versione dell’icona di Zuffenhausen con motori (sempre montati in posizione posteriore) raffreddati ad acqua. Prodotta dal 1997 al 2006, è disponibile in tre varianti di carrozzeria: Coupé, Cabriolet e Targa.

Porsche 997

La Porsche 997 è la quinta generazione della 911, prodotta dal 2004 al 2012. Trazione posteriore o integrale, motore posteriore e quattro varianti di carrozzeria: Coupé, Cabriolet, Targa e Speedster.

Porsche 9J1

La Porsche 9J1 è la Taycan, la prima elettrica di serie della Casa di Zuffenhausen. Una coupé a quattro porte a emissioni zero e a trazione integrale nata nel 2019 e spinta da due motori elettrici.

Porsche 9PA

La Porsche 9PA è la prima generazione della Cayenne (la prima SUV della Casa teutonica): una Sport Utility a trazione integrale prodotta dal 2002 al 2010.

Porsche 9Y0

La Porsche 9Y0 è la terza generazione della Cayenne: una grande SUV a trazione integrale nata nel 2017 e disponibile in due varianti di carrozzeria (“normale” e Coupé).

L’articolo Tutti i codici Porsche proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Auto d’epoca, cos’è e a cosa serve l’assicurazione formula garage

title

Parliamo di auto d’epoca e di auto storiche e della particolare forma di assicurazione rivolta ai possessori di queste categorie di veicoli, ovvero la formula garage. In Italia il Codice della Strada, all’art.60, spiega la differenza tra le auto storiche e le auto d’epoca, come anche noi abbiamo già visto nei nostri precedenti articoli e come bisogna assicurare questa tipologia di vetture, anche questo argomento lo abbiamo già affrontato. Vediamo adesso quando si parla di formula garage per l’assicurazione.

La definizione di auto d’epoca e auto storiche in Italia

Vediamo qual è la differenza tra auto d’epoca e auto storiche, come è scritto nel Codice della Strada all’articolo 60. La categoria d’epoca include tutti i veicoli che vengono cancellati dal Pubblico Registro Automobilistico e che vengono di conseguenza conservati all’interno di locali pubblici o privati o in musei. L’obiettivo della conservazione di questa particolare categoria di mezzi è salvaguardarne le caratteristiche tecniche originarie. Questo è il motivo per cui le auto d’epoca, per essere considerate tali, non possono in alcun modo subire modifiche, altrimenti perderebbero il loro status.

Un’altra cosa molto importante da sapere sulle auto d’epoca riguarda la loro circolazione su strada, che infatti può avvenire soltanto in presenza di raduni autorizzati e manifestazioni legati appunto a questa categoria speciale di veicoli. Ogni auto d’epoca, infine, deve essere iscritta ad uno specifico elenco istituito presso il Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Altra tipologia di auto che può beneficiare della formula garage per l’assicurazione è quella delle storiche. Questi veicoli non vengono radiati dal PRA, al contrario delle vetture d’epoca, e devono avere un’età superiore ai 20 anni dalla data della prima immatricolazione. Oltretutto devono essere iscritte ad un registro storico e ottenere il rilascio del Certificato di Rilevanza Storico Collezionistica.

Assicurazione auto d’epoca e storiche: come funziona

Per i possessori di più veicoli d’epoca, l’assicurazione auto prevede anche la formula garage. Innanzitutto chiariamo il fatto che l’assicurazione delle vetture d’epoca, a differenza di quella dei mezzi storici, serve nel caso in cui si partecipi ad una manifestazione autorizzata ed è valida per tutta la sua durata, deve essere richiesta all’Ufficio Provinciale per i Trasporti Terrestri presentando il foglio di via e la targa provvisoria. L’assicurazione per le auto storiche invece segue le normali regole della Rc Auto, l’unica agevolazione è che alcuni registri possiedono convenzioni per i propri iscritti.

Assicurazione auto d’epoca, la formula garage: come funziona

La formula garage è una speciale formula che permette di risparmiare sulla Rc Auto, dedicata solo a chi possiede più di una vettura antica. Chiaramente il risparmio è garantito per chi possiede una vera e propria collezione privata di auto d’epoca, permette infatti di assicurare ad un prezzo vantaggioso l’interno parco veicoli, con una polizza cumulativa (la formula garage) che copre tutte le macchine in possesso di un unico soggetto, in modo unitario. Il contraente che stipula l’assicurazione per le sue vetture quindi può risparmiare parecchio rispetto alla sottoscrizione di differenti polizze per ogni auto.

Ci sono differenti compagnie che adottano la formula garage, è bene informarsi prima e capire anche quanto si andrà a risparmiare scegliendo questa opzione.

La copertura assicurativa per queste due particolari categorie di veicoli, storici e d’epoca, ha una classe di merito fissa, che non prevede il sistema bonus/malus e permette la guida libera, quindi nulla cambia se al volante c’è una persona diversa dall’intestatario. Chi possiede più auto storiche, definito collezionista, può chiedere la formula garage, che conviene di più rispetto alla stipula di differenti polizze singole.

L’articolo Auto d’epoca, cos’è e a cosa serve l’assicurazione formula garage proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Tesla Model X: modelli, prezzi, dotazioni e foto

title

La Tesla Model X – nata nel 2016 – è il modello più esclusivo della Casa statunitense creata da Elon Musk: una grande SUV elettricatrazione integrale caratterizzata da scenografiche porte posteriori con apertura ad ali di falco.

In questa guida all’acquisto della Tesla Model X analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino della crossover californiana a emissioni zero, una delle migliori proposte della categoria: prezzimotori, accessori, prestazioni, pregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Le foto della Tesla Model X

Tesla Model X: le caratteristiche principali

La Tesla Model X è una versatile SUV elettrica americana con un abitacolo spaziosissimo che presenta qualche imprecisione di troppo alla voce “finiture” e un bagagliaio ampio.

Agile nelle curve a dispetto delle dimensioni esterne ingombranti (oltre cinque metri di lunghezza), monta una batteria “monstre” da 100 kWh (record tra le vetture a emissioni zero in commercio in Italia condiviso con l’ammiraglia Model S) che garantisce un’eccellente autonomia (507 km per la Long Range).

title

Tesla Model X: gli allestimenti

Gli allestimenti della Tesla Model X – entrambi molto costosi e poco personalizzabili – sono due: Long RangePerformance.

Tesla Model X Long Range

La dotazione di serie della Tesla Model X Long Range comprende:

  • Due motori elettrici (potenza complessiva di 423 CV)
  • Trazione integrale
  • Sospensioni pneumatiche adattive
  • Interni premium (portiere anteriori e posteriori ad apertura automatica, impianto audio premium, sedili anteriori e posteriori riscaldati, volante riscaldato, sbrinatore per tergicristalli e riscaldamento per ugelli, sistema di filraggio aria HEPA, Premium Connectivity 1 anno incluso, Music and media over Bluetooth, apertura automatica del garage basata sulla posizione, fari fendinebbia a LED, parabrezza panoramico con protezione da raggi ultravioletti e infrarossi, specchietti fotocromatici riscaldati regolabili elettricamente, profili di guida personalizzati e ricarica del telefono wireless nella consolle centrale)
  • Cerchi in lega da 20″
  • Pilota automatico (consente alla vettura di sterzare, accelerare e frenare automaticamente in base alla presenza di altri veicoli e di pedoni nella corsia di marcia)

Tesla Model X Performance

La Tesla Model X Performance aggiunge alla dotazione della Long Range:

  • Due motori elettrici (potenza complessiva di 680 CV)
  • Modalità Ludicrous
  • Design degli interni migliorato con modanatura in fibra di carbonio

title

Tesla Model X: modelli e prezzi di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della Tesla Model X. La gamma motori della grande SUV elettrica californiana è composta da due unità potenti, scattanti e – ovviamente – silenziose:

  • due motori elettrici da 423 CV
  • due motori elettrici da 680 CV

Tesla Model X Long Range (89.990 euro)

La Tesla Model X Long Range è la versione “base” della crossover americana a emissioni zero ma anche quella con più autonomia (507 km), nonché quella che ci sentiamo di consigliare. I due motori elettrici generano una potenza di 423 CV e permettono alla voluminosa Sport Utility “yankee” a batteria di raggiungere una velocità massima di 250 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 4,6 secondi.

Tesla Model X Performance (106.990 euro)

La Tesla Model X Performance è la versione più sportiva dell’elegante SUV a stelle e strisce: due motori elettrici da 680 CV, autonomia di 487 km, 261 km/h di velocità massima e uno “0-100” da 2,8 secondi.

title

Tesla Model X: gli optional

La dotazione di serie della Tesla Model X andrebbe a nostro avviso arricchita con due optional fondamentali: la guida autonoma al massimo potenziale (6.700 euro: funzione Navigazione con Autopilot, guida automatica nella gestione dello svincolo autostradale, inclusi incroci e sorpassi di auto più lente, cambi di corsia automatici durante la guida in autostrada, parcheggio parallelo e perpendicolare, parcheggio e recupero automatico del veicolo) e la vernice metallizzata (1.600 euro).

Tesla Model X usata

Le Tesla Model X usate sono abbastanza facili da trovare: le versioni con batteria da 75 kWh si portano a casa con meno di 70.000 euro.

Tesla Model X interni

L’abitacolo della Tesla Model X – illuminato da un ampio parabrezza panoramico e contraddistinto da un immenso touchscreen da 17″ sulla plancia – è omologato cinque posti: chi non si accontenta può optare per i sette posti (optional a 3.800 euro) o i sei posti (7.000 euro).

L’articolo Tesla Model X: modelli, prezzi, dotazioni e foto proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Panni pulizia auto, dalla microfibra al daino: quali sono i migliori

title

Uno degli accessori fondamentali per ottenere ottimi risultati nella pulizia della propria auto è senza dubbio il panno che si utilizza per la carrozzeria e per lucidare le parti esterne della vettura. Scegliendo infatti un ottimo prodotto, del materiale giusto, si può asciugare perfettamente l’auto senza lasciare aloni e macchie ed è possibile anche lavare i vetri, spolverare le parti in plastica e la carrozzeria, andando anche a pulire i cerchi. In commercio ci sono panni in microfibra oppure in pelle di daino, naturale o sintetica. Vediamo quali sono le loro caratteristiche e quindi quale scegliere per la pulizia della propria auto.

Panni per la pulizia dell’auto: pelle di daino, il più classico

I panni in pelle di daino sono accessori che oggi spesso vengono considerati antichi e ormai “passati”, mentre fino a qualche anno fa erano in assoluto i più utilizzati e prediletti per la pulizia dell’auto, ogni automobilista aveva un panno di daino nel cruscotto della macchina. Si può trattare di pelle vera o sintetica e in realtà è davvero ottima per asciugare la carrozzeria e lucidarla, oppure andare a pulire i vetri e le parti cromate, facendoli splendere.

Il risultato è davvero eccellente, soprattutto se si compra un panno in pelle di daino di ottima qualità, che è sicuramente più costoso di altri prodotti mediocri. Al primo utilizzo non dimenticate di sciacquarlo e strizzarlo diverse volte e ricordate sempre di usarlo completamente aperto, senza mai piegarlo; questo è il motivo per cui bisogna comprare un panno delle giuste dimensioni, prenderlo troppo grande potrebbe essere molto scomodo da usare.

Ricordate di lavare bene la pelle di daino dopo ogni utilizzo, sciacquandola con acqua calda e un goccio di sapone per il bucato, lasciandola poi asciugare all’aria aperta. Una volta asciutta la pelle si secca e poi torna morbida al contatto con l’acqua. Controllate sempre bene l’etichetta, al momento dell’acquisto, per capire se il panno si può usare con dei detersivi o solo con acqua calda. Per chi è consigliato il panno in pelle di daino? Per le persone più ordinate e precise, che asciugano l’auto in ogni minimo angolo.

Panni per la pulizia dell’auto: microfibra, il più semplice e comodo da usare

I panni in microfibra sono quelli più diffusi oggi, non danno gli stessi risultati della pelle di daino, ma non necessitano nemmeno della cura e della manutenzione appena descritte. È un materiale molto semplice da usare e che è utile sia per spolverare, che per lavare, asciugare e lucidare le varie parti dell’auto. Con i panni in microfibra potete anche usare una cera o dei detersivi appositi per lavare e lucidare la macchina.

Anche la microfibra è un materiale delicato, soprattutto non lascia pelucchi e residui di alcun tipo. Ne esistono di differenti tipologie, panni dalla trama più o meno sottile. Per pulire e lucidare i vetri solitamente si sceglie quello più sottile e delicato, utile per non lasciare aloni. Per la carrozzeria invece va bene la trama più grossa, i filamenti morbidi per la lucidatura, quelli allungati invece per asciugare l’auto dopo il lavaggio. I panni in microfibra vanno benissimo anche per spolverare gli interni, devono essere morbidi e si possono usare senza alcun detergente, perché attirano a sé la polvere.

Tra i vantaggi dei panni in microfibra c’è sicuramente il prezzo inferiore e anche il rischio di danneggiarli minore, basta lavarli dopo averli usati. Sono quindi consigliati per chi non ha tempo e dedizione particolare alla manutenzione degli accessori auto.

L’articolo Panni pulizia auto, dalla microfibra al daino: quali sono i migliori proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Filtro antiparticolato auto diesel, quando occorre sostituirlo?

title

Il filtro antiparticolato è un dispositivo che serve per il post-trattamento dei gas di scarico, presente sulle auto alimentate a gasolio, a partire dalla categoria Euro 4. È importante controllare che sia sempre funzionante e provvedere nel caso ci siano dei problemi. Vediamo quali potrebbero essere i disturbi e le conseguenze.

Come funziona il filtro antiparticolato dell’auto?

Il filtro antiparticolato delle auto diesel viene monitorato costantemente grazie ad un software di diagnosi e di gestione. In questo modo riesce a fare il suo dovere in maniera corretta; è inoltre abbinato ad un precatalizzatore, che filtra le polveri sottili. Il sistema ha il compito di accumulare i gas combustibili nel collettore di scarico e poi convogliarli verso la marmitta, facendoli passare attraverso il filtro e procedendo verso il vaso di espansione, il silenziatore e poi l’uscita. Per evitare problemi e malfunzionamenti, è fondamentale una costante manutenzione.

Quali problemi potrebbe presentare il filtro antiparticolato?

Il principale problema per il filtro antiparticolato è l’intasamento, il guidatore viene avvisato da una spia che si accende nel momento in cui bisogna pulirlo. È necessario guidare la propria auto ad una velocità compresa tra i 60 e i 90 km/h per tutto il tempo dell’operazione, per fare in modo che il filtro si rigeneri. Se la centralina di monitoraggio, durante la diagnosi, rileva un’otturazione, allora avvia la pulizia.

Quando è necessario sostituire il filtro antiparticolato e i prezzi

La rigenerazione del filtro antiparticolato è un processo di combustione delle polveri sottili necessario per la pulizia del filtro stesso, si attiva automaticamente e viene comunicata attraverso una spia al conducente dell’auto diesel. Quando il filtro antiparticolato ha dei problemi, solitamente questi dipendono dall’utilizzo esclusivo in città e rendono necessaria la sostituzione dell’elemento, invece della sola rigenerazione.

I prezzi del filtro antiparticolato possono variare a seconda dell’operazione che si deve effettuare, bastano infatti poche decine di euro per comprare dei prodotti specifici per una pulizia con un kit fai date, per la pulizia professionale fatta da un meccanico specializzato invece si possono pagare fino a 500 euro circa. Nel caso in cui si debba proprio sostituire, il prezzo del filtro antiparticolato varia in base alla vettura e può andare dai 500 ai 5000 euro, anche a seconda del costo della manodopera e del tipo di ricambio.

Rimuovere il filtro antiparticolato, si può fare?

Per evitare di incorrere in problemi ripetitivi negli ultimi anni purtroppo molti automobilisti stanno ricorrendo ad una pratica che ormai è diventata abituale per tanti, ma che non è assolutamente legale, ovvero rimuovere il filtro antiparticolato dalla propria vettura diesel.

Raccomandiamo di non farlo, perché viene violato l’art. 78 del Codice della Strada, chi infatti circola con un’auto alla quale è stato tolto questo elemento o comunque modifica anche altre caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione è assolutamente sanzionabile. La multa prevista per chi elimina il filtro antiparticolato dall’auto va da 422 a 1.697 euro, con ritiro della carta di circolazione e obbligo di ripristino del filtro antiparticolato.

E non è tutto, questa pratica illegale potrebbe portare anche dei problemi dal punto di vista penale. Infatti l’art. 452 bis del Codice Penale prescrive la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro per chi provoca un deterioramento o una compromissione dell’aria, delle acque o del suolo e sottosuolo abusivamente.

 

 

L’articolo Filtro antiparticolato auto diesel, quando occorre sostituirlo? proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Euro NCAP: tutte le novità dei crash test 2020

title

I prossimi crash test Euro NCAP saranno ancora più precisi rispetto al passato: il consorzio che valuta la sicurezza delle auto nuove ha introdotto numerose novità che debutteranno nella prossima sessione di prove, rimandata a dopo l’estate a causa del coronavirus. Scopriamole insieme.

Euro NCAP 2020: le novità sulla protezione degli occupanti

Una nuova barriera mobile per la prova dello scontro frontale che ricostruisce in modo più veritiero l’urto tra due automobili e l’introduzione della valutazione dell’interazione tra conducente e passeggero in caso di crash laterale. I nuovi protocolli premieranno le auto dotate di airbag in grado di evitare o attenuare le conseguenze dei contatti tra le teste dei due occupanti.

Euro NCAP 2020: le novità sulla frenata automatica

I nuovi crash test Euro NCAP 2020 valuteranno l’investimento del pedone in retromarcia e la svolta in corrispondenza di un incrocio.

Euro NCAP 2020: le novità sullo stato di attenzione del conducente

Verranno valutati i sistemi di monitoraggio dello stato di attenzione del conducente che rilevano e prevengono l’affaticamento e la distrazione.

Euro NCAP 2020: le novità sulla sicurezza post-incidente

Nei nuovi test Euro NCAP 2020 verranno analizzate la funzionalità del sistema eCall e la disponibilità di idonee informazioni e facilitazioni per le squadre di soccorso chiamate a intervenire.

Sarà inoltre disponibile una app, chiamata Euro Rescue e rivolta agli operatori del soccorso, con le schede di soccorso di tutte le auto in commercio nelle quali sono evidenziate tutte le caratteristiche “pericolose” del veicolo (serbatoio, batteria, etc…).

L’articolo Euro NCAP: tutte le novità dei crash test 2020 proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Ferrari Grand Tour: una mostra al MEF di Modena

title

Sarà aperta fino a febbraio 2021 la mostraFerrari Grand Tour, un viaggio tra passione e bellezza” al MEF (Museo Enzo Ferrari) di Modena. Una celebrazione della storia della Casa emiliana attraverso le sue Gran Turismo più eleganti.

Il percorso espositivo attraversa cinque portali multimediali che rappresentano cinque città – Parigi (con la 166 Inter Touring del 1949 e la 375 MM del 1954 presentate per la prima volta nella Ville Lumière), Londra (con la 330 GT 2+2 del 1964, immortalata all’epoca davanti a Westminster per la presentazione ai clienti della Maranello Concessionarie), New York (con la 250 GT SWB del 1959 che ha sfilato nel 2016 alla 30 Million Cars Rally della Grande Mela), Shanghai (con la 612 Scaglietti che nel 2005 fece un tour di 15.000 miglia attraverso la Cina) e Abu Dhabi – e si conclude idealmente in Italia con l’ultima nata del Cavallino: la Roma.

title

Mostra Ferrari Grand Tour al MEF di Modena: date e orari di apertura

Il Museo Enzo Ferrari di Modena è aperto tutti i giorni (tranne il 25 dicembre e l’1 gennaio) dalle 09:30 alle 18:00 – dalle 09:30 alle 19:00 fino a ottobre – con orario continuato.

Il biglietto costa 17 euro (15 euro ridotto studenti e Over 65 e 7 euro per i minori di 19 anni accompagnati dai genitori).

Museo Enzo Ferrari Modena: le informazioni relative al coronavirus

Il Museo Enzo Ferrari di Modena è aperto con ingressi contingentati: l’accesso è garantito solo a chi è già in possesso del biglietto. Bisogna rispettare tassativamente l’orario indicato sul ticket e non si può stare più di un’ora e mezza.

Prima dell’ingresso – al fine di garantire la sicurezza e la salute di visitatori e dipendenti – è prevista la rilevazione della temperatura corporea a tutti. Non sarà consentito l’ingresso a coloro ai quali verrà rilevata una temperatura superiore a 37,5° C. In questo caso sarà comunque possibile richiedere il rimborso totale del biglietto oppure chiedere di riprogrammare la visita concordando un’altra data e orario.

All’interno del Museo Enzo Ferrari di Modena è obbligatorio indossare la mascherina chirurgica (tranne che per i bambini fino a 6 anni), fornita dal museo a chi ne è sprovvisto. Sono inoltre presenti segnalazioni di distanza a terra da rispettare rigorosamente.

L’articolo Ferrari Grand Tour: una mostra al MEF di Modena proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Bruce McLaren, una vita breve ma intensa

title

È stata una vita breve ma intensa quella di Bruce McLaren. Questo mito neozelandese del motorsport è noto ai più per aver fondato la McLaren (la seconda scuderia più vincente del Circus – in termini di GP – dietro alla Ferrari nonché una delle più prestigiose Case automobilistiche britanniche) ma è stato molto altro.

Scopriamo insieme la storia del pilota/progettista/imprenditore oceanico, un uomo capace di diventare vicecampione del mondo F1, di conquistare il GP di Monte Carlo e la 24 Ore di Le Mans (e non un’edizione qualsiasi) e di creare un colosso dell’automobilismo prima di compiere 33 anni.

Bruce McLaren: la storia

Bruce McLaren nasce il 30 agosto 1937 a Auckland (Nuova Zelanda): appassionato di motori fin da bambino (il padre ha un’officina), contrae a nove anni la malattia di Legg-Calvé-Perthes. Guarisce ma dovrà convivere per il resto della vita con la gamba sinistra più corta della destra.

L’esordio nelle corse

Bruce inizia a gareggiare nelle corse locali nel 1952 e affronta il primo impegno importante – il GP di Nuova Zelanda al volante di una Austin-Healey – nel 1956. L’anno seguente arriva quinto a Ardmore e si trasferisce in Europa dopo aver vinto una specie di borsa di studio rivolta ai giovani piloti neozelandesi.

Il debutto in F1

Nel 1958 Bruce McLaren va a vivere nel Regno Unito e corre per la Cooper sotto l’ala protettrice dell’australiano Jack Brabham: debutta in F1 nel GP di Germania e chiude in quinta posizione assoluta con una monoposto di F2 e disputa due Gran Premi nel corso della stagione risultando più veloce del proprio mentore.

I record e la prima vittoria

McLaren viene promosso nella squadra ufficiale Cooper nel 1959: più lento del compagno Brabham (che al volante della stessa monoposto si laurea campione del mondo) ma più rapido dello statunitense Masten Gregory, si ritira a Monza per un problema al motore in una gara nella quale il nostro Giorgio Scarlatti con la stessa vettura taglia il traguardo in dodicesima posizione.

Una stagione ricca di soddisfazioni per Bruce McLaren: con il quinto posto a Monte Carlo diventa il più giovane pilota ad andare a punti in F1, in Gran Bretagna a soli 21 anni, 10 mesi e 18 giorni conquista il giro veloce (record di precocità che verrà battuto solo nel 2003 da Fernando Alonso) e il podio (3°) e ottiene il primo successo in carriera nel Circus negli USA.

Vicecampione del mondo

Il 1960 è il migliore anno di sempre per Bruce: una stagione iniziata con un trionfo in Argentina e chiusa con il titolo di vicecampione del mondo dietro al coéquipier Brabham. Nel mezzo, tra le altre cose, un quarto posto in Gran Bretagna (corsa nella quale il compagno statunitense Chuck Daigh si ritira) e un terzo negli USA (con lo scozzese Ron Flockhart ritirato).

L’anno successivo – al volante di una Cooper meno competitiva – Bruce McLaren ottiene un solo podio (terzo in Italia) ma risulta più rapido di Brabham. Risalgono invece al 1962 – anno in cui il driver neozelandese fa meglio del nuovo coéquipier, il sudafricano Tony Maggs – il trionfo a Monte Carlo e il terzo posto negli USA in una corsa che vede il ritiro del compagno statunitense Timmy Mayer.

Nasce la McLaren

Nel 1963 Bruce fonda la scuderia McLaren e porta a casa con la Cooper tre podi (una seconda piazza in Belgio e due terzi posti a Monte Carlo e in Italia) risultando nuovamente più rapido di Maggs mentre l’anno successivo surclassa il compagno americano Phil Hill, ottiene due secondi posti in Belgio e in Italia e – nelle attività extra-F1 – si aggiudica la prima edizione del campionato oceanico Tasman Series con una Cooper davanti a Brabham e al neozelandese Denny Hulme. Il 1965 è l’ultimo anno di McLaren alla Cooper: più veloce del compagno austriaco Jochen Rindt, termina in terza posizione il GP del Belgio.

F1, Le Mans e Can-Am

La McLaren debutta nel Mondiale F1 1966 con Bruce come unico pilota (miglior piazzamento un quinto posto negli USA). La soddisfazione più grande per il driver neozelandese arriva però con il trionfo alla 24 Ore di Le Mans (gara raccontata nel film Le Mans ’66 – La grande sfida) al volante della Ford GT40 in coppia con il connazionale Chris Amon.

Nel 1967 Bruce corre in F1 con la McLaren (quarto a Monte Carlo come miglior risultato) e con la Eagle (tre ritiri), conquista il campionato Can-Am con una sua vettura davanti a Hulme e al britannico John Surtees grazie a due successi (Laguna Seca e Riverside) e sale sul gradino più alto del podio della 12 Ore di Sebring con una Ford GT40 guidata insieme all’americano Mario Andretti.

Gli ultimi anni

La McLaren disputa per la prima volta tutti i GP del Mondiale F1 nel 1968: Bruce conquista l’ultimo trionfo in carriera nel Circus in Belgio (primo successo di sempre per la scuderia da lui creata) ma il coéquipier Hulme fa meglio con due vittorie in Italia e in Canada. Per quanto riguarda le corse non iridate segnaliamo la conquista della Race of Champions davanti al messicano Pedro Rodríguez e a Hulme.

Nel 1969 Bruce con tre podi (secondo in Spagna e terzo in Gran Bretagna – in una corsa che vede il ritiro del compagno britannico Derek Bell – e Germania) risulta più rapido di Hulme (il quale però trionfa in Messico) e si aggiudica il secondo campionato Can-Am davanti a Hulme grazie a sei vittorie (Mosport, Watkins Glen, Road America, Michigan, Laguna Seca e Texas).

Nello stesso anno vede la luce la prima McLaren stradale di sempre: la M6GT, variante “ammorbidita” della M6A dominatrice della serie Can-Am due anni prima. Prodotta in soli due esemplari (uno di questi utilizzato come auto personale da Bruce McLaren), è spinta da un motore 5.7 V8 Chevrolet.

Fine della corsa

Bruce disputa le prime tre gare del Mondiale F1 1970 e porta a casa una seconda piazza in Spagna ma nel complesso non convince quanto il compagno Hulme.

Bruce McLaren scompare il 2 giugno 1970 sul circuito di Goodwood (Regno Unito) durante un test di una vettura destinata alle corse nella serie Can-Am.

L’articolo Bruce McLaren, una vita breve ma intensa proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Immatricolazioni auto maggio 2020: tutti i dati e le classifiche

title

Il coronavirus continua a farsi sentire anche a maggio 2020 per quanto riguarda le immatricolazioni auto in Italia. Nonostante la fase 2 e la fine del lockdown le vendite di auto nuove hanno fatto registrare un forte calo: – 49,61% (99.711 vetture targate contro 197.881) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tra le big i “migliori” risultati sono arrivati da Peugeot (- 39,06%) e Ford (- 42,52%).

Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto in Italia a maggio 2020: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e dei 10 veicoli più acquistati in base al segmento, all’alimentazione e alla carrozzeria.

Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli più venduti in Italia

title

Anche nella fase 2 di maggio 2020 la Fiat Panda è stata l’auto più amata dagli italiani. Dietro di lei troviamo però due “new-entry” – la Volkswagen T-Roc e la Lancia Ypsilon (due modelli che il mese scorso erano addirittura fuori dalle prime dieci posizioni) – che hanno scalzato dal podio la Renault Zoe e la Jeep Compass.

Per quanto riguarda la “top ten” delle immatricolazioni auto – tornata alla normalità – segnaliamo l’addio di ben cinque modelli (Renault ZoeOpel CorsaPeugeot 208Fiat TipoPeugeot 3008), rimpiazzati – oltre che dal duo T-Roc/Ypsilon – dalla Dacia Duster e dalle Renault CapturClio.

Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020
Fiat Panda 6.477
Volkswagen T-Roc 2.501
Lancia Ypsilon 2.437
Jeep Compass 2.336
Fiat 500X 2.333
Dacia Duster 2.271
Citroën C3 2.269
Renault Captur 2.215
Renault Clio 2.118
Jeep Renegade 2.112

Immatricolazioni auto maggio 2020: la classifica delle Case più amate in Italia

La Casa più amata dagli italiani a maggio 2020? Ovviamente Fiat. La Casa torinese domina anche questo mese la classifica delle immatricolazioni auto seguita da VolkswagenFord (sul podio al posto di PeugeotRenault.

Poche novità per quanto riguarda la “top ten” con Dacia Toyota che hanno preso il posto di Alfa RomeoLancia.

Le Case più vendute in Italia a maggio 2020
Fiat 13.975 (- 60,04%)
Volkswagen 8.910 (- 52,94%)
Ford 6.868 (- 42,52%)
Peugeot 6.257 (- 39,06%)
Renault 6.219 (- 52,21%)
Citroën 4.770 (- 44,74%)
Jeep/Dodge 4.608 (- 45,56%)
Dacia 4.532 (- 49,54%)
Toyota 4.309 (- 52,16%)
Opel 3.988 (- 62,75%)
Audi 3.841 (- 43,03%)
BMW 3.810 (- 31,43%)
Mercedes 3.562 (- 41,09%)
Suzuki 2.867 (- 17,87%)
Kia 2.445 (- 39,54%)
Lancia/Chrysler 2.438 (- 59,97%)
Hyundai 2.358 (- 49,70%)
Skoda 1.910 (- 34,30%)
Nissan 1.644 (- 58,83%)
Seat 1.600 (- 44,23%)
Volvo 1.538 (- 12,91%)
Alfa Romeo 1.172 (- 50,15%)
Mini 1.167 (- 44,14%)
Land Rover 985 (- 16,10%)
Mazda 713 (- 28,56%)
Porsche 549 (- 40,71%)
Honda 389 (- 54,34%)
Smart 362 (- 84,99%)
Lexus 337 (- 56,40%)
DS 331 (- 18,87%)
Mitsubishi 237 (- 74,41%)
Jaguar 216 (- 63,64%)
DR 185 (- 15,14%)
Subaru 173 (- 24,12%)
Maserati 88 (- 55,10%)
Tesla 80 (- 50,31%)
Mahindra 62 (- 26,19%)
Ferrari 62 (+ 47,62%)
Great Wall 61
Ssangyong 45 (- 79,07%)
Altre 29 (- 35,56%)
Lamborghini 16 (- 66,67%)
Aston Martin 3 (- 25,00%)

Immatricolazioni auto maggio 2020: top 10 per segmento

Le graduatorie relative alle immatricolazioni auto di maggio 2020 per segmento sono state stravolte rispetto al mese scorso: la Lancia Ypsilon ha soffiato alla Renault Zoe il primo posto nel “segmento B”, la Volkswagen T-Roc ha superato la Jeep Compass nel “C” mentre la Volkswagen Tiguan è la nuova leader del “segmento D” al posto della Tesla Model 3.

Grandi cambiamenti anche tra le vetture lussuose con la Mercedes GLE che ha tolto alla Land Rover Range Rover Sport lo scettro del “segmento E” e la Porsche 911 davanti a tutte nel “segmento F” al posto della Tesla Model S.

title

Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020 per segmento
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento A” più vendute in Italia
Fiat Panda 6.477
Fiat 500 1.790
Volkswagen up! 853
Suzuki Ignis 795
Toyota Aygo 728
Hyundai i10 676
Kia Picanto 583
Citroën C1 462
Suzuki Jimny 421
Smart EQ fortwo 317
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento B” più vendute in Italia
Lancia Ypsilon 2.437
Citroën C3 2.269
Renault Captur 2.215
Renault Clio 2.118
Dacia Sandero 2.088
Opel Corsa 1.876
Ford Fiesta 1.826
Toyota Yaris 1.798
Peugeot 208 1.786
Peugeot 2008 1.664
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento C” più vendute in Italia
Volkswagen T-Roc 2.501
Jeep Compass 2.336
Fiat 500X 2.333
Dacia Duster 2.271
Jeep Renegade 2.112
Fiat Tipo 1.499
Peugeot 3008 1.343
Ford EcoSport 1.235
Mercedes classe A 1.010
Ford Focus 968
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento D” più vendute in Italia
Volkswagen Tiguan 1.449
Audi Q3 1.000
Ford Kuga 767
BMW X1 752
BMW X3 607
Land Rover Range Rover Evoque 598
Audi A4 566
Mercedes GLC 518
Toyota RAV4 515
BMW serie 3 427
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento E” più vendute in Italia
Mercedes GLE 306
Audi A6 254
BMW X5 220
Land Rover Range Rover Sport 157
Porsche Cayenne 150
Audi Q8 135
BMW X6 115
BMW serie 5 95
Mercedes classe E 79
Volvo XC90 70
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento F” più vendute in Italia
Porsche 911 94
Ferrari 488 23
Ferrari Portofino 23
Maserati Ghibli 21
Porsche Panamera 20
Porsche Taycan 20
Jaguar F-Type 18
BMW serie 7 16
Tesla Model S 14
Tesla Model X 13

Immatricolazioni auto maggio 2020: top 10 per alimentazione

I cambiamenti nella classifica delle immatricolazioni auto in Italia a maggio 2020 relativa all’alimentazione hanno riguardato solo tre categorie: la Ford Puma prima tra le vetture ibride al posto della Fiat 500, la Dacia Duster che sorpassa la Fiat Panda nella graduatoria delle vetture a GPL e la Seat Arona che toglie sempre alla Panda il primato tra i modelli a metano.

title

Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020 per alimentazione
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli a benzina più venduti in Italia
Fiat Panda 4.962
Citroën C3 1.799
Lancia Ypsilon 1.410
Opel Corsa 1.316
Volkswagen T-Roc 1.299
Renault Captur 1.236
Volkswagen T-Cross 1.235
Peugeot 208 1.137
Fiat 500X 1.063
Volkswagen Polo 1.054
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli diesel più venduti in Italia
Jeep Compass 2.063
Jeep Renegade 1.348
Fiat 500X 1.270
Volkswagen T-Roc 1.202
Peugeot 3008 1.123
Volkswagen Tiguan 997
Fiat Tipo 935
Dacia Duster 906
Renault Captur 868
Audi Q3 792
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 ibride più vendute in Italia
Ford Puma 1.200
Suzuki Swift 906
Toyota Yaris 753
Fiat 500 731
Suzuki Ignis 725
Toyota C-HR 681
Land Rover Range Rover Evoque 568
Toyota RAV4 515
Toyota Corolla 487
Suzuki Vitara 385
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli a GPL più venduti in Italia
Dacia Duster 1.199
Fiat Panda 1.012
Lancia Ypsilon 726
Renault Clio 681
Ford Fiesta 537
Dacia Sandero 509
Kia Stonic 254
Kia Sportage 228
Kia Picanto 219
Fiat 500 209
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli a metano più venduti in Italia
Seat Arona 350
Volkswagen up! 202
Fiat Panda 197
Skoda Kamiq 197
Skoda Octavia 176
Volkswagen Polo 145
Volkswagen Golf 144
Seat Ibiza 127
Seat Leon 126
Skoda Scala 78
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 elettriche più vendute in Italia
Renault Zoe 529
Smart EQ fortwo 308
Volkswagen e-up! 299
Opel Corsa-e 107
Peugeot e-208 102
Nissan Leaf 68
Tesla Model 3 53
Hyundai Kona EV 51
Mini Cooper SE 50
Smart EQ forfour 45

Immatricolazioni auto maggio 2020: top 10 per carrozzeria

La fase 2 post-lockdown ha modificato pesantemente le immatricolazioni auto di maggio 2020 relative alla carrozzeria: la Volkswagen T-Roc è diventata la crossover più amata dagli italiani al posto della Jeep Compass (la quale però a sua volta ha sfilato all’Alfa Romeo Stelvio il primo posto tra le fuoristrada).

Per quanto riguarda le monovolume segnaliamo il sorpasso della Mercedes classe B ai danni della Citroën C4 SpaceTourer nella categoria “MPV compatte” e quello della Citroën SpaceTourer sulla “gemella” Opel Zafira Life tra le “grandi”. Ultima, ma non meno importante, la lotta per il primato tra le “scoperte” con la Mini Cabrio che ha superato la Porsche 911 Cabriolet.

title

Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020 per carrozzeria
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 berline più vendute in Italia
Fiat Panda 6.477
Lancia Ypsilon 2.437
Citroën C3 2.269
Renault Clio 2.112
Dacia Sandero 2.088
Opel Corsa 1.876
Ford Fiesta 1.826
Toyota Yaris 1.798
Fiat 500 1.790
Peugeot 208 1.786
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 crossover più vendute in Italia
Volkswagen T-Roc 2.340
Fiat 500X 2.330
Renault Captur 2.215
Dacia Duster 1.981
Jeep Renegade 1.728
Peugeot 2008 1.664
Ford Puma 1.600
Volkswagen T-Cross 1.575
Jeep Compass 1.454
Peugeot 3008 1.304
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 fuoristrada più vendute in Italia
Jeep Compass 882
Land Rover Range Rover Evoque 570
BMW X3 559
Mercedes GLC 518
Suzuki Jimny 421
Jeep Renegade 384
Audi Q5 378
Audi Q3 370
Alfa Romeo Stelvio 324
Suzuki Vitara 319
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 station wagon più vendute in Italia
Fiat Tipo SW 615
Audi A4 Avant 532
Skoda Octavia Wagon 367
Ford Focus SW 342
Volkswagen Passat Variant 326
Volvo V60 296
Toyota Corolla Touring Sports 290
BMW serie 3 Touring 278
Peugeot 308 SW 267
Audi A6 Avant 216
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 2 piccole monovolume più vendute in Italia
Fiat 500L 1.574
Hyundai ix20 6
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 8 monovolume compatte più vendute in Italia
Mercedes classe B 384
Citroën C4 SpaceTourer 175
Renault Scénic 136
BMW serie 2 108
Dacia Lodgy 78
Volkswagen Touran 35
Nissan Evalia 4
Peugeot 5008 2
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 multispazio più vendute in Italia
Peugeot Rifter 239
Citroën Berlingo 205
Volkswagen Caddy 190
Dacia Dokker 116
Renault Kangoo 85
Opel Combo 72
Ford Tourneo Courier 70
Fiat Qubo 59
Ford Tourneo Connect 28
Toyota Proace City 15
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 monovolume grandi più vendute in Italia
Citroën SpaceTourer 100
Opel Zafira Life 78
Mercedes classe V 47
Peugeot Traveller 47
Toyota Proace 37
Ford S-Max 36
Seat Alhambra 31
Renault Espace 22
Toyota Prius+ 21
Volkswagen Multivan 16
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 coupé più vendute in Italia
Porsche 911 57
Porsche 718 Cayman 24
BMW serie 2 22
Ford Mustang 21
Audi A7 20
Porsche Panamera 20
Porsche Taycan 20
Mercedes classe C Coupé 19
Mercedes classe E Coupé 18
Ferrari 488 18
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 cabrio e spider più vendute in Italia
Mini Cabrio 45
Porsche 911 Cabriolet 37
Smart EQ fortwo cabrio 36
Mazda MX-5 35
BMW Z4 23
Ferrari Portofino 23
Mercedes classe C Cabrio 15
Porsche 718 Boxster 14
Audi A5 Cabrio 13
BMW serie 4 Cabrio 10

L’articolo Immatricolazioni auto maggio 2020: tutti i dati e le classifiche proviene da Icon Wheels.

Fonte: